Come abbiamo ridotto la plastica monouso in casa, e altri discorsi sull’ambiente

Pubblicato il 13 Luglio 2023 da • Ultima revisione: 14 Luglio 2023

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Non avevo mai pensato veramente a quanto fosse straordinaria la nostra pelle, finché non ho iniziato a fare l’orto. In giardino mi taglio, mi graffio, mi lascio pungere dalle zanzare (non senza protestare), ma in pochi giorni la mia pelle si rigenera. Crescono le piantine di pomodori, ricresce la pelle.

Non avevo mai pensato veramente a quanto fosse importante l’acqua, finché non ho iniziato a fare l’orto. Ora guardo le previsioni con preoccupazione e mi ritrovo spesso a pregare affinché possa piovere almeno una notte a settimana. Non solo sui miei pomodorini ancora non nati, ma sui campi dei contadini veri.

E nei giorni di caldo assoluto – abbiamo ufficialmente superato la soglia dei giorni più caldi sulla Terra – ogni singola goccia di acqua che uso per innaffiare le piante mi sembra una goccia di oro, che devo salvaguardare, proteggere, evitare di sprecare, riutilizzare.

Circa un anno fa, durante una consulenza di sostenibilità con la mia amica Greta Golia, le raccontavo che una delle nostre abitudini familiari più impattanti fosse l’esagerata produzione di plastica monouso.

Per produrre 1 chilogrammo di plastica servono 180 litri d’acqua. L’Italia è al primo posto in Europa per litri consumati di acqua in bottiglia. Nel nostro Paese ogni anno si utilizzano 7.168.000 tonnellate di plastica, non solo per bottiglie di acqua. Questo comporta un consumo annuale di oltre 1 miliardo e 290 milioni di metri cubi d’acqua.

Un anno fa producevamo solo noi tre un sacco grande di plastica alla settimana. Oggi ne produciamo mezzo sacco in un mese.

Nel frattempo non siamo diventati eremiti, autoproduttori seriali, né coloro che mungono le mandorle (semi cit.).

Siamo diventati più consapevoli

La cosa che mi spaventava di più era iniziare il cambiamento: spesso crediamo che si debba fare tutto e subito, finendo per mollare al primo colpo.

Per una volta, invece, mi sono presa il tempo di pensare a cosa mi riuscisse più semplice e mano a mano – ad ogni abitudine consolidata – alzavo l’asticella.

Ciò che mi è risultato più semplice è stato affrontare una stanza alla volta: in questo modo potevo concentrarmi meglio sulla plastica che abitava quella stanza e capire come trovare un’alternativa sostenibile, che creasse meno rifiuti.

Ridurre la plastica monouso in cucina

Innanzitutto abbiamo iniziato a bere la cosiddetta ‘acqua del Sindaco’, ovvero l’acqua del rubinetto. Tanti anni fa mia sorella ci aveva regalato un gasatore di acqua che avevamo messo in cantina: lo abbiamo recuperato e nel giro di pochi giorni ci siamo trovati così bene che non siamo più tornati indietro.
Tra l’altro le bombole si ricaricano all’infinito, e abbiamo un fornitore vicino all’ufficio, quindi anche il lato logistico si è rivelato più semplice del previsto.

In un anno ho poi smesso del tutto – progressivamente, eh! – di fare la spesa al supermercato tradizionale. Quando mi facevo portare la spesa a casa dai supermercati più conosciuti – tra borse di plastica e vaschette con la loro plastica – mi trovavo con una mole di spazzatura impressionante.

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Ho iniziato prima di tutto a ridurre il numero di spese: una sola volta a settimana.
E ho provato vari servizi di consegna a domicilio che avessero meno imballaggi possibili.

Alla fine ho scelto Cortilia, per varie ragioni:

  • mi porta tutto in scatole di cartone, che regalo a un amico che ha un magazzino, che restituisco alla stessa azienda, o che riutilizzo per l’orto
  • confeziona frutta e verdura in buste di carta, che io uso per raccogliere l’umido
  • ha una ottima scelta vegana
  • si rifornisce da produttori locali (o meglio: io posso scegliere di acquistare solo prodotti piemontesi, e se mi va un avocado o una papaia, scegliere quelle siciliane)
  • ha una selezione di legumi cotti confezionati in barattoli di vetro, che riutilizzo per congelare sughi, o anche per piantare fiori in casa e in giardino
  • ha della buonissima pasta italiana in confezioni di carta, idem cereali secchi o alcuni mix di legumi e cereali

Per i legumi e i cereali secchi, invece, ho iniziato a fare scorte dal Negozio Leggero, uno shop di Torino che vende prodotti sfusi, e cerco di acquistarne grandi quantità in una volta sola (per avere una sola spedizione), perché li conservo in grossi barattoli di vetro che peraltro acquisto direttamente da loro.

