Voglio mangiare sano

Pubblicato il 9 novembre 2012 da • Ultima revisione: 7 agosto 2014

mangiare sano

Nel corso degli anni questo mio desiderio è andato intensificandosi, in particolare dopo la nascita dei miei figli, ma spesso mi rendo conto che sembra impossibile, in particolare vivendo in una grande città e vedendo allontanarsi sempre più il sogno di autoprodurre gli alimenti che poi finiscono sulla tavola.
Ma io voglio essere ottimista, voglio credere che posso evitare di riempirmi di veleni ogni volta che mangio e voglio sforzarmi in questa direzione. Si, perché mi rendo conto che a volte è richiesto un impegno maggiore, una forte intenzione e una grande determinazione.

E’ semplice e facile andare al supermercato e riempire il carrello di tutto ciò che ci viene proposto, in bella vista, accattivante, sugli scaffali. E’ semplice farsi catturare anche da quei prodotti che non avevamo segnato sulla lista della spesa, così invece che comprare quello che necessita spesso ne aggiungiamo molti altri. Nel mio caso in passato, ma a volte anche attualmente, si trattava di quel cibo che io definisco le schifezze, cioè senza un valore nutritivo nobile, spesso ricco di zuccheri e grassi (merendine, cioccolata, biscotti di vario tipo ecc.).

Poi negli anni, gradualmente, senza strappi e privazioni improvvisi, ho scelto di mangiare diversamente, di guardare ogni etichetta di ogni prodotto confezionato, di stare attenta al luogo di provenienza, di cercare prodotti biologici quando possibile. Questo diverso atteggiamento nei confronti del cibo mi ha portato passo dopo passo ad una maggiore consapevolezza e quindi, naturalmente, all’esigenza di scartare tutti quei cibi spazzatura che invece a volte riempivano la mia dispensa.
Non si tratta di una presa di posizione drastica ed estrema, non sono quel tipo di persona, ma quando riesco e posso cerco di scegliere al meglio i prodotti che uso per cucinare.

Mi rendo conto che tutto questo produce una certa fatica, perché non sempre si trova ciò che si cerca nel comune supermercato, anche se negli ultimi anni si sono fatti passi da gigante, quindi bisogna aguzzare l’ingegno e cercare, scoprire nella nostra comunità canali alternativi.

Il primo a cui mi sono avvicinata è stato il GAS, gruppo di acquisto solidale, che riunisce un certo numero di persone che scelgono di comprare insieme così da avere un buon risparmio, spesso si tratta di prodotti biologici, che sono il più possibile a km zero e a volte con una produzione a sostegno del sociale.
Ho sentito la necessità di affiancare al GAS un altro tipo di acquisto, quello più prettamente a km zero, direttamente dai produttori della zona, in particolare per quello che riguarda gli ortaggi e la frutta, ma anche latte e derivati, recandomi con regolarità presso un mercato settimanale organizzato da Campiaperti, e che con il tempo ha visto una sua crescita in varie zone di Bologna. Mi piace comprare anche presso il Mercato della Terra, che diventa anche occasione di convivialità e distrazione. Immagino che realtà simili siano presenti in molte città di Italia, mentre per i piccoli paesi è più facile conoscere il produttore e comprare direttamente in loco.
In questo modo riesco ad acquistare latte e derivati da un allevatore a cui ho stretto la mano; la verdura so esattamente dove nasce, un orto in cima ad un monte fuori Bologna; quando raramente compro la carne scelgo quella di animali felici che hanno vissuto all’aperto spesso allo stato brado; le uova arrivano da galline libere di razzolare; ed altre materie prime sono spesso coltivate nei dintorni da persone che credono in quello che fanno.
Poi compro tutto ciò che manca da questa lista dal mio negozio di fiducia, Naturasi, e quando invece ho una necessità urgente vado al supermercato più vicino.

In questo modo ho avuto alcuni effetti immediati e benefici:

– mi sento meglio (e con me la mia famiglia), il mio corpo ringrazia per la migliore qualità dell’alimentazione,

– paradossalmente compro meno e spendo quindi meno, sia perché sto più attenta allo spreco sia perché non girando per gli invitanti scaffali del supermercato non compro in eccesso,

– compro maggiormente alimenti base che poi devo cucinare e così evito tutti quei prodotti confezionati.

L’unico aspetto faticoso è l’impegno nel fare tutto ciò che però si interseca perfettamente con la gioia del fare, spesso insieme.

Frequentando questi luoghi, persone, scambiandosi idee, fonti, scoprendo così intenti comuni è facile riuscire a trovare i canali giusti per trovare quasi qualsiasi tipo di alimento, sano, biologico, a buon mercato, a km zero, con l’aggiunta della soddisfazione di conoscere spesso direttamente il produttore e consapevoli del fatto di sostenere un certo tipo di mercato, quello che vede vicini i coltivatori-allevatori-produttori e il cliente, senza tanti intermediari.

