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Come preparare le pappe ai bambini con il CuociPappa EASY MEAL di Chicco

Pubblicato il 24 settembre 2018 da

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Per quanto mi riguarda, niente mi appassiona di più, in cucina, che preparare ricette per bambini: se riesci a far piacere ai bambini le verdure e le ricette che prepari, vuol dire che ci sai davvero fare.

Per questo lo svezzamento mi interessa molto: perché è il modo perfetto per iniziare i bambini alle buone abitudini alimentari, facendo scoprire loro il piacere di un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura.

Ecco tutti i miei consigli per iniziare serenamente lo svezzamento e abituare i bambini a mangiare poco di tutto, insieme a tutta la famiglia.

Come iniziare lo svezzamento

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Per quanto mi riguarda, vi consiglio di iniziare lo svezzamento solo dopo il sesto mese compiuto del bambino, così come dichiarato nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Fondo per l’Infanzia dell’ONU (UNICEF).
Prima di allora per il bambino è sicuramente meglio prendere il latte della mamma, a meno che non ci siano indicazioni particolari (e di solito estremamente rare) da parte del pediatra.

Molto importante, prima di iniziare lo svezzamento, è assicurarsi che il bambino abbia raggiunto due tappe fondamentali per poter passare ai cibi semi-solidi e solidi.

Innanzitutto il bambino deve essere in grado di restare seduto autonomamente e reggere la testa, quindi in grado di stare in posizione eretta durante i pasti, perché la pappa non va data a bambini che non hanno ancora completato questo controllo muscolare e restano ancora nella posizione sdraiata.

Seconda cosa, il bambino deve aver perso quello che si chiama il cosiddetto riflesso di estrusione, ovvero deve essere in grado di prendere il cibo col cucchiaino senza spingerlo via con la lingua, come se stesse ancora prendendo il latte dalla mamma.

Queste sono le due condizioni essenziali per iniziare bene lo svezzamento, tenendo conto delle competenze già raggiunte dal bambino, senza anticipare troppo i tempi.

È chiaro che, se i genitori devono andare subito a lavorare, spesso i pediatri cercano di far anticipare lo svezzamento per rendere più ‘comoda’ la vita dei genitori e lo stesso distacco.

In questi casi, ovviamente, ognuno farà come può, ma, in mancanza di condizioni particolari, personalmente vi consiglio di iniziare lo svezzamento – come dicevo – solo dal sesto mese di vita del bambino.
Ormai moltissimi pediatri moderni sono concordi con questa teoria.

Per iniziare lo svezzamento di solito si parte dalla frutta grattugiata, pera o mela.
Ai nostri tempi, e anche quando mia figlia era piccola, i pediatri ci fornivano uno schema piuttosto rigido e definito per l’introduzione dei singoli alimenti nello svezzamento dei bambini.
In questi schemi era prevista l’introduzione di un nuovo alimento ogni 15 giorni, proponendo un alimento per volta. Questo per il rischio di allergie nei bambini.

Oggi anche questa teoria è stata abbastanza smontata dalle nuove ricerche scientifiche, e non c’è più la necessità di attendere così tanti giorni per proporre un nuovo alimento al bambino.

I bambini a rischio di allergie/intolleranze vanno divezzati diversamente?
[…] le più recenti e autorevoli evidenze sperimentali non convalidano sul piano scientifico la tesi secondo cui i bambini a rischio di sviluppare celiachia o un’allergia alimentare dovrebbero seguire uno schema di divezzamento diverso dalla popolazione generale.
Gli studi più recenti hanno infatti dimostrato che l’introduzione tardiva degli alimenti ritenuti
“allergizzanti” non previene lo sviluppo di allergia alimentare e/o celiachia nei soggetti predisposti e che l’età del bambino alla prima esposizione verso l’alimento (purché avvenga dopo i quatto mesi di vita) non ne modifica il successivo rischio globale a 10 anni di età.
Fonte: Ministero della Salute, Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia, punto 4.

Le nuove ricerche ci dicono infatti che potenzialmente nessun alimento è così allergizzante e pericoloso durante lo svezzamento, ma anzi parrebbe che introdurre tutti gli alimenti a questa età possa persino diminuire il rischio di allergie future.

Essendo io una mamma e non un medico pediatra, vi consiglio, dopo esservi attentamente informati e soprattutto aver valutato le condizioni di salute particolari dei vostri bambini, di attuare – come sempre – una sana via di mezzo.

