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Carenza di progesterone responsabile di aborti e mancate gravidanze?

Pubblicato il 1 Febbraio 2019 da

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Cosa comporta la carenza di progesterone nella ricerca di una gravidanza? Può ostacolare il conseguimento di una gravidanza e/o portare addirittura all’aborto?

A volte può capitare che, durante una gravidanza, vi siano delle carenze di determinati ormoni sessuali utili per una corretta continuità della gravidanza stessa. Il più delle volte, l’ormone sessuale che risulta carente è il cosiddetto progesterone, il quale ha un ruolo fondamentale nel ciclo mestruale e nello sviluppo della gravidanza in una donna.

Prima di iniziare, tuttavia, vi ricordiamo che questo non è un sito medico: consultate il vostro ginecologo di fiducia per chiedere informazioni e sapere maggiori dettagli.

Cos’è il progesterone

Il progesterone è un ormone steroideo tipico dell’organismo femminile. Quando quest’ultimo è carente possono presentarsi dei disturbi più o meno fastidiosi, soprattutto durante una gravidanza o durante la ricerca della stessa.

Il progesterone viene sprigionato dalle ovaie dopo il periodo di ovulazione, e il suo lavoro principale è inspessire la membrana che ricopre l’utero (l’endometrio) e preparare quest’ultimo al corretto impianto di un eventuale ovulo fecondato. Se nessun ovulo viene fecondato, quindi non vi è nessuna gravidanza in corso, i livelli di progesterone diminuiscono dando inizio al ciclo mestruale.

Quando i livelli di progesterone, necessari per supportare la fase iniziale di un’eventuale gravidanza, non sono soddisfacenti, si parla di difetto della fase luteale.

Il progesterone svolge anche altre “attività” all’interno di un corpo femminile: per esempio è molto importante per lo sviluppo del seno e durante la fase di allattamento. Anche nel corpo maschile possiamo trovare questo ormone sessuale, anche se in minor quantità rispetto ad una donna, ma non per questo meno importante: svolge infatti un ruolo fondamentale per lo sviluppo degli spermatozoi.

Progesterone basso: quando preoccuparsi

Questo ormone, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, è estremamente importante, specialmente durante gli anni riproduttivi della donna e dell’uomo. Se una donna presenta bassi livelli di progesterone, potrebbe avere serie difficoltà a instaurare una gravidanza, poiché se il rivestimento dell’utero si presenta sottile e non inspessito per come dovrebbe essere, potrebbe non mantenere l’ovulo fecondato, non farlo attecchire e non farlo sviluppare.

Quando sono presenti livelli bassi di progesterone in una donna che non presenta nessuna gravidanza in corso, potrebbero presentarsi i seguenti sintomi:

  • forte mal di testa
  • basso desiderio sessuale
  • cambiamenti repentini di umore, che potrebbero comprendere anche l’ansia e a volte attacchi di panico
  • ciclo mestruale abbastanza irregolare
  • vampate di calore

Mentre, in una donna nella quale si è instaurata una gravidanza, i sintomi di bassi livelli di progesterone che si potrebbero presentare sono i seguenti:

  • aborto spontaneo, poiché l’utero non si presenta abbastanza forte per mantenere una gravidanza
  • dolore addominale
  • secchezza a livello della vagina
  • dolore costante al seno
  • stanchezza
  • bassi livelli di zucchero nel sangue

Bassi livelli di progesterone possono indicare anche qualcosa di più grave, come ad esempio la presenza di tossiemia (scarti metabolici presenti nel sangue), oppure possono indicare che vi è in corso una gravidanza extrauterina.

Altri sintomi, che si potrebbero presentare se i livelli di progesterone sono bassi, potrebbero essere:

  • alterazione del corretto funzionamento della tiroide
  • aumento della massa grassa
  • ciclo mestruale fortemente irregolare con presenza di emorragie
  • insorgenza di fibromi uterini ed endometriosi
  • mal funzionamento della cistifellea
  • calo del desiderio sessuale
  • spotting premestruale

Quando i livelli di progesterone sono corretti e come misurarli

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Per individuare se i livelli di progesterone sono corretti, è possibile effettuare un semplice prelievo del sangue, senza nessuna preparazione specifica.

I livelli del progesterone durante l’intero ciclo di una donna cambiano abbastanza spesso: circa una settimana prima della comparsa delle mestruazioni i suoi livelli possono raggiungere picchi elevatissimi, per poi diminuire progressivamente dando inizio al flusso mestruale, oppure aumentando sempre di più nel caso si sia instaurata una gravidanza.

Quindi livelli corretti di progesterone dipendono da tanti fattori, età dell’individuo, se vi è presente o meno una gravidanza in corso oppure se il periodo del flusso mestruale è vicino.

Come comportasi se i livelli di progesterone risultano bassi

Una volta individuata la causa di una mancata gravidanza in livelli di progesterone bassi, con l’aiuto del ginecologo, è possibile intraprendere una cura farmacologica (terapie ormonali), in grado di aumentare i livelli di progesterone e di conseguenza aumentare l’ispessimento delle pareti dell’utero che così sarà in grado di accogliere un eventuale ovulo fecondato e quindi instaurare una gravidanza sana.

Queste terapie ormonali, oltre a risolvere il problema del rafforzamento delle pareti uterine, possono risolvere altri sintomi come le vampate di calore, secchezza a livello vaginale e dolori al seno.

Molte donne notano dei miglioramenti anche a livello di umore, problemi come l’ansia e attacchi di panico sembrano diminuire notevolmente.

Qualsiasi terapia farmacologica, come in questo caso le terapie ormonali, va eseguite sotto stretto controllo medico, non praticate mai il fai da te! Anche perché assumere del progesterone in un periodo che non sia il post ovulazione blocca la stessa, quindi bisogna accertarsi di avere già ovulato prima di iniziare la terapia. Per poter essere certe di avere ovulato occorrono dei monitoraggi ecografici o l’osservazione della temperatura basale.

Se la donna presenta tumori al seno o a livello dell’endometrio, probabilmente il ginecologo escluderà un’eventuale terapia ormonale, poiché quest’ultima potrebbe causare l’aumento della massa tumorale. Sarà il medico a decidere la giusta terapia per risolvere il problema che si è presentato.



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