Per sempre felici e contenti

19 gennaio 2012 da

01_lieto-fine

Una mamma in cammino è la mia storia, la storia della mia maternità: un racconto lungo un anno attraverso la mia avventura di mamma, in questa metafora di viaggio annunciata un mese fa e nata grazie alla collaborazione con Naturino.

Una storia che parte oggi, dalle radici, dal più profondo sogno della mia maternità.

Dal sogno di diventare una mamma.

Perché ho sempre sognato di diventare mamma. E fino a qualche anno fa, prima di iniziare la mia avventura di madre, il mio percorso, avrei anche osato dire: ho sempre SAPUTO che sarei diventata mamma.

Scrivevo lettere a mia figlia. Raccoglievo fotografie, ritagli di giornale, poesie. Immaginavo come avremmo giocato con le Barbie, e la sera avremmo sparecchiato il tavolo e avremmo giocato a Monopoli tutti insieme. Sarebbe stato divertente.

E non posso dire, in effetti, dopo 4 anni di maternità, che fare la madre non sia divertente. Per me lo è stato. Passato il periodo peggiore, adesso fare la mamma è divertente. Ma prima…

Prima io non sapevo che avere un figlio fosse una cosa così difficile. Ho preso precauzioni tutta la vita, sono rimasta incinta subito appena ho voluto, pensavo che questo fosse ‘normale’. Pensavo che la gravidanza fosse solo un momento, un io+pancia, una condizione che avrei potuto vivere continuando ad essere me stessa, senza stravolgimenti. Pensavo che il parto sarebbe stato doloroso, ma accettabile. Pensavo che, sì, in fondo lo pensavo: l’hanno fatto milioni di donne, prima di me, lo farò anch’io.

Poi ho avuto paura di morire, di perdere tutto, di perdere lei. Tutto è andato storto. Continuavo ad andare in ospedale, a passare le giornate a riposo forzato, in preda delle mie minacce di aborto, a prendere medicine, ad essere ricoverata… e tutto è andato veramente storto.

Mi sono persa tutta la parte bella della gravidanza. Mi sono persa le uscite con le amiche, il corso preparto, lo shopping per preparare il corredino. Mi sono persa la piscina per gestanti, le code preferenziali al supermercato, gli sguardi della gente e anche la loro invadenza così fastidiosa per molte.

Pensavo a lei, a mia figlia, come un piccolo cuore da proteggere dentro di me. Contavo i giorni, le settimane, i mesi. Ho festeggiato quando il calendario annunciava 35 settimane: mi sentivo felice  di averla condotta verso quel traguardo che sembrava impossibile, mi sentivo sollevata al pensiero che forse ce l’avremmo fatta.

Non ho provato i dolori del parto, il travaglio, le contrazioni, e nemmeno l’allattamento. Dopo 38 settimane, durante l’ultimo ricovero, sono semplicemente stata accompagnata in sala operatoria per un cesareo di urgenza, e sono diventata mamma.

Ho guardato verso il soffitto, quel giorno, mentre la mia barella percorreva il corridoio dell’ospedale. Ho fissato i neon, le tubature, le porte degli ascensori, il viso di Nestore così teso e incoraggiante.
Non ero sicura che ce l’avrei fatta: il mio unico pensiero, allora, è stato per lei. Sapevo che, se qualcosa fosse andato storto, l’avrei lasciata in buone mani, all’uomo che amo più di ogni altro sulla terra, al padre migliore che avrei potuto darle. Stavo lì, con il corpo addormentato dalla spinale, le braccia legate, e non pensavo a niente.

Poi, lei, ha pianto.
Ha pianto di una voce che io ho riconosciuto, una voce che era dentro di me da sempre, la sua voce, la voce che da sempre e per sempre io sapevo essere la sua.
Con i capelli dritti sulla testa, e gli stessi occhi giganti e intensi di adesso, mi ha guardata calma, in silenzio, stretta nel lenzuolino bianco. Piccola e minuscola come un fiammiferino, grinzosa e rosea, e soprattutto calma. Era già lei, la Dafne di oggi, serafica e convinta, curiosa, ironica al limite del sarcasmo. Mi guardava come se dicesse: dai, rilassati mamma, che sarà mai?

