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Guida completa allo Spannolinamento: consigli pratici e libri da leggere con i bambini

Pubblicato il 31 Marzo 2021 da

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Togliere il pannolino è un evento molto importante nella vita di un bambino: rappresenta un passo decisivo nell’acquisizione dell’autonomia e per questo motivo è importante che avvenga serenamente e senza fretta.

È sempre un argomento che crea enorme stress nei genitori: molti si chiedono come capire quando è il momento giusto per togliere il pannolino, altri – provati da una o più esperienze fallimentari – si domandano quando sia il momento di rinunciare.

Insomma: lo spannolinamento è un momento cruciale nelle tappe evolutive dei bambini, e di conseguenza per la famiglia. 

Abbiamo quindi pensato che potesse essere utile condividere con voi tutto quello che, come mamme e papà, abbiamo imparato su come togliere il pannolino senza traumi.

Come togliere il pannolino con successo: domande frequenti e informazioni di base

Abbiamo cercato di rispondere a tutte le domande più frequenti su come togliere il pannolino ai bambini inserendo anche molti consigli pratici e, in più, l’indicazione di quelli che secondo noi sono i migliori libri per togliere il pannolino ai bambini.

Leggete fino in fondo per non perdere nemmeno una delle nostre dritte: funzionano davvero!

A quanti anni si toglie il pannolino?

Quando si vuole togliere il pannolino con successo, bisogna tenere sempre presente un’informazione fondamentale sulla fisiologia del bambino:

il controllo degli sfinteri dipende dal grado di maturazione del cervello. Fino a quando non si raggiunge il livello di maturazione che consente la connessione tra il sistema nervoso e i muscoli che controllano gli sfinteri, il bambino non riuscirà mai ad averne il controllo volontario.

Di regola, il controllo degli sfinteri si raggiunge tra i due e i tre anni di età, ma i bambini non sono tutti uguali. È per questa ragione che non tutti i bambini riescono a togliere il pannolino alla stessa età.

Per lo stesso motivo, togliere il pannolino a 12 mesi o a 18 mesi è operazione con maggiore probabilità di fallire, perché la fisiologia del bambino non è ancora adeguatamente sviluppata, salvo rare eccezioni.

Quindi, invece di domandarci a che età si può togliere il pannolino, dovremmo imparare a chiederci come capire se il bambino ha già raggiunto quel livello di maturazione e se possa essere spannolinato.

Come capire se il bambino è pronto a togliere il pannolino?

Come dicevamo, ogni bambino è diverso e quindi non è sempre facile fissare dei criteri generali che stabiliscano quando il bambino sia pronto per lo spannolinamento.

Al contrario, è molto semplice capire quando il bambino non è assolutamente pronto:

  1. Se rifiuta categoricamente di togliere il pannolino
  2. Se si oppone risolutamente a sedersi sul vasino o sul riduttore
  3. Se parlare dei suoi bisogni fisiologici o mostrarglieli gli crea un disagio evidente

In tutti questi casi il bambino non è pronto a togliere il pannolino ed è necessario evitare di fare pressioni inutilmente.

Di regola, comunque, ci sono alcuni indicatori ai quali gli specialisti consigliano di prestare attenzione, per capire se sia finalmente arrivato il momento giusto per dire addio al pannolino:

  1. Se il bambino verbalizza il desiderio di parlare dei suoi bisogni fisiologici, dichiarando di voler fare la cacca o la pipì;
  2. Se il bambino inizia a sedersi sul vasino simulando l’atto oppure mette sul vasino i propri bambolotti o peluche perché “la facciano lì”;
  3. Se il bambino è nella fase in cui imita quello che vede fare ai grandi: in questa fase, infatti, è molto facile che voglia provare ad imitare anche l’atto di spogliarsi e sedersi sul vasino/water;
  4. Se il pannolino resta asciutto per periodi di tempo da moderati a lunghi: per esempio, se dopo il riposino del pomeriggio lo troviamo ancora asciutto;

In tutti questi casi, il bambino potrebbe essere arrivato al momento giusto per togliere il pannolino, ma è comunque necessario procedere con prudenza, per evitare di generare un’eccessiva ansia da prestazione.

Quanto tempo ci vuole per togliere il pannolino?

Il pannolino rappresenta la normalità nella vita di un bambino mediamente per due anni. Solo questo dovrebbe essere sufficiente a farci capire che non esiste una regola matematica per riuscire a togliere il pannolino in una settimana.

Ci sono certamente bambini che riescono ad abituarsi a far senza anche in pochissimo tempo, probabilmente aiutati dal fatto che si è atteso a lungo che fossero pronti e una volta partiti si sono adeguati in fretta.

