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Come far addormentare i neonati e i bambini ad ogni età

Pubblicato il 5 Giugno 2019 da

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Come far addormentare i bambini? Inutile dire che il sonno è estremamente importante per i nostri figli – e anche per noi! Dormire bene e riposare bene sono una delle condizioni essenziali per stare bene anche in salute, fisica e mentale, e riuscire ad essere sereni come genitori.

Essere genitori è bellissimo e io continuerò a sostenerlo: per quanto mi riguarda ne vale davvero la pena, se lo desiderate. C’è un unico problema: dormire! L’unica cosa che mi è davvero mancata nei primi anni di vita di mia figlia è stata il sonno: così vi ho raccolto un po’ di trucchetti e di consigli per favorire il riposo dei bambini – e anche il vostro!

Neonati 0 – 6 mesi: come farli addormentare

I primi mesi di vita di un bambino possono essere complicati, dal punto di vista del sonno: i neonati dormono moltissimo, ma giustamente hanno dei risvegli continui per poter mangiare (circa ogni 3-4 ore) e per poter essere cambiati e fare un minimo di attività. Con il passare dei mesi, però, e un minimo di accorgimenti, sarà possibile garantire ai vostri bimbi – e a voi stessi! – un buon riposo. 

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Come far addormentare i neonati? Con questi consigli:

  • praticare l’attachment parenting, ovvero tenere a contatto pelle-pelle i bambini;
  • utilizzare il sacco nanna oppure la mussola di cotone per fasciarli;
  • fargli fare piccole attività motorie e sensoriali durante il giorno, per ‘stancarli’;
  • portarli in fascia o nel marsupio, per ‘stancarli’;
  • parlare molto con loro, raccontando storie e cantando.

Attachment parenting

Per prima cosa ricordiamoci sempre che tenere in braccio un neonato non è un vizio, mai!

Anzi, questo genere di educazione, detta attaccamento parentale, è il modo migliore di rendere i figli sicuri, fiduciosi e autonomi.

Quindi significa che, se li tenete tanto in braccio e ‘addosso’ nei primi mesi di vita, saranno pronti molto prima a dormire da soli, perché le loro paure di abbandono diminuiranno e spariranno. Perché sanno di poter contare sempre su di voi, e che voi ci sarete se vi chiameranno!

Le attività durante il giorno adatte al neonato

Anche i neonati possono fare attività durante il giorno: non solo mentre li portiamo nel marsupio, ma anche in modo mirato. In questo modo anche un neonato ‘si stanca’ a sufficienza per dormire meglio durante i suoi riposini, oltre che giovarne in termini di sviluppo sensoriale.

Tra le attività che possiamo fare con un neonato, per circa 10 minuti alla volta:

  • metterlo su un tappetino dapprima a pancia in su, poi sopo i 4 mesi a pancia in giù: questo rafforza i muscoli del collo e delle braccia;
  • parlargli, guardarlo negli occhi e cantare per lui;
  • utilizzare giochi sensoriali come doudou con le fettucce, immagini in bianco e nero, libricini di stoffa.

Nei momenti di relax, possiamo utilizzare alcuni strumenti utilissimi, che vanno bene anche per tenere il bambino vicino a noi quando siamo impegnati in altre attività:

  • Comfy nest, un nido tutto morbido per i primi mesi;
  • Hooplà, la sdraietta fino ai 18 Kg di peso: è basculante e regolabile in 4 diverse posizioni ed è fornita di una barra gioco per stimolare il bambino.

Per quanto mi riguarda, i quattro prodotti che ho usato con mia figlia e che consiglio assolutamente sono proprio la sdraietta, il marsupio, le mussole in cotone e il sacco nanna. 

Fascia o marsupio

Tra i metodi migliori per praticare attachment parenting c’è quello di ‘portare’ i bambini, ovvero usare fascia o marsupio (in base all’età). Il marsupio e la fascia, oltre a dare al bambino un grande senso di sicurezza e di attaccamento, favoriscono indirettamente il sonno.

Vi segnalo Myamaki, il nuovo marsupio Chicco, ergonomico ed evolutivo. Classificato come sicuro per le anche da parte dell’IHDI (Istituto Internazionale per la displasia dell’anca), assicura la posizione a M delle gambine, sorregge la testa del bambino donando comfort e sostegno e si adatta naturalmente alla crescita del bambino grazie al riduttore per i più piccoli e alla particolare apertura a soffietto posizionata sul dorso del marsupio.

