Recensione Nintendo Labo: come funziona, opinioni

Pubblicato il 7 marzo 2018 da • Ultima revisione: 22 marzo 2018

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Un gruppo di famiglie ha passato una domenica pomeriggio a giocare in anteprima con Nintendo Labo, il nuovo videogioco per la console Nintendo Switch che riesce a coniugare manualità, creatività e gioco digitale.

L’evento al Teatro IED di Milano si è aperto con un breve trailer di presentazione di Nintendo Labo e seguito da un interessante intervento della psicologa Manuela Cantoia, docente di Psicologia Cognitiva Applicata all’Università degli Studi eCampus, che in pratica studia i processi di apprendimento legati ai giochi e il valore educativo degli stessi.

Il concetto trasmesso ai genitori è che Nintendo Labo si pone proprio come attività ponte tra l’analogico e il digitale, in grado di stimolare la coordinazione motoria fine, cioè quelle capacità manuali importantissime in età pre-scolare. Infatti il kit è caratterizzato da un gioco in cartone che i bambini montano seguendo le istruzioni proposte, il quale interagisce attraverso i JOYCON della console Switch con la scheda del gioco.

Nintendo Labo si articola in 3 fasi – MONTA, GIOCA, SCOPRI – e viene proposto in due kit diversi:

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  1. il kit assortito, che consente di montare i toycon macchinina, casetta, canna da pesca, piano e moto (PEGI3);
  2. il kit robot, che consente di montare un unico toy-con un po’ più complesso e adatto ai ragazzini un po’ più grandi (PEGI7), il robot.

Divise su vari tavoli di lavoro, le coppie genitore – figlio sono partite con la fase 1, quella del MONTAGGIO.

A tutti viene dato un foglio in cartone pre-fustellato, contenuto nel kit assortito, per costruire la macchinina RC, seguendo le istruzioni dal monitor della Switch in dotazione.

Ci si mette dai 10 minuti alla mezzora a seconda dalle abilità manuali dei costruttori, ma le istruzioni comunque sono chiarissime.

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Armati di forbici si taglia e si piega per raggiungere la sagoma finale, da personalizzare a piacere con pennarelli, evidenziatori, stickers, colla, pompon e glitter. Infatti parte del divertimento sta proprio nella personalizzazione del proprio gioco e difatti il kit contiene un set di decorazioni di base, ma tutto può essere arricchito dalla fantasia dei giocatori.

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Ed ecco un esercito di macchinine di cartone tutte diverse e coloratissime pronte a sfidarsi nel ring montato per l’occasione. Per animare la macchinina, infatti, basta inserire i joy-con e collegarli alla console Nintendo Switch. E’ abbastanza emozionante vedere una macchina di cartone fai da te con un controller incastrato che puoi muovere con la console in mano! A questo punto, si può decidere se farla correre lungo una pista o giocare a una sorta di sumo con un’altra macchina, cercando di buttarsi fuori dal ring. Altra possibilità davvero incredibile è quella di far muovere la nostra creazione lungo un percorso a ostacoli al buio, tramite dei sensori ad infrarossi.

I Toy-con del kit assortito, in particolare:

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  • Il pianoforte: con il cartone si costruisce un’ottava di pianoforte da suonare, ma poi con i vari comandi delle impostazioni sul display Switch e con i 3 bulloni da incastrare nel piano portatile, si riescono a moltiplicare note e possibilità sonore e di gioco. Sicuramente un modo efficace per avvicinare i bambini alla musica tramite il gioco digitale;
  • La moto, uno dei più esaltanti per i bambini presenti, si guida un manubrio di cartone e si entra nel “videogioco” vero e proprio, con piste, livelli di difficoltà scalabili, cilindrate e uscite di pista. I controller di movimento sono incastrati nel manubrio e si può accelerare come in sella a una vera moto, mentre si segue sul monitor la strada, da tre diverse prospettive;
  • La canna da pesca è stata una vera sorpresa, perché al primo sguardo può sembrare un po’ da bimbi piccoli, invece ha conquistato anche le mamme più restie al videogioco. Con un vero mulinello di cartone puoi pescare squali e sgombri nel mare del display Switch: l’effetto anti-stress è garantito e smettere non sarà facile;
  • La casa: sicuramente è il kit più adatto ai piccoli. Carina e con tante diverse possibilità di gioco a seconda dei vari pezzi da incastrare nel tetto;

Il robot è invece l’applicazione divertentissima che ti fa entrare nello schermo in una sorta di realtà virtuale, e fa parte del secondo kit. Indossi il casco e lo zaino-armatura e i tuoi calci veri fanno muovere il robot sullo schermo, se apri le braccia il robot vola e quando mimi un pugno, lui inizia a lottare o a distruggere muri. Promosso con lode.

Punti di forza di Nintendo Labo

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Nintendo Labo fa da collante tra generazioni e stimola il gioco fra genitori e figli. Si costruisce insieme e mentre la fase di montaggio con materiali d’altri tempi fa digerire i videogiochi alle mamme, il poter animare con la Switch un pezzo di cartone rende il bricolage più appetibile ai figli. E’ infatti abbastanza raro di questi tempi vedere un gruppo di decenni intrattenersi con pennarelli e stickers per personalizzare un oggetto di cartone. Così come è raro che un gruppo di genitori over 30 si appassioni alla pesca virtuale e passi una mattina a cercare di catturare una razza o un tonno digitale.

È un modo nuovo di usare i videogiochi, altamente creativo, sociale e collaborativo. Pensiamo a due fratelli che invece di scannarsi per un joystick possono far gareggiare le loro macchinine RC personalizzate su un ring costruito in salotto.

Avvicina all’universo dei videogame un pubblico nuovo, che ama sporcarsi le mani con i pennarelli e la colla oltre a muovere le dita sulla console.

I kit contengono i cartoni prestampati, il set di decorazione, e la scheda con il software per giocare da utilizzare con la console Nintendo Switch.

Il punto di forza della proposta sta nell’ultima fase, SCOPRI. Infatti il gioco si apre a possibilità di creazione e invenzione di nuove attività da parte dei giocatori. Si possono fare interagire i toy-cons tra loro avendo due set di joycon (ad esempio lotta tra due macchinine), oppure far interagire il gioco di uno con il toycon di un altro (es gioco pesca con il toycon piano per creare nuovi pesci in 3D da inserire nell’acquario). Nelle sezioni Scopri del software trovo un sacco di suggerimenti e ispirazioni per inventare nuove modalità di gioco personalizzate con primi elementi di programmazione causa effetto che portano bambini e adulti ad immaginare e trovare nuove possibilità. Si trovano anche suggerimenti per riparare i giochi.

Insomma più che un semplice gioco è un processo che parte dal montaggio e arriva alla scoperta ed esplorazione di nuove possibilità e che può coinvolgere tutta la famiglia.

Articolo a cura di Barbara Gallone.



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