Per loro possono essere sufficienti anche pochi giorni per abituarsi al nuovo mood ed alla routine del bagno.

Ma, in generale, è corretto passare l’informazione che spannolinare un bambino è un’operazione che va affrontata senza fretta, senza porre al bambino una data di scadenza, senza impostare una tabella di marcia, perché l’ansia da prestazione è nemica di qualunque forma di apprendimento.

Per togliere il pannolino a un bambino ci vuole il tempo necessario affinché il bambino si rilassi, si senta a suo agio, impari a controllarsi e si abitui.

Non esiste una regola valida per tutti, di conseguenza non esiste una ricetta magica per togliere il pannolino in 3 o 7 giorni, e sostenere il contrario rischia di generare molta frustrazione nelle mamme e nei bambini che, pur provando intensamente, non riescono a rientrare in certe tempistiche.

Per questo motivo, qualora aveste come termine ultimo l’inizio della scuola dell’infanzia – che spesso richiede ai genitori di togliere il pannolino prima dell’inizio della frequenza – consigliamo di partire con un discreto anticipo, approfittando dei mesi estivi per tentare l’impresa.

Dovete armarvi di pazienza e anche di una solida fiducia nei confronti dei vostri bambini: potrebbero essere velocissimi e sorprendervi.

E se non dovesse succedere, pazienza. In fondo, Roma non è stata costruita in un giorno…e ancora la stanno costruendo!

Spannolinamento difficile: cosa fare se c’è un blocco della cacca?

Talvolta accade: alcuni bambini mostrano grande difficoltà a togliere il pannolino, si bloccano e reprimono lo stimolo a fare la cacca.

Questo può succedere perché, da un punto di vista psicologico, il bambino rifiuta l’idea della cacca come di qualcosa che si separa dal suo corpo.

In questo caso, potrebbe essere d’aiuto la lettura di un libro specifico, che aiuti il bambino a familiarizzare con l’idea che l’evacuazione sia un processo naturale e che la cacca è destinata proprio a finire lì, nel water.

Ancora, banalmente, può essere che il bambino mostri resistenza ad interrompere attività di gioco per sedersi sul vasino e, di conseguenza, rifiuti di fare la cacca.

In questo caso può essere utile sollecitare, sempre in modo delicato, la sua attenzione sullo stimolo, domandandogli con dolcezza se debba fare la cacca ed eventualmente accompagnandolo in bagno, intrattenendolo con giochi e letture adatte per distrarlo dal “compito” che sta espletando.

È sempre consigliabile evitare imposizioni e toni perentori, perché controproducenti: rischierebbero di irrigidire il bambino ancora di più.

Ad ogni modo, quando si verifica un blocco della cacca, gli specialisti raccomandano di non superare mai i 2/3 giorni di “astinenza”, intervenendo a stimolare il bambino con prodotti adeguati all’età.

In quella circostanza si potrà approfittare della stimolazione per mettere il bambino sul vasino o sul water, aiutandolo a vivere il momento nel modo più rilassato possibile, con canti, filastrocche, letture o quello che mostri di gradire maggiormente.

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Quando si può togliere il pannolino di notte?

Anche in questo caso non esiste una regola standard.

Alcuni bambini si mostrano pronti a togliere il pannolino di notte nello stesso periodo in cui lo hanno tolto di giorno.

Per altri, invece, c’è bisogno di un periodo più lungo, che però di regola non si dovrebbe protrarre oltre un anno dallo spannolinamento diurno.

Indipendentemente dal momento in cui si decida di procedere, c’è un segnale piuttosto inequivocabile che il bambino è pronto per togliere il pannolino anche di notte: quando al risveglio lo si trova asciutto per diversi giorni consecutivi potrebbe essere il momento giusto.

Se, tuttavia, dovessero verificarsi episodi di enuresi notturna, è bene non farsi prendere dal panico. Gli incidenti di percorso sono del tutto normali e non devono scoraggiare né mettere ansia.

Soprattutto, è importante non sgridare mai il bambino che si bagna di notte e, anzi, rassicurarlo sul fatto che simili episodi siano del tutto normali.

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Cosa fare se, durante lo spannolinamento, il bambino fa la cacca o la pipì addosso?

È bene che vi prepariate: succederà. E non lo si dice per scoraggiare o deprimere, lo si dice perché si capisca che quei bambini fantastici che hanno tolto il pannolino in 2 giorni senza mai bagnarsi o sporcarsi, semplicemente, non esistono.

Bagnarsi o sporcarsi è normale quando si toglie il pannolino: se non lo capiamo noi genitori per primi sarà difficile che lo capiscano i bambini.

Quindi bisogna armarsi di pazienza: succederà.