Tutto per la Nanna: ecco cosa ci serve

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Non so come la pensate voi, ma noi abbiamo scelto di mettere a dormire nostra figlia nella sua cameretta intorno agli 8 mesi.

Il Video Baby Monitor Deluxe 254 permette di osservare il bambino e comunicare con lui in qualsiasi momento. Per il funzionamento usa una tecnologia digitale, che quindi risente meno delle interferenze e garantisce il massimo della privacy. La sua regolazione fine del rumore permette di percepire anche i rumori più lievi del bambino.

Ha una visione notturna a infrarossi, per vedere il bimbo anche di notte e allo stesso tempo, se dobbiamo andare in cameretta a sorvegliarlo, è munito di luce notturna anti risveglio.

Mussole di cotone

Spesso i neonati nella loro culla faticano a dormire e hanno dei sobbalzi, perché non sapendo controllare il proprio corpo, si spaventano con i loro stessi gesti o movimenti delle mani.

Inoltre, per un neonato, passare dalla sicurezza del ventre materno a un lettino vuoto, può essere spiazzante: per questo si consigliaoltre ad utilizzare una culla per i primi mesi, sempre di ‘fasciare’ i bambini. La fasciatura cosiddetta ‘a burrito’ calma tantissimo i bambini e li fa dormire profondamente. Inoltre, vi assicura che il neonato non possa rotolare e quindi finire a pancia in giù – sappiamo tutti infatti che la posizione migliore per dormire, per il neonato, è a pancia in su. Si consiglia di fasciare il neonato nel momento della nanna fino ai due mesi circa o comunque fino a quando mostra i primi segnali di volersi girare sul fianco.

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Il tessuto delle mussole del set Chicco è realizzato in morbido cotone al 100%, super leggero e morbido. La mussola può essere utilizzata in vari modi: non solo per avvolgere il neonato, ma anche durante il cambio, per proteggerlo durante l’allattamento, come panno da ruttino, come copertina leggera…

Il sacco nanna

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Uno dei miei prodotti preferiti in assoluto con mia figlia è stato il sacco nanna: con questo ho sempre ottenuto, sin dal suo primo giorno di vita, che si addormentasse serena nel suo lettino e che fosse sempre ben coperta.

Il sacco nanna è una sorta di salopette imbottita, un sacco a pelo senza maniche, che copre bene il bambino fino ai piedini: in questo modo anche in inverno non servono le coperte e il bambino non prende freddo. Naturalmente in inverno gli metteremo sotto il pigiamino, mentre in estate basta il body.

I migliori sacchi nanna sono in cotone 100% e lavabili in lavatrice. Il grado di calore si misura in Tog: l’ideale è sceglierne uno che sia intorno ai 2,5 Tog, se il bambino dorme alla temperatura ideale di 16-20 gradi centigradi.

Unica avvertenza: è importante scegliere il sacco nanna della giusta misura per evitare che la testa del bambino passi attraverso l’apertura del collo e non usate altre coperte, perché il sacco nanna mantiene già il giusto grado di calore.

Dove far dormire i neonati

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Partiamo dalla prima regola, fondamentale: MAI nel lettone nei primi mesi. Questa è una delle regole di prevenzione anti SIDS per la salute dei neonati durante il sonno e anche per il sonno sicuro (schiacciamento, soffocamento, intrappolamento).

  • Culla fianco letto: la Next2Me di Chicco si aggancia facilmente ad ogni letto e permette di estendere il lettone in modo che il bambino possa praticare il cosleeping, ma in modo sicuro. Inoltre è comoda per poter allattare e accudire il bambino di notte senza alzarsi;
  • La Culla multi funzione: Baby Hug di Chicco si usa dalla nascita fino ai 36 mesi del bambino; racchiude in sé quattro prodotti diversi: la culla, la sdraietta, il seggiolone, la sedia da tavolo.

Bambini 6 mesi – 1 anno: come farli addormentare

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Sfruttiamo i benefici dello svezzamento

Dai 6-7 mesi in poi, fino all’anno di età, si svolge lo svezzamento, ovvero l’alimentazione complementare. In questo arco di tempo i bambini dovrebbero alimentarsi di giorno con le loro pappe e i loro spuntini, per non svegliarsi più di notte.

