Come fare la nanna, secondo il metodo di Tracy Hogg

Pubblicato il 17 Febbraio 2009 da • Ultima revisione: 3 Dicembre 2019

Durante la gravidanza ho amato molto il libro: Il linguaggio segreto dei neonati, di Tracy Hogg. È diventato un po’ la mia ‘guida’, per vari motivi: per la bontà del metodo, che sta sia dalla parte dei bambini che dalla parte dei genitori (scoraggiando qualsiasi martirio); perché il metodo si chiama ‘easy’, e questo è già di buon auspicio; perché soprattutto parla di famiglia in modo positivo, felice, oserei dire…

Naturalmente (non c’è bisogno di dirlo, ma lo dico…) io sono del parere che ciascun metodo vada bene, e non per forza ci si deve sentire obbligati a sceglierne uno piuttosto che un altro. A me è piaciuto questo, da cui ho tratto alcune regole che mi garbavano (non tutte, ma solo quelle che mi piacevano), ma può essere che questo libro non sia adatto per altri, e quindi la ‘bontà’ di questo metodo non sia universale.


A me è piaciuto perché rispecchia il mio carattere: mamma sì, ma non martire. Quindi mi piaceva l’idea che durante la giornata fossero considerati anche i miei bisogni (dormire, lavarmi, mangiare… anche lavorare) e non solo quelli di Dafne, pur mettendola al primo posto delle mie priorità. E mi piaceva perché era una via di mezzo tra le teorie più rigide (tipo quelle di Estiville) e le teorie del ‘tutto a richiesta’ e del ‘cosleeping’, per cui io non mi sentivo ‘naturalmente’ portata (ma come ho detto, questo non significa che non vadano altrettanto bene).

La mia filosofia è che un ‘metodo educativo’ è totalmente giusto, sia esso Estiville, Hoggs, ecc… quando rende felici e soddisfatti sia i genitori che il bambino. E bon. 🙂

Consigli di Tracy Hogg per fare la nanna

I bambini hanno bisogno di imparare ad addormentarsi da soli; hanno bisogno di sentirsi tranquilli e al sicuro nella propria culla. D’altro canto, hanno anche bisogno del nostro conforto quando sono in difficoltà.
[…] Allo stesso tempo i genitori hanno diritto di avere un riposo adeguato, dei momenti per se stessi e per gli altri, e una vita che non sia dedicata sempre e solo al bambino.

Tenete lo stesso atteggiamento fin dal principio

Ricordate che ogni cosa che fate insegna qualcosa al bambino. Se lo fate addormentare tenendolo in braccio, o cullandolo per 40 minuti, lo state istruendo. È come se gli diceste: – È così che ci si addormenta.

Mi piace perché non toglie assolutamente né coccole, né affetto al bambino: nel metodo EASY, la A sta per Activity, e prevede intensi momenti di gioco, condivisione e coccole con il bambino. Tuttavia mette in luce che il sonno è sì un’esigenza del bambino, ma che deve essergli insegnato il modo di dormire bene. E questo modo dovremmo adottarlo sempre, per evitare di stravolgere le abitudini del bambino quando noi diventiamo stanchi di cullarlo.

Autonomia non vuol dire abbandono

Quando dico alla madre o al padre di un neonato: – Vogliamo aiutarlo a diventare autonomo? -, spesso mi guardano un po’ perplessi. – Autonomo? ma ha solo poche ore di vita – Allora chiedo: – Beh, quando volete cominciare? 

In ogni caso, sostenere l’autonomia del bambino non significa farlo piangere, ma piuttosto soddisfarne i bisogni, incluso quello di essere preso in braccio, perché dopo tutto, in questo modo sta cercando di dirvi qualcosa.

Ma significa anche rimetterlo giù non appena questo bisogno è stato soddisfatto.

Calmate il bambino in vista della meta finale

Prima della nanna, un bagnetto o un massaggio li prepareranno per il sonno. Per circa cinque minuti mi siedo sulla sedia a dondolo o sul pavimento per dare loro una coccola extra. Se volete potete anche raccontare una storia, o sussurrare dolcemente qualcosa all’orecchio. Lo scopo non è fare addormentare il bambino, ma farlo calmare.

Mi piace perché permette di ritagliarsi un reciproco momento di calma, di dolcezza, di amore intenso… mettersi lì insieme, fondersi in un abbraccio, respirarsi. È il momento più bello della giornata. Quello più ‘intimo’.

Sistemate il bambino nella culla prima che raggiunga il mondo dei sogni

Se il piccolo si addormenta tra le vostre braccia o in qualcosa che dondola, per poi risvegliarsi nella sua culla, sarebbe come se io spingessi il vostro letto in giardino mentre state dormendo: al risveglio vi chiedereste: – Dove sono? Come sono arrivato qui?

