La scuola steineriana

Pubblicato il 11 settembre 2014 da • Ultima revisione: 20 aprile 2015

pedagogia steineriana waldorf

La scuola steineriana nasce nel 1919 fortemente voluta da Emil Molt, per i figli degli operai della fabbrica di sigarette Waldorf di Stoccarda (ecco perché vengono anche chiamate scuole Waldorf), e Rudolf Steiner fu chiamato a dirigerla.

Qualche anno fa io e mio marito abbiamo sentito la necessità di offrire un cammino diverso da quello che propone la scuola pubblica e abbiamo così iscritto i nostri figli alla scuola steineriana: semplicemente abbiamo optato per una realtà educativa che risuonasse anche dentro di noi.

Consiglio sempre di farsi un’idea personale recandosi sul posto, visitando la scuola, conoscendo gli insegnanti, chiedendo informazioni sulle attività, osservando gli spazi, ponendo domande sulle abitudini che vedranno accompagnare i nostri figli per svariati anni, questo sia per quanto riguarda la scelta della scuola, ma anche per tutte le attività che vedono coinvolti i nostri bambini, senza lasciarsi semplicemente influenzare dagli aspetti più teorici, perché giorno dopo giorno loro (e di riflesso anche noi genitori) vivranno una realtà concreta e vera.

La scuola steineriana, partendo dall’asilo, accompagna i bambini con l’obiettivo di aiutarli a sviluppare, allenando e rafforzando, quelle parti che coinvolgono il sentire, il cuore e i sentimenti, il volere, la volontà, e il pensiero, quindi non semplicemente sostenendoli nell’apprendimento nozionistico.

Le immagini, l’arte, il ritmo, la ritualità sono utilizzati a questo scopo, nel modo più appropriato e osservando il bambino, mettendolo al centro. In questo processo è necessario che l’insegnate compia un continuo e personale lavoro su se stesso, non solo dal punto di vista didattico ma anche di crescita e autoeducazione, e ciò sicuramente è alla base dell’importanze della figura del maestro, che è anche Maestro (direi di vita) nel senso più vasto del termine.

Noi siamo rimasti colpiti dal senso di missione e dedizione delle figure educative che abbiamo incontrato in questi anni scolastici, il maestro segue i bambini dalla prima elementare alla terza media (che si chiamano prima e ottava classe) per otto anni, sostenuto dagli altri insegnanti di materia. Inoltre è essenziale il lavoro comune tra genitori e figura educativa, una sorta di collaborazione che non si ferma al solo momento scolastico ma che cerca continuità anche a casa.

La scuola è un organismo vivente, composto dagli insegnanti che si riuniscono in collegio ogni settimana, dagli alunni, ma anche dai genitori che sono chiamati in prima persona nella gestione della scuola, pulendo gli spazi, preparando le colazioni della propria classe a turno, organizzando feste a Natale e in primavera, offrendo il proprio tempo e la propria professionalità in tutti gli aspetti che riguardano la scuola.
Ad esempio sono serviti banchi nuovi e i genitori, insieme al maestro di falegnameria, li hanno costruiti; tutta la manutenzione della scuola dalla pittura dei muri alla soluzione di problemi idraulici, di muratura o giardinaggio. In generale ogni professionalità o ogni braccio forte e volenteroso è il benvenuto.

Questo aspetto concreto che appare lontano da quello educativo in realtà è molto importante, perché genitori e insegnanti lavorano a stretto contatto, seppur ognuno con i propri ambiti di competenza. La socialità è un punto focale essenziale, sia all’interno della classe, sia tra genitori della stessa classe, sia tra i genitori nel complesso scolastico, sia tra i genitori e gli insegnanti, sia tra gli insegnanti stessi. Ecco perché si può considerare un organismo vivente che respira in base al cuore di ogni partecipante.

Il beneficio grande è poter sentire la scuola come parte della propria vita e trasmettere questo sentimento ai nostri figli.

I bambini vedono scandire le loro giornate in maniera ritmica e le lezioni, oltre alle normali materie quali aritmetica, grammatica ecc, variano dai lavori manuali (maglia, uncinetto, cucito, ricamo, tessitura), alla musica, il canto, inglese e tedesco, la falegnameria, il disegno, la pittura, il giardinaggio e creazione dell’orto, il modellaggio della cera e dell’argilla, ginnastica, a discrezione del maestro possono portare a compimento una piccola recita, ed è tradizione che in ottava classe si prepari un’opera teatrale finale ben articolata.