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Cosa mi manca: trovare un latte vegetale (noi adesso usiamo quello di avena addizionato di calcio) che sia in vetro e non in tetrapak. Per ora non lo trovo e, come dicevo sopra, non ho nessuna intenzione di autoprodurlo in casa, perché con un lavoro e una fibromialgia full time, non sarebbe compatibile con la mia vita.

Questi cambiamenti, come dicevo, è bene che avvengano un poco alla volta: la tentazione infatti sarebbe quella di buttare via tutto e comprare in massa tanti bei contenitori di plastica per mettere tutta la dispensa in ordine stile Pinterest, ma non serve. Nel mio caso, mano a mano che consumavo un legume in vetro, potevo trasferirci dentro ciò che era ancora nella plastica, fino ad avere una dispensa più ‘pulita’. E devo dire che l’abitudine di scrivere le date di scadenza in evidenza con le etichette mi è servita anche per sprecare molto meno i cibi.

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Oggi mi dà molta soddisfazione vedere il frigorifero vuoto il venerdì, o la dispensa piena di barattoli riciclati: mi sembra di aver centrato la sfida che mi ero posta.

E mi dà molta soddisfazione quando amici e parenti mi portano le loro vaschette monouso di plastica, invece di gettarle, perché le uso per far germogliare i semi dell’orto in serra!

Ridurre la plastica monouso legata alle pulizie

Viste le mie condizioni di salute, avevamo assunto una signora delle pulizie per aiutarci in casa. Una bravissima persona con un’idea delle pulizie un po’ opposta alle mie: disinfettiamo tutto, usiamo prodotti aggressivi, usiamone TANTI.
A un certo punto mi son trovata ad acquistare anche 2-3 confezioni di detergenti alla settimana, ognuno per un uso specifico, ma mi sentivo in colpa a chiederle di cambiare abitudini, perché era lei a faticare, non io.

Poi lei ha trovato un altro lavoro e, grazie ai farmaci che sto prendendo adesso che mi tengono in piedi, ci siamo riproposti di fare tutto da soli: sicuramente in modo meno preciso ed accurato, ma chi se ne importa.

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Questo mi ha permesso di aprire quel dannato armadietto delle pulizie e cercare una nuova soluzione. Ispirata dalla mia amica e sorella Sasha, con il suo codice sconto ho acquistato un kit di prodotti everdrop: tre bottiglie solide con lo spruzzino e un kit di detergenti in pastiglie.

E bon: da allora non ho più comprato altri detergenti, né confezioni di plastica.
Penso sia passato quasi un anno e ho ancora dei detergenti vecchi per pavimenti da smaltire!

Vi dico perché mi piace everdrop e perché lo sponsorizzo:

  • gli spruzzini sono estremamente solidi e dopo tanti mesi di utilizzo sono perfettamente integri e funzionanti, quindi con sole 3 bottiglie io ho tutti i detergenti che mi servono per la casa
  • le pastiglie detergenti arrivano in sacchetti di carta: non c’è plastica, l’imballo è minuscolo, le pastiglie ben pressate, e si possono trasferire in barattoli di vetro, per tipologia
  • la forza pulente è esattamente quella che piace a me: pulisce bene senza contenere disinfettanti, candeggina e ammoniaca e tensioattivi aggressivi
  • il prodotto non è eccessivamente schiumogeno e quindi si risciacqua in fretta, esattamente come serve a noi che non abbiamo molte energie per pulire
  • ha un profumo molto delicato, che non mi dà assolutamente fastidio e non mi crea né allergia, né asma (cosa che mi accadeva SEMPRE con i prodotti commerciali mannaggia a loro!)

Infine: è così semplice da preparare, che posso affidare in sicurezza il compito a mia figlia adolescente, senza paura che si faccia male (è grande, ma è pur sempre una adolescente, non so se mi capite!).

Come funziona: è sufficiente riempire la bottiglia con mezzo litro di acqua fredda, aggiungere una pastiglia di detergente e lasciarla sciogliere. Infine si chiude il flacone ed è pronto per l’utilizzo.

Io vi consiglio di provare il kit da 3 bottiglie + 3 pastiglie, che è quello con cui ho proprio iniziato io tempo fa e che – se vi piace – potete farvi mandare in abbonamento con un ulteriore risparmio.

Poi vabbè io sicuramente non sono una persona fissata con le pulizie, ma a me durano tantissimo, quindi mi bastano poche ricariche l’anno.

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Il kit è composto da detergente cucina, bagno e vetri. Io compro più spesso cucina e bagno (il detergente cucina va benissimo su tutte le superfici) e quello per i vetri, ehm… sto ancora cercando di capire se i vetri si lavano con la pioggia, come dice Saha 😛

Ridurre la plastica monouso in bagno

Quando mi sono guardata intorno in bagno, ho trovato molto più spreco di quanto immaginassi.

