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Come far mangiare le verdure ai bambini

Pubblicato il 11 giugno 2018 da

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Ma sarà vero che ai bambini non piacciono le verdure? Secondo me no.
Per mia esperienza ai bambini le verdure piacciono moltissimo, ma bisogna tener conto di due fattori: uno è un fattore assolutamente fisiologico – e cioè la selettività naturale dei bambini nei confronti dei cibi nuovi; l’altro è la loro predilezione per il sapore naturale degli alimenti.

Questo significa che le prime due regole generali per far amare le verdure ai bambini sono:

  1. continuare a proporle anche quando vengono rifiutate, a distanza di qualche settimana, in modo che i gusti dei bambini si evolvano;
  2. imparare a servire verdure crude oppure cucinate al vapore, senza troppi intingoli o condimenti che ne coprano il sapore naturale.

Diamo l’esempio: noi mangiamo verdure?

Partiamo dal principio. Una domanda che sembra banale, ma non lo è affatto: noi genitori mangiamo tutti i giorni le verdure?

Molti genitori e amici che mi scrivono lamentandosi che i propri figli non mangino mai verdure, sono essi stessi i primi a non amarle, non cucinarle volentieri e non conoscerle a fondo.

Voi avrete sicuramente notato che nell’ultimo anno noi in famiglia abbiamo iniziato a condividere il nostro amore per le verdure mostrando quasi ogni settimana la spesa fatta dal contadino e poi cucinata per i giorni successivi.
Da allora, da quando ho cominciato a mostrare le mie spese di verdura e condividere le mie ricette, molte persone mi hanno scritto dicendo che hanno introdotto questa stessa abitudine anche nella loro famiglia e, con il passare delle settimane, le verdure sono diventate centrali e nella preparazione dei propri pasti: sono diventate un’abitudine.

Questo è il cambiamento significativo, ma anche molto semplice, che possiamo fare noi adulti, dando il buon esempio ai figli e consolidando una buona abitudine.

Come dico sempre, noi costruiamo il nostro menù settimanale sulle verdure di stagione che abbiamo comprato al mercato.
Se tutti quanti iniziassimo a preparare i menù settimanali mettendo al centro le verdure di stagione e costruendo attorno a loro i piatti da proporre alla famiglia, questo cambiamento diventerebbe molto più rapido e coinvolgerebbe tutti.

Impariamo a non pasticciare in cucina, per conoscere i sapori veri delle verdure

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Per imparare ad amare le verdure il segreto è quello di imparare a conoscerne il sapore vero, senza pasticciare troppo e senza condirle troppo.
Di solito cerchiamo tutti di preparare dei piatti estremamente elaborati, perché cucinare ci gratifica e ci piace mangiare pietanze che siano anche golose.

Nell’educazione alimentare dei bambini, però, questo non è sempre positivo perché, se copriamo tutto con formaggio, uova, burro, e condimenti vari, non insegniamo ai bambini a riconoscere il vero sapore di ogni singolo alimento.
A dire la verità, non solo il sapore, ma anche il colore, la consistenza, la provenienza.

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Nel preparare le pappe dei bambini quindi sarebbe meglio utilizzare la cottura al vapore, come mi avete visto fare con il cuocipappa Chicco Easy Meal, in modo da lasciare le verdure il più naturali possibili, colorate, crude, vive, cotte poco. Lo trovate in tutti i negozi BebeRoyal!

Io sono una grande sostenitrice del piatto unico per tutta la famiglia, tuttavia, a svezzamento inoltrato vi consiglio di proporre i cibi nel piattino separati tra di loro in modo che ogni bambino possa formare il suo gusto personale e capire quali sono le cose che gli piacciono davvero e quelle che non gli piacciono.

In ogni caso, se potete, prima di ogni pranzo, oppure a merenda, proponete ai bambini frutta o verdura al naturale. Per esempio potreste tagliare a bastoncini la verdura di stagione e proporla a merenda così com’è, oppure offrire la frutta fresca insieme a uno yogurt greco.
Oppure servire la verdura cotta al vapore prima di ogni pasto, condita con poco olio crudo, in modo da abituare i bambini a iniziare la cena mangiando prima le verdure.

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Ognuno ha i suoi gusti, non ha senso nascondere le verdure nelle ricette

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Teniamo comunque sempre conto del fatto che ognuno di noi ha i suoi gusti personali ed è molto probabile che alcune cose ai nostri bambini proprio non piacciono, o piaceranno con il tempo.

I nostri gusti infatti cambiano con l’età, con le esperienze e con i cambiamenti del nostro corpo. Alcuni alimenti più particolari richiederanno tanto tempo e pazienza per essere apprezzati.
Per esempio io non ho amato le barbabietole fino all’età di vent’anni, e adesso ne sono golosissima.

