Vin brülè e caldarroste

Pubblicato il 31 gennaio 2012 da • Ultima revisione: 14 novembre 2017

vin-brule-ricetta

Ma con questo freddo pungente, qualcuno ha qualcosa da ridire davanti a una tazza di buon vin brülè?

Certo, qualche amica astemia probabilmente si tirerà indietro, ma voglio rassicurarvi: il vin brülè è quasi analcolico.

Ci avete creduto? No? E infatti… 😉

Sono piemontese di nascita e il vin brülè è proprio tipico delle mie parti: non che in casa mia si facesse continuamente, e soprattutto non da bambine, ma ne abbiamo bevuto ingenti quantità durante le Feste Patronali e le Castagnate di paese, dopo l’adolescenza.

In effetti, il vin brülè si sposa benissimo con le caldarroste. E io lo capisco che in casa non si può accendere un falò sul tappeto, ma ho la soluzione anche per quello: le castagne vengono buonissime anche nel forno, e non puzzano nemmeno.

Per le caldarroste cotte in casa: mettete le castagne a bagno in acqua fredda per un paio di ore. Incidetele con un coltello affilato e cuocetele in forno molto caldo, non ventilato, poggiandole sulla carta forno. Non puzzano e restano croccantissime, proprio come le caldarroste ‘vere’.

Per il vin brülè: prendete un litro di vino rosso da tavola fermo e mettetelo a bollire con 3 stecche di cannella grandi, 3 abbondanti cucchiai di zucchero e 5 chiodi di garofano, aggiungendo una scorza di arancia bio (se volete, potete pure aggiungere mezza mela gialla).
Lasciate bollire a fiamma vivace per 15-20 minuti, filtrate e bevete.
A volte il vin brulè viene ‘bruciato’: con un fiammifero incendiate l’alcool ancora presente nel vino, per farlo più leggero. Se proprio non potete farne a meno…

Se siete affette da pigrizia cronica, una soluzione veloce veloce: ho trovato un infuso che bevuto da solo non mi piaceva, ma fatto bollire dentro il vino era buonissimo: cercate garofano e cannella della Pompadour.

Se siete poi affette dalla passione per il buon vino, su Mammafelice trovate una raccolta di ricette con uva e vino, datate ma sempre valide, e pure la Sangria, per cui però non è stagione.

Sono un’esperta di perversioni, praticamente.
Del resto la felicità non è anche sapersi godere la vita? Se non fosse così, vi prego solo di una cosa: non ditemelo, preferisco restare in questa beata ignoranza. 😉



Commenti

25 Commenti per “Vin brülè e caldarroste”
  1. Proprio domenica sera mi sono “fatta” due bicchieri di vin brulè! 😀 😀 😯

  2. roxy

    E vai!!! Stasera vin brulè e speriamo sia anche un beneficio per questa gola rovinata! Grazie e buona giornata!

  3. Ci vorrebbe proprio proprio ora un bel vin brulè! Qui sta cominciando a nevicare (o almeno fa finta).
    Per le caldarroste hai mai provato con la padella forata da usare sui fornelli?

  4. clarissa

    ottima idea, la mia ricetta bergamasca prevede anche una spruzzatina di grappa. Vin brulè con una bella fetta di castagnaccio e una goduria infinita!

  5. Vin Brulè e caldarroste, accoppiata vincente! Ottima l’idea di mettere in ammollo le caldarroste, non c’ho mai pensato, cuociono meglio?

  6. Il vin brulè proprio non mi piace …per farsi del male meglio una bella cioccolata con le caldarroste.. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: però le caldarroste prima di toglierle dalla padella o dal forno bisogna bagnarle con un pochino di vino rosso…garantito!!!

  7. La prima volta che ho bevuto il Vin Brulè avevo 14 anni al campo Scout in montagna. La notte mi si è riproposto tutto!
    Da allora lo evito come la peste, non mi piace il chiodo di garofano e sono intollerante alla cannella.
    Mio marito ne dice cose meravigliose… ma se mi scolo un bicchiere di barolo con le castagne? Ops la pancia mi ricorda che non posso bere in gravidanza. Uffa. Bevilo anche per me.

  8. Ehm … il fatto di essere del Sud mi giustifica nel non averlo mai assaggiato??? Mi rifaccio però con le caldarroste buone buone!

  9. Adoro il vin brule, ma quello che faccio io e un po più speziato: in aggiunta ci sono bacche di ginepro, 2 granelli di pepe rosa e 1 anice stellato. Dite che è troppo? A me piace cosi 🙂

  10. Io non sono astemia quindi quasi quasi stasera lo preparo al maritino che arriva congelato dal lavoro, se arriva visto la neve… e io non posso non fargli compagnia, certo che anche una grolla non sarebbe male :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  11. Concordo con te Barbara, con il godersi la vita…
    «L’unica felicità è godersi la vita: mangiare, bere, consumare il patrimonio nei piaceri: questo sì che è vivere». Così scriveva Seneca in una lettera a Lucilio

    P.s. in realtà la grolla è un calice da vino, con coperchio, ricavato da un pezzo di legno pregiato.
    Ci si beve il caffè alla valdostana, caffé misto a grappa (a volte con l’aggiunta di génépy), zuccherato e speziato, che viene servito fiammeggiante.
    Questo solo perchè ci sono stata da poco..e l’ho bevuta!!!!

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