In quel caso non bisogna mai sgridare il bambino, mai mortificarlo, mai fargli percepire che proviamo un disagio a riguardo o che siamo infastiditi dal dover pulire.

L’atteggiamento corretto è quello di rassicurare il bambino, spiegandogli che sono cose del tutto normali, che succedono a tutti, che presto si abituerà ad accorgersene in tempo e smetterà di accadere.

Poi proponiamogli di aiutarlo a lavarsi e cambiarsi.

Tutto ciò conservando il sorriso e ricordando sempre che quello è il nostro bambino, che si sta sforzando di imparare a diventare grande.

E che noi ci siamo passati prima di lui e nessuno ci ha sbuffato in faccia o sgridati quando è toccato a noi!

Togliere il pannolino col metodo Montessori

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Come sapete, in questo blog condividiamo con piacere consigli e spunti della pedagogia Montessori, perché crediamo profondamente nella centralità del bambino rispetto al suo intero percorso educativo. Di conseguenza, ci siamo ispirate alla filosofia Montessori anche con riguardo al metodo per togliere il pannolino e, devo riconoscerlo, con ottimi risultati.

Applicare la filosofia Montessori allo spannolinamento significa partire dalla fondamentale considerazione che non è l’adulto a stabilire quando il pannolino debba essere tolto.

Si deve avere riguardo alle tappe di sviluppo del bambino, capire se abbia già raggiunto il momento adatto per procedere con la tappa successiva, che appunto è l’indipendenza nella gestione dei bisogni fisiologici.

Il metodo Montessori, quindi, non può essere uno strumento “soft” di cui servirsi per accelerare lo spannolinamento, magari perché ve lo impone l’asilo. Ha un senso se praticato nel modo corretto e con le giuste tempistiche.

Quindi, ribadiamo l’importanza di partire con un certo anticipo qualora si avesse un qualunque termine temporale perentorio da rispettare.

Fatta questa doverosa precisazione, ecco alcuni consigli pratici su come gestire lo spannolinamento del bambino in maniera montessoriana.

Prima fase: come prepararsi allo spannolinamento

A tale scopo possiamo:

  1. Iniziare a modificare l’abbigliamento del bambino per renderlo più funzionale. Dire addio a body, tute intere, indumenti difficili da togliere da soli, per privilegiare capi di vestiario che siano semplici da gestire in autonomia: pantaloni comodi, possibilmente un pannolino mutandina che imiti le mutandine e faciliti il passaggio a queste ultime;
  2. Durante i cambi del pannolino, iniziare a parlare col bambino della fisiologia del corpo umano, spiegandogli che l’evacuazione e la minzione sono fenomeni naturali che tutte le persone vivono, che sono importanti per permettere al corpo di liberarsi del cibo che non gli serve, che non vanno temuti ma vissuti con grande serenità.
  3. Appena possibile, iniziare a cambiare il pannolino in posizione verticale, mostrando al bambino come abbassare il pannolino mutandina.
  4. Leggere al bambino libri specializzati, adeguati alla sua età, che raccontino la normalità di togliere il pannolino.
  5. Preparare, nel bagno, un ambiente rilassante e adatto ad ospitare il bambino in serenità durante l’espletamento delle funzioni corporali. Sarebbe preferibile evitare di trasportare il vasino in tutte le stanze, non solo per motivi igienici, ma soprattutto per fare in modo che il bambino impari subito che la stanza deputata ai bisogni fisiologici è il bagno, anche per non ritardare il passaggio dal vasino al water. Si può dunque predisporre un angolo con il vasino, delle salviette umidificate a portata di mano, la carta igienica, un cesto dove buttare il pannolino mutandina che viene tolto, un libro da leggere per rilassarsi, uno sgabello nel caso si utilizzi il riduttore al posto del vasino.

Seconda fase: insegnare al bambino ad usare il vasino o il riduttore

Questa è la fase operativa, nella quale mettiamo in pratica quanto appreso dal bambino nella fase precedente, ed è fondamentale insegnare:

  1. come spogliarsi e rivestirsi da soli
  2. come sedersi sul vasino o sul riduttore
  3. come usare la carta igienica per pulirsi
  4. a lavarsi le mani dopo aver completato tutte queste procedure

Terza fase: inserire il vasino o il riduttore nella routine del bambino

Una volta che il bambino avrà interiorizzato i passaggi precedenti, è bene inserire la routine del vasino o del water nella sua giornata in modo naturale ma schematico, così che vi si abitui con facilità.

