Stimolazione multisensoriale del neonato

Pubblicato il 28 settembre 2015 da • Ultima revisione: 4 marzo 2016

Il bambino nasce con un cervello quasi completamente formato: il neonato, già alla nascita, è competente e interattivo, e le sue sinapsi sono perfette. Per il neonato, ogni esperienza è fondamentale, ma non solo: ogni contatto, ogni relazione emotiva e affettiva, ogni stimolo. Quindi non soltanto gli stimoli dell’ambiente circostante, ma soprattutto le relazioni positive che il neonato vive sin dai primi giorni.

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Non bisogna mai smettere di dire che i neonati hanno bisogno di contatto pelle a pelle, e che nessun neonato può prendere ‘un vizio’ se viene coccolato o tenuto in braccio. Il massimo vizio che può acquisire, è il vizio dell’amore, e meno male! 

La sensibilità tattile e il contatto pelle a pelle hanno dei benefici reali per un neonato: addirittura possono migliorare lo sviluppo del sistema nervoso autonomo nei bimbi prematuri, possono ridurre il dolore nei neonati, hanno un impatto significativo sull’allattamento.

Il miglioramento del processo evolutivo del bambino viene dalla stimolazione multisensoriale, che favorisce lo sviluppo delle capacità cognitive nei bambini.

Stimolazione multisensoriale che avviene fornendo stimoli delicati di tipo:

  • tattile, con il massaggio neonatale o il bagnetto, o le carezze della mamma;
  • vestibolare, per stimolare il senso di equilibrio del bambino ( i suoi recettori si trovano nell’orecchio interno e si attivano con i movimenti della testa rispetto al corpo), e quindi si attua portando il bimbo in fascia o marsupio, o cullandolo in modo dolce e continuo, oppure sollevandolo delicatamente per avvicinarlo e allontanarlo dal nostro viso;
  • gustativo, tramite il sapore del latte materno;
  • olfattivo, grazie all’odore della pelle di mamma e papà, ma anche all’odore della casa, del suo doudou…;
  • uditivo, attraverso le cantilene e le nenie della mamma, le parole dolci sussurrate, le canzoncine;
  • visivo, guardando sempre il bimbo negli occhi a breve distanza e con uno sguardo d’amore, visto che nei primi mesi i neuroni a specchio sono fondamentali, per il neonato, nellacquisizione delle esperienze, quando osserva la gestualità della mamma e del papà.

Soprattutto è interessante capire che il neonato può essere accolto anche nel suo dolore, e che tramite la stimolazione multisensoriale, il dolore può essere gestito anche con un approccio non farmacologico.

Nei prematuri, addirittura, si rileva un sensibile aumento di peso e un miglioramento generale delle condizioni di salute, quando si adottano certi stimoli positivi:

  • La suzione non nutritiva (posto il fatto che la suzione al seno è la migliore e più efficace), utilizzando il ciuccio come strumento di autoconsolazione
  • Holding, ovvero il tocco delle mani che contengono delicatamente;
  • Canguro Care: ovvero la marsupio terapia, il contatto pelle a pelle
  • la tecnica del massaggio dolce

La pelle del neonato è una pelle delicata, per i bambini il massaggio è molto importante. Se fatto con un olio da massaggio specifico per la prima infanzia, il massaggio è ancora più utile.

Ne abbiamo parlato diffusamente in una giornata a porte aperte presso la Johnson & Johnson, con l’hashtag #mammeinjohnson, così potete eventualmente andare a leggere tutti i tweet avvenuti live all’evento. 

Gli oli cosmetici sono di tre tipi: minerale, vegetale e animale. Il minerale viene dagli estratti dalla terra ovvero i petrolati. Non vengono usati olii animali perché arrecano sensibilità cutanee e quindi, essendo pericolosi, non vengono utilizzati in cosmetica. Parimenti, per questo prodotto non vengono usati olii vegetali perché non rappresentano composti stabili.