Un bambino regolarmente svezzato, che faccia colazione, due spuntini, pranzo e cena ed eventualmente un ulteriore spuntino serale con latte materno o di proseguimento, non dovrebbe più chiedere latte di notte.

Spesso il bambino male interpreta le sensazioni e confonde il bisogno di coccole e di protezione con la fame: se durante il giorno mangia le sue pappe, invece di allattarlo di notte, coccoliamolo. Io ho usato i principi del metodo di Tracy Hogg, che assomiglia molto al Metodo Montessori, e ha funzionato!

Le attività giornaliere per intrattenere i bambini e favorire il riposo

Anche in questo caso, organizziamo per i bambini le attività motorie e sensoriali adatte all’età, per stimolarli, convogliare le loro energie, farli ‘scaricare’ emotivamente e fisicamente.

Per approfondimento:

In generale, questa è l’età giusta per proporre le attività della vita pratica Montessori, ovvero quelle attività che promuovono l’autonomia e lo sviluppo del bambino, come lavarsi, vestirsi, mangiare da solo.
Ma anche svolgere piccole attività domestiche come spolverare, piegare gli strofinacci, stendere i fazzoletti, spremere il succo delle arance e iniziare ad utilizzare le forbici e i coltelli arrotondati.

Routine serale con ultima poppata e coccole

Sappiamo tutti quanto sia importante instaurare una routine serale per i neonati, per rassicurarli e farli dormire bene.

In realtà la routine dovrebbe essere quotidiana, dal mattino alla sera, e non solo dopo cena, perché i neonati sono creature estremamente abitudinarie in generale. Questo non perché non apprezzino i cambiamenti, ma perché sono ancora molto piccoli e hanno bisogno di punti di riferimento precisi, che diano loro sicurezza.

Inoltre i bambini piccoli, non sapendo ancora riconoscere il trascorrere del tempo, hanno bisogno di un riferimento preciso per capire in quale parte della giornata si trovino. Vi sarà infatti capitato più di una volta che i vostri bimbi vi chiedano se è mattina o sera, se stanno pranzando o cenando, che giorno della settimana è.

Questo perché i bambini fino a circa i 6-7 anni non riconoscono le ore della giornata, né percepiscono la differenza tra presente, passato e futuro.

La routine serale è a nostra discrezione, ma si basa soprattutto sulle caratteristiche peculiari di ogni bambino.
C’è chi ama addormentarsi sul divano insieme a mamma e papà, chi nel lettone, chi direttamente nel suo lettino.
C’è chi ama fare il bagnetto prima di dormire, chi preferisce ascoltare musica rilassante, chi leggere insieme un libro, infine c’è chi ama semplicemente le chiacchiere o le coccole.

Quanto deve durare questa routine?
Diciamo che siamo noi a decidere i tempi, soddisfacendo però le esigenze di attaccamento del bambino.
Possiamo in ogni caso darci un limite di circa 20 minuti e spiegare al bambino che dopo questo lasso di tempo si spengono le luci e si va tutti a nanna.

Non per forza il bagnetto tutte le sere

Nella routine serale non dobbiamo per forza fare il bagnetto al bambino tutte le sere. 
Questa è una ‘esagerazione’ che negli anni ha preso piede tra le famiglie italiane come coccola serale, ma non tutti i bambini apprezzano il bagnetto.

Siccome i bambini non si sporcano così facilmente, o comunque possono essere lavati ‘a pezzi’, possiamo benissimo fare il bagnetto al bambino due o tre volte a settimana, in altri momenti della giornata.

Il bagnetto infatti per alcuni neonati è rilassante, per altri è eccitante, per altri ancora è persino stressante.

Se un bambino non ama il momento del bagnetto e lo accoglie con frustrazione, piangendo e strepitando, questa non è certo la routine serale adatta a lui.
Piuttosto proviamo con un leggero massaggio infantile, o con le semplici coccole pelle contro pelle.

In effetti, se ci pensiamo, anche noi adulti abbiamo diversi modi di rilassarci.
Non preoccupatevi dunque se il vostro bambino non corrisponde agli standard dei racconti dei vostri amici e parenti, e ricordatevi che, come ogni essere umano, è unico e irripetibile, e così lo sono anche i suoi gusti, le sue abitudini e le sue inclinazioni.

