Il primo passo: fare il pane in casa

Pubblicato il 19 ottobre 2012 da • Ultima revisione: 14 novembre 2017

pane fatto in casa

 

Ho accettato di scrivere qualche articolo sul vivere green e subito ho chiesto a me stessa: ma come si fa a vivere una vita all’insegna dell’ecosostenibilità in una città come Bologna? D’istinto la mia risposta è stata: fuggendo dalla città!
Ma io sono ancora qui.

Allora come posso definire le mie abitudini e consuetudini attente all’ambiente nel senso più vasto del termine? E soprattutto mi chiedo, quando è iniziato questo mio cammino? Io che vivo quasi in centro, che uso la macchina quotidianamente e l’unico albero che possiedo è un melo piantato in giardino circa tre anni fa?
Difficile dare una risposta, ma sono certa che la strada mi si è aperta naturalmente e a piccoli passi, senza pensare alla meta grande e lontana.


Il primo passo è stato fare il pane in casa e cuocerlo nel mio forno. Ora non posso più farne a meno, impastare la farina con l’acqua e il lievito è un’azione che fa bene al cuore, oltre che al palato. Il pane è un alimento antico che, seppur preparato con diversi ingredienti e procedimenti, è comune a tante epoche e popoli e farlo con le proprie mani aiuta a riappropriarci di antichi ritmi e sapori.
Il suo profumo inebria e si spande per la casa e intorno, regalando questo aroma appetitoso anche a tutto il vicinato e spesso, appena cotto, dobbiamo assaggiarlo, caldo, fumante e gustoso.

Ho deciso di fare il pane in casa perché quello del fornaio dopo uno o due giorni diventava immangiabile, secco e duro, quindi capitava che gli avanzi fossero trasformati in pangrattato e qualche volta persino gettati via. Cuocendo la mia bella pagnotta invece sono certa che anche dopo cinque o sei giorni rimane morbida e soprattutto non si secca, semplicemente lasciandola avvolta in un canovaccio. In realtà però la sua bontà fa sì che non arrivi al giorno dopo, in particolare se la farina è stata arricchita da semi vari, o se quella classica di tipo “0” viene sostituita da altre come quella tipo “2” (semintegrale) o da altri tipi di cereali, come il farro o l’avena.

Ho iniziato a panificare usando principalmente il lievito di birra e sono arrivata con il tempo alla pasta madre, che mi aiuta ad avere un pane che non lascia nessuna sensazione di gonfiore e che risulta leggero come una piuma. La prima pasta madre mi è stata regalata dalle maestre dell’asilo che frequentavano i miei figli, perché loro il pane lo facevano lì tutti insieme. In seguito ne ho ricevuta un po’ in dono, o meglio, spacciata da Riccardo, che mette una passione in questo panificare che mi suscita un’invidia benevola. Quel giorno ero lì con il mio barattolino vuoto in attesa di una pallina di farina e acqua e ho capito che usare la pasta madre ha anche un compito sociale, quello di metterci in relazione con gli altri oltre che far lievitare.

Non ho mai provato la macchina per il pane, non per snobismo ma per pigrizia poiché non mi sono mai decisa a comprarla, credo però che possa essere un valido aiuto per chi non ha molto tempo a disposizione e non vuole rinunciare ad una bella pagnotta fumante lasciata riposare sul ripiano della cucina. Per i più pigri invece esiste anche la versione di un pane senza impasto che non costa fatica ma solo tanta soddisfazione.

La mia ricetta preferita rimane quella con farina tipo “2” di grano tenero e farina integrale di farro (ormai compro quasi solo farina integrale e biologica dopo aver letto un interessante articolo sul Pasto Nudo che spiega il perché preferirla a quella bianca), una manciata di semi di sesamo tostati e un cucchiaio di semi di lino leggermente triturati, due cucchiai di olio extra-vergine di oliva e sale e lievito madre.

E’ importante impastare a lungo, almeno una decina di minuti, non solo per la riuscita del lavoro ma anche per noi stessi, non avete idea di quanto possa essere rilassante, oltre che tonificante per le braccia.
Di solito cerco di dare al pane una forma allungata e lo lascio lievitare fino al raddoppio del volume (due o tre ore) e inforno per circa 30 minuti a 220°, controllandolo a metà cottura. E’ pronto quando risulta dorato e produce un suono vuoto bussando sotto con il pugno.

Al giorno d’oggi sembra più naturale acquistare il pane già pronto ma vi assicuro che autoprodurlo è facilissimo ed ognuno di noi può farlo, una volta consolidata questa abitudine è difficile tornare indietro, voi avete già provato?