Nei bambini piccoli c’è inoltre da tener presente un istinto di sopravvivenza che li rende scettici nell’assaggiare alimenti nuovi durante lo svezzamento, perché il loro istinto di autoprotezione li spinge a mangiare soltanto gli alimenti che già conoscono.

Per questo, a volte, l’introduzione di nuovi alimenti può essere spossante per i genitori, perché il bambino sembra rifiutare a priori certi alimenti (per esempio quelli di colore verde) senza nemmeno volerli assaggiare, solo per puntiglio.

In questi casi io vi consiglio di non insistere mai – anche perché in generale intraprendere delle battaglie durante i pasti con i bambini è sempre un errore che può generare in loro disturbi alimentari estremamente precoci, e io di questo ne so davvero qualcosa!

Piuttosto aspettate di riproporre quella verdura dopo qualche settimana, e poi di nuovo dopo qualche altra settimana, se non fosse di nuovo gradita, riproponendola ciclicamente.

Ad un certo punto vi renderete conto se è proprio sgradita al bambino perché non rientra nei suoi gusti personali, oppure se, piano piano, viene recepita come sicura e quindi il bambino è disposto ad assaggiarla.

Cerchiamo comunque di non nascondere le verdure nei piatti perché i bambini le mangino.

Innanzitutto perché così tendiamo a condire eccessivamente i piatti, aggiungendo formaggi, uova, grassi che ne nascondano il sapore e che allo stesso tempo aumentano l’apporto calorico durante il pasto.

In secondo luogo perché il nostro obiettivo deve essere quello di far amare le verdure ai bambini, non i pasticci, i tortini, le polpette dove abbiamo nascosto quelle verdure che hanno ormai perso qualsiasi loro identità.

L’unico vero modo di far amare le verdure ai bambini quindi, è quello di mangiarle noi stessi, riproporle ciclicamente e cucinarle nel modo più pulito possibile.

Facciamo la spesa insieme, insegniamo ai bambini come nascono le verdure

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Molti bambini moderni non conoscono la provenienza degli alimenti. Pensano che gli hamburger nascano già come hamburger, non sanno che le patate vengono coltivate sotto terra, non sanno come funziona un orto e come si sviluppano le verdure.

Le scuole cercano di fare dei programmi di educazione alimentare anche in collaborazione con le ASL, per insegnare ai bambini la provenienza degli alimenti che sono presenti sulle nostre tavole, ma sarebbe molto importante comunque fare questi esperimenti anche a casa, se ne abbiamo la possibilità, per mostrare ai bambini che le verdure hanno una provenienza sicura e ci si può fidare di mangiarle.

Possiamo quindi provare a fare un piccolo orto sul balcone per insegnare ai bambini il ciclo naturale della vita, dal seme alla pianta, ma soprattutto possiamo portare i bambini al mercato con noi a scegliere le verdure, a apprezzare la varietà di verdure che esistono in circolazione, a riconoscerle e nominarle e quindi a ritenerle meno estranee.

Cuciniamo insieme: manipolare il cibo è fondamentale per averne fiducia

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Dopo aver comprato insieme le verdure, il secondo passo è quello di cucinarle insieme.

Secondo il Metodo Montessori noi non dobbiamo avere paura di dare a un bambino di due o tre anni di vita un coltello in mano, purché ovviamente non sia un coltello da chef.

Questo perché i bambini hanno grandi capacità di motricità fine a quell’età e sono perfettamente in grado di tagliarsi la frutta e la verdura più morbide e, ad esempio, preparare una macedonia. Ovviamente con la nostra supervisione.

È chiaro che avere i bambini intorno in cucina significa prestare il doppio dell’attenzione, perché bisogna mettere in atto tutta una serie di interventi di sicurezza per evitare che si facciano male, si brucino o si taglino. Quindi bisogna avere mille occhi e molto più tempo a disposizione.
Ed è anche chiaro che non tutte le volte noi possiamo avere il tempo di stare dietro ai bambini in questo modo.
Inoltre sicuramente i bambini in cucina sporcano e anche questo per noi potrebbe risultare una perdita di tempo.

Tuttavia è molto importante che, soprattutto con bambini inappetenti, possa avvenire liberamente la manipolazione del cibo, perché è anche attraverso il passaggio tra le mani che il bambino impara a fidarsi di quell’alimento e a consumarlo.

