La gita di classe ideale, tra sport e inglese

Pubblicato il 1 ottobre 2015 da • Ultima revisione: 4 marzo 2016

Vi ricordate il film Il cowboy con il velo da sposa? Le due gemelline, separate da piccolissime e portate in due città diverse dai genitori (una a Boston, super chic; l’altra in Texas, un po’ rustica), che si incontrano al campeggio estivo, scoprono di essere sorelle, si scambiano il posto… e poi ovviamente tutto finisce bene.

Ecco: quando ho partecipato (da remoto) all’evento Mamme + Sport a Bibione, raccontando sui social di Mammafelice la vita dei ragazzi immersi in campus di sport e inglese, io ho tanto ripensato a quel film.

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Perché c’erano gli stessi bungalow, perché ho pensato alle migliaia di ragazzi ospitati in questo villaggio sportivo (sono più di 7000 ogni anno!), e a quanti incontri possano fare: quale altra occasione puoi avere, a 12-14 anni, di incontrare coetanei di tutte le parti di Italia, e condividere con loro la passione per lo sport di squadra? 

No. Io non sono mai stata una vera sportiva, e si nota. Ma da ragazzina c’è stato un tempo in cui vivevo per la danza classica (dai, non ridete, che è vero…) e la mia insegnante diceva che danzavo con la passione negli occhi. E poi c’è stato il tempo delle mie gite di trekking a cavallo, su in montagna, con una squadra di cavalieri molto più grandi ed esperti di me, e con mille avventure, come quella volta che abbiamo corso dentro il fiume dopo averlo guadato, o quella volta che ci siamo infilati in mezzo ai rovi strappandoci la pelle, o quella volta che – dopo un viaggio di alcune ore – siamo tornati alla base a mezzanotte e ci siamo tuffati in piscina tutti vestiti, con la luna che risplendeva sull’acqua dentro il fresco della sera.

Insomma: lo sport è nel cuore di ogni ragazzo, secondo me. Nei suoi polmoni, nei suoi piedi, nei suoi occhi. Lo sport è a volte il motore per riscattarsi, per essere i più veloci, per sentirsi liberi, per riprendersi un pezzo della propria vita – perché la vita degli adolescenti è un gran casino, alla faccia di tutti quei vecchi che dicono che tornerebbero indietro mille volte. Non io.

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Lo dico perché penso a Bebe, meravigliosa schermitrice che seguo da molti anni, e che di lezioni di vita ne ha date – oltre che ricevute.  Quel giorno, a Bibione, c’era anche lei, a presentare il suo libro che parla di vita, e della sua prepotente energia.
Era lì per uno dei progetti di responsabilità sociale di Ferrero: Kinder+Sport. Un progetto che mira a diffondere uno stile di vita attivo per tutti i bambini e i ragazzi del mondo (sono quasi 2 milioni i ragazzi che hanno preso a questo progetto di Ferrero nel mondo), al motto di #joyofmoving, la gioia di muoversi.

L’obiettivo è ispirare i bambini alla cultura del movimento, promuovendo lo sport nelle scuole, nelle associazioni, durante gli eventi, e regalando ai bambini e alle scuole materiali, abbigliamento sportivo, kit tecnici.

Ho pensato a quanto deve essere divertente, e liberatorio – anche – oltre che istruttivo, poter andare una settimana in vacanza con la tua classe e i tuoi insegnanti, su una spiaggia bellissima in Italia, e giocare fino allo sfinimento. Imparare il beach volley, imparare a tirare con l’arco, provare spot che non hai mai pensato di poter fare, e farlo con istruttori madrelingue inglesi, che ti stanno insegnando non solo ad avere cura del tuo corpo di adolescente, e forse ad essere meno sgraziato, ma ti stanno anche insegnando a diventare internazionale, a spiegare le tue ali, a capire che sei un cittadino del mondo.

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Sei un ragazzino, puoi fare tutto. Puoi correre tutto il giorno sulla spiaggia, e poi anche tornare nella tua casetta da 6 posti letto, la sera, e chiacchierare tutta la notte. Deve essere bellissimo.
La sensazione della libertà totale data dal mare e dallo sport insieme, ma anche dalla giovinezza.

Il divertimento sta allo sport come la melodia sta alla musica.
Carlton Myers

Una rassicurazione anche per i genitori: ci sono gli istruttori, ma anche gli insegnanti dei ragazzi, i suoi compagni. E tutto si svolge in un villaggio sportivo protetto, il Villaggio Turistico Internazionale di Bibione, dove non ci sono pericoli, c’è l’infermeria H24, ci sono le guardie (anche notturne) e soprattutto non ci sono alcolici.

