Diagnosi di DSA: quali interventi attuare

Pubblicato il 15 Maggio 2019 da

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I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) comprendono: la Dislessia (disturbo della lettura), la Disortografia e la Disgrafia (disturbi della scrittura da un punto di vista costruttivo ed esecutivo), la Discalculia (disturbo del calcolo).

Quando viene diagnosticato un Disturbo Specifico dell’Apprendimento c’è spesso molta incertezza da parte della famiglia su come agire.
La scelta dell’intervento da attuare deve essere ben ponderata insieme al diagnosta e deve tenere conto di diversi fattori, come ad esempio: l’età del soggetto diagnosticato, la gravità del disturbo, gli obiettivi che si desiderano raggiungere e lo scopo dell’intervento.

In generale gli interventi percorribili si possono riassumere in due grandi categorie:

  1. Gli interventi riabilitativi;
  2. Gli interventi compensativi.

Gli interventi riabilitativi per DSA

Con riabilitazione si intende il “recupero di una funzione compromessa”.

Il trattamento riabilitativo, dunque, è l’insieme delle azioni dirette ad aumentare l’efficienza di un processo alterato. Un buon intervento riabilitativo, erogato dal professionista sanitario, deve prevedere un progetto di riabilitazione condiviso con il paziente e la famiglia nel quale vengono chiaramente definiti gli obiettivi, i tempi, le modalità di erogazione, le verifiche dei risultati ottenuti e gli aggiornamenti in seguito a queste.

Tutti questi fattori vengono impostati sulla base dei risultati emersi in sede di valutazione, tenendo in debita considerazione il punto di vista del paziente e i dati ricavati in sede di colloquio con la famiglia.

La precocità dell’intervento è una delle chiavi del suo successo.

La diagnosi di dislessia, disgrafia e disortografia non può essere effettuata prima della seconda elementare, mentre quella di discalculia non prima della terza elementare (o scuola primaria).
Tuttavia, già dalla fine della prima o inizio della seconda classe primaria, è possibile porre il forte sospetto di rischio DSA e, dunque, attivare gli interventi.

Gli interventi compensativi per DSA

Questo tipo di intervento non mira a riabilitare una funzione deficitaria, ma piuttosto a cercare modalità differenti per raggiungere l’obiettivo di apprendimento, avvalendosi di strumenti e strategie educative.

In particolare il soggetto con DSA imparerà a:

  • Utilizzare strumenti definiti “compensativi”, ovvero un sistema di risorse per l’apprendimento scolastico, che possono essere ad alta tecnologia (come ad esempio i software informatici) o a bassa tecnologia, che non si avvalgono dell’utilizzo del computer.
    Alcuni esempi: sintesi vocale, software per produrre mappe concettuali, schemi, formulari, calcolatrice.
  • Utilizzare strategie di studio efficaci rispetto al proprio stile di apprendimento. Ad esempio, per lo studente che privilegia uno stile visivo non verbale, dunque che dimostra di memorizzare e rievocare più facilmente immagini e schemi piuttosto che parole, si insegneranno strategie utili a valorizzare questa sua personale caratteristica.

Tutte queste competenze rientrano nel concetto di “metodo di studio” di cui si sente tanto parlare.

Perché dunque uno studente con DSA necessita di imparare un efficiente metodo di studio?

Perché, a differenza dei suoi coetanei, non trae beneficio dall’adozione del metodo di studio maggiormente diffuso ovvero quello “tradizionale”: leggo più volte, ripeto e memorizzo.

È fondamentale sottolineare l’importanza, anche in questo caso, dell’avvio precoce a questo tipo di trattamento, ovvero non appena la diagnosi è stata stabilizzata e iniziano ad emergere i primi risultati del trattamento riabilitativo.

Inoltre, è importante che questo tipo di trattamento venga erogato da personale qualificato e formato, in modo tale che lo studente possa utilizzare le competenze e gli strumenti appresi in modo corretto e consapevole, nella sua quotidianità.

Non è sufficiente limitarsi a fornire semplicemente gli strumenti e il computer, pur essendo questi di qualità.

Generalmente questi interventi sono da considerarsi complementari, infatti quando il diagnosta e la sua equipe prendono in carico il paziente con DSA devono curarsi del coordinamento e dell’integrazione degli interventi per favorire la riduzione del disturbo e il suo impatto sulla vita del paziente, dunque il suo inserimento scolastico, sociale e lavorativo.

Articolo a cura della Dottoressa Maria Silvia Mazzocchi, Logopedista



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