Eviterei quindi di dare ai bambini quelli alimenti che possono essere più a rischio di allergie, come le fragole, le pesche, i crostacei (almeno fino all’anno di età), ma anche quegli alimenti difficilmente digeribili per natura, come i funghi e i formaggi muffettati (dopo i due anni). A questa lista aggiungerei anche il cioccolato, che potremmo tranquillamente dare ai bambini più in là con l’età, perché in questo momento non è strettamente necessario. E possiamo ritardare l’introduzione di uovo e pomodoro dopo i 10 mesi.

A questo punto, per iniziare lo svezzamento possiamo partire dalla mela o dalla pera omogeneizzata, e ogni tre giorni proporre un nuovo frutto.
Tra gli altri frutti che possiamo dare al bambino c’è anche la prugna, la susina, la banana schiacciata – facili anche da omogeneizzare.

Ricordiamoci che alcuni di questi frutti possono essere leggermente astringenti, quindi vanno alternati tra di loro. Per esempio sono astringenti la mela e la banana, mentre favoriscono il regolare funzionamento dell’intestino la prugna, la susina e la pera.

Questo è importante da ricordare perché, nelle prime settimane di divezzamento, sarà fisiologico un certo grado di stitichezza in tutti i bambini, portato semplicemente dal cambio di alimentazione, quindi è importante non abbondare con cibi troppo astringenti.

Allo stesso modo, è importante che durante il divezzamento i bambini inizino a bere acqua:

Oltre al latte (ndr, materno), durante il divezzamento il bambino deve bere acqua evitando bevande con zuccheri aggiunti che sono un fattore predisponente per lo sviluppo di carie ed obesità. Il latte vaccino non è raccomandato nel primo anno di vita per il rischio di sbilanciare l’apporto proteico alimentare complessivo e, inoltre, perché può causare carenze di ferro.
Fonte: Ministero della Salute, Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia, punto 3.

Dopo aver proposto la frutta fresca omogeneizzata, possiamo passare alla pappa a pranzo.

Ai nostri tempi e ai tempi di mia figlia, si suggeriva l’Impiego di carni liofilizzate, perché ritenute più facili da digerire, ma personalmente ritengo che ormai anche queste teorie siano superate e che sia sempre meglio l’utilizzo del prodotto fresco biologico lavorato correttamente.
Anche in questo caso però ovviamente dovrete fare affidamento al pediatra e concordare con lui quale sia la scelta migliore per voi e per vostro figlio.

Inizialmente possiamo proporre al bambino delle pappe di farina allungate con brodo di verdure (di solito farina di riso, mais, tapioca e anche tutte e tre insieme), completate da una verdura omogeneizzata e da carne omogeneizzata.

Anche in questo caso, possiamo proporre – in accordo con il pediatra – un nuovo alimento ogni 2-3 giorni.

PER APPROFONDIRE: Schema di svezzamento, con grammature fornite dal pediatra.

Per quanto mi riguarda, dopo anni di esperienza, ritengo che la pappa migliore per il bambino sia una pappa completa, con una farina, del buon brodo di verdure biologiche fatte in casa, carne e verdura omogeneizzata in casa.

Entro i 9-12 mesi il bambino dovrebbe aver provato un’ampia varietà di cibi e di sapori, abituandosi progressivamente a consumare oltre al latte (ndr, non vaccino), altri due pasti principali (pranzo e cena) e uno-due spuntini. Le porzioni vanno adeguate per l’età del bambino ed in queste indicazioni il pediatra curante può essere di valido supporto.
Fonte: Ministero della Salute, Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia, punto 3.

La scelta del cibo biologico, soprattutto per i bambini, non è una fissazione o una moda, ma a mio parere una reale necessità per proteggere i bambini dall’eventuale uso di pesticidi o sostanze che potrebbero alterare la freschezza dei cibi.

Questa può essere una buona scelta anche per un cambiamento da iniziare tutti insieme in famiglia, per passare a un’alimentazione di tipo biologico tutti insieme.

Svezzamento o autosvezzamento?

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Negli ultimi anni si è andata affermando una nuova corrente di pediatri che suggerisce di praticare, al posto dello svezzamento tradizionale, l’autosvezzamento.

