Il coraggio di cambiare se stessi, poi il mondo

Pubblicato il 2 dicembre 2016 da • Ultima revisione: 2 dicembre 2016

Realizzare se stessi e allo stesso tempo compiere i propri doveri nei confronti della famiglia, degli amici, di chi ci sta accanto.
E’ la crisi di ogni figlio, dall’adolescenza all’età adulta, ed è ben rappresentata in Rock Dog, il nuovo cartone animato M2 Pictures che io e mia figlia abbiamo visto per il primo giorno di Avvento.

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Nella nostra vita c’è ricerca di equilibrio: siamo tutti in bilico tra le cose che vogliamo fare e quelle che dobbiamo fare. 
Ci hanno educati così: prima il dovere, poi il piacere. E non posso dire che sia una frase totalmente sbagliata, perché per far sopravvivere un’intera società occorre che tutti facciano la loro parte. Ma.

Ma qual è il nostro posto nel mondo? Qual è il posto dei nostri figli? 

Ogni volta che penso a questo enorme mistero della vita, mi vengono in mente le strofe di Vasco Rossi: è tutto un equilibrio sopra la follia

Siamo tutti equilibristi. Alcuni cadono e si rialzano, alcuni non cadono mai, alcuni cadono e si fanno male, alcuni dopo essere caduti non tornano più in piedi. C’è chi dice che questo è un cammino, e che per evolversi ognuno di noi deve vivere le vite che gli spettano. C’è chi dice che tutto è già deciso, chi invece ritiene che il nostro sia solo libero arbitrio.

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Io credo nel Caso, che è la forma più terribile e ingiusta di credo, ma non ho mai saputo darmi altre spiegazioni su certi mali del mondo che sono effettivamente inspiegabili, come non trovo alcuna ragione valida per essere nata dalla parte giusta del mondo e non in Siria, per esempio.

Accettare la casualità della vita è, alla fine, una grande liberazione. Quando hai superato l’angoscia di essere solo, capisci di non essere mai stato solo.
La tua religione è la vita stessa, il profondo desiderio di innamorarti di ogni singolo giorno. La tua fede sono le altre persone, altre persone sole come te: insieme la solitudine diventa calore; l’immensità inesplorata della vita, diventa vicinanza con chi ti è caro. 

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Rock Dog non è un cartone animato che parla solo di rivincita: è anche questo, certo, è lottare per la propria passione. E’ sicuramente un cartone animato che un bambino dai 4 ai 12 anni guarderà divertendosi e provando gioia anche senza coglierne i significati più profondi.
Ma a mio parere racconta qualcosa di più grande: come una luce nasce dentro di noi subito DOPO aver fatto la propria scelta.

Nel momento in cui capisci di aver già fatto la scelta giusta, e ti accorgi che la tua scelta può restare giusta anche se sarà un errore.
Nel momento in cui ti accorgi che sceglierti è giusto e basta, indipendentemente dal risultato.

Questo è ciò che mi affascina dei cartoni animati moderni: tutte le loro chiavi di lettura, tutte le interpretazioni che possiamo darne. La luce di mia figlia che si identifica con il personaggio, Bodi, perché è anche lei una musicista alle prime armi. L’autenticità di mia mamma, che è venuta al cinema con noi, e si commuove perché tutto è andato bene e Bodi ha realizzato il suo sogno. La mia complessità, che arrivo a casa, ci penso tutta la notte e il mattino dopo sto davanti al PC fino a mezzogiorno per riuscire a dare una forma scritta a ciò che provo.

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Complice anche la musica, il rock, che sa esprimere la poesia come fosse il suo linguaggio naturale, con le canzoni dei Foo Fighters e dei Radiohead. E nella ballata rock Invincibili, che è la colonna sonora del film (cantata da Giò Sada), il cui titolo originario è Glorious, che è invece una immensa preghiera e un inno universale d’amore.

Passa e va, come un fiume su di noi
ma il tempo non ci cambierà.

Solo questa frase, non va. In tutto il film c’è solo questo unico passaggio, che non riesco a fare mio: il tempo non ci cambierà.

Perché credo fortemente nel cambiamento e nel potere del tempo, credo fortemente nella potenza di vivere con gli occhi nel sole, gettando alle ortiche ciò che eravamo. Ogni viaggio deve cambiarci, altrimenti sarà stato un viaggio inutile. Tutti noi dovremmo voler ritornare cambiati, dopo un viaggio o un’avventura.

Non bisogna rinunciare all’idea di diventare una persona migliore, essere la versione migliore di se stessi, se davvero vogliamo diventare invincibili.

Per fare questo bisogna stravolgere le cose. Bisogna stravolgere se stessi e cambiare. Scegliere di evolversi e cambiare.

Siamo fuoco invincibile.
Siamo fuoco e lo sai anche tu.

Noi, così tremendamente e fragilmente umani. Possiamo diventare invincibili quando accettiamo la nostra umanità e ne facciamo tesoro, preservando la vita ad ogni costo. Preservando l’amore, la pace, la gentilezza, il coraggio, l’avventura – e il cambiamento. Preservando tutto ciò che c’è di buono al mondo, perché il bene vinca sempre sul male.

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Io sono fuoco invincibile.
Dentro di me c’è una tale gioia che non ho più paura di soffrire, di morire, di affrontare i problemi.
Dentro di me c’è una tale gratitudine che non posso trattenere lacrime di consapevolezza, anche adesso mentre scrivo.

Vorrei poter mettere tutto questo amore in un barattolo, e spedirne a milioni, a miliardi. Sotto le bombe e in ogni situazione infelice, nelle tasche di mia figlia e nelle cartelle dei bambini, dentro gli stivali quando piove, nelle scatole dei biscotti al cioccolato, sul retro delle figurine.

Nasconderei un barattolo di amore nelle pieghe della vita, un barattolo per ciascuno, perché l’amore ci raggiunga ovunque saremo, chiunque siamo.



Commenti

2 Commenti per “Il coraggio di cambiare se stessi, poi il mondo”
  1. mina

    Sto giusto leggendo un libro sulla differenza tra l'”educare” e “allevare” un figlio. In effetti educazione significa anche mettersi in discussione come genitore e come persona e, se necessario, cambiare. Cambiare atteggiamento, modo di pensare e anche idea su cosa è giusto o sbagliato. Perché è così che si educa un figlio, educando anche se stessi, senza paura di cambiare.

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
      immagine livello
      Guru
      Mamma di Dafne (9 anni)

      Concordo in pieno. Del resto, come si può pensare di educare allo stesso modo tutti i bambini del mondo? ogni stile educativo deve adattarsi sia al carattere dei genitori, che dei figli – e ciascuno di noi è diverso da tutti, nulla può essere universale.

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