Invalidità civile, indennità di frequenza e sostegno scolastico: guida facile alla burocrazia italiana

Pubblicato il 31 Gennaio 2026 da • Ultima revisione: 31 Gennaio 2026

cosa fare per avere invalidità civile bambini

Chiunque abbia avuto a che fare almeno una volta con la burocrazia italiana sa quanto possa essere difficile e incomprensibile barcamenarsi tra adempimenti che sembrano tutti uguali, senza nessuno che ti faccia da guida concreta in questo calvario.

Io l’ho sperimentato di recente con l’apprestarmi alla richiesta di invalidità civile, indennità di frequenza e sostegno scolastico: un coacervo di pratiche, norme, adempimenti nel quale nessuno ti fa luce e raggiungere lo scopo appare cosa più unica che rara.

Per questo motivo ho pensato ad una breve guida orientata a famiglie con bambini o ragazzi minorenni che presentano condizioni cliniche caratterizzate da difficoltà persistenti nello svolgere le funzioni tipiche della loro età e che devono affrontare l’iter per ottenere invalidità civile, indennità di frequenza e sostegno scolastico.

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Che cos’è l’invalidità civile per i minori

indennità di frequenza

L’invalidità civile è una qualificazione giuridica che attesta, anche nei minori, una condizione di salute che comporta difficoltà persistenti nello svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età. La normativa di riferimento include la legge 118/1971 e le successive modifiche; per i minori non viene attribuita una percentuale di riduzione lavorativa come negli adulti ma un semplice riconoscimento di “invalidità”.

Perché serve:

  • apre l’accesso alle prestazioni economiche (come l’indennità di frequenza o, in casi più gravi, indennità di accompagnamento);
  • è la base per certificazioni scolastiche e per diritti socio-sanitari;
  • può servire per sostegno scolastico (tramite certificazioni correlate come handicap/Legge 104/92).

Iter pratico per ottenere l’invalidità civile: diagnosi

Il primo passo per ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile di un figlio minore è ottenere una diagnosi.

Per far ciò è necessario:

  1. Rivolgersi al medico curante/pediatra o specialista di cura per ottenere un certificato medico introduttivo che descriva le condizioni cliniche del minore e la diagnosi
  2. Chiedere al medico di trasmettere telematicamente il certificato all’INPS (strumento necessario per avviare il processo)

Cosa importantissima da ricordare: il certificato trasmesso telematicamente ha una validità di 90 giorni. Significa che, una volta inviato, dovrai agire entro 90 giorni per completare l’iter di presentazione della domanda di invalidità, altrimenti il certificato decade e sarà necessario rinnovarlo.

Presentare la domanda all’INPS

È il secondo passo della procedura: puoi presentare la domanda all’INPS personalmente tramite l’utilizzo del portale INPS oppure rivolgerti ad un patronato/CAF.

In questo secondo caso, prendi appuntamento il prima possibile, per essere sicura di completare la presentazione della domanda nei 90 giorni di validità del certificato medico telematico.

Se, invece, vuoi presentare la domanda personalmente, dovrai prima ottenere da INPS la delega ad agire in nome e per conto di tua/o figlia/o. Anche questo passo puoi compierlo in autonomia direttamente sul portale INPS.

Una volta ottenuta la delega ad operare nell’interesse del minore:

  1. Accedi al sito INPS con SPID/CIE/CNS.
  2. Invia la domanda di accertamento sanitario per invalidità civile inserendo:
    • dati anagrafici del minore;
    • certificato medico introduttivo;
    • eventuale documentazione clinica.

Il sistema elettronico inoltra la richiesta alla ASL/Commissione medico-legale competente.

Visita medico-legale

L’ASL ti invierà un messaggio di convocazione per l’accertamento sanitario con la Commissione Integrata (medici sanitari + INPS).
La visita include valutazione clinica e osservazione delle difficoltà in relazione alle funzioni tipiche dell’età.

Verbale e risultati

  • Al termine, riceverai un verbale con l’esito dell’accertamento.
  • Nei minori il verbale non indica percentuali, ma la semplice condizione di invalido civile.

Se l’esito è positivo, l’invalidità civile è formalizzata e può servire per altri benefici.

Indennità di frequenza

sostegno scolastico

L’indennità di frequenza è una prestazione economica mensile destinata ai minori di 18 anni che hanno riconosciuta difficoltà persistente nello svolgere funzioni peculiari della loro età, con l’obiettivo di sostenere l’inserimento scolastico, sociale o riabilitativo.

Caratteristiche principali:

  • Spetta ai minorenni con invalidità civile riconosciuta o con condizioni analoghe che comportano difficoltà persistenti.
  • È legata alla frequenza scolastica o terapeutica (scuola, centri specialistici, ecc.).
  • L’importo 2026 è circa € 340,71/mese per l’anno scolastico (con limiti di reddito indicati annualmente dall’INPS).