Per autosvezzamento si intende non più la preparazione di pappe frullate e omogeneizzate, ma offrire al bambino più o meno gli stessi piatti che mangia tutta la famiglia, tagliati a pezzettini e ovviamente poco conditi.

Per quanto mi riguarda io sono sempre una sostenitrice delle vie di mezzo, quindi con mia figlia ho fatto un mix tra svezzamento tradizionale e autosvezzamento.

Pur riconoscendo infatti l’importanza dell’autosvezzamento e del fatto che i bambini debbano essere integrati nei pasti della famiglia e debbano essere invitati a progredire nelle loro capacità masticatoria, allo stesso tempo ho preferito, nei primi mesi di svezzamento, preparare delle pappe frullate per rendere più facile a mia figlia l’approccio con il cibo – e allo stesso tempo poter vivere io come mamma in modo più sereno il momento della pappa, senza angosciarmi per il pericolo di soffocamento.

Questo periodo delle pappe omogeneizzate non deve durare però troppo a lungo, perché i bambini hanno bisogno di imparare a masticare autonomamente, anche quando sono senza denti, grazie alle loro gengive estremamente potenti.

La masticazione, infatti, si inserisce in quelle conquiste del bambino necessarie non solo al suo sviluppo fisico e psichico, ma anche neurologico.
Imparare a masticare aiuta il bambino anche a crescere, a imparare a parlare correttamente, a raggiungere la propria autonomia e anche ovviamente a non soffocare.

Chiaro è che tutte le persone coinvolte nella vita del bambino dovrebbero sempre fare un corso di disostruzione delle vie aeree di rianimazione pediatrica, indipendentemente da qualsiasi scelta che venga fatta in merito allo svezzamento.

Come funziona il CuociPappa EASY MEAL di Chicco

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Per preparare le pappe omogeneizzate per lo svezzamento dei bambini, ma anche per cuocere al vapore i cibi e preparare pappe a pezzettini, io mi sono trovata benissimo con il Cuocipappa Easy Meal di Chicco. Lo trovate nei negozi BebeRoyal.

Si tratta di un piccolo robottino da cucina multiuso che ha almeno tre funzioni:

  1. cottura al vapore;
  2. omogeneizzazione / riduzione del cibo a pezzetti;
  3. strumento per tagliare le verdure, tipo mandolina integrata.

Io mi ci trovo molto bene perché è un oggetto di dimensioni estremamente contenute, che ha un ciclo di vita a mio parere estremamente ampio, perché non si limita ad essere utilizzato solo per le pappe omogeneizzate, ma appunto per cuocere al vapore carni, verdure, pesce e frutta.
Questo significa che il Cuocipappa Easy Meal di Chicco può essere usato per anni, da tutta la famiglia, senza peraltro occupare troppo posto sul piano di lavoro della cucina.

La sua cottura funziona al vapore:

  1. si inserisce acqua fresca del rubinetto nel serbatoio, utilizzando le indicazioni di volume presenti sul boccale;
  2. si posiziona il boccale aggiungendo il contenitore per la cottura al vapore;
  3. si aggiungono gli ingredienti da cuocere;
  4. si chiude il tappo e si aziona la cottura al vapore.

Il vantaggio del Cuocipappa Easy Meal di Chicco è che cuoce al vapore in poco tempo e senza bisogno del nostro intervento, quindi possiamo preparare pappe estremamente veloci e semplici senza dover rimestare o prestare troppa attenzione alla pappa.

Una volta cotti al vapore gli ingredienti, basta versarli nel boccale sottostante con la loro acqua di vegetazione (oppure togliere un po’ di questa qua per pappe più dense) e frullare un po’ alla volta ritmicamente, in modo da ottenere la consistenza desiderata – che va dalla pappa a pezzettini, fino all’omogeneizzazione più completa.

Come fare gli omogeneizzati di frutta con Easy Meal di Chicco

Scegliamo la frutta che preferiamo, o un mix di frutta e verdura, ad esempio:

  • mela e banana;
  • mela, banana, carota;
  • pera e banana;
  • mela e susina;
  • mela e albicocca;
  • mela e zucca.

Puliamo la frutta, sbucciamola e mettiamola nel boccale della cottura al vapore, facendola cuocere per pochi minuti. Frulliamola con poca acqua di vegetazione e utilizziamola in giornata, conservandola dentro i barattoli ermetici Chicco.