Commenti

33 Commenti per “Il primo passo: fare il pane in casa”
  1. Eli

    è bellissimo quello che scrivi e sono della tua stessa idea, fatto in casa è meglio TUTTO. io, per coscenza ecologica e per motivi economici cerco (almeno ci provo) a fare tutto in casa, dal cibo ai detersivi. ma mi rendo conto che è una lotta contro i mulini a vento, serve una determinazione granitica, perchè tra il lavoro, i bambini e la vita a volte mi capita di usare il detersivo normale, perchè ho finito quello che faccio io e non ho avuto il tempo di rifarlo. oppure un esempio di ieri sera sono arrivata a casa stanca morta, raffreddata e non avevo voglia di cucinare, ho mandato mio marito a prendere le pizze. inizialmente mi sentivo in colpa ma alla fine non sono wonderwoman. 😉
    cmq grazie per le idee interessanti.
    Eli

    • infatti non siamo wonderwoman ai tempi preistorici, per fortuna viviamo nel 2012 e se siamo sfinite ci prendiamo una pizza!!! credo che la giusta misura sia sempre nel mezzo 😉

    • salve a tutti………..mi chiamo Roberto e scrivo da verona.da mesi mi facio il formagio in casa,vado al caseificio,compro 30 litri di latte fresco a 60 centesimi il litro,e mi facio una bella forma di formagio da circa 3 kili.solo latte,caglio e sale,da allora a casa mia non si compra più formagi!!!!!stamatina sto provando a fare il pane,poi vi diro’ come e’ uscito……….dimenticavo,facio anche l’aceto di vino in casa,con la madre e tutti gli avanzi delle bottiglie di vino.ottimo per condire e per pulire e sgrassare…buona domenica a tutti………

  2. Brava, anch’io adoro fare il pane, la pasta madre però presenta un unico problema secondo me che è quello del gusto, mi risulta un po’ acida e alla fine non me la mangiano, hai qualche suggerimento per ovviare a questa cosa?
    Purtroppo risultando così acidina ho smesso di farla io..
    Poi mi han sempre detto di aggiungere comunque alla pasta madre anche il lievito! Cosa ne pensa il tuo buon panificatore?
    Adesso vendono la pasta madre essiccata nei supermercati, addio socializzazion :argh: e!

    • a me non sembra sia molto acida, almeno la mia, certo è che se lo fosse mi piacerebbe lo stesso! sono pane a pasta acida-dipendente! una volta però mi è successo ed è stato quando l’ho lasciato lievitare molto a lungo perchè la pastamadre non aveva molta forza, quindi ora la rinfresco molto di frequente così che basta veramente poco per avere la pagnotta ben lievitata! 😀

  3. Noi siamo drogati di pane fatto in casa! La soddisfazione agisce su ognuno dei cinque sensi: le dita si divertono a impastare, gli occhi si godono la lievitazione, il profumo che esce dal forno è un’esperenza olfattiva goduriosissima, il gusto… che lo dico a fare? Sto cercando uno spacciatore di lievito madre con personalità, nel frattempo spesso ripiego sulla macchina del pane, perchè il tempo è quello che è, e posso programmare la preparazione al mattino in modo da trovarlo pronto e caldo per cena…ecco e adesso mi tocca pranzare con un tramezzino da bar, sic!

  4. porc… parlo di cinque sensi e ne cito quattro? Bè ma il rumorino creato dallo schricchiolìo della crosta era scontato, no? ;D

  5. aspirantemamma

    Io faccio il pane in casa dall’inizio dell’annoe mi domando come come come ho fatto a non iniziare prima?
    E’ economico, appagante, rilassante e buonissimo al gusto.
    Io uso quasi esclusivamente farina integrale, tagliata con un po’ di manitoba per aiutare la lievitazione, per adesso non sono convertita alla pasta madre ma non escludo che mi convertirò.
    Di solito faccio fare il lavoro di impasto alla macchina del pane (lavoro fino alle 17,30 e dopo ho due nani pazzi per casa), poi tiro fuori tutto, faccio lievitare, metto in forma e cuocio. Così vado a letto con la casa odorosa di pane….

  6. sere

    ecco si, appunto, altro argomento che mi tocca da vicino.
    🙂 ciao, di nuovo serena.
    io vivo in un piccolo paese in prov. di bs, a metà strada fra la città e il lago di garda e, pur essendo nata nella prov. milanese e restando x me milano una gran città – e ke nessuno me la tocchi! 😉 -, qui sto bene e ho trovato un modo alternativo di vivere in modo + sostenibile. purtroppo anke io, pur non lavorando, devo usare la macchina sempre x muovermi, e porca miseria il pane e i panificati proprio mi odiano (le ho provate tutte, giuro, ma proprio non-mi-ries-co-no!uffa! 🙁 ), ma da quando ero incinta di lorenzo 4 anni fa, io e mio marito ci siamo, principalmente x il suo bene, avvicinati al Gas, uno degli ormai innumerevoli Gruppi di Acquisto Solidale proprio qui nel ns paesello e questo è stato x me un po come la tua pasta madre: mi ha permesso di conoscere persone che mi abitavano accanto ma che non avrei mai conosciuto se non attraverso lo scambio e il ritiro di vari prodotti. da lì poi allo scambio di informazioni, favori e cortesie, nonchè la presa di coscienza della possibilità REALE di un vivere + sano partendo proprio da piccoli passi, come dici tu, il passo non è proprio breve ma è fattibile, sia in piccoli paese come questo che in grandi città come milano o bologna, basta aver voglia di informarsi e di metterci il cuore.
    buon fine settimana.
    S.