La scelta di utilizzare, da parte di Johnson & Johnson, olio minerale, è dunque dovuta alla sua purezza e al fatto che è un composto più stabile di gran parte degli olii vegetali ed è inerte chimicamente. I test di sicurezza e i protocolli farmaceutici e cosmetici sono severissimi:

Cito Wikipedia, per rendere facile l’informazione: https://it.wikipedia.org/wiki/Paraffina
La paraffina liquida è chiamata anche olio minerale o olio di vaselina, mentre negli USA e in altri Paesi extra-UE è identificato con il nome di Mineral Oil.
L’olio minerale di tipo cosmetico viene utilizzato nella produzione di prodotti quali creme, lozioni e saponi, mentre quello di tipo farmaceutico, a volte chiamato “olio di vaselina” o “paraffina liquida”, è la forma più pura di olio minerale e viene usato per il trattamento di malattie cutanee, come eccipiente, come lassativo e come veicolo per la somministrazione intradermica di farmaci. La United States Pharmacopeia (USP), la Europea Pharmacopeia e la FDA, enti che regolano severamente la sicurezza di tutti i prodotti che sono destinati all’uso umano, hanno stabilito i requisiti di purezza dell’olio minerale di tipo farmaceutico, sostenendo che l’olio deve essere puro al 99% e non deve contenere impurità chimiche, inclusi batteri e metalli pesanti. Studi clinici hanno dimostrato che l’olio minerale di tipo farmaceutico non occlude i pori, è più stabile rispetto alla maggior parte degli oli vegetali ed è proprio grazie all’eccellente inerzia chimica che riduce la probabilità di intolleranze cutanee. Ma finché la sua purezza resta elevata, la paraffina liquida è un ingrediente molto apprezzato proprio in virtù della sua stabilità, consistenza, funzione barriera e costo. È praticamente impossibile ottenere un ingrediente simile con caratteristiche superiori. L’olio gioca il ruolo fondamentale di inibire la perdita di acqua transepidermica creando un sottile strato lipidico sulla superficie della pelle che ostacola la perdita di acqua senza occludere i pori. Studi dimostrano che la paraffina liquida e gli oli vegetali hanno lo stesso potenziale occlusivo[6]. Diversamente dalle frazioni più raffinate (petrolato bianco) impiegate nei preparati cosmetici e farmaceutici, le frazioni meno raffinate (petrolato giallo, ambrato, marrone) destinate a impieghi industriali possono contenere residui cancerogeni come gli idrocarburi policiclici aromatici, e pertanto solo a queste frazioni industriali l’Unione europea ha applicato la frase di rischio R45 con la nota N specifica delle sostanze che possono provocare il cancro.

Secondo Johnson & Johnson, la percezione sbagliata nei riguardi dell’olio Johnson’s è data da una strategia del branco applicata a Internet, e a questo io ci credo: basti guardare la diffusione capillare della recente bufala del gender, per capire che spesso i social sono veicolo di cattiva informazione.

Johnson & Johnson non aveva mai risposto alla critiche perché è sempre stata convinta dei suoi prodotti: non esistono casi di bambini malati a causa dell’olio. Insomma: l’apertura dell’azienda di Johnson & Johnson alle blogger è comunque un primo passo di un progetto molto più ampio di trasparenza e confronto con le famiglie, un cambio di approccio dell’azienda: penso che sia utile informarsi correttamente, liberarci dai pregiudizi e, infine, fare le nostre scelte avendo tutte le informazioni corrette. 

Per esempio ricordandoci che Johnson & Johnson è sì una multinazionale, ma con una connotazione con una forte presenza nel territorio italiano. In Italia, infatti, ci sono tre gruppi aziendali differenti: Medical a Roma, Cilag a Milano, e Consumer a Pomezia. In tutto, questi stabilimenti danno lavoro a circa 3000 persone, e contribuiscono a finanziare progetti solidali legati ai bambini, famiglie e donne, e a dare in beneficenza qualcosa come 12 milioni di euro dedicati a progetti come Dinamo Camp, un luogo di vacanza post ospedaliera per bambini con patologie gravi.