Non l’ho allattata. L’ho allattata così poco e così male da non poter dire di averla allattata. L’annusavo, la tenevo in braccio, la portavo dentro il marsupio, dormivo con lei accovacciata sulla mia pancia, come accade ancora adesso certe notti, quando mi sembra di essere ancora un corpo unico, io e lei, così vicine che i nostri respiri si toccano.

Da quel momento mi sono sentita sollevata. Non ho sofferto di depressione post partum e mi sento molto fortunata, per questo.
La paura di perderla, e di perdermi, era stata così forte, nei mesi precedenti, che il solo fatto di essere viva, ed essere viva insieme a lei, mi ha dato la forza necessaria per affrontare i primi mesi.  Mi sono divertita. Ho anche pianto molto. Ho avuto paura di sbagliare. In certi momenti non sapevo cosa fare. Ho avuto tanto sonno, tanto da piangere di disperazione, alle volte, per tutta la stanchezza che sentivo.

Ma la vita, essere viva, avere lei viva accanto a me… la vita era la forza che mi serviva per affrontare tutto, per risolvere i problemi, per trovare una soluzione. La vita, così prepotente e così beffarda, così presente. La vita che mi aveva tolto tanto, e che mi ha restituito tanto di più.

Sono cresciuta. Sono passati 4 anni, da allora. Ho riso molto e lavorato molto e costruito molto.

Ma devo essere sincera: in quei primi mesi, in quella gravidanza difficile, in quella paura di non diventare madre… lì è rimasto il mio bambino-non-nato.
Un bambino interiore, una consapevolezza che io prima non avevo avuto, un pensiero che non avevo capito prima: che diventare madre non è automatico, non è scontato,  a volte non è neppure possibile.

Il mio bambino-non-nato è la paura, l’aver capito che diventare mamma è stata solo una fortuna, e che la mia gravidanza difficile non era che una piccola insignificante goccia nel mare del dolore di chi non ha avuto figli, non ha potuto averne, ne ha cercati senza trovarli.

Dafne mi ha insegnato con forza l’amore per la vita, ma il  mio bambino-non-nato ha saputo insegnarmi il rispetto, la compassione, l’amore incondizionato per tutti coloro che non hanno potuto ricevere il dono di diventare genitori.

E’ cambiato tutto, da allora, per me. Capire di essere una privilegiata mi dà la responsabilità di fare il meglio possibile, di fare di più, di vivere la maternità come un dono che mi è stato fatto e che non era affatto scontato.

E in me oggi, ogni giorno, grazie a questo bambino-non-nato, c’è il pensiero per le madri che non sono ancora diventate madri, la speranza per la loro vita, il desiderio di condividere con loro la buona notizia che sembra non arrivare mai.

Oggi vivo con la speranza di sapere che questo dono è stato fatto anche a loro, e che presto arriverà un bambino nella loro vita, e che la vita le chiamerà a vivere, e che la storia finirà come devono finire tutte le storie: vissero per sempre felici e contenti. Per sempre felici e contenti.

[Una mamma in cammino, articolo realizzato grazie al sostegno di Naturino per Mammafelice]

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Commenti

76 Commenti per “Per sempre felici e contenti”
  1. quasimamma scrive:

    Vorrei commentare, ma non vi vengono le parole.. adesso ci penso.
    E tu pensa al fatto che un’altro lo potresti fare.. che hai troppo amore da dare!

  2. Manuela scrive:

    T__T Che dire di più, quello che penso sempre continuamente ogni istante della mia felice vita: NON DARE MAI NULLA PER SCONTATO, RINGRAZIARE OGNI GIORNO PER QUELLO CHE SI HA, PER I NOSTRI FIGLI, PER L’AMORE E LA VITA, NON PIANGERSI ADDOSSO SOPRATTUTTO QUANDO SI E’ ‘FORTUNATI’, ESSERE FORTI ANCORA DI PIU’ UNA VOLTA SCELTO DI DIVENTARE MADRI E PADRI, PER RISPETTO VERSO CHI NON PUO’ ESSERLO, VERSO I PICCINI CHE NON HANNO CHIESTO DI VENIRE AL MONDO E NON POSSONO NE’ DEVONO ACCONTENTARSI DI ESSERE ‘SOLAMENTE’ VENUTI ALLA LUCE MA CHE DEVONO RICEVERE IL MASSIMO DA NOI PRATICAMENTE ED EMOTIVAMENTE. Ai miei occhi certo che questa è una storia bellissima, con tutte le difficoltà che le cose belle comportano, perchè le più belle non sono le più facili anzi! E’ la storia di una mamma, profonda e meravigliosa, riconoscente…brava, complimenti! Manu la mamma felice di Gabriele :)