Una scuola di questo tipo regala gioia, soprattutto ai bambini, che sono considerati il tesoro prezioso e non solo il contenitore da riempire di nozioni (dove non esistono voti o giudizio), ma anche fatica. Il costo più grande è proprio l’impegno, di tempo, di energia, di pensiero e sentimento, ma non potrei pensare altro luogo migliore dove accompagnare ogni giorno i miei figli, alle otto in punto.

Voi conoscete questo approccio educativo? Ne avuto esperienza diretta? Vi ha mai incuriosito?



Commenti

15 Commenti per “La scuola steineriana”
  1. Rosanna

    Mi piace conoscere diversi approcci, diversi metodi e ne sono incuriosita.
    Ho letto quaslcosa in merito alla scuola steineriana e soprattutto ho letto di esperienze di genitori in merito
    Avrei delle curiosità: I bimbi poi ragazzi finiscono il ciclo in terza media. successivamente andranno a scuola superiore approdando nelle scuole pubbliche. Come pensi sia il passaggio considerando anche che passeranno ad un sistema valutativo che fino a quel momento non hanno conosciuto, un sistema basato molto sulla didattica e molto poco, purtroppo, sull’esperienza? Io ho due figli, il secondo con sdd e poca voglia da parte mia di “immergerlo” nel sistema scolastico pubblico che purtroppo a mio avviso in questi casi ha molte pecche. Hai mai avuto modo di conoscere il loro approccio reale alla disabilità? Conoscenti mi dicevano di esperienze negative, di attività separate per i loro figli con difficoltà tipo il pranzo…
    Ti ringrazio delle tue risposte in anticipo, u abbraccio.

    • cristiano

      Ciao Rosanna in Italia esistono alcuni Licei steineriani/waldorf o di ispirazione waldorf. Personalmente conosco quello di Bolzano e quello di Firenze più recente e con un progetto molto ambizioso oltre ad essere collocato in un luogo strepitoso. Se fai una ricerca su web troverai sicuramente altre informazioni e approfondimenti. Sull’approccio alla disabilità come per tutto il resto credo sia una questione di chi personalmente se ne occupa ( modi, empatia…..)comunque dove è presente nell’offerta della scuola si suole chiamare Pedagogia curativa gestita in genere da un gruppo di maestre/i e da un consulente medico esperto in Pedagogia curativa e con formazione rigorosamente antroposofica.
      spero di essere stato un pò utile

  2. Leggendo questo post mi rendo conto di aver fatto una scuola un po’ steineriana, senza saperlo! Ho frequentato una piccolissima scuola privata in cui l’ambiente era estremamente familiare, noi bimbi eravamo coinvolti in ogni attività, compresa la pulizia e la preparazione dei pasti, e la maestra ci proponeva mille attività ulteriori rispetto a quelle meramente didattiche. Ho così imparato da bambina a lavorare a maglia, a fare l’uncinetto, a ricamare e perfino ad incidere il vetro, realizzare vasellame, tappeti etc. La mia maestra era un vulcano e della mia scuola elementare ho un ricordo meraviglioso. Credo che lei, forse addirittura inconsapevolmente, applicasse questa forma di insegnamento a 360°, che le era più congeniale rispetto a quello meramente nozionistico e frontale. E sì, possiamo dire che siamo cresciuti insieme, noi e la maestra!

    • cristiano

      …se posso dove hai fatto questa meravigliosa esperienza? sembrerebbe veramente una favola, bellissimo, ti “invidio” molto.
      grazie per l’eventuale risposta

  3. Manu

    i miei figli frequentano la scuola steineriana, il piccolo all’asilo e la più grande è in seconda.
    condivido ciò che racconta ester e soprattutto il consiglio di andare a vedere di persona prima di farsi un’idea basata sui “sentito dire”. spesso in rete si leggono molte leggende metropolitane sia su questo approccio pedagogico sia sulle famiglie che fanno frequentare ai figli queste scuole.
    non so rispondere a Rosanna per quanto riguarda i problemi di suo figli, ma chi è uscito dalla scuola mi ha parlato di problemi pari a quelli di ragazzi provenienti da altre scuole.

  4. Sara

    Ciao Mammafelice,
    grazie per il post. Posso chiederti quali criteri segue la scuola steineriana di Casteldebole per stabilire le ammissioni?
    Grazie!


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      Visionaria

      Ciao Sara, ho scritto io l’articolo 😆 se vuoi avere info puoi chieder un appuntamento e dopo un paio di colloqui puoi capire se il tutto è adatto alle tue esigenze, credo che gli unici veti siano il numero dei bambini per classe, cioè se sono completi o no.
      Non ci sono altri criteri, certo bisogna essere motivati per iscrivere i propri figli a questa scuola, sia perchè richiede una presenza molto importante sia perchè è molto diversa nell’approccio.
      In bocca al lupo!!!