Ho iniziato quindi piano piano a fare sostituzioni, una alla volta:

  • guanti monouso: li teniamo solo per medicazioni; per le pulizie uso i guanti in lattice, che sono naturali e non si rompono mai
  • dischetti struccanti usa e getta: sostituiti completamente con quelli in bambù, che raccogliamo in una retina e metto semplicemente a lavare in lavatrice quando serve
  • carta da cucina per pulire: sostituita quasi completamente con panni in cotone o microfibra, che metto a lavare una volta a settimana (stessa cosa per la cucina: non uso più carta, ma strofinacci riciclati dal corredo di mia nonna, che metto a lavare due volte a settimana)
  • spugne abrasive: sostituire completamente da uno spazzolone in silicone, con cui pulisco la vasca, il tappetino, le parti calcaree della doccia e del lavabo, ecc
  • bastoncini di cotone: per me sostituiti con un bastoncino in silicone apposito per le orecchie (gli altri ancora non se la sentono)
  • spazzolini usa e getta: sostituiti con quelli in cui si cambia solo la testina
  • scopino del wc: sostituito con uno in silicone, che durerà per sempre

Infine, riguardo le pulizie, c’era la questione bucato, perché a me fare la lavatrice piace tanto (ognuno ha le sue perversioni) e ci faccio parecchia attenzione, quindi usavo solo detergente liquido delicato e ipoallergenico, ma questo costava all’ambiente (e al portafoglio).

Con molta reticenza – lo ammetto – mi sono fatta convincere da Sasha a provare il detersivo in polvere everdrop per pelli sensibili, e alla fine sono passata del tutto al detersivo in polvere.

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Ho scelto questo perché il potere lavante si attiva già a 20 gradi, e siccome io faccio bucati spesso a bassa temperatura, non tutti i detersivi in polvere sarebbero andati bene.

Ecco come gestisco il bucato:

  • vestiti di tutti i giorni: 20 gradi, programma eco di un’ora, cotone
  • vestiti per lo sport: 30 gradi, programma eco di un’ora, sintetici
  • lenzuola, asciugamani, strofinacci e biancheria intima: 40 gradi, programma eco di un’ora, cotone
  • tappeti, tappetini doccia, cuscini per le sedie: programma rapido 15 minuti a 20 gradi

EHM: io separo TUTTO il bucato.
Non laverò mai un asciugamano con un lenzuolo o uno strofinaccio.
Non laverò mai la biancheria intima con i vestiti.
Scusatemi, è una fissazione mia e credo non ci sia cura per questo. 😛

E poi il wc: per tenerlo pulito oltre al detergente everdrop Bagno, uso le pastiglie di acido citrico per WC che secondo me sono veramente pazzesche.

  • per pulire il fondo del water: lasciar sciogliere la pastiglia gettandola dentro e lasciandola agire finché non si è completamente sciolta
  • per pulire le pareti del water: tirare l’acqua, sbriciolare la pastiglia con i guanti e mettere la polvere sulle parti ‘arrugginite’ della ceramica, lasciando agire una mezzora, e poi tirare lo sciacquone mentre si strofina con lo scopino.

In bagno avevo anche il problema dei flaconi di shampoo, balsamo, e prodotti per l’igiene personale, che erano sempre in plastica e venivano usati senza parsimonia (mia figlia ha i capelli lunghissimi, quindi serve tanta cura).

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Ho iniziato da me, a testare i prodotti e dare il buon esempio, e presto ho contagiato Nestore, mia mamma e mia sorella.

Con i miei problemi di psoriasi e idrosadenite, per me non è uno scherzo scegliere i prodotti giusti per il corpo, considerando anche la frequenza con cui li uso, poiché faccio una doccia breve mattino e sera proprio per i problemi di cui sopra.

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Ho iniziato da shampoo e balsamo solidi e mi ci sono trovata subito a mio agio!
A differenza di Sasha, che invece non ha amato i cosmetici solidi, io mi ci sono trovata subito bene perché creano una schiuma molto fine e leggera che lava bene il cuoio capelluto senza eliminarne il film lipidico (molto importante per chi ha la psoriasi) che si sciacqua benissimo.

Con gli shampoo e balsami contenenti siliconi – che vanno benissimo per certi tipi di pelle e di capelli, ma non per la mia situazione fisica – non riuscivo mai a sciacquare via il prodotto. Del resto la funzione dei siliconi è proprio creare un film sui capelli, per trattenere l’acqua e renderli più belli e luminosi – ma per chi la psoriasi anche sul cuoio capelluto questo significa prurito!
Capelli che mi si sporcavano subito perché il prurito era insostenibile, e tanta, tanta forfora.

