Come scrivere un libro di ricette di famiglia per i bambini

Pubblicato il 26 aprile 2018 da

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Quando penso alla cucina penso all’odore del sugo che borbotta nel tegame, al profumo pungente del basilico fresco, all’alchimia che si crea mettendo insieme gli ingredienti per preparare una ricetta buonissima sempre uguale, ma sempre diversa.

Ho imparato a cucinare dalla mia nonna paterna, Nonna Pina. Una dolce nonnina siciliana che – forse un po’ come tutte le nonne – cucinava gli spaghetti al pomodoro più buoni del mondo, nella loro semplicità. Spaghetti numero 5, sempre.

Quella salsa di pomodoro preparata in estate tutti insieme, nel nostro cortile: una divertente coralità, per noi cuginetti. Le casse di pomodori allungati, i mazzi di basilico rigogliosi, la pompa dell’acqua per lavare i pomodori e per schizzarci nel pieno delle giornate d’Agosto. Le enormi pentole in cui sobbolliva un magma di pomodoro – quasi un PLOP PLOP PLOP -, la macchinetta per separare le bucce, infine le bottiglie della birra tutte lucide, ricolme di salsa fumante, a riposare sotto spesse coperte di lana.

Da mia nonna ho imparato la ritualità della cucina: l’importanza di tenere pulito il piano di lavoro, il piattino dove appoggiare il cucchiaio di legno, la precisione nelle mani per non tagliarsi, non bruciarsi, non rovinare il cibo. Ho imparato la pazienza: aspettare che gli impasti lievitino, che le polpette siano ben cotte nella loro salsa, che si rispettino i tempi di cottura.

Per me cucinare è un atto di amore. È come parlare una lingua nuova, che mette tutti d’accordo, ci fa sedere intorno alla tavola apparecchiata e fa funzionare tutte le cose.
Anzi: tuttecose, come avrebbe detto mia nonna.

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In Dafne rivedo la stessa curiosità che avevo io quando Nonna Pina cucinava: mi chiede sempre come si fanno le cose, mi chiede tutto sugli ingredienti che utilizzo, dove si trovano, come crescono, qual è la loro provenienza. Vuole che io annoti tutte le ricette che le piacciono, in modo da poterle avere ‘da grande’.
Per questo da alcuni anni uso una vecchia agenda in cui prendo nota delle mie nuove ricette e soprattutto scrivo piccoli appunti, come: piaciuto a tutti!; rifare assolutamente per Dafne!; che buono!

Solo le buone ricette finiscono su quella agenda, perché le scrivo per mia figlia, come se quella fosse la sua ‘dote’.

– Mamma, e se facessimo un libro di ricette da stampare?
– Però disegniamolo a mano!

Io adoro disegnare, anche se non sono brava. Ho lo stesso tratto che potrebbe avere un bambino delle elementari, e infatti mia figlia già mi sta superando in bravura.
Ma mi piace, mi piace tantissimo lo stesso, e soprattutto per me è come dedicare tempo alla creatività, al di sopra di tutti gli impegni quotidiani e le cose a cui pensare. Io e Dafne disegniamo insieme e io vivo per quella relazione creativa, che è il nostro punto di incontro, quello in cui viaggiamo alla pari sul terreno incerto dell’errore, e cancelliamo, sbagliamo, ricalchiamo… e alla fine riusciamo a FARE qualcosa insieme.

Ed è in questi momenti che penso di essere una brava mamma, quando metto da parte tutte le liste delle cose da fare e mi dedico completamente a lei, senza farmi distrarre dalle notifiche del cellulare e le lavatrici da stendere. E in mezzo a noi la creatività diventa unione, e poi relazione, e poi dedizione e infine amore: e forse, spero, quando sarà grande penserà a me come io penso alla mia nonna, e sarà felice di aver perso quel tempo insieme a me, per ritrovarlo in futuro dentro i suoi ricordi felici.

Come scrivere un libro di ricette illustrate di famiglia,
insieme ai bambini e per i bambini

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Uno dei miei difetti è la fretta, la mancanza di progettazione: spesso inizio a fare i lavoretti prima di pensarli bene e spreco tempo e materiale. E siccome non voglio trasmettere questo difetto anche a mia figlia, ‘mi sto insegnando’ a progettare, mentre lo insegno a lei.

Così abbiamo prima progettato una moodboard, una sorta di piccolo pannello in cartone riciclato, in cui abbiamo elencato le ricette di famiglia più tradizionali che volevamo inserire nel nostro primo libricino di ricette, e abbiamo scelto il tipo di grafica e di stile per i disegni e l’impaginazione.

Mi piaceva l’idea di usare il pattern di una tovaglia bianca e rossa a quadrettoni come sfondo per le ricette. E disegnare a mano tutti gli ingredienti e i passaggi, per poi digitalizzarli e colorarli con al computer. L’unica cosa che so fare con i programmi di grafica, insomma: rendere trasparente lo sfondo e colorarli con il secchiello.