Bambini 2-5 anni: come farli addormentare

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Attività giornaliere che diventano sempre più tranquille verso sera

Possiamo proporre ai bambini di questa età le attività che ho elencato nel post: Montessori a casa: attività dai 2 ai 3 anni

In ogni caso la regola generale è fare in modo che i giochi serali diventino mano a mano più tranquilli: no quindi alla lotta con i cuscini del divano, sì a colorare, fare puzzle o costruzioni.

Routine serale con favole e coccole

Dopo i 2 anni i bambini dimostrano sempre più interesse nell’ascoltare le favole e leggere i libri insieme ai genitori.

Nella mia infanzia ero molto affezionata alle fiabe sonore che, soprattutto nel periodo precedente le scuole elementari, mi erano state utilissime anche per imparare a leggere da sola.

Leggere un libro insieme è sicuramente una buona abitudine anche per sviluppare e potenziare l’intelligenza dei bambini, la loro curiosità, la loro cultura e come attività di prescrittura.

Se non vi piace leggere ad alta voce, potete scegliere di ascoltare insieme della musica, delle canzoncine o delle filastrocche, oppure degli audio libri di favole che ormai sono estremamente facili da reperire e di altissima qualità.

Evitiamo sempre, di sera, di usare il tablet o il cellulare per far guardare video ai bambini.
Questi strumenti in generale sotto i 3/4 anni non andrebbero mai proposti ai bambini perché pericolosi per le loro funzioni cerebrali.
In ogni caso non vanno mai proposti di sera in quanto fortemente eccitanti: utilizzandoli potreste infatti ottenere l’effetto contrario e far esaltare i bambini invece che farli rilassare e quindi addormentare.

Infine, potete semplicemente sdraiarvi nel lettino accanto ai bambini e chiacchierare, raccontare storielle, chiedervi reciprocamente come state e come è andata la vostra giornata e farvi un po’ di coccole, che non sono mai abbastanza.

Accettare le paure dei bambini e aiutarli a superarle

Tra i 2 e i 5 anni molti bambini iniziano a manifestare delle paure più o meno i reali, che vanno ascoltate e comprese e mai ridimensionate o ridicolizzate.

Ogni bambino ha sempre, come nelle favole, un antagonista che deve in qualche modo sconfiggere: che sia l’ansia, la paura, il terrore dell’abbandono, il timore di un rifiuto, o della malattia, o di perdere i suoi familiari, o più semplicemente di affrontare qualcosa di nuovo che sta per accadere nella sua vita.

Molto utile dunque è imparare a verbalizzare i sentimenti dei bambini per entrare in empatia profonda con loro.

Se un bambino è spaventato, frustrato o arrabbiato, diciamogli che lo comprendiamo e nominiamo ad alta voce la sua paura:
– Capisco che in questo momento tu sia nervoso e preoccupato, perché domani devi andare a fare il vaccino e hai paura di quello che può succedere. Potresti sentire un lieve pizzicotto nel braccio e un pochino di bruciore, ma ti assicuro che questo dolore passerà in fretta e io sarò sempre vicino a te.

Inoltre è molto utile fare insieme il gioco della rabbia: chiediamo al bambino di disegnare la sua rabbia e poi strappiamo questo foglietto, mettiamolo in un barattolo ermetico oppure nel bidone dell’immondizia per tenerlo lontano dal bambino, oppure per gettarlo via definitivamente.

In questo modo il bambino sentirà come di aver compreso la sua rabbia e di averla trasportata fuori di sé, per non farsi condizionare da questa.

Accettare il cosleeping in particolari situazioni

Se c’è un vero momento per praticare il cosleeping è sicuramente quello dell’età del prescuola e oltre.

In questo periodo della loro vita i bambini devono affrontare tantissimi cambiamenti, perché passano dalla condizione di neonati alla condizione di individui a sé stanti.
Per questo motivo qualche rassicurazione e coccola in più non gli faranno assolutamente male.

Non dico di far dormire sempre i bambini nel lettone come abitudine, ma in particolari occasioni come una nuova sfida, la sera prima di una gita, la sera prima di un esibizione sportiva, o durante una malattia, stare nel lettone con mamma e papà permetterà al bambino di sentirsi più al sicuro.

