Shampoo solido: la mia esperienza

Pubblicato il 2 Luglio 2019 da

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Nell’ultimo mese ho fatto un esperimento: ho testato su me stessa tre tipi di shampoo solido, per capire se davvero valesse la pena comprare prodotti senza imballaggio, in un’ottica di sostenibilità, senza rovinarmi i capelli. La mia paura principale era che i capelli diventassero stopposi, si seccassero e perdessero lucentezza. Volete sapere come è andata a finire?

È andata a finire benissimo!

Onestamente ero molto scettica: temevo che la consistenza dello shampoo solido non permettesse un buon lavaggio del cuoio capelluto e del capello nella sua interezza, e avevo paura di ritrovarmi con capelli che sembravano paglia, secchi e sfibrati.

La questione sostenibilità però mi sta molto a cuore: sto cercando piano piano di ridurre – quando possibile – gli imballaggi inutili. E siccome gli shampoo solidi vengono venduti in una bustina o scatolina di carta, ho pensato di provarli proprio per non dover portare in casa flaconi in plastica usa e getta.

Che non significa che non comprerò più i miei shampoo preferiti (io li compro da Eco and Eco, lo shop della mia cara amica Gloria, ma posso sicuramente ridurre il numero di confezioni in plastica che uso durante l’anno.

Io lavo i capelli tutti i giorni

Per questo era molto importante, per me, la resa dello shampoo: perché io lavo i capelli tutte le mattine ormai da anni, e non esco MAI senza aver fatto una doccia completa di shampoo. Posso al massimo non lavare i capelli un giorno, se ho in previsione di lavorare da casa, ma io con i capelli sporchi non ci so stare: divento isterica.

Quindi capite bene che non mi posso lavare i capelli con il plutonio, ma devo scegliere sempre degli shampoo delicatissimi, adatti ai lavaggi frequenti e – per mia etica – sostenibili per l’ambiente. Per questo compro da Gloria, perché li trovo le marche migliori per i miei capelli e non ho mai avuto brutte sorprese.

Shampoo solido, cos’è

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Lo shampoo solido è un vero e proprio shampoo che, tuttavia, invece di presentarsi in forma liquida, si presenta in forma solida, proprio come se fosse una saponetta.

Ecco, non fate l’errore di lavarvi i capelli con la saponetta, altrimenti altro che la stoppa!

Potere lavante dello shampoo solido

La prima bella sorpresa che ho avuto da questo test, è stata proprio il potere lavante dello shampoo solido: produce una schiuma con bollicine finissime e all’inizio, quando avete la schiuma tra le mani, potreste pensare che non sia assolutamente adeguata a lavare bene capelli e cuoio capelluto, e invece… è perfetta!

Basta pochissima schiuma per lavare interamente la testa e questo oltre ad essere sostenibile per l’ambiente, ci fa risparmiare tantissimo, perché lo shampoo solido può durare potenzialmente per più di 30 applicazioni.

Facilità di risciacquo

L’altro punto a favore dello shampoo liquido è stata la facilità di risciacquo: con gli shampoo normali spesso non tutto il prodotto si sciacqua via facilmente, oppure occorre molta più acqua per asportarlo completamente – anche se ne usate pochissimo come faccio io.

Lo shampoo liquido invece si sciacqua via con estrema facilità e lascia i capelli visibilmente puliti sotto l’acqua. Tant’è che la prima volta temevo li avesse seccati troppo, da quanto erano risciacquati. E invece, dopo l’asciugatura, erano morbidissimi e lucenti.

La vera criticità dello shampoo solido è la conservazione: ecco il mio segreto

Il problema si è presentato al secondo giorno: faccio per entrare in doccia e il mio shampoo solido – custodito nell’apposita scatolina metallica – era praticamente mezzo sciolto, tutto appiccicato sul fondo del contenitore. Insomma: impossibile da prelevare per intero.

Così mi sono comprata un porta sapone con la ventosa, sicura che in questo modo – invece che stare dentro una scatolina a prendere umidità – l’acqua in eccesso sarebbe stata scolata via… e invece peggio! Ho ritrovato il sapone di nuovo mezzo sciolto, a galleggiare nell’acqua residua che evidentemente era caduta nel portasapone durante la doccia.

