Genitori: come affrontare l’adolescenza dei propri figli

Pubblicato il 15 settembre 2014 da • Ultima revisione: 20 aprile 2015

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Essere adolescenti, oggi o ieri, è sempre stata una sfida doppia: per chi cresce, e per chi educa. Come possiamo affrontare l’adolescenza e la preadolescenza dei nostri figli, senza incrinare il rapporto di fiducia che ci siamo faticosamente costruiti negli anni in cui i figli erano piccoli e noi eravamo, per loro, ancora degli ‘eroi’?

Lo ha chiesto una mamma su FB, un giorno, e io ho provato a rispondere. Come mamma non ci sono ancora passata. Ci sono passata come educatrice e come figlia. Magari vale lo stesso?
Io penso di sì, per un motivo importante: perché è proprio ricordandosi bene come eravamo, e cosa volevamo, che possiamo educare i figli.

Come ho sempre sostenuto: siamo uno specchio di amore e di esempio. E se non siamo noi i primi a dare l’esempio giusto, con la nostra vita, come possiamo pretendere che i ragazzi seguano le nostre ‘regole’?

Io ho cercato di pensare ad alcuni fondamenti da stampare e memorizzare per la preadolescenza di mia figlia, e futura adolescenza.
Voi siete d’accordo?

Poi tra qualche anno vi dico se mia figlia è d’accordo con me. Io, a 14 anni, lo sarei stata. 😉

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Agisci con sincerità

Essere onesti con i figli è un dovere, secondo me. Arriva un punto in cui, se mentiamo, diventiamo così poco credibili da risultare ridicoli. Sin da quando Dafne era neonata, mi sono sempre imposta di essere totalmente sincera con lei, parlandole nel modo più idoneo alla sua età. Non le ho mai mentito per comodità, come si fa qualche volta quando si vuole trovare una giustificazione spicciola per risolvere un problema: il topolino ha preso il ciuccio, non gioco con te perché ho mal di testa (ho imparato a dire: perché non ne ho voglia, perdonami Dafne), finisci la pappa che altrimenti…

Questo è importante soprattutto adesso, per noi: adesso capisco quanto sia stato decisivo non mentire mai a Dafne. Quando ha paura di qualcosa, o quando ha un compito importante da svolgere e teme di non farcela, o quando ha bisogno di me o cerca rassicurazioni, mi basta dirle ‘te lo prometto, e sai che non dico mai le bugie’, e lei mi crede. Ho notato davvero la differenza!

Essere onesti è anche il modo, secondo me, per restare umani: i figli soffrono la nostra presunta perfezione, ad un certo punto. Già a 6 anni mia figlia si domanda se sarà mai brava come noi, se sarà in grado di difendere i suoi figli dai mostri, se sarà capace di guidare, o di pagare le bollette… insomma: se sarà capace di diventare grande e fare le cose dei grandi. E in modo onesto io un giorno, parlando della vita, le dicevo che ‘nessuno è perfetto’, e lei: ma nemmeno voi? 

Per questo, con l’onestà possibile alla sua età, le racconto le cose che non mi vengono bene, le cose che non mi piacciono, le cose che mi preoccupano – se mi vede preoccupata.
Senza però fare l’errore opposto, ovvero obbligare i figli a farci da confidenti, e farli preoccupare con i nostri problemi da grandi!

Ricorda che sei stata adolescente

Ma perché fingere di non essere stati adolescenti? Per alcuni l’adolescenza è stata un bel periodo, per altri un tormento: di cosa dobbiamo vergognarci? 
Non riesco a vergognarmi di essermi innamorata come una pazza mille volte, di aver fatto l’amore molto presto, di aver fumato sigarette di nascosto, di aver mentito ai miei per andare in discoteca. Sono ancora viva, ho capito i miei errori, sorrido invece a tutto il resto, quindi perché dimenticare?