Bambini 6-9 anni: come farli addormentare

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Come cambia la routine pre nanna: autonomie raggiunte

Quando i bambini diventano grandi raggiungono chiaramente delle autonomie che permettono a loro stessi e anche i genitori di prendersi maggiori libertà.

Nel periodo delle elementari i bambini infatti saranno decisamente in grado di lavarsi, mettersi il pigiama e andare a letto senza bisogno dell’intervento dei genitori.

Il fatto che abbiano raggiunto queste autonomie, tuttavia, non ci giustifica dal dedicare loro del tempo di qualità ogni sera e ricordarci che restano pur sempre bambini.

Quindi la routine serale non sarà più fatta di lavaggio faccia, denti e pigiamino, ma di chiacchiere, condivisione della propria giornata, conoscenza reciproca e quindi una più profonda relazione.

Paure e fragilità dei bambini: come affrontarle

Ogni bambino in età evolutiva ha delle paure e delle fragilità che vanno comprese affrontate.

La cosa più sbagliata che possiamo fare nei confronti dei nostri figli è quella di ridicolizzare i loro timori o ridimensionarli eccessivamente.

Questo non significa che dobbiamo fare un dramma per ogni loro dramma, ma semplicemente che dobbiamo prestare la giusta attenzione ai sentimenti di fragilità che i bambini si manifestano.

Incoraggiamoli con parole buone, aiutiamoli a identificare il motivo della loro ansia, suggeriamo loro consigli pratici e, sempre mantenendo vivo l’ascolto e l’empatia, diciamo chiaramente al bambino che per noi i suoi sentimenti sono molto importanti.

Ragazzi dai 10 anni in su: come aiutarli a dormire bene

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Limitare le ore di esposizione ai videogiochi

Ormai tutti pediatri e i pedagogisti sono concordi nel dire che i bambini al di sotto dei 3-4 anni di età non dovrebbero mai avere a che fare con telefonini e tablet e che, al di sopra di questa età, l’esposizione a questi dispositivi deve essere limitata durante la giornata.

Da un’indagine condotta dal Centro per la Salute del Bambino Onlus di Trieste in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri risulta che il 60 % dei genitori permette ai propri figli di 2 anni di usare il cellulare di mamme e papà. Questo ingresso precoce della virtualità danneggia il processo di crescita dei bambini, che hanno bisogno di conoscere la realtà con tutti i cinque i sensi.
Fonte.

Se i nostri figli trascorrono tutto il tempo dopo la scuola davanti alla TV, o con lo smartphone in mano, con il tablet o davanti al PC a giocare ai videogiochi, allora abbiamo un problema.
Ricordiamoci che è stata riconosciuta ufficialmente la dipendenza da videogiochi come malattia moderna.

L’Oms ha riconosciuto ufficialmente la dipendenza da videogame come una patologia. Il ‘gaming disorder’ è stato infatti inserito nel capitolo sulle patologie mentali dell’International Classification of Diseases (ICD), l’elenco ufficiale delle malattie il cui aggiornamento è stato appena pubblicato. Secondo il nuovo elenco, che contiene oltre 55mila diverse malattie, la dipendenza da gioco digitale consiste in “una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita”.
Fonte

Invece di vietare l’uso di questi dispositivi cerchiamo sempre di adottare una pedagogia positiva: proponiamo quindi ai bambini attività fuori casa, impegniamoli nei lavori domestici più divertenti insieme a noi, portiamoli sul divano a leggere insieme o ascoltare musica, portiamoli a mangiare un gelato in piazza facendo due passi.

Le alternative ci sono e non è necessario esagerare dall’altra parte, ovvero riempire le giornate dei figli con mille attività educative e sportive come se fossero dei piccoli manager.

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Concordare l’orario in cui si spengono le luci

I ragazzi grandi, dalle scuole medie in su, cambieranno ulteriormente la loro routine con il passare degli anni.

Concordiamo con loro le nuove regole di famiglia stabilendo insieme l’orario in cui spegnere la TV, lo smartphone e le luci in modo che possano sì stare svegli più a lungo la sera, ma anche dormire il numero giusto di ore.

Inutile creare tensioni che aumenterebbero la distanza nel rapporto tra genitori e adolescenti; molto meglio trovare un compromesso che possa soddisfare entrambe le parti.



Commenti

2 Commenti per “Come far addormentare i neonati e i bambini ad ogni età”
  1. fla

    molto interessante come sempre

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