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Abbiamo comprato da pochissimo questa stampante fotografica della EPSON Expression Photo XP-8500, e volevo assolutamente usarla subito – come al solito – ed è stato questo il primo lavoro che ho proposto al mio lovely sponsor (ne vedrete altri due!): volevo testare tutte le potenzialità della stampante, dalla scansione alla stampa di altissima qualità.

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Ed ecco il procedimento:

  • abbiamo disegnato a mano gli ingredienti, le ricette finite e i procedimenti;
  • ci siamo appuntate sotto ogni figura a cosa corrispondesse (perché gli elementi sono talmente tanti, che serviva un punto di riferimento;
  • abbiamo scansionato i disegni con la stampante EPSON, aumentando la luminosità e il contrasto (in modo da avere dei bei bordi definiti);
  • infine io ho ritagliato con photoshop le figure una ad una, reso trasparente lo sfondo e colorate con il secchiello;
  • salvato ogni singola immagine con un nome significativo;
  • impaginato le singole pagine di ricette con canva.com;
  • infine creato il PDF da stampare fronte e retro.

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E qui scatta una doverosa premessa, che è quella che mi ha portata a scegliere questa particolare stampante EPSON: Casa Mammafelice è disposta su due piani. Nel piano inferiore c’è la Casa Mammafelice vera e propria, che è un mix tra un salotto e una cucina di famiglia – tutto vero e funzionante – ed è l’ambientazione in cui giriamo i video e facciamo i lavoretti. Sopra, al primo piano, abbiamo due piccole stanze adibite ad ufficio, dove abbiamo i PC fissi.

In Casa Mammafelice, dunque, mi trovo spesso a lavorare solo con il portatile, il tablet o ancora più spesso con il solo cellulare: al primo piano non ho il mio PC, non ho i miei due schermi giganti e una scrivania a cui sedermi per lavorare con mouse e tastiera liberamente. Tutto è molto più liquido ed Expression Photo XP-8500 di EPSON mi serviva proprio per questo motivo: mi permette di stampare da mobile, con il wi-fi, utilizzando solo lo smartphone o il tablet. Ed è estremamente compatta, piccola e leggera: così posso spostarla sulle cassettiere in base alle ambientazioni stagionali, attaccando un solo cavo. Altrimenti mi toccherebbe chiamare Nex per farmi aiutare, e già lo tormentavo abbastanza. 🙂

Inoltre, ha una funzione perfetta per le fate smemorine come me: se voglio, la stampante può ordinare per me le cartucce nuove, quando stanno per esaurirsi, in modo da non restare mai senza. Esiste infatti il servizio ReadyInk , che si paga a consumo e non ad abbonamento, per ricevere la nuova cartuccia originale quando sta per esaurirsi quella precedente. Tempo risparmiato per me, tempo guadagnato con mia figlia!

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Il risultato è questo: una serie di 12 ricette impaginate con gli ingredienti a sinistra e il procedimento a destra, una descrizione molto asciutta ed essenziale, tantissime illustrazioni disegnate a mano e colorate in digitale.

E io lo adoro, ve lo dico: c’è tantissimo di noi in queste pagine. C’è la pazienza che abbiamo impiegato per disegnare tutto a mano e comporre il libro, ci sono le ricette più tradizionali della nostra famiglia (e della cucina italiana e internazionale), c’è la nostra mano, il nostro tempo, i momenti passati insieme io e lei.

Lo volete anche voi? Eccolo qui da stampare!

PDF da scaricare gratis: Ricette illustrate per bambini

Lo abbiamo trasformato in un PDF da stampare fronte retro, così da poterlo condividere. E abbiamo inserito anche delle pagine vuote, con la sola grafica di fondo, per poter scrivere ognuno le sue ricette di famiglia, o aggiungerle mano a mano che ne si inventano di nuove.

Come stampare questo piccolo ebook di ricette illustrate:

  1. aprire il file con acrobat reader;
  2. scegliere: file / stampa;
  3. scegliere la stampante EPSON Expression Photo XP-8500;
  4. scegliere l’opzione: stampa fronte/retro;
  5. scegliere l’opzione: capovolgi sul lato corto.

Siccome ho utilizzato un foglio A4 da piegare a metà in orizzontale, per avere un libricino del formato A5, dobbiamo infatti stampare il fronte retro capovolto sul lato corto, altrimenti le due facciate non saranno dritte.

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Qualche giorno dopo…

Continuo a sfogliare questo libricino e penso a quante parole abbiamo ancora da dirci, quante ricette abbiamo ancora da provare e scrivere, quanti lavoretti dobbiamo ancora fare. E so che possiamo scegliere la gioia.

So che possiamo scegliere, anche quando le cose saranno difficili, di trasformare questi momenti creativi in una sorta di bolla di pace, dove si fermano i conflitti e le incomprensioni e tutto va bene.