Con i cosmetici solidi questo non mi accade, quindi per quanto mi riguarda non posso fare altro che consigliarli!

E così, tra shampoo, balsamo, ma anche detergenti viso e creme solide, i flaconi di plastica monouso sono spariti anche dal bagno, per lasciare posto a sacchettini di iuta o portasaponi in silicone, che dureranno tutta la vita.

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L’imballaggio è minuscolo, sempre in carta: un vantaggio ecologico sia per il trasporto, che per lo smaltimento casalingo dei rifiuti.

Minimalismo sostenibile: quella cosa mi serve davvero?

A Giugno scorso, nonostante le temperature, abbiamo provato a usare l’aria condizionata solo quando effettivamente era indispensabile. La bolletta che abbiamo ricevuto era un terzo di quella dello scorso anno.

A partire dall’aria condizionata, a tutto ciò che entra in casa, ciò su cui abbiamo lavorato è stata proprio la consapevolezza: questa cosa mi serve davvero?
Posso trovarla usata? Ho qualcosa di simile in garage? Posso sostituirla con qualcosa che ho già in casa?

Come ho detto all’inizio, non siamo diventati asceti distaccati dalle cose: mi guardo intorno e sento che la nostra casa è ancora piena di ROBA acculumata nel corso degli anni, che avremmo potuto non acquistare mai.

Mi guardo intorno e penso che oltre a risparmiare denaro (per lavorare meno, magari?), avrei potuto risparmiare rifiuti al Pianeta, o emissioni che sono occorse per creare quegli oggetti.

Ma la soluzione non è farsi abbattere dal senso di colpa, né dalla smania di buttare via tutto (producendo altri rifiuti), ma fare un passo alla volta oggi, e domani, per crearci una nuova consapevolezza.

Una nuova coscienza che tenga conto della vita di tuttu, anche degli animali.

Che tenga conto del tempo e della fatica che impieghiamo per guadagnare soldi che poi spendiamo in cose inutili. Che tenga conto dell’umanità e della sua salvezza, per proteggere un Pianeta che è ormai al collasso.

E mi potrete dire che i gesti dei singoli non incidono sui veri cambiamenti da attuare, quelli politici. Ed è vero, finché non ci contiamo: quante persone singole iniziano a incidere sulla politica? Uno alla volta, si può diventare una massa critica che modifichi i sistemi, i consumi, le richieste di mercato e – dunque – la politica.

E anche non servisse a cambiare il Mondo, serve a cambiare me: io non voglio più partecipare al massacro del Pianeta, degli animali e dell’ambiente.
E tanto mi basta, onestamente.

Un orto di riciclo: il mio primo esperimento a ‘rifiuti zero’

Da qui sono partita nell’iniziare a coltivare un piccolo orto. L’ho fatto inizialmente per la mia malattia, per non lasciare che la fibromialgia si prendesse tutta la mia vita: mi sono obbligata a fare tre piani di scale a scendere e salire, per stare all’aria, alla luce e al vento.

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Ho provato a fare un orto di riciclo: per il garden bed mia sorella ha avuto la geniale idea di usare due vecchie librerie; per l’orto sopraelevato, io ho utilizzato due vecchie ante di un armadio sostenute dai cavalletti; per la terra abbiamo usato cassette di legno prese ai mercati rionali.

Ad oggi non è spuntato ancora nulla, praticamente: 2 fagiolini, 2 mini cetrioli e 1 pomodoro. Le Piante però crescono, nascono, muoiono anche. Alcune sono rigogliose e mi fanno sperare che la vita potrà fare il suo corso.

Io nel frattempo sono immersa in questo ciclo della vita, in cui sole, acqua, energia, tempo, cura sono tutti collegati tra loro. Sono immersa nella bellezza della creazione e penso proprio che alla fine Dio esista, anche se a volte mi fa molto arrabbiare.

Per riassumere, tornando a everdrop, i miei prodotti preferiti sono:

Vi lascio uno sconto, per testarli e decidere se vi piacciono.

  • Promozione: 10% off in aggiunta agli sconti già presenti sul sito fino al 24 luglio
  • Spesa minima: 39 € (solo fino al 24 luglio, dopo semplice 10%)
  • Codice: MAMMAFELICE10
  • Link: get.everdrop.com/mammafelice

Fatemi sapere, che ci tengo!



Commenti

Un commento per “Come abbiamo ridotto la plastica monouso in casa, e altri discorsi sull’ambiente”
  1. Mafalda

    Che bello tornare a leggere i tuoi post sinceri, ben scritti ed efficaci. W il minimalismo, anche se a volte è un po’ faticoso. ti auguro tutta la salute possibile e buona continuazione

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