Possiamo arricchirla con un cucchiaino di succo di limone o di arancia, ma mai con zucchero.

Come fare gli omogeneizzati di verdura con Easy Meal di Chicco

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Puliamo le verdure e tagliamole a pezzetti piccoli. Mettiamole nel boccale della cottura al vapore, azioniamo Easy Meal di Chicco e lasciamo che le verdure diventino tenere (circa 15 minuti).

Eliminiamo l’acqua di vegetazione e teniamola da parte, aggiungendone poca alla volta mentre frulliamo, per ottenere la consistenza desiderata.

Una volta tolte le verdure dal boccale, aggiungiamo un filo di olio a crudo, ma mai il sale.

Alcune combinazioni di omogeneizzati di verdure da provare:

  • carote e zucca;
  • broccoli e avocado;
  • zucchine e piselli;
  • zucchine e fagiolini;
  • zucca e patata.

Come fare gli omogeneizzati di carne e di pesce con Easy Meal di Chicco

come preparare gli omogeneizzati di pesce fatti in casa per lo svezzamento dei bambini e neonati

Puliamo bene il pesce o la carne, eliminando grasso, spine e pelle. Mettiamo i filetti o i dadini nel boccale della cottura al vapore e cuociamo per circa 15-20 minuti.

Frulliamo carne o pesce con poco brodo vegetale, e aggiungiamo olio a crudo nel piatto, prima di servire.

Come preparare le prime pappe per i bambini, omogeneizzate o a pezzettini

Passiamo dunque dalla teoria alla pratica, con tantissime ricette per bambini da 6 mesi a 2 anni, cucinate da me.

Menù di svezzamento settimanale per bambini di 6-9 mesi

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Nel menù per bambini 6-9 mesi, vi propongo sia pappe frullate, che pappe a pezzettini. 

LEGGI QUI: Menù di svezzamento 6-9 mesi

All’inizio, infatti, sarà importante provare le prime pappe con farina, brodo, verdure frullate – per poi proporre pappe a pezzettini, gradualmente.

Non scoraggiatevi mai: ricordiamoci che il divezzamento è una nuova esperienza per il bambino, e potrebbe volerci un po’ di tempo per recepirla. Se un bimbo rifiuta un particolare cibo, non significa necessariamente che non lo vorrà più assaggiare.

Non insistete mai nel proporre la pappa al bambino, non usate TV e tablet per distrarlo e non minacciatelo: fategli assaggiare la pappa, e se non la gradisce procedete all’allattamento al seno. Proponete di nuovo la pappa nei giorni successivi, sempre senza distrarlo.

Alcuni alimenti che in un primo momento fanno storcere il naso al bambino, possono essere riproposti dopo una decina di giorni: con il passare del tempo, di solito, i bambini imparano ad assaggiare tutto, e ad ampliare i propri gusti.

Menù settimanale per bambini di 10-12 mesi

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Dai 10 mesi in poi, possiamo proporre ai bambini anche pomodoro e rosso d’uovo, ma soprattutto le pappe a pezzettini:

LEGGI QUIMenù settimanale per bambini di 10-12 mesi

Ricordiamoci che il nostro obiettivo è quello di portare il bambino a mangiare gli stessi piatti della famiglia, intorno all’anno di vita.

Prolungare fino a questa età l’uso di pappe frullate e omogeneizzate è problematico per lo sviluppo stesso del bambino, dalle sue funzionalità neurologiche, a quelle del linguaggio.

Come far mangiare le verdure ai bambini

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Molti genitori mi dicono che i propri bimbi non mangiano alcun tipo di verdura, ma è decisamente impossibile che a questi bimbi non piaccia nemmeno uno di questi ingredienti vegetali.

Scopriamo insieme i motivi di questa diffidenza, e come aiutare i bambini a mangiare davvero le verdure con piacere, a questo link: Come far mangiare le verdure ai bambini.

Come far mangiare la frutta ai bambini

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Infine, non dimentichiamoci dell’importanza della frutta nell’alimentazione dei bambini, soprattutto come spuntino – al posto delle merendine industriali o di panini con insaccati: Come far mangiare la frutta ai bambini.

La regola generale è sempre la stessa: iniziamo ad essere di esempio per i nostri figli, consumando noi per primi frutta e verdura di qualità, e imparando a cucinarle e prepararle in modo gustoso, divertente e raffinato.



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