  3. angela scrive:

    Per fortuna che sto leggendo a casa da sola questo post, perché mi hai fatto commuovere e mi hai ricordato che essere mamme è la cosa più bella al mondo, la più importante e come dici tu diventa sempre più bello condividere la vita con i propri figli…Grazie Ba per aver condiviso con noi la tua bella storia di mamma!!! :heart:

  4. aspirantemamma scrive:

    ma come ti voglio bene Ba :cuore:

  5. mamma papera scrive:

    Barbara io e te abbiamo in comune più di uanto pensassi, mi hai emozionata e mi è venuta la pelle d’oca :cuore:

  6. Bismama scrive:

    La mia storia è stata diversa ma il mio primo post partum è stato molto simile. Ci son voluti anni, tante parole scritte, tante autoanalisi e tanti sospiri ma sono cresciuta e ho maturato il mio concetto di maternità. Quello che fa stare bene me e loro!
    Tu sei una mamma-felice e questo è alla base di una vita-felice!

  7. Nicoletta scrive:

    Mi son venute le lacrime agli occhi, anche io ho vissuto un cesario di urgenza alla 36ª settimana, per la rottura di un capillare del cordone ombelicale, anche io ho fissato quelle luci, quella della sala operatoria… non ho mai pensato al rischio che correvo, pensavo solo a lui… speravo che ce la facesse e poi 10 giorni in terapia intensiva, 10 giorni interminabili e mi son sentita fortunata, eletta, rispetto a tante altre mamme che vivono mesi in quel reparto con i loro piccoli fra la vita e la morte…
    Ore ha 3 anni, li compirà a fine febbraio, ma il ricordo di quei momenti mi fa sempre piangere… sono vicina, con il cuore, a tutte le mamme che hanno vissuto momenti come questi o li vivranno…
    Ora cosa resta… resta la voglia di aver un altro figlio, ma nel contempo la paura di affrontare tutto quello che ho vissuto… perchè la prima volta si è incoscienti e si vedono solo le mamme nel reparto maternità tutte felici con i loro bambini accanto… non si vede quello che c’è oltre… Ma io ci voglio provare ugualmente, perchè poi una volta che sei in “dolce attesa” non ti tiri più indietro e succeda quel che succeda, che lassù qualcuno ci sia vicino e ci protegga! :fortuna: :cuore:

    • Mamma Felice scrive:

      Io invece ne ho troppa paura, non ce la faccio, non mi sento pronta. Forse è anche troppo tardi, ora che Dafne ha 4 anni ed è ‘grande’, non lo so. Ci penso sempre, ma forse io sono una mamma così, di una sola bimba, e va bene così.

      • Daniela scrive:

        va bene tutto Barbara, purchè ci sia amore e tu e la tua famiglia siete uno splendido esempio! Ogni bene e tanta salute per tutte noi, mamme e non mamme

      • Nicoletta scrive:

        Barbara l’importante è star bene insieme, se vi sentite soddisfatti e sereni così, il resto non importa…
        Io, parlo da figlia unica, con alle spalle una situazione particolare di divorzio dei genitori e penso che mi avrebbe fatto piacere aver un fratello o una sorella, una spalla su cui poter contare… ma forse, solo perchè non l’ho vissuto… A volte i fratelli sono peggio degli estranei, quindi non è nemmeno detto che serva aver un fratello o una sorella :-)
        Io ho degli alti e bassi a volte sono la donna più “positiva” del mondo e penso ad aver 2 figli, a farli star insieme… a volte divento “ipocondriaca” e penso “e se non potessi nemmeno abbracciarlo questo secondo figlio?” Oggi come oggi, può capitare di tutto… Ma come facevano prima che sfornavano 10 figli ogni volta?!?!? Poi qui a sud, senti certe nonne d’altri tempi “Noi eravamo 10 figli ed io ne ho fatti 8″… mamma miaaaaa!!! ;-D
        :cuore:

  8. Elisabetta scrive:

    Che bellissimo articolo emozionante nel quale tutte le mamme possono rispecchiarsi tutte abbiamo provato almeno qualcuno di quei sentimenti ….. Bellissimo davvero bellissimo ….