Di solito occorrono venti minuti, prima che il bambino prenda davvero sonno.
È importante cogliere il momento giusto, per metterlo a dormire, imparando a capire le fasi dell’addormentamento: i primi segnali di stanchezza (sbadigli, tirarsi le orecchie, grattarsi il viso, inarcare la schiena…), il momento in cui il bambino assume uno sguardo fisso e inizia a ‘perdersi’ nella sua stanchezza, e il momento in cui si lascia andare.

Il rischio è quello di non accorgersi di questi segnali spontanei, ed ‘esaurire’ il bambino, portandolo oltre la soglia di stanchezza… e lì diventerà nervoso e intrattabile (esattamente come succede a noi quando siamo troppo stanchi).

Come mettere i pratica i consigli sulla nanna di Tracy Hogg

Quindi, la ‘tecnica’ è quella di coccolarli, cullarli, metterli nella culla prima che si addormentino. Sussurrargli qualcosa di dolce, e lasciare che si addormentino da soli. Se il bambino piange, lo si tira su, lo si consola e lo si calma. E prima che si sia riaddormentato, lo si rimette nella culla.

Questo può durare anche tutta la notte. Anche 100 volte di fila. Il secondo giorno andrà meglio. Il terzo giorno, nella maggior parte dei casi, il pianto sarà quasi scomparso.

Di solito i genitori ‘mollano’ perché i bambini troppo stanchi piangono in modo disperato. Ma questa è una cosa normale!
Secondo me, mettersi a piangere con loro è errato. E lo dico perché molte mie amiche lo fanno. Noi dobbiamo rassicurarli, non terrorizzarli!
Se io non sto bene, e chi mi deve accudire si mette a piangere insieme a me, dove trovo la forza di stare meglio? 🙂

Il pianto di un bambino non deve spezzarci il cuore: è ‘solo’ un pianto! È il suo unico modo per comunicarci qualcosa, quindi dobbiamo prenderlo come un dialogo, e non come una scenata o, ancora peggio, un dispetto.

Con Dafne, ciò che più ha funzionato è stato proprio questo: esserci, sempre, se piangeva. Abbracciarla e ‘stringerla’, avvolgendola con la mia presenza, e lasciare che si calmasse. Esserci, cullandola, consolandola, trasmettendole serenità.
Dicendole, come in un mantra:
– Mamma è qui, e ti vuole bene. Adesso calmati, non è successo niente. È tutto a posto, non preoccuparti.

Con noi ha funzionato!

Chiaramente, ci sono dei MA…
Non tutti i bambini sono predisposti ad accettare questo metodo.
Non tutti i genitori sono predisposti ad accettare questo metodo.
Con i neonati è sicuramente più facile che con i bambini grandi.
Con i bambini grandi si fa fatica: devono essere abituati gradatamente ad un nuovo rito della nanna.

L’importante è essere sempre positivi, e non credere mai né di avere in qualche modo ‘sbagliato’, creandosi degli stupidi sensi di colpa, né che insegnare a fare la nanna sia una cosa impossibile. Ci va pazienza, ci va fatica, ma si può fare! 🙂

E voi? Come vi siete organizzati?
Quali sono i vostri trucchetti per fare la nanna?



Commenti

139 Commenti per “Come fare la nanna, secondo il metodo di Tracy Hogg”
  1. Ali

    Aurora ha quasi sei mesi ed io nonostante sia la seconda figlia non sono ancora riuscita atrovare un modo per addormentarla…alle volte penso sia colpa mia e mi scende una lacrimuccia come se mi sentissi incapace…confrontandola con il suo fratellone che dormiva anche con la pappa in bocca mi accorgo che il metodo va cambiato quindi provero il metodo easy eliminando il dondolino di ben 3 ore o la nanna nel lettone che è poco conveniente…grazie per il consiglio vi farò sapere….

  2. Roberta

    Io spero di poterci riuscire, ci sto provando, ho letto anche io quel libro, ma non sono ne serena ne calma quando lo faccio e il mio piccolo piange ancor di più. Mi sento inadaguata, ho paura di sbagliare qualcosa… uffa che difficile è il “mestiere” di mamma!!!

  3. Ho ordinato il libro della Hoggs, sono al terzo figlio, appena nato, e mi interessa soprattutto il discorso delle routines, credo possano essere utili per dare un senso di sicurezza ai bambini.
    Con i miei figli precedenti, soprattutto con il primo direi, il sonno a conti fatti non l’abbiamo gestito troppo bene. Più che altro è un momento che lui, a 7 anni, ancora teme. Gli viene la cosiddetta “ansia da prestazione” e si comincia a far venire le angosce di non sapersi addormentare. Ecco, forse la Hoggs potrà aiutarmi con il mio piccolino e può far luce sui miei errori passati e capire dove ho sbagliato con il grande. Forse ho dato io sin troppa importanza a questo momento della nanna e gli ho trasmesso l’idea che sia una prova da superare…mah! Chissà…ti farò sapere dopo aver letto il libro. Anche io vorrei “usarlo” per gli aspetti che trovo consoni a noi come famiglia ed evitare di cercare in esso le soluzioni a tutti i problemi del sonno dei bambini!
    Grazie del post (lo leggo solo ora!).