Per esempio, si può proporre il “momento vasino”:

  1. dopo il risveglio mattutino
  2. prima e dopo un sonnellino
  3. prima e dopo un pasto
  4. prima di uscire di casa
  5. al rientro a casa
  6. prima della nanna notturna

In questo modo, la routine contribuirà a sedimentare nel bambino l’abitudine a servirsi del bagno e tutto scorrerà più semplicemente.

Libri per i genitori per togliere il pannolino

Per affrontare in serenità la prima fase dello spannolinamento vi consigliamo di leggere i libri di seguito indicati.

Pannolino addio, il metodo naturale e senza lacrime

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Libro di Elizabeth Pantley, edito Red!

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Qui troverete un vero percorso verso lo spannolinamento declinato sia nell’ottica del genitore  che del bambino.

Contiene anche alcuni spunti per aiutare i genitori a capire se il bambino sia davvero pronto a compiere questo grande passo.

È in vendita al prezzo di 11,40 euro.

Addio pannolino!

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libro di Madeleine Deny, per Edizioni Il Castello

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È molto scorrevole, si legge in qualche ora. Riporta una serie di consigli che riprendono anche quelli che vi diamo in questo post ma li correda con l’esperienza di alcuni genitori.

Lo acquistate al prezzo di euro 6,55.

Libri per bambini sulla prima fase dello spannolinamento

Anche per i nostri piccolini ci sono dei bellissimi testi scritti in ottica di preparazione a questo importante momento.

Vi segnaliamo quelli che ci sono piaciuti di più, sperando vi siano utili.

Io e il mio vasino

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Libro di Jeanne Ashbé e Chiara Stancati, per Edizioni Lapis

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È un libro specifico per raccontare al bambino la normalità dello spannolinamento, accogliendo le sue insicurezze e facendolo sentire compreso.

Lo acquistate al prezzo di 11,88 euro.

Corso di pipì per principianti

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Libro di Mo Willems per Il Castoro edizioni

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Questo è un manuale pratico per imparare a fare la pipì nel vasino, ricco di regole visive e divertentissimo.

Lo acquistate al prezzo di 12,25 euro.

Libri per bambini consigliati per la seconda fase dello spannolinamento

Per affrontare la fase “operativa” dello spannolinamento consigliamo, in particolare, questi due libri personalizzati in base al sesso del bambino.

Si tratta di due storie avventurose per bimbi che non hanno paura di crescere!

Li acquistate entrambi al prezzo di 8,45 euro.

Il vasino del pirata

LINK DI AFFILIAZIONE AMAZON: Il vasino del pirata

libro sonoro di M. Williamson per Giunti Kids

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Il vasino della principessa

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libro sonoro di M. Williamson, per Giunti Kids

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Libri per bambini sulla terza fase dello spannolinamento

Perchè il bambino capisca che sporcarsi non è assolutamente un problema bisogna affrontare letture specifiche ed è per questo che vi consigliamo un libro bellissimo da leggere sull’enuresi notturna.

Capitano bagnato

LINK DI AFFILIAZIONE AMAZON: Capitano Bagnato

libro di Elisa Vincenzi, illustrato da Chiara Bolometti, per Il Ciliegio Edizioni.

 

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L’enuresi notturna non è un problema, almeno non in senso patologico.

Rappresenta invece un disagio per il bambino, che si sveglia bagnato. E, soprattutto se frequente, può essere motivo di frustrazione del piccolo, che inizia a sentirsi inadeguato rispetto alla gestione di un fenomeno biologico naturale che lui sente di non riuscire a controllare.

Questo libro spiega in modo chiaro la natura di questo fenomeno, aiutando il bambino ad affrontarlo serenamente e senza sentirsi sbagliato e offrendo al genitore un valido aiuto per non cadere nella spirale micidiale dell’ansia da prestazione.

Come tutte le edizioni Il Ciliegio, anche questo testo può essere arricchito da una scheda in pdf da richiedere via mail alla casa editrice, con spunti per laboratori da condurre insieme al bambino.

Lo acquistate al prezzo di 12,00 euro.

Conclusioni

È stata una lettura lunga, ma speriamo che ne sia valsa la pena.

Saremmo felici che i nostri consigli aiutassero le mamme più ansiose ad affrontare questo passaggio fondamentale nella vita dei bambini con la necessaria leggerezza e un pizzico di positiva rassegnazione.

Avete altri libri da consigliare? Raccontateci le vostre esperienze nei commenti!



Commenti

2 Commenti per “Guida completa allo Spannolinamento: consigli pratici e libri da leggere con i bambini”
  1. Marianna

    È vero che è stato un articolo di lunga lettura, però di facile comprensione e pieno di ottimi consigli. Ti faccio i miei complimenti. Comprerò il libro il vasino della principessa perché è arrivato il memento di togliere il pannolino alla mia piccola Miriam.

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