  9. Per sempre felici e contenti, per sempre in viaggio.
    Che felicità questo post, che Mamma Felice sei tu!

  10. 4quattropassi! scrive:

    Mi hai fatto venire la pelle d’oca. Non ci sono parole da dire. L’unica cosa: Dafne è una bimba veramente, veramente fortunata ad averti come mamma!

  11. roxy scrive:

    :piango: e sinceramente con un titolo così non ero preparata a questo magone!!! E’ vero, come è stato già scritto, che in modi diversi, se non si è degli esseri eccezionali, si sono passate cose simili se non uguali. Però se siamo qui, se grazie a te trotterelliamo felici in questo percorso nella crescita e fioritura dei nostri AMORI, credo che la strada sia quella giusta. Grazie anche delle lacrime che mi hai fatto versare ma che scaldano tanto il cuore.

  12. Vale scrive:

    Barbara..mi rivedo in te, cesareo d’urgenza, non allattamento (o poco), paura di non esserci x Lei…..poi la dolorosa scoparta di non poter avere altri bambini…ed ora invece la gioia di poter pensare che almeno una ce l’ho avuta…
    Nemmeno io ho avuto depressioni post-partum, x fortuna, solo tanta tanta forza che mi dava Lei…..anche se il primo anno a volte non è stato facile.
    Anche io sono una mamma da sempre, sono nata mamma, non so come spiegare, la vita mi ha fatto fare dei giri immensi (come dice una canzone) ma poi…..è nata la mia gioia.
    Ho amiche che non hanno avuto questo dono e devo dire che prego ogni giorno perchè la vita glielo conceda in un modo o nell’altro (una mia cara amica ha appena adottato una bimba).
    Perchè anche se sarò retorica e antica ….essere mamma è la cosa che desideravo di piu al mondo.
    Un abbraccio a Dafne
    e un bacio a tutte perchè questo dono, chi ce l’ha nel cuore, possa realizzarlo anche nella vita.
    smak

    • Mamma Felice scrive:

      Anche io penso a loro tutti i giorni, tutti. Non c’è giorno che non pensi a loro, non c’è mattina in cui mi alzi dal letto senza pensarci, sperando sempre che la buona notizia possa arrivare oggi, adesso, ogni giorno. :occhioni:

  13. lecosedichiara scrive:

    io ci penso ogni giorno, quando allatto e guardo la mia piccola Alice, penso a quanto sono stata fortunata, a quanto sia bella e sana e quante lacrime ho versato quando triste ma forte già come mamma gatta che protegge i suoi cuccioli ho dovuto fare l’amnio per scongiurare quello che i medici avevano indicato come un feto con scarse possibilità di essere sano…. che notti devastanti a pensare a cosa fare che decisioni prendere… ma adesso la guardo e perdo le parole, perchè non vi sono parole per descrivere quello che ho fra le mani e che tante volte ho rischiato di non conoscere…. :cuore:

  14. Meg scrive:

    Non sono facile alla commozione, ma leggendo queste righe ci sono andata molto vicina! E’ tutto così vero e così sentito, penso che qualsiasi mamma si ritrovi in uno o più punti di questo scritto e ricordi alcuni particolari che non considerava importanti o che aveva rimosso: nel mio caso “Ho guardato verso il soffitto, quel giorno, mentre la mia barella percorreva il corridoio dell’ospedale. Ho fissato i neon, le tubature, le porte degli ascensori” e io ho risentito perfettamente anche l’odore dell’ospedale e mi si sono raffreddati immediatamente mani e piedi, proprio come quel giorno…erano quindici anni che non ci pensavo più! Se non sono indiscreta, perchè non ti concedi una seconda possibilità? Sei così ottimista e piena di buone qualità, la tua figliola è davvero fortunata ad avere te come mamma, almeno quanto tu ti senti fortunata ad avere lei come figlia!

