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Metodo Billings: calcolo periodo fertile

Pubblicato il 14 dicembre 2017 da

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Metodo Billings: alla ricerca del muco fertile per il calcolo del periodo fertile

Il Metodo Billings è un alleato fondamentale nel calcolo del periodo fertile, e si basa sull’osservazione del muco cervicale e sulla ricerca del muco fertile. Ma prima di argomentare sul metodo occorre fare una lunga premessa.

Calcolo periodo fertile: l’ovulazione non avviene sempre al 14° giorno

Seppur mediamente il ciclo mestruale di una donna duri 28 giorni, non tutte le donne rispettano questi tempi e soprattutto non tutte le donne sono regolari.

Infatti avere un ciclo regolare non vuol dire necessariamente avere un ciclo di 28 giorni: si è regolari anche se si hanno le mestruazioni ogni 40 giorni.

Molte donne infatti pensano di non essere regolari quando hanno semplicemente dei cicli più lunghi dei canonici 28 giorni.

Bazzicando da anni su gruppi e forum dedicati alla fertilità, mi sono resa conto che sono davvero poche le donne che hanno una profonda conoscenza del proprio corpo. Ma non le biasimo nemmeno, perché finché non ci si scontra con la difficoltà di avere un figlio è piuttosto improbabile che ci si vada a documentare su tematiche complesse come il metodo Billings, il calcolo della temperatura basale, l’osservazione della cervice, l’uso di stick d’ovulazione, eccetera, eccetera, eccetera…

A volte capita che una coppia non riesca ad avere un figlio semplicemente perché i rapporti non avvengono nei giorni giusti, perché è credenza comune che l’ovulazione avvenga 14 giorni dopo la mestruazione. E invece, udite udite, per la maggior parte delle donne i tempi non sono questi.

Il ciclo mestruale e le sue fasi

Il ciclo mestruale della donna si divide in tre fasi: fase pre ovulatoria, fase ovulatoria e fase post ovulatoria. La fase pre ovulatoria inizia con il primo giorno del ciclo, e dura fino all’ovulazione. L’ovulazione avviene quando il follicolo dominante scoppia e libera l’ovocita, che potrà essere fecondato. Dopo l’ovulazione inizierà la fase post ovulatoria, che ha una durata media di 14 giorni, ma va da 8 ad un massimo di 17 giorni.

L’ovulo rimane in vita per circa 24 ore ed è in questo arco di tempo che può essere fecondato. Se quindi abbiamo un rapporto dopo 24 ore dall’ovulazione, la gravidanza non potrà mai iniziare. Invece, siccome gli spermatozoi sopravvivono fino a circa 5 giorni all’interno del corpo della donna, un rapporto avvenuto fino a 5 giorni prima dell’ovulazione può instaurare una gravidanza.

Un dettaglio molto importante per comprendere come mai l’ovulazione non avviene sempre al 14° giorno anche in presenza di un ciclo di 28 giorni è la mutevolezza dei tempi da donna a donna. Mi spiego meglio: tu potresti anche avere un ciclo di 28 giorni ma ovulare al 16° giorno post mestruazione per questo, soprattutto nel caso di cicli irregolari, il calcolo dell’ovulazione basato sulle tempistiche è assai inaffidabile (come ad esempio il metodo Ogino-Knaus).

In questi casi gli unici modi per riuscire a concepire sono tre: affidarsi al caso, avere rapporti a giorni alterni per tutta la durata del ciclo oppure imparare alcuni metodi per il calcolo del periodo fertile, magari intrecciandoli tra loro così da avere quasi la certezza del giorno in cui si sta per ovulare.

Articolo dopo articolo li esamineremo tutti, ma oggi voglio parlarvi del metodo Billings, che è uno dei primi che ho iniziato ad utilizzare nella mia ricerca alla gravidanza.

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Metodo Billings e osservazione del muco cervicale

Come dicevamo, gli spermatozoi possono sopravvivere nel corpo della donna fino a 5 giorni, ma perché questo si verifichi devono riuscire ad oltrepassare la cervice ed arrivare alla cavità uterina.

