Non possiamo rimandare la nostra vita

Pubblicato il 15 ottobre 2018 da

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Inizia la parte più difficile dell’anno: la grande rincorsa fino a Natale. Il lavoro si accumula, la casa è un disastro, i figli ricominciano con le attività extrascolastiche, le giornate si fanno buie presto e non si ha più tempo per niente. Soprattutto per se stessi.

Annullarsi certe volte ci è utile: ci aiuta a non pensare a ciò che stiamo facendo, ci aiuta a non fermarci a pensare a noi stessi, alla nostra vita, alle cose che non vanno. Così continuiamo a trascinarci dietro questo fardello – le cose di noi stessi che mettiamo da parte, le cose brutte che ci accadono, sperando che in qualche modo svaniranno da sole.

Ma i problemi non spariscono mai da soli. Diventano sempre più minacciosi e pesanti, fino a quando non ci esplodono tra le mani.

Ho imparato a mie spese che non posso rimandare la mia vita. 

Non posso farmi travolgere dagli eventi, rimandare gli impegni con me stessa, far slittare in avanti tutte le promesse che faccio a me stessa: dopo Natale starò bene, dopo Natale farò questo, dopo Natale mi prenderò cura di me, dopo Natale mi fermerò un pochino…

Io invece vi dico che il momento giusto per fermarsi è esattamente il momento in cui tutti vi dicono di non fermarvi. 

Il momento di maggior pressione, il momento in cui dovreste essere maggiormente presenti a voi stessi, ma vi rendete conto che state andando avanti a strascico, come automi, perché NON SI PUÒ MOLLARE ADESSO.

Ma vi assicuro che se mollate adesso, il mondo continuerà a funzionare come prima.

E se imparerete a misurare le richieste esterne, a controllare quella pressione sociale che vi vuole sempre sull’attenti, scoprirete che la vita non è solo una enorme lista di cose da fare. La vita è anche essere se stessi. 

Il grande equilibrio della felicità è trovare il punto esatto in cui conciliare noi stessi con la vita che abbiamo. Senza mettere da parte la vita che ci siamo costruiti, sbilanciandoci eccessivamente verso noi stessi; senza dimenticarci di noi, per stare perfettamente dietro a tutte le richieste esterne della vita.

Come si fa? È più semplice del previsto. Perché è una di quelle cose che si fanno tagliandole con l’accetta, grossolanamente e in modo sgraziato.
Ovvero fermarsi improvvisamente. Fermarsi improvvisamente e ritrovarsi, prendersi uno, due, tre giorni per ritrovare questo baricentro perduto e allora, solo allora, ridefinire le priorità della nostra vita.

In un mondo in cui tutti corrono, fermarsi un momento è un atto di vera rivoluzione.



Commenti

8 Commenti per “Non possiamo rimandare la nostra vita”
  1. Valentina

    Sembra sempre tu parli di me e per me. E’ impressionante. Qualcosa vorrà pur dire.
    Grazie amica

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Guru
      Mamma di Dafne (10 anni)

      È che secondo me, in vari momenti della vita, ognuno di noi attraversa le stesse fasi. Poi tu e io ogni tanto siamo proprio sincronizzate, ma questa è un’altra storia. 😉

  2. ITmom

    Queste riflessioni sacrosante, Barbara, valgono sia per noi sia a maggior ragione per i nostri figli. Troppo spesso vivono anche loro dentro una centrifuga: sveglia presto, scuola, sport, altre attività, compiti… tutti i giorni, e sembra che chiediamo loro di annullarsi ed essere efficienti già a 6 anni o anche a 13, poco importa, è una forzatura. Tutti, sia noi sia loro, abbiamo bisogno di far decantare le cose che ci succedono, di pensarle, di digerirle. Ingurgitare la vita senza assaporarla è un delitto, oltre che non è divertente per niente.
    E quindi sono pienamente d’accordo con te: fermarsi è un atto rivoluzionario, e non tanti lo capiscono, perché non lo hanno mai fatto in vita loro (con tutte le conseguenze sulla salute mentale e fisica che questo non fermarsi comporta).

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Guru
      Mamma di Dafne (10 anni)

      Sono assolutamente d’accordo. Come genitori, dovremmo permettere anche ai figli di godere del proprio tempo e fermarsi un attimo. Di non fare niente.
      Personalmente, alle elementari abbiamo fatto la scelta del tempo modulo: molte meno ore di scuole, solo due rientri, il resto dei giorni libero, niente sabato.
      E nel tempo libero non abbiamo aggiunto mille attività, a meno che lei non lo desiderasse. E comunque è sempre stata libera di mollare, se si stancava: non l’abbiamo costretta a finire i semestri, se non ce la faceva più.
      Adesso in prima media abbiamo scelto la scuola di paese perché permette di uscire tutti i giorni alle due, sabati esclusi. È una scuola meno prestigiosa, ma abbiamo valutato che per lei il tempo libero fosse un plus rispetto a studiare per diventare ‘la migliore’.

      Certo, possiamo permettercelo: non può fare altrettanto chi lavora fuori casa 8-10 ore al giorno.
      Ma anche questa è una scelta rivoluzionaria: alcune volte si può scegliere di guadagnare meno, per avere più tempo di vivere.

  3. Francesca

    Sante parole come sempre. Francesca.

  4. Francesca

    “In un mondo in cui tutti corrono, fermarsi un momento è un atto di vera rivoluzione.” Proprio vero, soprattutto perchè non ci fermiano noi, prima o poi ci penserà il nostro fisico che prima o poi ci farà fermare. Grazie infinite per i numerosi spunti che mi dai per riflettere.

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