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Drilling ovarico come cura per la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)

Pubblicato il 6 settembre 2018 da

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Una donna che soffre della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) ha generalmente delle difficoltà a concepire un bambino, ma oggi si ricorre ad una nuova tecnica chirurgica dall’alta efficacia: il drilling ovarico, che permette di recuperare l’ovulazione.

La sindrome dell’ovaio policistico è un anomalia del sistema endocrino, che tra le altre cose può causare anche cicli mestruali prolungati o completamente assenti per lunghi periodi (amenorrea), diminuzione della crescita di capelli, acne e obesità.

Vi raccontiamo i nostri studi in questo post, ma ricordate: per qualsiasi informazione rivolgetevi sempre e soltanto a un medico competente!

Ruolo degli ormoni nella PCOS

Uno dei sintomi principali della sindrome dell’ovaio policistico è uno squilibrio degli ormoni sessuali, anche se le cause non si conoscono in fondo. Le donne affette da PCOS producono molto più testosterone (ormone maschile)  rispetto ad una donna non affetta da tale patologia, e presentano invece un basso livello di progesterone (ormone femminile) utile al concepimento.

Tale squilibrio ormonale influenza anche l’azione dell’insulina, ormone che aiuta a controllare il livello di zucchero nel sangue, e quindi le donne affette da PCOS sono più propense a contrarre il diabete.

Leggi anche: Calcolo periodo fertile e ovulazione

Cure e trattamenti PCOS

La prima cura che di solito un medico adotta per contrastare la tipica anovulazione di una donna che soffre di ovaio policistico, è la somministrazione del clomifene citrato, per indurre l’ovulazione. Il rischio di questa cura però è di incappare in gravidanze gemellari proprio perché le ovaie potrebbero produrre più di un follicolo.

Come seconda possibilità, il medico potrebbe decidere di far somministrare alla donna farmaci a base di gonadotropine (FSH e LH). Anche questa cura potrebbe avere come risultato finale una gravidanza plurigemellare e inoltre potrebbe verificarsi una iperstimolazione dell’ovaio detta sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), in questo caso il trattamento dovrebbe essere interrotto senza ovviamente praticare nessuna tecnica di procreazione assistita.

Una terza alternativa la ritroviamo nella chirurgia, ovvero attraverso la resezione cuneiforme.

Trattamento chirurgico per PCOS

Una soluzione per contrastare la sindrome dell’ovaio policistico potrebbe essere il trattamento chirurgico, attraverso la resezione cuneiforme, tecnica chirurgica invasiva con la quale si elimina una parte del rivestimento delle ovaie, detto capsula, con l’obbiettivo di rimuovere gran parte del tessuto che produce ormoni maschili come il testosterone.

Più tessuto si riesce ad asportare maggiore sarà la percentuale di successo dell’intervento chirurgico.

Alcuni giorni dopo l’intervento di resezione cuneiforme, i livelli di ormone del sangue cominciano a stabilizzarsi e di conseguenza l’ovulazione riparte. In alcune donne il recupero di una ovulazione mensile è permanente, altre donne dopo alcuni cicli regolari ritornano invece ad avere un ciclo anavulatorio, in altre ancora il trattamento chirurgico non ha alcun effetto e quindi si opta per altre soluzioni.

È doveroso sottolineare che questo tipo di intervento chirurgico potrebbe comportare aderenze post operatorie, le quali potrebbero essere la causa di una mancata fecondazione del follicolo, poiché lo spermatozoo durante il suo tragitto trova molti ostacoli come appunto le aderenze, e per tali motivi che questo intervento ormai non viene più preso in considerazione.

Recentemente si valuta e si ricorre ad una nuova tecnica chirurgica  per permettere di far recuperare alle donne che soffrono della sindrome dell’ovaio policistico un’ovulazione normale e costante: questa tecnica viene chiamata drilling ovarico.

Drilling ovarico come trattamento per PCOS

Una tecnica chirurgica innovativa la quale ultimamente viene presa sempre di più in considerazione dai medici chirurghi è il drilling  ovarico chiamato anche elettro puntura ovarica (diatermia ovarica).

Questa nuova tecnica consiste nel praticare, attraverso laparoscopia, dei piccoli fori (di solito 15) per una profondità e diametro di circa 1-2 mm,  sulla superficie delle ovaie con l’ausilio di un laser o di un bisturi elettrico, in questo modo l’ovulazione spontanea viene stimolata.

A differenza della tecnica di resezione cuneiforme, il drilling ovarico presenta alcuni vantaggi molto importanti:

  • Risulta meno invasivo e meno traumatico dell’intervento chirurgico  di resezione cuneiforme
  • Riduce drasticamente la percentuale di aderenze post operatorie rendendole quasi nulle, a differenza dell’intervento di resezione cuneiforme
  • Alta percentuale di inizio ovulazione spontanea con conseguente gravidanza
  • Aumento di risposta ai farmaci a base di clomifene citrato (clomid)

L’intervento chirurgico di drilling ovarico può essere praticato su una ovaia oppure su  entrambe, ma come tutti gli interventi chirurgici potrebbe provocare degli svantaggi anche se in piccole percentuali, come per esempio aderenze all’interno delle tube di Falloppio.

Il drilling ovarico è un intervento chirurgico effettuato sotto anestesia generale. Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che circa il 50% delle donne che si sono sottoposte a tale intervento riescono a concepire naturalmente.

Purtroppo l’efficacia di un intervento chirurgico di drilling ovarico non dura più di 12 mesi.



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