  4. Paula

    Sono mamma di una bimba di sette mesi e pocche volte si è addormentata da sola nella culla,siccuramente ho sbagliato io,magari avvessi saputo prima di questo libro..Si addormenta di solito in braccio,dopo aver mangiato e fino un mese fa,dormiva tutta la notte,tranquilla.Ora ha cambiato,non so cosa sia sucesso.Le sta uscendo il primo dentino,non so se è per questo.Comunque,ho preso il libro ieri ma è da domenica che provo il metodo,devo dire che qualche progresso lo ha gia fato.Spero di essere capace a capire il momento giusto di portarla a nanna e riuscire a farlo,perche lei non si lascia andare facilmente.Comunque avendo sette mesi sono ancora in tempo di cambiare el suo modo di addormentarsi?

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete

      immagine livello
      Guru
      Mamma di Dafne (14 anni)

      Ciao Paula, secondo me sei assolutamente in tempo. Noi abbiamo iniziato tra i 6-7 mesi, e posso dirti che nostra figlia da allora ha sempre dormito in camera sua e anche diverse ore continuativamente. Continua così!

      • Paula

        grazie.che sollievo…avvolte non mi sembra possibile.Ti dico,anche lei ha sempre fatto la notte,da un mese che mi cerca di piu…anche stanotte,si è svegliata alle due e solo in avvermi vista entrare in camera sua si è riadormentata.Non mollerò,devo farcela!!grazie ancora

      • Paula

        Non sta funzionando con noi!!!!!Aiuto! Stanotte si è svegliata praticamente ogni ora.Si addormenta con me in camera,dorme per un po e poi si sveglia,rientro nella camera e si addormenta..e cosi via.Ma se la metto nel lettino e esco dalla stanza…piange.é da domenica che provo.

      • Mamma Felice (Mappano) - Ariete

        immagine livello
        Guru
        Mamma di Dafne (14 anni)

        Forse la confonde il passaggio dal lettone al lettino. La cosa migliore è cercare di seguire lo stesso iter per una decina di giorni, senza confonderla con troppe cose diverse…

      • Paula

        Mi sono spiegata male.Si addormenta nel suo lettino ma ha bisogno che io ci sia in camera sua,se esco si lamenta e piange,non la metto nel lettone.Ormai la metto sempre li a dormire,anche di giorno,ma dorme mezz’ora..non di piu.
        Grazie

  5. Michela

    Trovo molto interessante questo metodo, lo proverò presto con mia figlia che ha quasi 4 mesi, e che attualmente si addormenta soprattutto in braccio, anche perchè le volte che ho cercato di farla addormentare da sola nella culla ho ceduto ai suoi pianti disperati…ma mi domando alcune cose:sia di giorno che di notte devo farla addormentare in questo modo e sempre nella culla? Cosa fare se quando vedo i suoi primi gesti di stanchezza l’ora della pappa è ancora lontana? la metto a nanna senza darle prima il latte?
    Grazie!

  6. my baby

    😳 😳 😳 😳

  7. my baby

    ciao mama felice sn una mama di24ani con un figlio di 17mesi lui dormiva sempre in tempo ma adesso e tutto cambiato siamo in vacanza in india
    [siamo 4ore avanti rispetto al italia}e da quando siamo qua dorme 11 ore di giornno si risveglia dopo 3 ore si riadormenta per un ora e di nuovo sveglio tutta la notte sara per colpa del fusso orario.??????doveva essere una vacanza ma e diventato un incubo.aiutoooooooooooo

  8. Valentina

    Ho letto il libro e lo ho trovato molto interessante… Il mio piccolo ha 4 mesi e mezzo e praticamente si addormenta sempre attaccato alla tetta. Un dramma perché quando è stanco e non è ora di mangiare urla se provo a farlo dormire. Io cerco di tenerlo sveglio ma crolla a pelle d’orso… Spesso non riesco neanche a fargli fare l’ultimo ruttino. C’è da dire che soffre di mal di pancia e quindi scalcia sempre e si dimena… Come può addormentarsi se ha male? Dico io, e lo giustifico sempre, cedendo al suo pianto.. Dici che funziona ugualmente anche in questi casi di bimbi un po’ “sofferenti” o comunque diciamo più sensibili di altri ai piccoli fastidi?