Questo significa che da oggi dobbiamo tutti comprare l’olio Johnson’s?
Significa che l’unico modo per fare acquisti consapevoli, è conoscere consapevolmente i meccanismi aziendali, ma anche i meccanismi in questo caso cosmetici e farmacologici dei prodotti, invece di agire ‘per sentito dire’, o perché ‘l’ho letto su Facebook’. Infine, il potere è sempre nostro, e deriva dalle nostre scelte personali.

APPROFONDIMENTO: Falsi miti legati all’olio Johnson’s, su Instamamme.

Da questa esperienza possiamo comunque imparare un concetto fondamentale per la nostra genitorialità: non esistono vizi, quando si parla di neonati. Teniamoli in braccio, coccoliamoli, teniamoceli addosso, non limitiamo il contatto pelle a pelle.

I figli hanno bisogno della nostra pelle perché questo è il primo modo di dire loro:
– Ti voglio bene, sei desiderato, hai un posto nel mio cuore e nella mia testa. 

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Articolo in collaborazione con Johnson & Johnson.



Commenti

2 Commenti per “Stimolazione multisensoriale del neonato”
  1. paola

    Mi spiace, ma vorrei proporre un’altra campana, specie perché, come da voi scritto, è un ‘Articolo in collaborazione con Johnson & Johnson’.
    La promozione del prodotto fa perdere di vista l’importanza dell’articolo. Per quanto riguarda la validità dell’olio Johnson, contro cui non ho nessun pregiudizio, per chiarezza basta definire esattamente cosa sia la paraffina, derivato del PETROLIO, per dedurre se è nociva o no.
    Definizione che da la Treccani:
    paraffina Miscela di idrocarburi paraffinici (➔ alcani) saturi e non saturi, a catena lineare o ramificata, contenenti in genere da 20 a 40 atomi di carbonio circa; presente in quantità variabile nei petroli grezzi, si forma anche a volte dalla distillazione di alcuni tipi di ligniti.
    La p. è una massa bianca cerosa, translucida, insapore, inodore, avente un punto di fusione tra 40 e 60 °C circa, insolubile in acqua, poco solubile nell’alcol, solubile nell’etere, nel solfuro di carbonio ecc.; brucia con fiamma chiara, non reagisce a freddo con gli acidi solforico, nitrico ecc. Distillando un petrolio grezzo la p. si raccoglie in gran parte nella frazione di distillato destinato alla preparazione di oli lubrificanti, dai quali occorre però allontanarla perché, data la sua tendenza alla solidificazione, renderebbe difficile l’uso dei lubrificanti alle basse temperature. Si adottano metodi di separazione con solvente, cioè si aggiunge alla frazione petrolifera un liquido buon solvente dell’olio ma non della paraffina. Come tale si usa di solito metiletilchetone (addizionato di benzene o di toluene) o propano liquefatto; entrambi i solventi riducendo la solubilità della p. nell’olio la fanno precipitare ed essa può poi essere separata per filtrazione.

    Le p. si distinguono in cere di p. e cere microcristalline: le prime sono a cristalli più grandi delle seconde e sono costituite da idrocarburi meno ramificati di quelli che costituiscono le cere microcristalline. La p. del commercio si distingue in grezza, in parzialmente raffinata, raffinata ecc., o in base al punto di fusione (p. molle, dura ecc.), e si presenta in blocchi o lastre. La p., sia da sola sia in miscela con altre sostanze (cere, acido stearico, colofonia ecc., per aumentare il punto di fusione o per imitare altri prodotti), serve per preparare candele, per impregnare fiammiferi, come isolante, per preparare carte paraffinate, per l’apprettatura dei tessuti, per creme da scarpe, in cosmetica ecc.

    OLIO DI P.
    Liquido oleoso incolore, costituito da una miscela d’idrocarburi che si ottiene come residuo liquido durante la preparazione della p.; si purifica per lavaggio con acido solforico e con soda. Ha densità di circa 0,88 g/cm3, è insolubile in acqua, solubile nei solventi organici; riscaldato non lascia distillare nessun componente al di sotto di 360 °C circa. È inattaccabile dagli acidi e dagli alcali; si usa per fare lubrificanti, per oli da trasformatori; in farmacia si usa per fare unguenti, vaseline ecc.

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