    • Mamma Felice scrive:

      Perché ho tanta paura, Meg. Non provo vergogna ad ammetterlo. Ho tanta paura di non farcela, di dover star ferma altri 9 mesi, di togliere pezzetti di vita a Dafne, di perdere questo lavoro che ho così faticosamente conquistato. Ho paura sia troppo tardi: ormai sono passati 4 anni. Dafne è grande. Forse avrei dovuto pensarci prima, forse no. Non ne ho davvero idea…

  15. Elisa scrive:

    Io non sono ancora madre, e ti confesserò una cosa buffa: da quando ho detto a mia sorella e a mia mamma che da due anni seguo un blog chiamato “mammafelice” mi prendono tutti in giro. Nessuno ha capito che sei una guru di vita e non parli solo di svezzamento e cose cosi. Ciononostante leggo anche quei post, perchè come te ho sempre saputo che diventerò mamma e anche se non è affatto il momento giusto della mia vita (sto facendo un dottorato e non vorrei interromperlo, vorrei concluederlo e poi fare casetta), mi chiedo puntuale ogni 28 giorni se in realtà non avessi sperato in cuore mio che capitasse “l’incidente”. Quindi intanto mi tengo preparata. Ancora una volta sono contenta di averti incontrata e non posso esprimere le emozioni di questo post a parole.
    Ti auguro di essere mammafelice sempre. Un abbraccio

  16. Claudia scrive:

    grazie…mi emozionano sempre i tuoi articoli….hai la cpacità di rendere visibili e chiari i tuoi pensieri ed i tuoi sentimenti….ancora ringrazio il momento che ti ho conosciuta! :cuore:

  17. Viviana scrive:

    Dafne non poteva scegliere una mamma migliore!
    Sei tanto tanto bella!

  18. simona scrive:

    …l’ho letto tutto d’un fiato questo post…grazie
    e me lo rileggerò ogni volta che come mamma mi sembrerà di non farcela, perchè tutte le mamme devono essere mamme felici! E poi capita proprio un giorno prima del quinto compleanno di Chiarina…ho fatto un salto nel tempo…alla mia piccolina che non ha nemmeno pianto ma mi ha guardato dritto negli occhi…e chi se lo dimentica piu’ quello sguardo!
    simona

  19. Claudia scrive:

    Quando è nata Giorgia è cambiato il mio modo di rapportarmi alla vita, ho capito che senza rendermene conto da quel momento non riuscivo più a guardare un film o ad ascoltare una notizia che riguardasse i bambini senza sentirmi parte in causa, senza sentire sulla mia pelle lo strazio per quelle persone ferite, ho conosciuto il punto di vista delle Mamme….ho capito l’espressione “cuore di mamma”….e, come di tu, mi sento fortunata perchè avere un figlio non è scontato!
    ti stringo forte :heart:

  20. gioix77 scrive:

    mi sono commossa!
    Grazie del bel post.

  21. Sono commossa. Ogni donna ha una storia diversa, di maternità vissuta o mancata, di gravidanza semplice o difficile, di parto naturale o cesareo, di post-partum felice o depresso, di allattamento al seno o artificiale… Tante storie diverse eppure storie che, se le leggi bene, hanno anche tanto in comune. Forse è per questo che ho le lacrime agli occhi: la tua storia è profondamente diversa dalla mia, che fino a trent’anni non avevo mai sognato di diventare madre, che poi ho deciso e ho avuto una gravidanza facile, che ho vissuto il parto naturale perfetto e allattato due anni. Eppure, leggendo le tue parole, ritrovo esattamente le mie paure, la mia gratitudine, il cambiamento profondo che è avvenuto dentro di me. Questa somiglianza nella differenza mi commuove fino alle lacrime e mi commuove molto la tua capacità di trovare le parole e la delicatezza del tuo racconto. Grazie :cuore:

  22. bietolina scrive:

    Anche se è una storia che conosco e che mi è servita per portare avanti la mia difficile gravidanza…ogni volta mi commuovo…e mi sento privilegiata come te…Sopratutto da un mese prima della nascita di Ale, quando ho visto soffrire una mamma per la perdita di suo figlio…e anche io ogni volta cerco di fare qualcosa per le altre mamme…
    :cuore: :cuore: :cuore:
    io ora non ho voglia di un’altra gravidanza ma di un altro bambino si,per te è normale???

