Come sostenere la scuola dei propri figli con le raccolte punti

Pubblicato il 9 novembre 2015 da • Ultima revisione: 4 marzo 2016

Nel periodo dei Terrible Twos avevamo smesso di fare la spesa. Ma davvero. Dopo un paio di scene tipo: bambina che si butta tra le corsie del supermercato urlando ‘non voglio stare in questo posto bruttissimo (proprio a me che adoro fare la spesa?!)’, la nostra autostima era scesa di mille punti.

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Ma i Terrible Twos sono così: te li tieni e impari a conviverci, e li usi come palestra della vita, perché poi – tanto – a sei anni si ricomincia con il periodo delle opposizioni, e non parliamo della pubertà e dell’adolescenza.

Poi un giorno questi racconti diventano patrimonio di famiglia, una cosa di cui ridere sospirando al pensiero di averla scampata, ma sempre con quel sorriso a denti stretti tipico dei genitori ad alto contatto, quelli che hanno una sorta di riso sardonico da stress (e non da botulino).

Comunque a Bologna poi la spesa la facevamo online con Esselunga, e io lo rimpiango ancora.


Facevo la spesa online anche di notte, in quelle veglie notturne tipiche di chi non vuole perdere la patria potestà e a mezzanotte strofina bavaglini sporchi, attacca le lavatrici e prepara merende biologiche per il giorno successivo – e magari scrive pure su un blog. ah ah.

Bastavano due click e la vita era bellissima: persino quell’anno con Bologna sotto due metri di neve – la nostra auto là sotto da qualche parte, ma chissà dove – con questo camioncino Esselunga che ci portava i viveri arrampicandosi nelle vie a senso unico della nostra adorata China Town bolognese. Ma chi ci fermava, a noi? (o meglio, a Esselunga)

Che poi fare la spesa online era una sorpresa: io la prenotavo con una settimana di anticipo, e poi mi scordavo cosa avevo messo nel carrello, e quando ricevevo le mie buste era come farmi un regalo da sola: oh ma che bello, avevo ordinato due bottiglie di vino!; omioddio che brava massaia che sono, avevo ordinato anche i formaggini!

Con i punti dell’Esselunga abbiamo preso pentole, giocattoli, biglietti del cinema e persino fatto beneficenza. Sempre il solito click, la mia Fìdaty Card e via: pronti per una nuova stagione di raccolte punti.

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Con i punti Esselunga quest’anno possiamo anche partecipare alla raccolta “Amici di Scuola“, iniziativa che permette alle famiglie di sostenere la scuola dei propri figli regalando materiale didattico e attrezzature informatiche in base ai buoni raccolti.

Le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado potranno accumulare i buoni “Amici di Scuola” e richiedere gratuitamente il materiale grazie al nostro aiuto. Effettuando la spesa da Esselunga entro il 18 Novembre (datevi una mossa, ndr) e presentando la Fìdaty card alle casse, potremo infatti ricevere un buono ogni 25 euro di spesa e/o 50 punti fragola da donare alla scuola prescelta.

Basta controllare che la scuola dei nostri figli sia nell’elenco delle scuole iscritte (oh, ma poi possiamo regalarlo anche a un’altra scuola, né) e consegnare i buoni direttamente a scuola, alle maestre. La scuola, a fine raccolta, potrà ordinare i suoi premi direttamente dal catalogo, scegliendo tra LIM (lavagne interattive multimediali), proiettori, tablet, PC e portatili, videocamere e fotocamere digitali, apparecchiature audio e video, stampanti (a saperlo prima, l’anno scorso mica la compravamo di tasca nostra – mannaggia), carta per fotocopie e per disegnare, pennarelli, pastelli, matite e prodotti di cancelleria.

Adesso innalziamo il coro del: Non è giusto che le scuole non abbiano queste cose e dobbiamo offrirle noi…
E va bene, è vero, abbiamo tutti ragione. Ma poi tanto la spesa la facciamo lo stesso, non ci costa nulla raccogliere i Buoni che ci consegnano alle casse dell’Esselunga e portarli alla scuola che vogliamo sostenere: vedi mai che con un po’ di spesa facciamo anche del bene?

Per saperne di più: http://www.amicidiscuola.com/



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