Perché in fondo è vero, è sempre così: in fondo tutto va bene, come un sugo al pomodoro girato con pazienza finché è pronto.
Per poi ricominciare.

Ecco in video la nostra settimana creativa, che svela anche il dietro le quinte dei nostri lavoretti e un pezzo di Casa Mammafelice.



Commenti

10 Commenti per “Come scrivere un libro di ricette di famiglia per i bambini”
  1. LETIZIA

    Ciao!😊 Barbara falli ancora questi video su yuotuobe sei sempre di ispirazione GRAZIE

  2. Valentina

    Ho pianto dopo questo post. Dirai: ma sei scema? Piangi per un libro di ricette? Sì, piango perché mi ha ricordato la mia nonna Angiolina con la quale tutte le domeniche facevo la pasta in casa, andavo a vendemmiare, a cogliere le spighe di granoturco, facevo il sugo di pomodoro esattamente come te ed erano dei pomeriggi meravigliosi, assolati, sudati e felici. Le nonne dei miei figli con loro fanno solo i compiti. Però. Piango perchè è tutta una corsa, non c’è mai tempo per niente e spesso arrivo alla sera stanca ma non felice, svuotata, demotivata. Mentre leggevo pensavo di chiederti il libriccino e come al solito mi leggi nel pensiero – et voilà -era già pronto da stampare e con le benedette pagine in più per noi. Per me e Sofia. Che adora cucinare con me, già me la immagino fare tutti i disegnini. Anzi no, prima sperimentiamo le tue ricette perché sono curiosa di mangiare a casa Mammafelice.
    p.s. non farò le ricette con Riccardo, non per una banale questione di genere ma perchè la pediatra me lo ha messo a dieta (maledetta) e già patisce così.

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Guru
      Mamma di Dafne (10 anni)

      Ho perso mia nonna per l’Alzheimer una decina di anni prima che morisse davvero. Pensa che aveva a malapena la terza elementare e non sapeva scrivere bene e ho un rimorso grandissimo, di me, mia sorella e i cuginetti che la ‘prendiamo in giro’ bonariamente – eravamo davvero piccoli e sprovveduti – perché trascrivendo le ricette dalla TV le scriveva in italiano stentato… e oggi pagherei per poter ritrovare quei foglietti tutti sgangherati, per rifare quelle ricette. E se la conosco bene, li avrà buttati per la vergogna, povera donna.

      Nonna Pina aveva sempre il grembiule addosso, sempre. Un grembiulino basso con i volant, uno diverso ogni giorno. Per dire che la cucina era il suo modo di comunicare, di insegnare, di amare.
      E l’Alzheimer come puoi immaginare si è portato via tutto quel sapere di mestoli e pentole.

      Nella tomba ho insistito per metterle il grembiule: non avrebbe mai accettato di stare senza! E lo dico non con tristezza, ma con felicità, perché onestamente voglio ricordarla piena di gioia quando obbligava mio nonno a grattugiare il pecorino sgridandolo con la cucchiarella di legno, invece che appoggiata sulla sedia e privata di se stessa dalla malattia.

      È stata una brava nonna, mi faceva aprire i cassetti, tutti, e mettere la cipria. Più di così, nojn potrei chiedere.

      ps. Io sto con Ricky tutta la vita, si sappia

      • Valentina

        Anche la mia nonna Angiolina è morta di Alzheimer, stessa dinamica, stesso dolore. Nel momento in cui divenne vedova, adorava portarmi a letto con se’ e mentre dicevamo il rosario in un latino maccheronico (anche lei terza elementare, la quinta la facevano solo i maschi) mi abbracciava forte con quel senone prosperoso che mi soffocava. Anche lei aveva il grembiule, con la pettorina e molti se ne era cucita da sola, con delle stoffe bellissime e super colorate. Si cuciva pure i vestiti e con che scollature! Era una vanitosa!!!
        E si è tinta i capelli di un nero corvino fino agli 80 anni quando ci ha lasciati. Diceva che non voleva vedersi vecchia. Quanto l’ho amata, Barbara.

      • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
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        Mamma di Dafne (10 anni)

  3. fla

    Anche mia nonna Spaghetti nr. 5..che bell’idea il libro di ricette

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
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      Mamma di Dafne (10 anni)

      Spaghetti numero 5 sempre, e la dispensina piena di scarole di spaghetti grandi, da un chilo. Se chiudo gli occhi posso ancora sentire il profumo della sua salsa di pomodoro.
      E sopra ci metteva un chilo di ricotta salata siciliana e finché non stramazzavi al suolo continuava a grattugiarti formaggio e incitarti a mangiare gli spaghetti con il pane.
      Che donna

  4. Alessandra

    mi sono commossa… grazie per quanto condividi e per spronarmi sempre a cercare di essere una mamma migliore….

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