Io penso che, anche in misura soft, raccontare ai figli la propria adolescenza, senza romanzarla, possa essere utile. Dire loro che li capiamo, anche se gli sembra impossibile, e che anche noi non avevamo la minima idea di cosa fare, cosa dire, come dirlo, dove andare, cosa desiderare…

Non dare divieti solo per vietare

Ho sempre amato le regole, ma solo se poche e condivise. Non sopporto le regole inutili, quelle che da bambini ti paralizzano stupidamente: non correre che sudi, non saltare che cadi, non mangiare che ti sporchi… E allora?
Figurarsi da adolescenti! Non vorrei mai sentimi dire a mia figlia cose stupide come:

  • non frequentare cattive compagnie: maddai? abbiamo un opuscolo per questo? una google map per non incontrarle?
  • non vestirti così che poi cosa ti succede: incommentabile
  • quella è la porta, se non ti sta bene; che è anche la versione di: questa è casa mia, fai come ti dico io…: quindi ok, facciamo i dittatori e poi stupiamoci che i nostri figli ci odiano
  • niente paghetta, se hai bisogno di qualcosa me lo chiedi: perché a noi piace così tanto elemosinare 10 euro, che non vogliamo privarli di altrettanta gioia?
  • no perché no – perché lo dico io: esempio di dialogo perfetto
  • a me non importa cosa fanno gli altri: solo che importa a tuo figlio – un compromesso no?
  • non lo dico per te, ma perché non mi fido degli altri: cioè ti sto insegnando che solo noi siamo perfetti e gli altri fanno schifo
  • voglio che tu mi dica tutto, io non mi arrabbio: ah ah ah.

Con un adolescente, occorre dialogo: è arrivato il momento di riscrivere le regole INSIEME. Adesso anche lui ha il diritto di decidere come va gestita la casa, come gestire la sua vita, e di chiederci reciprocità.

Abbi fiducia, e rispetto

Se ci riteniamo genitori abbastanza bravi, e se riteniamo di aver educato i figli al meglio delle nostre possibilità, adesso dobbiamo solo avere fiducia. Dobbiamo avere fiducia dei nostri figli, incoraggiare le loro scelte, lasciare che diventino protagonisti della propria, vita, farli respirare, lasciargli lo spazio di manovra.

E se anche pensiamo di aver fatto un casino, dobbiamo adesso passargli la palla: adesso tocca a loro. Noi dobbiamo essere presenti come facilitatori, ma non possiamo più decidere per conto loro.

Rispettiamo le loro scelte. Rispettiamo i nostri figli e pretendiamo rispetto: non dobbiamo mai, mai, mai, oltrepassare il limite del rispetto, mai urlare, mai dire cose spiacevoli, mai accettare parolacce. Teniamo un comportamento impeccabile, da ambo le parti: questo è il momento del dialogo, non dello scontro fine a se stesso.

Parliamo da adulti: smettiamola di trattare i figli come bambini. Adesso possiamo avere con loro un dialogo fatto di reciprocità.

Apri la tua casa ai tuoi figli e ai loro amici

Io non ho mai potuto, e mi è pesato. Soprattutto perché in quel modo avrei anche potuto sentirmi più al sicuro, scegliere meglio gli amici, avere un posto in cui fare cose belle senza mettermi in pericolo.

Il modo migliore per controllare i figli, è controllare i loro amici! 😉

Apriamo le porte di casa: lasciamo che anche all’ultimo momento i nostri figli ci portino gli amici a cena, che il sabato si fermino tutti a dormire sul pavimento della cameretta, che organizzino serate cinema monopolizzando la sala e la TV, che facciamo l’amore nel proprio letto… Beh, sì. Preferirei mille volte dover andare al cinema forzatamente per lasciare casa libera a mia figlia, piuttosto che sapere che, mentre io sono a casa al sicuro, lei è in macchina da qualche parte! Vi sconvolge, la cosa?

Non criticare cose che non sai, come le nuove mode, i fidanzati e gli amici

Ma sta mania di avere sempre un’opinione su tutto, possiamo togliercela di dosso? Ma che ne sappiamo noi dei capelli sparati in aria? Proprio noi che negli anni 90 abbiamo aperto il buco dell’ozono con le nostre frange a banana?
Ma che ne sappiamo degli One Direction? proprio noi che morivamo dietro a Simon Le Bon?

Smettiamola di fare i sapientini: non è vero che prima era tutto meglio. Solo che prima eravamo giovani e adesso siamo vecchi: era la giovinezza, a rendere tutto migliore.

Non nascondere i problemi

Ecco, questo è il momento in cui dobbiamo parlare dei problemi. A casa mia spesso si faceva che: se non viene detto ad alta voce, non esiste.
E invece no. Parliamo, parliamone. Affrontiamo i problemi, mettiamoci seduti al tavolo e parliamone. Prima che diventino giganteschi.

Invece di fare gli 007 e frugare nello zaino del figlio, chiediamogli se fuma.
Invece di fingere che non sia vero, portiamo la figlia dal ginecologo prima che sia tardi.
Invece di arrivare al punto di non ritorno, affrontiamo i problemi alimentari quando iniziano, non quando sono mostruosi da affrontare.