C’è la Federazione Italiana Pallavolo (Fipav), in collaborazione con Kinder +Sport, dentro questo grandioso progetto (Beach&Volley School – Viaggio di istruzione sportiva), nato nel 2009, che ad oggi ha visto il coinvolgimento di oltre 30.000 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori) e anche delle scuole primarie (elementari).
Una iniziativa che proporrò per il prossimo anno anche se, ve lo confesso, io come rappresentante mi dimetto, perché non ne posso più. Ma questo è un altro post.

Il progetto è una valida alternativa alla classica gita scolastica di fine (aprile e maggio) o inizio anno (settembre). Una esperienza di mare tra sport in lingua inglese, in una delle più belle spiagge dell’Alto Adriatico (Bibione), alla guida di tecnici federali e giocatori californiani.

Il Beach&Volley School si trova a Bibione, vicino a Venezia, in un modernissimo e attrezzato Villaggio Turistico  a 4 stelle, molto sicuro: è privo di barriere architettoniche, le attività sportive sono praticate con insegnanti qualificati, e la sera c’è anche l’intrattenimento serale con gli animatori professionisti.

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I ragazzi soggiornano in villette o case mobili da 4 o 6 posti letto, dotate di due camere, soggiorno, bagno. Hanno l’aria condizionata e il riscaldamento. E i ragazzi ci vivono da soli, in piena autonomia: il senso di comunità che si sviluppa è fortissimo, ma anche la loro indipendenza, il fatto di dover tenere pulito e in ordine, di rispettare gli spazi altrui… di lavarsi!
Gli insegnanti soggiornano in villette vicine, condividendo tra loro gli stessi spazi, con la possibilità di tenere sempre d’occhio i propri alunni.
La novità 2016: il viaggio di istruzione “Beach&VolleySchool” viene proposto anche al Sud, nella nuova sede di Scanzano Ionico (MATERA), località deliziosa che si trova sul mar Ionio.

I ragazzi sanno benissimo cosa vogliono, e sanno riconoscere ciò che è buono, bello, vero. Mi domando sempre perché nelle nostre scuole non ci sia abbastanza sport, e non ci siano palestre davvero attrezzate, e l’ora di ginnastica sia vista solo come una rottura puzzolente da levarsi di torno con una ‘giustifica’ fatta da mamma e papà.

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E invece ci sarebbe un mondo di valori, da imparare attraverso lo sport: il gioco di squadra, il sacrificio, la passione, la fatica, e anche la capacità di perdere. Perdere per capire che anche quando perdi, non è successo niente: ti puoi rialzare, puoi allenarti di nuovo, puoi superare il tuo limite.

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Immaginatevi mille e cinquecento ragazzi tutti insieme in riva al mare. Il Beach Volley è uno sport perfetto: se ti butti non ti fai male, impari i fondamentali e ti diverti.
E poi aggiungi il freesbe, beach tennis, il beach soccer, il beach rugby, il basket, il calcetto, la piscina riscaldata, i corsi di windsurf e kayak, il tiro con l’arco.

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Nessuna delle nostre famiglie potrebbe offrire tutta questa esperienza ai propri figli, e non in modo così puntuale e sicuro. Perché negargli questa esperienza?
Possiamo proporla alla loro scuola: costa poco, è piena di sentimenti belli.

Certe volte mi dimentico quanto sono belli i giovani, e quanto la loro libertà sia potente.

L’incredibile bellezza dei giovani e dello sport.

Molto spesso ci dimentichiamo di chiedere il loro parere, anche quando si tratta della loro vita. Non li interpelliamo mai su come dovrebbe essere la buona scuola, su come dovrebbe essere lo sport, su come dovrebbe essere il mondo. Pretendiamo solo che seguano le regole del gioco, le stesse regole che però abbiamo inventato noi.

Ed è solo quando li vedi liberi, e puoi osservarli da lontano, che capisci il vero senso dell’educare: tirare fuori il talento, esprimere la bellezza di ciascuno, lasciare la libertà di diventare chi sei.
Aprire le ali.

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Articolo in collaborazione con kinder+Sport.



Commenti

3 Commenti per “La gita di classe ideale, tra sport e inglese”
  1. Nella scuola dove ho insegnato lo scorso anno le seconde(media)vanno in gita a bibione.per loro bella esperienza.pero per esperienze del genere anche il coni organizza in tutta italia gli educate.in una settiman si possono provare una miriade di sport per una cifra irrisoria 80euro mensa e divise incluse! Viva lo sport

  2. mina

    Ma è fantastico!!!
    Ci andrei io!!!
    Quando mio figlio avrà l’età giusta spero faranno ancora cose del genere e lo proporrò alla sua futura scuola!

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