Non è necessariamente legata al riconoscimento dell’invalidità civile ai sensi della Legge 104/92: infatti, può essere richiesta anche per altri disturbi che soddisfano i requisiti sanitari, come per esempio i principali DSA.

Come si richiede?

Se hai esperito la procedura per il riconoscimento di invalidità civile, flaggando la relativa richiesta contestualmente, l’indennità viene riconosciuta unitamente al verbale di accertamento dell’invalidità.

Se, invece, non ne avevi fatto richiesta, o se non hai esperito la procedura per ottenere l’invalidità, devi seguire questi passaggi:

  1. accedi al portale INPS
  2. Scegli il servizio per l’indennità di frequenza
  3. Compila la domanda telematica
  4. Allega:
    • Eventuale verbale di invalidità civile
    • Certificato di frequenza scolastica/centro specialistico;
    • Documentazione clinica sanitaria.
      👉 In alcune regioni è richiesta la frequenza annuale attestata dalla scuola o dal centro frequentato.

I tempi variano in base all’ASL/INPS territorialmente competente, ma la visita medica deve essere svolta entro 3 mesi dalla domanda.

L’indennità di frequenza è richiesta dal minore e a lui/lei riconosciuta: significa che eventuali redditi da tenere presente per il limite reddituale annuo sono quelli del minore e non quelli dei genitori o del nucleo famigliare. Inoltre, non è calcolata nell’ISEE, quindi non incide direttamente su detrazioni o altri bonus.

Sostegno scolastico: cos’è e come si attiva

logopedia per bambini

Il sostegno scolastico riguarda la didattica e l’inclusione educativa e non è una prestazione economica, ma un diritto dell’alunno con disabilità.

Normativa chiave

  • Legge 104/1992 garantisce il diritto all’educazione e all’integrazione scolastica.
  • Linee guida e Decreti attuativi (D.Lgs. 66/2017 e successive modifiche) disciplinano l’applicazione pratica del sostegno e l’inclusione tramite strumenti didattici personalizzati.

Cosa deve fare la famiglia per ottenere il sostegno scolastico: certificazione di invalidità ex Legge 104/92

Il primo passo è lo stesso della procedura volta all’ottenimento dell’invalidità civile, ma con una richiesta specifica.

  • Vai dal pediatra o medico specialista
  • Chiedi espressamente certificazione ai fini della Legge 104/92

Il medico compila il certificato medico introduttivo INPS indicando:

  • diagnosi
  • compromissione delle funzioni
  • necessità di supporto educativo/scolastico

Domanda INPS (invalidità + 104 insieme)

Sul portale INPS, personalmente o tramite patronato/CAF, puoi presentare un’unica domanda selezionando:

  • accertamento invalidità civile
  • accertamento handicap (Legge 104/92)

È fondamentale flaggarle insieme, così la visita sarà unica.

Visita della Commissione medico-legale

logopedia per bambini

Il bambino viene convocato da una Commissione ASL integrata INPS.

La Commissione valuta:

  • diagnosi clinica
  • impatto sulla vita quotidiana
  • impatto sul funzionamento scolastico

L’esito sarà un verbale di riconoscimento di disabilità, con una di queste diciture:

  • art. 3 comma 1 → handicap non grave
  • art. 3 comma 3 → handicap in situazione di gravità

Entrambe danno diritto al sostegno scolastico.
La differenza incide su:

  • intensità del supporto
  • diritti aggiuntivi per i genitori (permessi lavorativi, priorità)

Trasmettere la certificazione alla scuola

Appena ricevi il verbale 104 consegnalo alla scuola.

Se il bambino deve ancora iscriversi, la certificazione va allegata all’iscrizione.
Se arriva a scuola iniziata, la scuola è comunque obbligata ad attivare il sostegno.

Profilo di Funzionamento (ex diagnosi funzionale)

Questa è una fase spesso ignorata, ma cruciale.

Se al momento della domanda di sostegno non disponi di un profilo di funzionamento, la Commissione Asl che ti convocherà alla visita medico-legale ti concederà 90 giorni di tempo (decorrenti dal giorno della visita) per procurarti questa documentazione ed inviarla a supporto della tua domanda.

Ci sono due possibilità:

  • eseguirla gratuitamente presso la UONPIA territoriale
  • eseguirla a tue spese presso un centro privato accreditato per l’esecuzione di questo accertamento

Nel primo caso dovrai trovare una struttura pubblica che ti metta in lista di attesa, ma devi tenere presente che le liste sono molto lunghe, alcune arrivano a toccare i due anni di attesa.

Nel secondo caso riuscirai ad ottenere la documentazione che ti occorre in un periodo che oscilla tra i 45 e i 60 giorni, ma con costi significativi a tuo esclusivo carico (i percorsi di accertamento oscillano tra i 700,00 e i 1100,00 euro).