Freghiamocene altamente del giudizio degli altri: voi preferite un figlio felice, o una perfetta reputazione?

Fatti un po’ da parte

No, i nostri figli non vorranno condividere tutto con noi, venire al cinema sempre con noi, fare capodanno con noi. Facciamoci da parte. Lasciamoli respirare.

Diamogli il permesso di uscire! Lasciamo che, in base alla loro eta, godano di una certa libertà: se avete provato cosa significa non poter mai uscire, o dovere rientrare a casa ad orari stupidamente anticipati, sapete cosa intendo.

La libertà è una cosa bellissima, soprattutto da adolescenti: lasciamo che ne godano appieno! Lasciamo che i nostri figli trovino il proprio posto nel mondo degli adulti: vi assicuro che è più difficile per loro, che per noi.

Non sei un amico, sei un genitore

Per me è l’orrore sentire dire:

  • mio figlio è il mio migliore amico: fatti una vita, davvero
  • mio padre/madre è il mio migliore amico: scappa, finché sei ancora in tempo.

Essere genitori significa prendersi delle responsabilità. Siamo ridicoli quando ci vestiamo da gggiovani e vogliamo andare a ballare con i nostri figli, e diventare amici dei loro amici. Siamo ridicoli e inopportuni: in questo modo rubiamo la scena ai nostri figli, gli impediamo di esprimere se stessi liberamente, di avere i loro segreti, di essere dei leader.

Facile? Ovviamente no. Qualcuno ha mai detto che sia facile essere genitori?
Però vi dico un segreto: non è facile nemmeno fare i figli.

Ricordiamocelo, però!



Commenti

13 Commenti per “Genitori: come affrontare l’adolescenza dei propri figli”
  1. cri

    non è facile per niente!!! assolutamente no! io credo che ad un certo punto noi genitori ci dobbiamo mettere un po’ da parte..ho imparato che ad una certa età contano molto di più i pareri degli amici che quelli “pallosi” di mamma. Ho gettato le basi, ho insegnato a mio figlio il rispetto e altre cose che ritengo basilari per la vita di un “nuovo adulto”. Continuo a comportarmi con lui nello stesso modo che ho sempre tenuto da quando è nato, e direi che è piuttosto simile a quello che scrivi tu, sa che se ha bisogno io ci sono, questo è importante!
    Ti sei però scordata una cosa in questa lista … la fortuna; ne parlo per esperienza diretta: mio figlio ha sempre mantenuto gli stessi amici da quando andava all’asilo, un gruppetto di bambini, ora cresciuti, che conosco tutti, e tutti sono diventati dei bravi ragazzi/e.
    Mia nipote purtroppo non ha avuto la stessa fortuna, ora per fortuna va tutto bene e si lasciata alle spalle un periodo veramente orribile.
    Sono convinta che se fosse stata più fortunata ad avere un gruppo di amici solido come quello di mio figlio, certe cose non sarebbero successe…

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Guru
      Mamma di Dafne (10 anni)

      Hai ragione, ed è in realtà la cosa che più mi spaventa dell’adolescenza: la fortuna. Perché basta un attimo, una decisione presa di fretta, una bravata del cavolo… e tutto va a rotoli.
      So che una dose di fortuna è da mettere in conto.
      Ma è anche vero che – se ci sono state le basi dell’educazione – magari un po’ di sfortuna riesci a bilanciarla prendendo le decisioni giuste, o chiedendo aiuto quando serve. Spero.

  2. angela

    Condivido tutto, mamma di un preadolescente di 13 anni e di un adolescente di 18, presente.
    Io la penso come te e ricordo benissimo quando ero adolescente, invece ripeto sempre a mio marito che lui lo ha dimenticato, gli farò leggere questo tuo post. Io ho un ottimo rapporto madre-figlio soprattutto con il diciottenne, parliamo di tutto o quasi, sono io che gli ho comprato i preservativi e preferisco sapere che fa l’amore nella sua cameretta piuttosto che in auto come facevamo noi con tutti i pericoli annessi e connessi. Sono felice quando vengono amici a casa anche senza preavviso, mi piace la casa piena di risate e allegria, qualcosa si improvvisa sempre.
    Condivido che sapersi trovare delle buone amicizie aiuta tanto.
    Buona giornata.

  3. anna - quasimamma

    Mi faccio un bigino che dite?