    • aspirantemamma

      ma comprare la macchina del pane? fa tutto da sè 😉

    • serena è vero quando ci si avvicina ad un certo modo di vivere si hanno piacevoli sorprese e ci si riconosce per i comuni intenti! anche io faccio parte di un gas e trovo momenti di socializzazione sia lì che in altri contesti, spesso trovo comuni obiettivi seppur partendo da diversi punti. In questo modo riesco a sentirmi “abbastanza” ecosostenibile anche se vivo in una grande città. L’importante è che ognuno di noi faccia un piccolo passo, tutti insieme si riesce a fare grandi passi.
      un saluto caro

  7. fare il pane da sè è una soddisfazione grandissima, ma anche fare la focaccia, il pane brioche… si può fare praticamente di tutto. Fai benissimo a usare farine integrali, io uso anche le miscele di farine bio con i semi di girasole, quelli di lino, il sesamo. Non ho ancora “osato” farlo con la pasta madre perchè mi dà l’impressione di avere una manutenzione impegnativa. Sbaglio? Per ora uso le bustine di lievito del supermercato bio.

  8. Anche io sono approdata da poco al lievito madre grazie al gruppo di decrescita felice e mi piace molto

  9. Anche io adoro fare il pane in casa, ma anche la pizza, le focacce, le torte…. Un attentato alla linea!

  10. Io lo lascio fare a Luca, a lui piace….cucinare e l’odore del pane davvero è una gran coccola anche se in questo periodo di dieta evito….

  11. Ciao,
    che bel post! Io ho scoperto il pane a lievitazione naturale molti anni fa, quando cercai, infruttuosamente 🙁 , di autoprodurre la pasta madre. All’inizio di quest’anno (ho sempre continuato nel frattempo a fare il pane in casa, con la macchina del pane quando il tempo era poco od a mano) ci ho riprovato, e sono riuscita in poche settimane ad usare la MIA pasta madre, fatta da me. Beh, la soddisfazione è stata enorme ed anche se il pane all’inizio presentava un sapore vagamente acido non ho desistito. Nel tempo il sapore è decisamente migliorato ed ora non potrei più rinunciare ad esso. Ora con la pasta madre faccio di tutto. Il pane ma anche la pizza, le focacce, le brioche, addirittura la colomba … A me è servito molto anche il supporto della comunità facebook sulla pasta madre, una miniera di consigli e suggerimenti utilissimi per una principiante come me. Concordo con tutto quello che ho letto nel post, anche se quando l’ago della bilancia ha cominciato ad oscillare pericolosamente verso destra ho dovuto ridimensionare i miei assaggi e limitarmi ad osservare spesso l’espressione compiaciuta dei miei figli!!!

  12. angela

    Io non ho proprio il tempo di fare il pane in casa. Ogni tanto lo faccio con la MdP, ma di solito il fine settimana o quando ho ospiti, a mio fratello piace molto. Mentre ai figli non piace proprio, perciò anche se lo facessi tutti i giorni, dovrei comprarlo comunque per loro. Poi non consumiamo molte piadine e pane a fette per sandwich! Domenica rispolvero la MdP che invece uso spesso per la pasta della pizza… 😀

  13. Io ho iniziato a fare il pane a casa durante la mia prima gravidanza (ormai 10 anni fa!!!). Il lievito madre me lo regalò una carissima amica che panificafa da sempre…io invece mi ero sempre limitata, da “brava cittadina” ad andarlo a comprare dal panettiere, ma l’enorme soddisfazione di farlo da me mi ha conquistata. Certo non ho il forno a legna (mio sogno da allora), ma mi accontento. Ormai mio figlio ha nove anni e sono in attesa del secondo genito , ma è bello sentire mio figlio che racconta che una delle cose più belle che facciamo insieme è impastare il pane e mangiarlo caldo e fragrante!

  14. maddi

    Gent.ma Ester,
    premetto che in cucina sono alle prime,PRMISSIME, armi.
    e in casa ns non si è mai fatto il pane.

    leggendo k la farina bianca non è un toccasana x il ns organismo ho comprato.., un po’ a caso :argh: xkè ce n’erano tantissime, la farina tipo 2 di grano tenero in negozio naturasì.

    ora ti chiedo un favorooone! potresti dettagliare le quantità precise degli ingredienti e tutte le fasi di preparazione di questo pane.
    ho il lievito fresco va bene?
    ho tutti gli ingredienti tranne la farina integrale di farro che andrò a comprare.

    altrimenti x quali altre ricette (facili 😕 ) posso usare questa farina tipo 2?

    grazie millisime

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