Come essere felici

Pubblicato il 18 Gennaio 2019 da

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La felicità per me non è un obiettivo, ma uno strumento. Perché so benissimo che è impossibile essere sempre FELICI e non sarebbe neanche auspicabile vivere la vita per rincorrere una felicità impossibile. Per me piuttosto la felicità è il mezzo da utilizzare per contrastare tutti i problemi della vita, i malumori, gli ostacoli.

In pratica è una visione della vita positiva, che guarda al Bene, in cui si cerca una forza interiore positiva – appunto, la felicità – per uscire dalle situazioni negative.

Come essere felici nella vita

Essere felice per me non è né desiderare in modo astratto qualcosa che non ho, né impegnarmi per ottenere tutto, né pensare che – siccome c’è qualcuno che sta peggio di me-, allora io non mi posso lamentare.

La felicità infatti per me non è né una lamentela, né un addizione, ma è un diritto e dovere che ho nei confronti di me stessa e di chi mi sta intorno.

Nessuno di noi è immune alla sofferenza, sia fisica che mentale, ma per quanto mi riguarda questo non mi autorizza a smettere di essere ugualmente felice.

Essere felice nella vita per me significa cercare di pensare al Bene, cercare di essere il più possibile gentile con gli altri e quindi costruire intorno a me delle relazioni positive che mi facciano stare bene. Essere felice nella vita per me è amare quello che faccio e allontanare tutto ciò che mi crea ansia.

Cerchiamo di non accontentarci mai di qualcosa che ci rende infelici, perché abituarsi all’infelicità significa allontanare di un passo alla volta la nostra possibilità di stare davvero bene nel mondo.

Possiamo sforzarci per cambiarci e per cambiare, modificando i nostri comportamenti e le nostre scelte, cercando di essere più coraggiosi quando si tratta di pretendere qualcosa per noi stessi.

Non rassegnamoci, perché nessuno ha il dovere di accettare l’infelicità come inevitabile, ma tutti abbiamo il dovere di cercare questa felicità personale e di sentirci realizzati all’interno di essa.

Allo stesso tempo, ricordiamoci che per essere felici nella vita non serve possedere ‘cose’, essere ricchi o attendere che le condizioni esterne siano estremamente favorevoli per la nostra buona sorte. La felicità infatti non dipende dalle cose esterne, ma dalla forza che noi abbiamo dentro di noi.

Ed è una forza fatta di valori positivi come la generosità, l’amore, la dedizione, il coraggio e sentimento di libertà personale.

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Come essere felici e sereni

È vero che è molto difficile allontanare tutto ciò che ci crea ansia nella vita, ma secondo me la serenità è davvero uno degli scalini più importanti per poter provare una vera felicità.

Allontanare l’ansia in molti modi, da quelli più semplici come imparare a rilassarsi a prendersi cura di se stessi, fino a pianificare le attività in modo da non farsi travolgere dagli impegni quotidiani e anche delegare le nostre fatiche in modo da non ammazzarci di lavoro.

Ma anche allontanare l’ansia in modi drastici, come mi è capitato di fare talvolta nella vita, ovvero cambiare lavoro, cambiare casa, allontanarmi da persone negative e mettere un freno molto forte nei confronti di tutte quelle persone che cercavano di destabilizzarmi oppure di controllarmi.

In questo caso, felicità e serenità fanno assolutamente rima con libertà. La libertà di diventare noi stessi, di esprimere le nostre opinioni liberamente, di decidere per la nostra vita.

Come essere felici in amore

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Per me la felicità non risiede necessariamente nell’amore o nella vita di coppia. Si può essere felici anche da soli e, anzi, sarebbe estremamente auspicabile riuscire a stare bene da soli, prima che con gli altri.

In ogni caso, per me l’amore ha un’unica e fondamentale regola: chi ci ama non ci fa soffrire.

Il ché non significa che anche nel rapporto di coppia siamo immuni da sofferenze, litigi o incomprensioni. Semplicemente si può scegliere una persona con cui discutere pacatamente, senza mai trascendere.

Una persona che prima di tutto ci rispetti come persona e come individualità, che non ci insulti, che ovviamente non ci metta le mani addosso, che non si faccia trascinare dalla rabbia travalicando limiti per me invalicabili, solo perché si sta litigando.

Tante donne che conosco hanno indubbiamente scelto l’uomo sbagliato. Questo mio non è un giudizio di merito, né una critica, ma una pura constatazione.

Troppe volte vedo le donne abbandonare il proprio lavoro e le proprie amicizie per seguire uomini che le trattano come schiave, come serve in casa, senza un minimo di considerazione personale o di rispetto, relegate a fare lavori di casa e a centellinare la propria ‘paghetta’ per potersi comprare un paio di scarpe nuove.