  23. unamammaperdue scrive:

    :cuore: :cuore:
    bellissimo….
    mi hai fatto scendere le lacrimuccie qua in ufficio…
    io ho passato 2 gravidanze normali ma per il resto non posso che condividerer tutto cio’ che hai detto.
    il “grande” ha 5 anni e il piccolo 2, me li sento legati
    sento che hanno bisogno di me come io ho bisogno di loro…

  24. Bonzomamma scrive:

    Cara Barbara,
    nelle tue parole e nel tuo racconto hai sintetizzato moltissime delle emozioni che ho provato anche io appena nati i miei BonziGemelli. Ho avuto la gravidanza più bella che si potesse avere, tranquilla, serena, volavo sulle ali della mia felicità.
    Oggi aspetto il terzo, con qualche avvisaglia di aborto, sono a riposo, io che “datemi qualcosa da fare” è il mio motto, per la prima volta in vita mia ho paura vera, ho timore, vado nel panico la notte e sogno incidenti di macchina mortali.
    Io che non pensavo di poter soffrire in qualche modo per la pancia. Io oggi sonoa letto, ferma e seppur sono rientrate e mi dicono che posso anche sciare,.. ecco io adesso ci vado piano, decellero e mi godo il meraviglioso silenzio di questo esserino piccolo piccolo.. che già considero figlio.

  25. Michela scrive:

    Lo aspettavo questo post, ci ho pensato molto su da quando ce l’avevi annunciato. Ci speravo perché ho tanta voglia di sentire storie come la tua, come quelle di tante donne per cui la maternità o la gravidanza non sono state esattamente quelle sognate (ed idealizzate) ma autentiche, vere, e proprio per questo ancora più belle. Ci sono tanti modi di essere madre, tante quante sono le mamme al mondo, tanti modi di amare i propri figli, non ce n’è uno più giusto degli altri, ma questo a volte lo si arriva a capire tardi. Mi sono emozionata, come è capitato a tutte le altre donne che come me hanno letto questo tuo post, ma in te, c’è una parte di tutte noi. Le tue fragilità, che diventano punti di forza perchè hai avuto il coraggio di confessarle, ci permettono di identificarci in te, ed assolverci se abbiamo ancora qualche conto in sospeso, o qualcosa da perdonare a noi stesse. Avrei ancora così tante cose da scrivere, ma il tempo è poco, purtroppo. Mi limito a dirti grazie.
    Michela

  26. Mi hai fatto piangere, mi è venuta di nuovo in mente quella sensazione che ho provato quando avevo le contrazioni per Fede, dopo 7 ore, e le sue pulsazioni che scendevano, e me ne sono accorta io guardando il monitor, sono ancora terrorizzata al solo pensiero, e poi il ginecologo che arriva correndo e mi hanno portato in sala operatoria, era tutto troppo urgente e non c’era neanche tempo per l’epidurale, mi hanno fatto l’anestesia totale. Il mio cucciolo è nato alle 17.50 ma io l’ho visto per la prima volta verso mezzanotte, perchè doveva passarmi l’anestesia. E hai ragione bisogna ringraziare sempre per la nostra fortuna e non dare per scontato quello che in realtà non è.
    Per fortuna con la seconda il cesareo è stato programmato e l’ho sentita piangere e l’ho sentita subito sul viso. Penso sia importante quanto hai scritto perchè è bello vedersi davanti nero su bianco l’amore e il coraggio di dire grazie. Ok smetto, sto piangendo come una fontana e due nanetti mi reclamano giustamente per giocare :) !

  27. ideamamma scrive:

    bello, scritto bene e con il cuore… semplicemnte fantastico :)

  28. Caterina70 scrive:

    Ecco… adesso mi hai fatto lacrimare…
    TVB Barbarì…. e ho detto tutto… :cuore:

  29. barbara scrive:

    Non è possibilie piangere in ufficio, uffa!!! Per quello che scrivi tu, per i commenti che ti hanno già lascito. Anche il mio è stato un cesareo d’urgenza alla 37° settimana e anche io penso proprio che Federico rimarrà figlio unico, non riuscirei a sottrargli del tempo per rimanere a letto. Mi spaventa solo l’idea di stare mesi a letto con lui che ha bisogno di me. Un abbraccio forte :cuore:

  30. Questo post è meraviglioso!
    Ci ho riconosciuto la mia seconda gravidanza.
    mi sono letta nelle tue parole, anche io mi ritengo molto fortunata, me lo ripeto ogni giorno, ogni benedetto giorno e ogni momento in cui guardo Edoardo.
    In bocca al lupo a tutte le mamme in cammino.