Richiesta di presa in carico al servizio di Neuropsichiatria Infantile (ASL)

Con il verbale 104 se richiesta, o la certificazione del pediatra, la famiglia deve rivolgersi alla ASL / NPI per ottenere il:

👉 Profilo di Funzionamento (ai sensi del D.Lgs. 66/2017)

È un documento che descrive:

  • capacità cognitive
  • linguaggio
  • autonomia
  • relazioni
  • apprendimento
  • bisogni educativi

Richiesta di visita Neuropsichiatrica infantile CMDF in regime privato

Se, invece, decidi di rivolgerti ad un centro privato accreditato, ti basterà portare con te la documentazione clinica acquisita fino a quel momento.

Una volta ottenuta la Certificazione Medica diagnostica Funzionale, trasmettila alla commissione per il completamento della valutazione medico-legale.

Trasmissione alla scuola e costituzione del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo)

Una volta trasmesso alla scuola il Profilo di funzionamento, la scuola convoca il GLO.

Il GLO è il tavolo decisionale più importante.

Ne fanno parte:

  • dirigente scolastico (o delegato)
  • insegnanti curricolari
  • insegnante di sostegno
  • genitori
  • operatori ASL
  • eventuali assistenti educativi
  • (alle superiori) lo studente

Ricorda: i genitori hanno pieno diritto di parola.

Quali sono i compiti del GLO?

Il GLO decide concretamente come viene garantito il diritto allo studio dell’alunno con disabilità.
È il luogo in cui si prendono decisioni operative che hanno effetti reali su ore di sostegno, modalità didattiche e supporti speciali per l’alunno/a.

Rientra nei compiti del GLO:

  1. Analizzare il funzionamento reale dell’alunno (come il bambino apprende, cosa riesce a fare da solo, come interagisce con pari e adulti, ecc.)
  2. Tradurre la diagnosi in bisogni educativi, ovvero passare da “che diagnosi ha” a “di cosa ha bisogno a scuola”
  3. Decidere il percorso di apprendimento più adeguato all’alunno (ordinario con adattamenti, personalizzato, differenziato)
  4. Valutare quante ore di sostegno servono concretamente all’alunno
  5. Stabilire l’eventuale necessità di altre figure di supporto
  6. Definire gli strumenti e i criteri di valutazione dell’alunno (se la valutazione è equipollente o differenziata, cme vengono verificate le competenze, ecc.)
  7. Redigere e sviluppare il PEI

Cos’è il PEI?

Il PEI (Piano Educativo Individualizzato) è il documento collegiale prodotto dal GLO:

  • definisce gli obiettivi didattici
  • stabilisce strategie didattiche
  • indica strumenti compensativi e misure di supporto
  • decide come e quanto il bambino debba essere sostenuto

Attenzione alla firma del PEI. Questo è un punto delicatissimo.

Firmare il PEI significa accettare:

  • obiettivi
  • ore di sostegno proposte

Se, sulla base del confronto con gli specialisti che seguono tuo/a figlio/a ritieni che le ore proposte siano insufficienti:

  • chiedi una modifica
  • chiedi che la tua posizione venga messa a verbale
  • puoi anche non firmare finché non viene corretto

Tieni presente che, in caso di ricorsi futuri, una pronuncia favorevole potrebbe essere facilitata dall’aver espresso dissenso alla proposta formulata in sede di PEI.

Assegnazione dell’insegnante di sostegno

Il dirigente scolastico invia il PEI all’Ufficio Scolastico chiedendo il riconoscimento delle ore indicate.

Se l’organico è insufficiente:

  • possono essere assegnate meno ore
  • ma il diritto del bambino resta

In caso le ore assegnate fossero inferiori al PEI:

  • si può chiedere adeguamento
  • in ultima istanza, si può fare ricorso (molto frequente e spesso accolto)

Aggiornamenti e verifiche

Il PEI non è fisso, viene verificato durante l’anno e riscritto ogni anno in base alle nuove esigenze: se i bisogni aumentano, le ore possono aumentare.

Conclusioni

Questi istituti sono strumenti concreti e strutturati per sostenere famiglie e alunni con disabilità. Il punto di partenza è sempre una diagnosi medica corretta e la presentazione della domanda all’INPS per l’invalidità civile. Una volta ottenuta, potrai accedere all’indennità di frequenza e predisporre l’iter per ottenere il sostegno scolastico. La procedura richiede tempo e precisione nella documentazione, ma è pensata per garantire diritti reali e misurabili a chi ne ha bisogno.

Naturalmente, come tutta la burocrazia italiana, anche quella legata a questi strumenti è estremamente farraginosa e ricca di insidie: abbiamo cercato di darne la panoramica più chiara possibile per facilitare la comprensione, ma se hai domande postale nei commenti e cercheremo di chiarirti eventuali dubbi.

Ad ogni modo, per il compimento di tutto l’iter che abbiamo descritto, ti consigliamo di rivolgerti ad un patronato o CAF: sarà più facile evitare errori e sarete seguiti passo passo in ogni richiesta, con un supporto immediato in caso di eventuali complicazioni.



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