Voi conoscete qualche realtà di questo tipo nella vostra zona?

Chissà che qualche lettore proprio da qui non tragga ispirazione per recarsi poi in qualche mercato a km zero che non conosceva e inizi anche lui un nuovo metodo di acquisto.



Commenti

17 Commenti per “Voglio mangiare sano”
  1. Belli ed utili i post di questi ultimi giorni!
    Mi rispecchio in tutto quello che ho letto anche se, secondo me, le difficoltà sono soprattutto iniziali, una volta che un certo modo di alimentarsi e fare la spesa sono divenuti stile di vita, come tutte le abitudini, non pesano più e diventano autentico piacere.
    Ciao!

  2. PAOLA

    Io da poco compro via internet da un gruppo che si serve di produttori locali di varie zone (Modena, Reggio Emilia, Parma e Latina), cioè a seconda di che zona sei puoi acquistare i prodotti della tua zona non è che io a Modena posso comprare i prodotti di Latina.
    Mi trovo veramente bene. I prodotti sono ottimi, biologici, a km quasi 0, il prezzo per me è concorrenziale ed il servizio ottimo.
    Se vuoi indico il sito.
    Ciao
    Paola

  3. lima38

    Anche io mi rispecchio perfettamente in questo post. Nella nostra zona ci sono diverse iniziative, sia con mercati a km 0, sia possibilità di far parte di gruppi GAS, inoltre, mi sembra che anche i supermercati abbiano una maggiore attenzione verso i prodotti proposti: sono sempre di più i prodotti bio, sia freschi che conservati (farine, biscotti ecc.).
    Buona giornata a tutte!

  4. sere

    Dicevo giusto qualche post fa (sul fare il pane in casa forse) che anche io faccio parte del Gas di Calvagese, piccolo paese in prov. di Bs zona lago di Garda, e mi trovo davvero benissimo: i prodotti sono tutti rigorosamente biologici certificati e, dove è possibile, a km 0. ad amiche che hanno provato prodotti che io prendo tramite Gas ho sempre sentito dire che la qualità è molto superiore a quella dei prodotti “tradizionali”. ora vado al supermercato solo x pochissime cose come biscotti e simili, non abbiamo rinunciato a certi “vizi” e io non sono molto portata x l’autoproduzione – ancora – ma x il resto solo Gas. ci sono certi prodotti che costano sicuramente un pò di + rispetto al supermercato ma anche la qualità è tutta un’altra cosa!! e non ultimo, tramite il Gas ho avuto l’opportunità di conoscere gente sempre disponibile, simpatica, e attiva da avere come punto di riferimento in un paese in cui non conoscevo nessuno. e mio figlio di 4 anni gode pinamente di tutti gli aspetti sociali e alimentari di questo nostro modo di vivere!
    insomma, non so se si è capito, io sono MOLTO PRO-GAS!!!
    buona giornata.

    • anche a me il gas o situazioni simili hanno aiutato proprio nell’incontrare persone che in qualche modo sento simili, inoltre il concetto che sta alla base del gas, stare insieme, creare una socialità, credo che sia il concetto che sarà la base del futuro nella nostra società! 😀

  5. anch’io faccio attenzione alle etichette e quando compro la frutta leggo se ha subito trattamenti chimici (come per es. gli agrumi), in generale cerco di informarmi. Però i veleni non si assumono solo con quello che mangiamo, io evito i contenitori in plastica e le pentole antiaderenti.
    E’ bello vedere che la consapevolezza dei consumatori cresce sempre di più.

  6. mara

    Io sto molto attenta all’alimentazione mia e dei miei figli e cerco di circuire anche mio marito. Sono quasi vegetariana e dopo essere stata male per anni ho scoperto che il cibo cura. Certo non e’ facile, ma ne vale la pena. Il problema maggiore per me sono i costi, sia delle cose biologiche che macrobiotiche. Hanno veramente dei prezzi esagerati, che spesso non posso permettermi

  7. Mio papà nelle stagioni calde coltiva ancora l’orto….o almeno fino a quest’anno e ha qualche alberello da frutto: melo, albicocco, ciliegio eccc! Poi vado al mercato quando posso e prendo come te spesso materie prima in genere! Qui da me molti hanno ancora l’orto! Mio papà spesso baratta…. aggiusta una spina per un signore che gli da mezza gallina…o un salame …
    Pero’ gruppi di acquisto nn ce ne sono anche se servirebbero, anzi c’è tanto spreco a mio avviso! C’è la casetta del latte, latte fresco direttamente dal produttore con yogurt e mozzarelle e c’è qualche azienda agricola che ha il suo negozio…punto

  8. Behh io ho appena lasciato un commento sul mio Blog con link a questo post… anche per ringranziare pubblicamente i visitatori del blog… grazie ragazzi!

  9. Io devo, ripeto devo, mangiare sano. Più che sano devo evitare di mangiare proteine animali per evitare il mio disturbo di sempre: la stipsi..

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