Certe volte sono schiava del Tempo

Pubblicato il 17 Febbraio 2020 da

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Oh, il Tempo. Le energie, la volontà, la capacità. Certe volte sono schiava del Tempo. Schiava delle liste di cose da fare.
Di ciò che viene prima e che viene dopo, in ordine di priorità.

Diceva Baudelaire, in uno dei miei libri preferiti al mondo:

Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l’unico problema.
Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua.
Ma di che cosa?

Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare.
Ma ubriacatevi.

E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, gli uccelli, l’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è: e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno:

– È ora di ubriacarsi!

Per non essere schiavi martirizzati dal Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre!
Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.

Il Tempo così strano, che non passa mai, e insieme passa troppo in fretta. 

Mi alzo, lavoro, pranzo, riposo, lavoro, ceno, leggo, dormo.
Come in una catena di montaggio.

Io sono l’ingranaggio, ma anche il padrone della macchina.
Sono quella che guida ed è guidata.

Continuo a dirmi che vorrei fare di più, ma non c’è abbastanza Tempo per farlo.

A volte mi sento annegare, ma mentirei se vi dicessi che la cosa mi dispiace. 

Perché per quante cose io abbia da fare, mi sento libera di non farle. E se una volta mi sarei uccisa di sensi di colpa, adesso non più.

Ho provato a scrivere nella mia agenda ora per ora, giorno per giorno, le attività che avrei dovuto svolgere. Ma era impossibile.
Ho provato ad alzarmi alle 5 del mattino, per guadagnare qualche ora in più. Ma non ce la facevo.

Finché ho imparato a dire NO, ASPETTAMI. E ha funzionato. 

Ha funzionato capire che sono qui anche per me stessa, e che non c’è niente di sbagliato in questo. Che se non riesco non ho fallito, ma semplicemente fatto i conti con il vero tempo che ho a disposizione.

Che le persone capiscono perfettamente, se invece di dire sempre di sì, io dico NON ADESSO, ASPETTAMI.



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