Per me l’amore è fondamentalmente libertà!
Non solo la libertà di scegliersi, ma soprattutto la libertà che ciascuna parte della coppia dovrebbe concedere all’altra parte, per esprimere se stesso, sviluppare i propri talenti, dimostrare i propri valori ed eventualmente cercare la propria realizzazione personale e lavorativa.

Per questo insisto sempre tanto sulla necessità che le donne tornino a lavorare e non abbandonino la propria professione e i propri studi per stare dietro solo ed esclusivamente alla famiglia. Perché si crea in questo modo un rapporto di disparità economica che, in mano al compagno sbagliato, diventa uno strumento di potere e di controllo sulla propria donna.

L’amore è altro. È gioia, condivisione, rispetto, dialogo, accettare che l’altra persona sia differente da noi e possa esprimere le sue differenze in maniera libera. Accettare che noi non possediamo l’altro, né desideriamo essere posseduti.

L’amore non fa male e non trascende; non solo nella violenza fisica, ma anche in parole ostili, insulti o frasi sgarbate: per me questo non è amore.
Chi si ama non si ferisce.

Come essere felici da soli

A volte si sceglie il compagno o la compagna sbagliata per la fretta di uscire dalla casa dei propri genitori o per la fretta di avere una famiglia.

Desiderio assolutamente legittimo, ma corriamo il rischio di dimenticarci che la prima tappa per essere davvero felici della vita è quella di scegliere se stessi innanzitutto, imparando ad amarsi, a coltivarsi e ad accrescere le proprie potenzialità.

Tante persone stanno in coppia perché incapaci di stare da sole.
La solitudine può spaventare, come se fosse un vuoto intorno impossibile da riempire.

Per quanto mi riguarda invece quello di amare la solitudine è stato il primo vero passo, dopo la scelta della libertà personale, per conoscere me stessa e sentirmi forte.

Stare da sola mi piace esattamente quanto mi piace stare in mezzo agli altri.
Non ho paura del silenzio, non ho paura di restare sola, perché fondamentalmente so di non esserlo nel senso assoluto.

Ho me stessa come amica, esattamente come ho tanti amici al di fuori di me.

Ho cercato in questi anni di volermi sufficientemente bene per non trovare sgradevole la mia stessa compagnia, per non annullarmi più, per non auto punirmi e per fare in modo che la solitudine non si sa una conseguenza del mio comportamento negativo, ma una scelta che ogni tanto compio per poter ritrovare il mio baricentro.

Per essere felici da soli bisogna quindi innanzitutto imparare ad amare se stessi – cosa che, mi rendo conto, non è facilissima -, perdonandosi e perdonando i propri errori, accettando di non essere perfetti, imparando a fare del bene agli altri per poter fare del bene anche a se stessi, sentendosi così utili e apprezzati.

Quando questa autostima saprà rinascere in noi, la solitudine non sarà più un sentimento negativo, ma un benessere interno che abbiamo addosso e che possiamo portare con noi in ogni situazione della nostra vita, per sentirci a nostro agio in qualunque momento e con chiunque.

Come essere felici: il mio libro sulla felicità


La mia terapia contro l’infelicità è sempre stata la scrittura, sin da quando ero piccola e non avevo l’opportunità di esprimere le mie preoccupazioni e il mio dolore ad alta voce, con il rischio di non essere creduta.

Da allora non ho mai smesso di scrivere e questa è la mia principale forma di espressione, dalla quale ho imparato la forma di comunicazione più importante ed essenziale della vita, ovvero parlare dei sentimenti.

Parlare delle proprie emozioni, estraniarci da noi stessi e prendere il coraggio di pronunciarle ad alta voce, confrontandosi con gli altri e confrontandole con le emozioni altrui, e allo stesso tempo di diventare empatici per farci contagiare dai sentimenti degli altri.

Questo è quello che mi è servito per imparare ad essere felice nelle cose semplici, ovvero non badare tanto al lusso, alla ricchezza o al possedere cose, ma al possedere sentimenti, al comunicare emozioni, al condividere tutto questo con gli altri.

Diversi anni fa ho scritto il mio libro ‘Il Manuale pratico della felicità‘, ed. San Paolo, mettendo nero su bianco tutti i passaggi e le piccole regolette che ho imposto a me stessa per arrivare a questa condizione di serena felicità.

Questo manualetto non ha la pretesa di risolvere la vita di nessuno, ma se arriverete fino all’ultima pagina del libro, capirete che la felicità è una cosa per tutti, anche quando siete così disperati da credere di non averne più diritto.



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