  9. Arianna

    Ciao, ho una bimba di 4 mesi che ho sempre addormentato al seno alla sera! Prossisamente in vista delle vacanze vorrei provare il metodo… Ma una domanda mi sorge spontanea… Se vai avanti sicé giù x un bel po’ di volte…nn é che a un certo punto a furia di piangere nn gli viene fame?come si fa?dopo un paio di ore l’attacchi per vedere se Ciuccia?
    Grazie

    • Valentina

      Ciao, io sto provando il metodo da 2giorni e devo dire che x ora funziona benissimo… L’importante è essere convinte e beccare il momento giusto, quindi prima di tutto osservare il bambino per qualche giorno per esser sicure dei segnali che manda. Allora non ci vuole molto tempo perché si addormenti.

  10. mamma stressata

    ciao a tutte… ho letto il libro questa estate, quando il mio Luca aveva 3 mesi. devo dire, che in 2/3 giorni tutto è funzionato alla meraviglia e lui si addormentava da solo nel lettino e dormiva TUTTA LA NOTTE. quindi mamme non disperate, provate provate e provate. il mio problema è che da quando gli sono spuntati i primi dentini non c’è stato più verso!!! Ho provato di nuovo di riapplicarlo ma senza riuscire. anzi si incavola da morire se lo metto giù. sicuramente è stata colpa mia perché nel frattempo, sempre x i dentini, voleva dormire con la tetta e gliel’ho permesso, ma adesso è davvero impossibile. si sveglia ogni ora, se mi va bene dorme x 2 ore…. per lo più nel lettone. quindi tutto è + difficile. Tracy dice di fare un cambiamento alla volta. io continuo a provare… poi vi farò sapere. ma vi prego datemi SPERANZA!!!!

  11. Valentina

    Da neofita del metodo voglio condividere con voi la mia gioia perché credo di aver fatto del bene al mio bambino, che di notte più o meno ha sempre dormito abbastanza bene, con pochi risvegli, ma di giorno quasi niente. In questa settimana ha fatto spesso dei bei riposini e inoltre mi sembra di capirlo meglio di prima. Finché dura ne gioisco, visto che dentini, febbre e quant’altro poi scombinano le cose a quanto pare! Però penso che ognuno sia diverso e quindi non ci sia un sistema che funziona per tutti, va adattato alla coppia mamma bambino.

  12. alessandra

    salve mamme 😀 comprendo e ammiro tutte voi che come me e mio marito voglio crescere dei figli un giorno completamente indipendenti.
    siamo riusciti con i nostri primi due figli di 4 anni e 1/2 la prima e 3 anni il secondo a mettere i pratica il metodo ma la terza che a fine mese compie 15 mesi ci sta facendo impazzire…. :argh:
    prima si dava colpa alle coliche poi ai denti, ora sappiamo di che male soffre…TIGNA ovvero ostinata e caparbia.
    tutti ci dicono che è così perchè è terza ma noi non molliamo.
    baci a tutte

  13. eleonora

    Ho il libro sul comodinoooo!!! Il tuo blog è meraviglioso…mi ritrovo molto con tuttp quello che scrivi!!!!!

  14. alessia

    Ciao mamma felice, ho letto il tuo metodo e peso che ci proverò. mia figlia ha quasi 6 mesi e sia di giorno che di notte si addormenta solo ed esclusivamente in braccio…. a me!!! nn si addormenta con nessun altro!! spero che riuscirà ad imparare… però ho un dubbio: anche di giorno dovrà dormire da sola nel lettino, deve avere un unico modo per addormentarsi sia di giorno che di notte oppure no? grazie e ciao a tutte voi mamme!

  15. francesca

    Ho letto il libro… alcune cose mi sono sembrate valide, soprattutto considerare il bambino come persona, rispettarlo, ascoltarlo, anche se il tono paternalistico dell’autrice (the English do it better, dont they : )
    non mi è proprio piaciuto. Per l’allattamento non trovo dia consigli giusti, anzi sinceramente credo che possano portare al fallimento dell’allattamento al seno se seguiti alla lettera! Ma il suo orientamento mi sembra in ogni caso volto a scoraggiare un allattamento prolungato. Per i consigli sulla nanna MAH anche qui… non credo proprio che siano i genitori a “insegnare” al bambino che si sta meglio in braccio!! Quello i piccoli lo sanno da soli!
    Barbara per un aiuto sulla nanna vorrei consigliare alle mamme un altro libro, posso??

  16. francesca

    Dai allora silenzio-assenso… 😀 il libro è Il mio bambino non MI dorme, molto interessante, non è un metodo preconfezionato ma si basa sull’osservazione del proprio bambino. Dà molti spunti pratici, primo fra tutti considerare la giornata dei piccoli nel suo complesso… Ve lo consiglio.
    Ah, PS: Estivill ha ammesso pubblicamente che il suo “metodo” è dannoso per i piccoli…

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