  4. c’ho ‘sto sorriso idiota dalla prima parola lassù, giuro.
    la mia Chiara ha quasi 14 anni e … chettelodicoaffà? 🙄
    ok, “a me non importa quello che fanno gli altri” è l’ultimo arrivato a casa nostra. ma perdonami, è davvero un casino. ma davverodavvero.
    per il resto, mi piaaaac tutto, e cerchiamo di viverla così, proprio come lo descrivi tu. proprio perché quando io e Ale ci troviamo a parlare di lei, ci ricordiamo di come siamo stati noi.
    terribili e scapiccollati, in famiglie dove non si parlava.
    che non siamo più adolescenti, ma degli OneDirection sappiamo tuttissimo, eh 8)

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Guru
      Mamma di Dafne (10 anni)

      Tra l’altro gli One Direction son proprio carucci, ammettiamolo 😉
      Senti, ma quindi come si risolve la cosa: non mi interessa quello che fanno gli altri?

      • quello lì è un casino, ok, l’ho già scritto. 😕
        non si risolve.
        qui con lei sto cercando di fare chiarezza tra quello che è “normale” è quello che è “meglio, giusto, bene, almeno accettabile… “.
        “è normale che tutti attraversino la strada con il rosso” (perdona l’esempio idiota, ma altro non mi sovviene…) è diverso da “è giusto che tutti attraversino la strada con il rosso”.
        ai ggggiovani adolescenti queste paiono sottigliezze. però poi un ragazzino è stato tirato sotto da unì’auto…
        è una cosa senza fine, comunque.
        ma tanto noi abbiamo tempo, no? 😉

      • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
        Mamma Felice
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        Mamma di Dafne (10 anni)

        E’ partito in conto alla rovescia! 😉

  5. Simona

    Che bell’articolo, ho le lacrime agli occhi, grazie!!!;-)

  6. Romy

    Due, tre anni fa avrei avuto anch’io tanta sicurezza e serenità… ero pronta ad applicare tutto, tutto quello che ho letto qui: già lo facevo da quando mio figlio era piccolo! Avevamo un bel rapporto, molto scambio reciproco, una meraviglia.
    Oggi, con un figlio quasi maggiorenne, posso dire che la vita riserva davvero molti imprevisti, purtroppo… e nonostante la buona volontà, il tempo, l’amore che un genitore può metterci.
    Perchè ad un certo punto il figlio non vuole più che si pensi sempre a lui, anche solo per dire che è giusto che sia libero…. i tuoi pensieri e le tue riflessioni, che a te sembrano saggi e ponderati, per lui sono solo noia, un “torrone” a stento sopportabile. Gli amici arrivano a casa: certo, ridono, ma guai a te compiacerti che si divertano… non sono affari tuoi.
    Allora ti fai da parte, non lo importuni più… e cala il silenzio… e sfido qualsiasi mamma, anche quella più tranquilla del mondo, a vivere serenamente questa situazione.
    Interi pranzi con risposte a monosillabi.
    Poi capita qualcosa che non va… capisci cosa succede ma con te non parla… e con gli altri (estranei) si lamenta che a casa non si può confidare!
    Per farla breve, noi abbiamo risolto (parzialmente) con la “mediazione” di terzi! Mai avrei pensato di dover ricorrere a dei semplici conoscenti per riuscire a parlare di nuovo con nostro figlio…
    Nè ho mai pianto tanto per lui come quest’anno…
    Ci vuole tanta, tanta fortuna, sul serio.

  7. Gabriella

    Ho avuto Camilla a 41 anni ora questa bella ragazza ha 14 anni e vi giuro mai mi dimentico di essere stata adolescente, delle sofferenze della crescita, dei disaccordi nei divieti di poter avere un’opinione quasi la privazione dell’essere pensante. Oggi non è più difficile essere giovani di allora nella vita si incontra il buono e il cattivo sta a noi saper scegliere, sta a noi genitori fare in modo che i nostri ragazzi imparino a pensare e se decidono di commettere errori almeno lo facciano con la loro testa. Non è semplice a volte dimenticarsi della “pancia” intesa come affettività e usare solo la razionalità per poter trattare i nostri figli come le persone che sono prima ancora di essere figli. Personalmente in casa e fuori ho a che fare con una figlia decisamente complessa ma sono felice perché insieme a lei cresco e mi evolvo ogni giorno anche io. Dunque penso… Madri e Padri di adolescenti ogni tanto indossiamo l’armatura e ogni tanto visualizziamo la spugna colma d’acqua che rotola a terra. E coraggio e buon lavoro.

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