Mirò per bambini

Pubblicato il 27 febbraio 2013 da • Ultima revisione: 7 agosto 2014

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Nel nostro ‘percorso’ attraverso la storia della pittura (percorso casuale, ma ispirato inseguendo gli ultimi tasselli della mia avventura con Crayola), prima di partire da Bologna abbiamo ‘incontrato’ Mirò, grande pittore surrealista vissuto a cavallo del 1900, che – per una volta – posso dire fosse ancora vivo quando io ero già nata, visto che è morto nell’Ottantatrè.

Per me era importante trovare un pittore ‘contemporaneo’ perché da un po’ Dafne si diverte a scovare gli oggetti che ‘ai nostri tempi non esistevano’, tentando di farci sentire più vecchi di ciò che siamo.

Ai vostri tempi non c’erano i DV? E giù a ridere.
Ai vostri tempi non c’erano i Computer? E ride.
Ai vostri tempi c’era la carta igienica? Oh, senti, non sono mica mia nonna, io!

Mirò mi piace perché il surrealismo è proprio perfetto per il mondo dei bambini. Beh, certamente il surrealismo di Mirò, la sua ispirazione dadaista, il fauvismo… ecco, tutte queste istanze non erano certo paragonabili al surrealismo sognato dei bambini, ma un parallelismo mi piace pensarlo, soprattutto per giocare insieme creativamente.

Ma del resto c’è qualcosa di più surreale del mondo dei bambini? E lo stesso Mirò, con la sua provocatoria pittura, non voleva far credere di disegnare come un bambino?
Oh, provateci voi, che di Mirò ce n’è stato solo uno, e probabilmente non ce ne saranno mai più.

Ma i suoi tratti semplici, i colori sgargianti, il grande uso di colori primari, le linee, il tratto nero, i pallini, le forme geometriche e i disegni liberi, gli schizzi sulle tele: ecco, tutto questo mondo pittorico è un sogno meraviglioso per bambini. Non volevo privarmi di questa esperienza da vivere insieme a Dafne.

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E’ stato Nestore a scegliere il soggetto da riprodurre: Running Man, L’uomo che corre, un acquerello del ’68. Facile da riprodurre a mano, per noi. Ma anche facile da colorare con i pennarelli. Non abbiamo dato indicazioni di sorta, a Dafne, ma abbiamo visto che ha cercato di riprodurre abbastanza fedelmente i colori originali del dipinto. Interessante. Anche solo qualche settimana fa, per ribellione, avrebbe scelto colori opposti.

Noi abbiamo scelto i pennarelli Crayola, che erano a disposizione in ufficio. Ma potete scegliere di utilizzare gli acquerelli, come nel dipinto originale. O le tempere, o metodi alternativi, per esempio dipingere con la schiuma da barba colorata, con i fondi del caffè, o addirittura mischiare le tecniche pittoriche come facemmo con il puntinismo nel caso di Van Gogh.

In fondo diventerà persino un esercizio di pregrafismo: fate ripassare ai bambini tutte le linee di nero, alla fine del lavoro. Così il dipinto sarà perfetto, e avremo pure insegnato loro le basi della scrittura, attraverso il gioco.

Non è bellissimo questo quadro?

Per vivere creativamente serve un po’ di colore aggiuntivo, nella vita, altrimenti diventiamo come gli Uomini Grigi.

 



Commenti

10 Commenti per “Mirò per bambini”
  1. sere scrive:

    …mi piace la possibilità di far creare al mio bambino attraverso l’arte ma l’esperimento di ieri con Klee è miseramente fallito :( quindi penso aspetterò un pò prima di riprovarci.
    Probaiblmente sono stata io a presentare l’attività in modo approssimativo, non so. ho preso a soggetto il quadro gli dei del parco e l’ho diviso in quadrati uguali, ho diviso allo stesso modo un cartoncino e ho detto a lorenzo che avremmo potuto fare un quadro nostro trasformandone uno già esistente rimontandolo come un puzzle e vedere quale ci sarebbe piaciuto di più. Lui ha preso il termine puzzle alla lettera a siccome il disegno era astratto e non c’era modo di capire quale pezzo andava dove, ha deciso che non ci riusciva e quindi non ha voluto andare avanti. ho cercato di spiegargli che non era un puzzle e che poteva decidere lui dove mettere i pezzi per creare un quadro nuovo ma non ne voleva già più sapere. naturalmente riproverò oggi, i pezzi sono lì sul suo tavolino, però sono rimasta un pò male.
    bè, pazienza.
    grazie comunque degli spunti.
    buona giornata.
    Sere.

    • Mamma Felice scrive:

      Sere, a me è capitato un sacco di volte di immaginare un’attività che ritenevo fosse bellissima, e poi vedermela schifezzata da Dafne. Non rimanerci male. E’ una cosa che succede sempre.

      • sere scrive:

        ti ho inviato il commento ieri ma ho visto che probabilmente non è arrivato.
        dicevo che quello che mi ha fatto rimanere più male è stato sentire lorenzo che, per aver preso in modo sbagliato la spiegazione dell’attività, ha deciso che non era in grado di farla e non ha nemmeno provato. per lui puzzle = immagine intera da guardare come guida e pezzi sagomati, con immagini comprensibili, visto che l’immagine che gli ho dato non aveva questi criteri, lui, immagazzinando la parola puzzle, ha concluso che non sarebbe riuscito a fare l’attività. mi consola pensare che probabilmente non aveva nemmeno tutta questa voglia di fare quella cosa in quel momento.
        ieri poi gli ho fatto vedere altre immagini di mirò e arcimboldo, usando il suggerimento di un alro commento al post precedente e gli sono piaciute molto. certo, il nostro quadro di klee è ancora lì a pezzi ma non dispero ;)
        schifezzata è un termine fantastico! :D
        ciao e buona giornata.
        S.

  2. mcomemamma scrive:

    Qui a Genova c’è la mostra di Mirò e fanno anche un percorso più breve e mirato per bambini! Le mie sono piccole ma all’asilo, i più grandi andranno in gita in primavera a questa mostra!

  3. mammaemame scrive:

    Fantastico 8O ma lo ha fatto proprio dafne? Bravissima.l’anno scorso all’asilo mia figlia aveva in programma l’arte.all’inizio ero molto scettica sulla scelta del tema. ora però mi sono convinta che è un ottimo strumento educativo se si sanno scegliere gli artisti giusti.quelli che tu hai proposto finora sembrano perfetti e facilmente comprensibili, seppur a modo loro, dai bambini in età prescolare. Grazie, come sempre, per i preziosi suggerimenti.
    Ps anche io sono tentata di portare mia figlia 5enne alla mostra di Mirò a ge. Dici che reggerebbe?
    Ciao angela

  4. veronica scrive:

    io ho portato Viola che ha 2 anni e mezzo a veder Degas a Torino …prima a casa le ho fatto veder su libro i dipinti le sculture e li ho raccontati per incuriosirla ( e con le ballerine è stato facile )siamo andate e certo il percorso lo ha deciso lei …io mi sarei soffermata su alcuni e lei era affascinata da altri sopratutto le sculture in movimento e cosi le abbiamo guardate studiate pensato una piccola storia ..certo l attenzione è limitata ad un tempo ridotto ma lei è piccola è gia stata molto incuriosita , per me è gia stato positivo …però ancora adesso se le chiedo si ricorda delle sculture edei racconti fatti insieme …per me con i loro tempi e con le giuste aspettative per l età puo essere un bel momento …..

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