Infezioni e aborto spontaneo, ma anche riduzione della fertilità?

Pubblicato il 28 Marzo 2019 da

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Infezioni e aborto spontaneo possono essere due fattori correlati? Ebbene sì, l’infezione vaginale batterica potrebbe essere la causa di un aborto spontaneo, e ne dà conferma anche uno studio del dottor P. Oakeshott e medici del St George’s Hospital Medical School di Londra (fonte: www.italiasalute.it)

E l’aborto non è l’unica conseguenza delle infezioni: infatti alcune infezioni non curate (come una candida o anche una banale infezione alla cavità orale), pur non essendo causa diretta di aborto spontaneo, possono interferire con la fertilità, riducendola per processi infiammatori che coinvolgono l’habitat vaginale e il muco cervicale.

Per tanto è sempre bene appurare, qualora si verifichino aborti ripetuti, che non vi siano infezioni all’apparato riproduttivo né in altre sedi.

Cos’è un aborto spontaneo

Un aborto viene definito spontaneo quando l’interruzione di gravidanza avviene entro la 24^ settimana di gestazione, e se avviene per due o più volte di seguito viene detto aborto spontaneo ripetuto o multiplo. Nell’ultimo caso sarebbe opportuno fare tutti gli accertamenti del caso, per cercare di individuare la causa.

Infezioni e aborto spontaneo: quali sono le più pericolose

Purtroppo un aborto spontaneo può essere causato anche da varie condizioni che sembrano non avere molta importanza; se la donna durate un rapporto sessuale avverte dei disturbi, oppure soffre frequentemente di cistite o di perdite maleodoranti, sarebbe opportuno effettuare, con l’ausilio del proprio ginecologo, dei test o degli esami in grado di trovare la cura e risolvere il problema.

Stesso discorso vale per l’uomo: se dopo o durante i rapporti riscontra irritazioni o fastidi, sarebbe il caso di controllare l’eventuale presenza di infezioni come la clamidia, oppure la presenza di batteri come mycoplasma e uroplasma.

La Chlamydia trachomatis è uno dei  batteri più pericolosi che si trasmette soprattutto per via sessuale, e ha un ruolo fondamentale quando avviene un aborto spontaneo. Se una donna presenta tale infezione a livello della cervice, quasi sicuramente subirà un aborto spontaneo, poiché provoca la rottura prematura delle membrane.

Un’altra infezione abbastanza pericolosa, ma che per fortuna molto raramente si contrae, è il Cytomegalovirus, il quale oltre a causare un aborto spontaneo, provoca deficit cognitivi in figli di mamme infette. Non c’è nessuna terapia in grado di bloccare l’infezione, ma comunque regredisce spontaneamente in tempi brevi e si rimane immuni per tutta la vita.

Altre infezioni pericolosi per una gravidanza sono:

  • herpes virus
  • epatite b
  • epatite c
  • HIV
  • sifilide (VDRL)

La Toxoplasmosi, altra pericolosa infezione che può provocare un aborto spontaneo, si contrae attraverso le feci del gatto, ovviamente se quest’ultimo è infetto, oppure attraverso cibi contaminati come la carne e verdure. Ecco perché alle donne in gravidanza è fortemente raccomandato di cucinare per bene ogni tipo di alimento e non mangiare cibo crudo. Se l’infezione si contrae entro la 10^ settimana di gestazione la gravidanza potrebbe interrompersi spontaneamente, se avviene a gravidanza avanzata può provocare seri danni al feto.

Anche il latte può essere infetto, o i latticini preparati con latte infetto (non pastorizzato), da un batterio denominato brucella abortus o brucellosi. L’infezione che ne consegue può provocare un aborto spontaneo; i sintomi dell’avvenuta contaminazione sono febbre alta, stanchezza, dolori articolari e muscolari.

Infezioni e endometrite

Le infezioni batteriche (provocate da Gram-positivi come streptococchi e stafilococchi, gram-negativi come, ad esempio, Escherichia coli, Klebsiella spp., ecc., batteri anaerobi come, ad esempio, Bacteroides spp., ed altri patogeni come Mycoplasma spp, Ureaplasma spp., ecc., possono fare insorgere una complicanza medica denominata endometrite (da non confondere con l’endometriosi).

Si tratta di una patologia infiammatoria su base infettiva, che interessa l’endometrio, ossia la mucosa che riveste internamente l’utero, che può impedire il corretto impianto dell’embrione e quindi l’aborto.

I sintomi principali dell’endometrite sono:

  • il sanguinamento uterino al di fuori dalla mestruazione
  • la menorragia (aumento patologico, per quantità e durata, del flusso mestruale)
  • dolore e/o perdite di sangue durante i rapporti sessuali
  • gonfiore addominale
  • mal di testa
  • febbre e debolezza generalizzata

Non solo infezioni: studi su possibili cause di aborto

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Un recente studio eseguito dai ricercatori dell’Università di Warwick in Gran Bretagna ha rilevato che la probabile mancanza di cellule staminali all’interno della mucosa uterina può provocare aborti spontanei anche ripetuti.

Questo studio dona molte speranze alle donne che non riescono a portare a termine una gravidanza perché soggette ad aborti spontanei: infatti il medico ricercatore Jan Brosens, ha dichiarato che si potrebbe riuscire a correggere il “difetto” prima che una donna possa ritentare di avere un’altra gravidanza. I medici ricercatori hanno capito che la mancanza di cellule staminali all’interno della mucosa dell’utero provoca un invecchiamento della stessa, portando così ad aborti spontanei.

Anche le anomalie cromosomiche possono essere una probabile causa di aborti spontanei. Quasi tutte le cellule umane contengono 46 cromosomi, tranne i gameti che ne possiedono 23. Quando i gameti si incontrano tra loro danno vita al corredo cromosomico completo, e di conseguenza si inizia a formare l’embrione all’interno dell’utero materno, ma se qualcosa durante questa unione fallisce, i gameti avranno numeri diversi di cromosomi rispetto a quelli normali, ed è così che può verificarsi un aborto spontaneo.

Esami da fare in caso di poliabortività

Se una donna ha subìto degli aborti spontanei ripetuti (poliabortività) è il caso si effettuare alcuni esami per verificare l’esatta causa. Vediamone insieme alcuni:

  • tampone collo uterino: esame indolore, molto simile al pap-test, si effettua per verificare l’eventuale presenza di infezioni a livello genitale. Se il test risulta positivo è possibile intraprendere una cura a base di antibiotico.
  • esame citogenetico:  questo esame si effettua per verificare se gli aborti sono causati da anomalie cromosomiche. Si effettua su un campione di tessuto ottenuto durante il raschiamento.
  • isterocopia: con questo test si verifica se vi sono presenti malformazioni a livello dell’utero. Con l’aiuto di un piccolo strumento a fibre ottiche, il ginecologo ha la possibilità di studiare l’interno della cavità uterina e verificarne le presunte malformazioni.

Purtroppo anche una coppia sana può essere segnata da un aborto spontaneo isolato, ma è da considerarsi un evento normale se le gravidanze seguenti, qualora ci fossero, vanno tutte a buon fine. Esami più specifici sono da effettuare dal secondo aborto in poi.



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