Quindi ho iniziato a pensare che lo shampoo solido fosse la solita cavolata degli influencer, che fanno finta di essere bio e poi si lavano con le peggio schifezze, ma gli ho voluto dare un’altra chance.

E in effetti ho trovato il modo!

Ho acquistato su Amazon dei sacchettini sintetici traforati da appendere alla parete della doccia, sulle piastrelle, con dei ganci a ventosa.
In questo modo lo shampoo solido si può utilizzare comodamente e alla fine della doccia l’acqua scola via, senza consumare il mio sapone!

Ho scelto sacchetti sintetici per una ragione specifica: nei sacchetti di cotone i batteri avrebbero proliferato alla grande, rendendo il prodotto potenzialmente pericoloso. Cosa che sul sintetico invece non esiste. Quindi è vero che fondamentalmente, per usare uno shampoo sostenibile ho acquistato un prodotto non sostenibile, ma l’ho fatto con la certezza che quel sacchetto potrà essere usato per anni e anni, senza mai consumarsi!
Quindi è un prodotto che dura tutta la vita e potenzialmente non produce un rifiuto.

Shampoo solido, come utilizzarlo

Quindi ecco come faccio io per lavarmi i capelli con lo shampoo solido:

  1. Inumidisco la testa bene sotto il getto della doccia;
  2. Prendo tra le mani il sacchettino contenente lo shampoo solido e inizio a sfregarlo tra le mani, senza togliere il sapone dall’interno;
  3. Quando un po’ di schiuma si è depositata tra le mani la metto sulla testa;
  4. Rimetto il sacchettino appeso al suo gancio, per farlo ‘scolare’;
  5. Mi lavo bene la testa;
  6. Risciacquo bene sempre sotto il getto della doccia.

Con questo metodo ne sprecate pochissimo!!

Shampoo solido, dove acquistarlo

I primi due shampoo solidi li ho comprati su LUSH, insieme all’apposita scatolina di metallo che per me però è stata una delusione (la userò per la crema viso solida, di cui vi parlerò in un altro post). Costano 10.95eur ciascuno, per un peso di circa 55gr, mentre la scatolina costa 3.25eur

Il terzo shampoo, quello che è rimasto integro grazie ai sacchettini, l’ho comprato da Amazon: un pezzo di shampoo solido costa 7.95 per circa 50gr, mentre i sacchettini costano 7.29eur in un pacco da 5 e i ganci a ventosa costano 9.08eur per la confezione da 4 (li avevo già presi in precedenza per appendere sia il panno in cotone per struccarmi, sia il sacchetto forato per riporre i dischetti di cotone usati – anche di questo vi parlerò meglio in un altro post.

Sinceramente mi ci sono trovata benissimo e la soluzione di usare i sacchettini sintetici per riporre le saponette è stata vincente, perché così non si consumano più inutilmente.

La prossima volta proverò lo shampoo solido ai semi di lino da 100gr che ho visto nel negozio di Gloria, che costa appena 4.58eur, prodotto da La Saponaria, che è un marchio eco bio che a me piace moltissimo e di cui uso lo shampoo naturale extravergine da 200ml, nel classico barattolo di plastica.

Io sono contenta! Penso di aver fatto un piccolo cambiamento, che però potrà avere un grosso impatto sulla quantità di plastica usa e getta presente nella mia igiene quotidiana!

Ci proverete anche voi?



Commenti

3 Commenti per “Shampoo solido: la mia esperienza”
  1. Stefano

    Buongiorno,
    Occhio alla sezione dell’articolo titolata “Facilità di risciacquo” c’é un errore

  2. tiziana

    Ciao! pensi che per fare quei sacchttini sarebbe possibile riutilizzare tipo le retine dei limoni o delle cipolle? Grazie! Titti

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
      immagine livello
      Guru
      Mamma di Dafne (11 anni)

      Non saprei… Mi sembrano troppo aperti. Questi che ho comprato io sono a maglie fittissime, così il sapone non passa.
      Con quelli a maglie grosse ho paura che faccia tipo quegli squishy antistress 🙂

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