  31. Speranza scrive:

    Grazie per quello che hai scritto e per come lo hai scritto.
    Mi accingo a tentare di sparare le ultime cartucce per cercare di diventare mamma. Non sarà facile. Forse è un’impresa impossibile visto che ho 45 anni. Ma mi sento di tentare. Se non lo facessi, morirebbe una parte di me e rimpiangerei di non averci tentato. Tifa per me. Per il percorso che dovrò fare, per i momenti bui che certamente ci saranno. Tifate per me affinché, se dovesse andare male, mi rimanga comunque la voglia di vivere una vita felice.

  32. ciao, come promesso ci sono anch’io a seguire questo viaggio :)
    la maternità è un dono, non è affatto scontato potersela godere, non è scontato che tutto vada bene durante la gravidanza o dopo.

    é magico scoprire che, nonostante tutto, l’amore che provi per un figlio fa superare tutte le difficoltà, e la vita è bella, bellissima.
    grazie di questo post e mi unisco al tifo per le madri non ancora praticanti :D

  33. Aganfa scrive:

    Lo aspettavo questo post, come sto aspettando tutti gli altri della serie. È bello leggere di te e delle altre mamme è bello ritrovarsi nelle tue parole, nelle tue speranze, nelle tue paure e nella tua forza. Io ho sofferto di depresssione post partum..ma forse non era proprio quella. Alla morfologica mi hanno detto che la futura vita avrebbe avuto un problema. Mi hanno detto che si sarebbe anche risolto e così ho voluto cacciare in fondo a me il pensiero e continuare a vivere felice la mia gravidanza, per entrambe. Ma dopo la sua nascita non potevo più continuare a fare finta che tutto andasse bene. E sono crollata. Ma è durato un attimo il mio cedimento. Il problema purtroppo non si risolverà mai del tutto, ma io non mollo! Non posso e non voglio farlo. Così sono qui agguerrita quando serve e sempre riconoscente per essere diventata una madre. Di LEI. Sempre.

  34. Marzia scrive:

    Che belle emozioni. Sincere sia nella speranza sia nella paura. A me e’ successo il contrario, gravidanza meravigliosa e maternità più dura di quanto mi aspettassi. Sono rimasta paralizzata per tanto tempo e non ho trovato il coraggio per un altro figlio. Ma la sera mi prendo sempre qualche minuto per annusare il mio bambino che dorme, naso contro naso, e ringrazio il suo angelo di aver scelto me. 
    Auguroni a tutte le mamme in divenire!

  35. Tu non hai idea di cosa significhino queste parole per me, proprio oggi. Ti voglio bene Ba’.

    • Bimbiuniverse scrive:

      Bellissimo post, mi sono commossa pensando non alla mia gravidanza che x fortuna è stata molto bella parto compreso. Penso al bimbo mai nato che per tanti anni ho cercato fino al punto di imbottirmi di farmaci pur di raggiungere il mio sogno…a posteriori ringrazio quel bimbo di non essere venuto al mondo visto che a seguito di tutto quel bombardamento ormonale e per la sofferenza si è rotto l’incantesimo del mio matrimonio ( altra grandissima sofferenza!). Per fortuna Lui che sta lassù ha guardato giù e mi ha fatto ri incontrare il mio primo amore dal quale senza troppi sforzi è nata la più grossa gioia della mia vita. Ma, adesso che vorrei tanto darle un fratellino o una sorellina e il mio fisico ha ripreso a fare le bizze, sono ritornata a quella sofferenza e ho tanta paura…

  36. Vittoria scrive:

    molto bello e vero quello che hai scritto…mi hai fatto piangere…ma di gioia…per essere mamma di due splendidi gioielli…una mamma in cammino da 4 anni…perchè mamme non si nasce si diventa giorno per giorno,cadendo e tirandosi su…sbagliando e imparando…
    grazie :perte:

  37. E’ bello ed importante per noi supportare Barbara in questo progetto ed accompagnare lungo il “cammino” tante mamme e i loro bambini. Anche noi aspettiamo con grande impazienza il prossimo post. :cuore:

  38. ChiccaGaia scrive:

    …condivido tutto,avrei voglia di un secondo,ma non me la sento…ho paura della gravidanza,di quei mesi “dopo”,delle malattie che mi hanno sfiancata con la prima bambina…chissà,magari tra un pò…mio marito vorrebbe,ci abbiamo pure provato,ma la mia non voglia ci frena e il mio corpo dice no…arriveranno momenti migliori,me lo sento e se non arriveranno saremo sempre noi e ci basteremo…un abbraccio!