È per questo motivo che l’autosvezzamento è tanto utile, perché il bambino può tenere in mano il suo cucchiaino o prendere il cibo con le mani, ed è proprio questo atto di utilizzare le sue manine per portare il cibo alla bocca che gli permette di prendere la necessaria confidenza con quell’alimento, imparare a masticare senza soffocare, e quindi mettere in atto tutta una serie di cambiamenti che lo porteranno all’autonomia anche nell’alimentazione.

Ci sono tantissime ricette che possiamo cucinare insieme ai bambini anche molto piccoli:

Rendiamo la nostra tavola più bella

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Abbiamo tutti molta fretta, soprattutto quando torniamo dal lavoro, e i bambini devono ancora cenare, lavarsi, mettersi il pigiama, lavarsi i denti e iniziare la routine della nanna.

Tuttavia cerchiamo di rendere piacevole il momento dei pasti facendolo diventare un momento corale della nostra famiglia, che sia divertente e rilassante.

Cerchiamo anche di rendere bella la nostra tavola utilizzando piatti veri, tovaglioli colorati, una bella tovaglia.
Proviamo a servire le pietanze non direttamente dalla pentola, anche se questo ci costerà lavare un piatto in più, ma su piatti da portata, dove possiamo sistemare la frutta e la verdura in modo grazioso e divertente, in modo che sia anche più invitante.

Potremmo prendere esempio dai bento delle mamme giapponesi, che cercano di fare le forme con il cibo (pur senza sprecarlo), per renderlo più accattivante.
Non dico che tutte le sere sia possibile inventare pupazzetti con la frutta o la verdura, ma si possono trovare anche modalità più semplici. Io con mia figlia, ad esempio, inventavo dei piattini estremamente gradevoli anche nella loro semplicità, utilizzando stoviglie colorate, facendo degli spiedini con la frutta e la verdura oppure mettendola tutta in fila nel piatto.

Non è facile trovare il giusto equilibrio per gestire in modo sereno l’alimentazione dei nostri bambini, perché spesso siamo noi a non essere perfettamente tranquilli.

Da una parte abbiamo sempre la paura che i nostri figli non mangino abbastanza e questa paura è assolutamente normale perché deriva dai nostri istinti animali.
Dall’altra parte, per chi come me ha sempre avuto problemi di alimentazione, la paura è doppia perché ci si sente inadeguati nel proporre in modo sano qualcosa che per noi stessi non siamo mai riusciti a fare in modo sano.

Questo però non ci deve scoraggiare, anzi, questo ci deve dare la forza per capire che i nostri errori di adulti possono servirci per attuare un cambiamento qui e ora per il bene dei nostri nostri figli, per fare in modo che loro non soffrano come abbiamo sofferto noi.

Cerchiamo, per quanto possibile, di scrollarci di dosso tutti i pensieri negativi sul cibo, sia sul nostro, sia su quanto mangiano i nostri bambini: Maria Montessori diceva che il bambino è competente.

I bambini sono in grado di imparare a crescere autonomamente semplicemente cogliendo gli stimoli dell’ambiente circostante, i quali devono essere proposti nel momento giusto al modo giusto.

Per questo non ha senso insistere a tavola con i bambini, perché quando rifiutano un cibo probabilmente quello non è il momento giusto per loro.

Allora è molto meglio fare un bel respiro, scrollarci di dosso le nostre paure e fidarci del loro giudizio.
In generale vedremo che i nostri bambini stanno bene, corrono, saltano, giocano, bagnano il pannolino o comunque vanno regolarmente in bagno, sono attivi. E tutti questi sono i segnali del loro benessere e significa che mangiano a sufficienza quindi non c’è bisogno di imboccarli fino a quando sono grandi o corrergli dietro con il cucchiaino.  Anche se abbiamo un bimbo piuttosto magrolino, questo significa che il bambino comunque sta bene.

Sarà solo il pediatra, durante i controlli annuali o nelle visite di routine, a dirci se il nostro figlio ha bisogno di aumentare l’introito calorico giornaliero, oppure di prendere vitamine o integratori.

Se riusciremo a scrollarci di dosso questa paura istintiva sull’alimentazione dei figli, scopriremo che stare insieme a cena tutti quanti è davvero piacevole e quello è diventato il nostro tempo di qualità.

Il cibo quindi non sarà né una punizione, né una consolazione o un premio, ma sarà il modo per prendersi cura gli uni degli altri, e anche di se stessi.



Commenti

4 Commenti per “Come far mangiare le verdure ai bambini”
  1. Mafalda Fissore

    Confermo che costruire il meno l’attendo dalle verdure e non sempre da pasta carne ecc funziona anche X gli adulti in modo eccellente:)

  2. Mafalda Fissore

    Il menu partendo dalle verdure.. maledetto correttore!

  3. Il mio ne va ghiotto! 🙂

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