  5. Sara

    Completo il precedente post, se posso approfittare della tua disponibilità (la segreteria non risponde): l’orario è quello classico (8-13, oppure 8-16 per il tempo pieno)? La settimana va dal lunedì al sabato (o dal lunedì al venerdì per il tempo pieno)?
    E soprattutto: cosa fa il bambino fino al compimento dei 7 anni? Frequenta un quarto anno di materna?
    Grazie!
    Sara


    • immagine livello
      Visionaria

      ciao sara, l’orario asilo e primi 3 anni di scuola elementare è 8-14, dalla IV alla VIII 8-15, la settimana dal lun al ven. Il bambino prosegue l’asilo fino a 7 anni, l’ultimo anno viene chiamato l’anno del re e poi inizia il ciclo di 8 anni (elementare e medie) con lo stesso maestro e stessa classe.
      Ti consiglio di prendere un appuntamento chiamando in segreteria (orari 8-15, eccetto il martedi e giovedi che è chiusa) e parlando con qualcuno, oppure alle prossime porte aperte recarti di persona e guardarti intorno, fare domande ecc 😉

      • Sara

        Ecco, il fatto che non sia possibile optare per l’orario “compatto” (quello che arriva fino alle 12.30 o 13.00, per intenderci) mi mette subito fuori gioco… 🙁 Più ancora della presenza costante richiesta ai genitori, perché, anche se abitiamo in altra provincia, avrei fatto i salti mortali per mettermi a completa disposizione…
        Ma mia figlia ha molte intolleranze alimentari, e a pranzo voglio prenderla a casa (anche per evitare d’incolpare altri ingiustamente). Inoltre, ho letto proprio adesso il post sulla preparazione collettiva delle merende: inutile dire che anche questo non è adatto al nostro caso…
        Molto delusa e amareggiata, iniziavo a crederci… 🙁
        Grazie Ester, sei stata chiarissima e molto disponibile!


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        Visionaria

        allora, fino all’asilo puoi portare a casa la tua bimba , nessun problema, per quanto riguarda il pasto e intolleranze devi chiedere in segreteria, in quanto la mensa non fornisce pasti separati, e quando necessita la famiglia interessatasi porta il propri da casa, come stiamo facendo noi con ethan, Per quanto riguarda le merende da quest’anno ci sono dei cambiamenti, che ancora non sono stati attuati, quindi non posso risponderti con certezza, ma dovrebbe essere fornita dalla mensa eccetto casi speciali come quelli di cui ti dicevo sopra. In ogni caso ti conviene sempre chiamare e chiedere, per confrontare le tue esigenze con quello che offre la scuola. 😀

      • Sara

        Ester, scusami, approfitto ancora della tua gentilezza e competenza: se decidessi d’iscrivere mia figlia a una primaria più vicina alle nostre esigenze (tempo ordinario, più economica e più vicina a casa, essenzialmente), avrei poi la possibilità d’inserirla alla scuola media steineriana?

        Sono stata all’open day, e ho visto che alle medie il numero di alunni cala (probabilmente perché si alza la retta)… Pensi che potrebbe esserci la possibilità d’inserirsi al termine della primaria o, in quanto esterni, saremmo fuori gioco?

        Grazie ancora!

  6. Emanuela

    Buon Giorno ….
    sono nuova 😳 che bello sentire che esistano realtà di questo tipo!
    sapete io ho frequentato la scuola materna dalle suore, nel mio paese e caspita se mi sono divertita … (anche io facevo un sacco di attività, compresa la vendemmia nel grande salone dove giocavamo!) avevo due suore “insegnanti”, una giovane che aveva un’energia pazzesca e l’altra un po’ più anziana che però ricordo con affetto, anche se mooooolto rigida! eheheheeee! durante il periodo estivo avevano organizzato dei laboratori dove ho imparato a ricamare ed ancora oggi, a 30 anni quasi ho una grande passione per il punto a croce e mi diletto, quando posso a creare ricami di ogni tipo, dai tovagliolini per bebé (le mie amiche si stanno dando molto da fare), a strofinacci da cucina…
    E’ veramente bello poter avere dei ricordi così piacevoli, ora invece dopo tante peripezie la struttura è diventata comunale e fanno le solite cose…. 🙁
    aaaaaahhhhh!!! il pranzo era una DELIZIA! suor Eugenia, la cuoca piccolina, anche un po’ gobba, preparava dei manicaretti fantastici (ed eravamo anche numerosi!) …io ancora adesso parlo delle polpette al sugo dell’asilo 😉 …..
    Vorrei poter avere la possibilità di vedere una struttura così e respirarne l’aria, anche solo per risollevarmi l’anima …

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