Nei giorni infertili la cervice uterina produrrà un muco inospitale agli spermatozoi, formando una sorta di tappo. Ma circa 5 giorni prima dell’ovulazione il muco cervicale si trasformerà e diventerà fertile, così da garantire la massima vitalità agli spermatozoi in attesa che l’ovocita venga rilasciato. Qualche ora dopo l’ovulazione il muco si trasformerà nuovamente fino a sparire, si inspessirà e bloccherà il passaggio degli spermatozoi.

Osservando quindi il nostro muco cervicale possiamo comprendere cosa sta accadendo dentro al nostro corpo. Bada bene: non è un metodo che impari in un mese, perché per averne padronanza dovrai imparare ad ascoltare molto bene il tuo corpo, osservandoti per mesi. Però, una volta presa consapevolezza di te, questa non ti abbandonerà mai più, e quindi è uno strumento che ti ritroverai per la vita.

Per imparare bene il metodo ed in maniera più rapida esistono delle insegnanti diplomate e abilitate dai Centri Regionali riconosciuti dal Centro di Coordinamento Nazionale (leggi l’elenco completo delle insegnanti abilitate del metodo Billings)

Ma oggi voglio farti un quadro che ti sia utile per iniziare ad osservarti.

Muco cervicale: come si presenta?

Il muco cervicale accompagna tutto il ciclo mestruale della donna, ma gli ormoni lo modificano in base alla fase in cui ci troviamo. Ognuna trova le proprie definizioni, ma generalmente viene identificato in:

  • Muco sticky: muco appiccicoso, dalla consistenza simile alla colla secca, che si sbriciola e si rompe, infatti se proviamo ad allungarlo tra due dita non ci si riesce. Può essere di colore bianco o giallognolo.
  • Muco creamy: muco cremoso, di colore bianco o giallo opaco, ha una consistenza simile a una comune crema fluida. Se proviamo ad allungarlo tra l’indice e il pollice si rompe dopo circa un centrimetro.
  • Muco watery: muco acquoso, di consistenza simile all’acqua. Si presenta trasparente e non lo si riesce ad allungare tra l’indice e il pollice.
  • Muco eggwhite: muco a chiara d’uovo, chiamato così perché la consistenza riguarda l’albume dell’uovo. Si presenta trasparente e molto filante, se lo allunghiamo tra le dita si estende molto.

Solitamente dopo la mestruazione il muco non è fertile, e possiamo trovare quindi muco sticky o creamy (infertili, appunto). Man mano che ci avviciniamo all’ovulazione il muco si trasforma e diventa watery, che è già un tipo di muco fertile. In prossimità dell’ovulazione il muco diventa eggwhite, ed è altamente fertile.

Ma il dettaglio più importante da osservare e la sensazione a livello vulvare che il muco ci fa avvertire. Infatti non è detto il muco si evidenzi all’esterno della vagina, in quanto a volte le quantità sono minime, ma ciò non vuol dire che all’interno della vagina non ve ne sia. A dimostrazione di questo, il metodo Billings può essere praticato anche dalle donne non vedenti, perché più che l’osservazione del muco è importante riconoscere le sensazioni.

Quando ci avviciniamo all’ovulazione infatti inizieremo ad avvertire una sensazione di bagnato, e può evidenziarsi all’esterno del muco watery. Il picco si verificherà quando si avvertirà la sensazione di scivoloso (un po’ come quando ci sottoponiamo a un’ecografia transvaginale e rimane del gel all’interno); all’esterno si può notare il muco eggwhite. Nel giro di uno o due giorni potrebbe verificarsi l’ovulazione.

Quando la sensazione di scivoloso lascerà il posto alla sensazione di asciutto, allora probabilmente l’ovulazione è avvenuta. Per averne certezza l’ideale è il monitoraggio della temperatura basale, che sarà l’oggetto del prossimo articolo.



Commenti

Un commento per “Metodo Billings: calcolo periodo fertile”
  1. barbara

    finalmente qualcuno che racconta in maniera seria cosa sia la rnf!!!!!!

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