  39. Annalisa scrive:

    pelle d’oca, quella che mi viene ogni volta che mi emoziono. Grazie per condividere questo.

  40. Barbydea scrive:

    Mi si è ingarbugliato tutto dentro il mio stomaco di mamma!Ma come fai a rendere chi ti legge cosi’ meravigliosamente e semplicemente felice?!

  41. cle+carlotta (12 marzo se ci arriviamo) scrive:

    è come sentire la propria esperienza raccontata da un’altra in un modo così perfetto da far venire i brividi…. :perte:

  42. pandora scrive:

    …che post bellissimo Barbara, che emozione grande. mi hai fatto ripensare a un sacco di cose della mia gravidanza, alcune così simili e altre così diverse dalla tua, comunque piangere questi lacrimoni in questo momento per delle emozioni così forti…è bello.

  43. Alessandra scrive:

    Il mio era un bellissimo bimbo di 700 gr e 30 cm, sono riuscita a vederlo solo per un attimo. Era bellissimo. Il suo cuoricino ha smesso di battere a 24 settimane, me ne sono accorta io che qualcosa non andava. Come ogni pomeriggio mangiavo il gelato che a lui piaceva tanto e così anche se debolmente lo sentivo muovere e sapevo che era lì con me. Poi un giorno più niente, la consapevolezza che non c’era più ed una ecografia che me lo ha confermato. La corsa in ospedale, in un reparto pieno di fiocchi azzurri e di pianti di bimbi appena nati. Nicolò Michele è nato “dormendo” all’una e mezza di notte del 30 Luglio, dopo ore di dolore per parto indotto, tra le mie gambe nel letto d’ospedale. Quella notte non ho pianto, forse non avevo ancora realizzato. Pensavo solo al mio bimbo avvolto in quella copertina azzurra lasciato su un tavolo in sala operatoria.
    Il brutto è stato dopo, quando di notte mi sono svegliata per andare in bagno e mi sono guardata la pancia che non c’era più. é stato devastante. e poi il giorno del funerale, io e il suo papà abbiamo stretto a noi la sua piccola bara nella quale avevamo messo la tutina che avevamo comprato appena usciti da fare la morfologica (tutto ok)e qualche altro piccolo regalino.
    Ancora oggi nessuno sa cosa sia successo.
    NOn saprò mai che suono avrebbe avuto la sua voce, il suo pianto. Mi sono persa tutto.
    Adesso di lui mi rimangono solo un paio di scarpette in camera da letto che spero ci aiutino a camminare in mezzo a tutto questo dolore.
    stiamo riprovando, non per sostituirlo. Lui rimarrà sempre il mio primo figlio. Ma ancora niente…..e mi fa più paura non riuscire più a rimanere incinta che rivivere la mia brutta esperienza. Ancora ora la notte sogno di partorire bambini morti e mi sveglio piangendo.
    Quindi ritenetevi fortunate care mamme di aver ricevuto questo dono, perchè il dolore che si prova dopo un’esperienza del genere è davvero devastante

  44. mamy scrive:

    buonasera… questo post è davvero molto bello!
    Si legge con grande partecipazione ma soprattutto mi fa riflettere tanto..tante volte diamo tutto per scontato, troppo.
    Io fortunatamente ho avuto una gravidanza bellissima, sia fisicamente che emotivamente, lavorando 12 ore al giorno fino al giorno prima del parto..non ho mai avuto tempo di riflettere su cosa sarebbe successo, su come sarebbe stato…
    adesso mi guardo in giro, sento storie di mamme che non hanno avuto la mia stessa fortuna, che hanno vissuto questo periodo con apprensione, con ansia, con paura e mi sento davvero fortunata!
    Fortunata perchè a volte basta una sesta malattia in gravidanza innocua in altri periodi, per far si che una bella giornata di sole si trasformi nel giorno più nero.
    Grazie Barbara per quello che sei e che inconsapevolmente mi trasmetti.

  45. leucosia scrive:

    mi ha commosso leggere la tua storia perchè in certi punti mi rivedo tantissimo…perchè la mia gravidanza non è stata serena ma anzi piena di problemi seri -i miei. ringrazio il cielo per il dono che ho ricevuto – il mio bambino- e che i giorni dolorosi sono adesso soltanto un ricordo…

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