Ragazzi ed educazione finanziaria: Le parole da sapere per acquisire consapevolezza finanziaria

Pubblicato il 18 Febbraio 2021 da

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In Italia, con i figli, si parla troppo poco di educazione finanziaria. I test dimostrano che meno del 5% dei nostri ragazzi acquisisce le giuste abilità nella gestione del denaro.

Conseguenza?
Che se non impariamo a gestire il denaro sin da giovani, rischiamo non solo di avere un rapporto errato con i soldi, ma di non riuscire a barcamenarci tra banche, prestiti, investimenti e soprattutto la programmazione del nostro FUTURO ECONOMICO.

Educazione finanziaria per ragazzi: partiamo da paghetta e digitale

Per questo motivo insieme alla mia amica e collega Michela Calculli, esperta di economia e finanza, laureata in Economia e Commercio con indirizzo Economia Politica, abbiamo deciso di creare un per-corso di educazione finanziaria dedicato alle categorie più fragili: i ragazzi e le donne.
Che per vari motivi (e ne parleremo) fino ad ora sono stati esclusi dall’economia, anche come forma di controllo sul loro futuro.

L’ultimo venerdì del mese, alle ore 14.30, ci trovate LIVE sulla pagina Facebook di Mammafelice, per parlare di educazione finanziaria e di tanti temi interessanti e utili, come la gestione del bilancio familiare, la protezione finanziaria delle donne, come monitorare le spese, come imparare a leggere i rapporti bancari, scegliere le assicurazioni, gestire i debiti…

Ecco: tutto ciò che realmente ognuno di noi affronta nella vita quotidiana di persone normali con lavori normali, che a volte vanno bene, a volte ci rendono necessario programmare le spese, risparmiare o pensare in anticipo al futuro.

Qui potete riguardare la nostra LIVE sulle parole della finanza da insegnare ai ragazzi, e subito sotto il video leggere il contributo di Michela, che ci fa il punto della situazione e ci dà molti consigli pratici per mettere i nostri figli in condizione di diventare veramente autonomi in futuro.

Educazione finanziaria: Paghetta sì o paghetta no?

Arriva un momento, tipicamente verso la fine della scuola primaria, in cui le famiglie si chiedono se sia opportuno dare ai ragazzi una paghetta oppure che mamma e papà continuino a comprare tutto ciò che serve ai loro figli, anche in termini di giochi o svaghi.

Il nostro consiglio è: paghetta sì, ma se utilizzata in maniera da farne uno strumento di educazione finanziaria.

E quindi partiamo dalla definizione OCSE di educazione finanziaria:

“il processo attraverso il quale gli investitori migliorano la propria capacità di comprensione dei concetti e dei prodotti finanziari attraverso l’informazione, l’istruzione e/o i consigli, con l’obiettivo di sviluppare le competenze e le abilità per diventare più consapevoli dei rischi e delle opportunità finanziarie, per effettuare delle scelte più consapevoli, per sapere dove andare per chiedere aiuto e per adottare altre azioni efficaci al fine di migliorare il proprio benessere finanziario.”

Per imparare a gestire le giuste informazioni e prendere le proprie decisioni sul presente e sul futuro, fin da bambini è necessaria l’alfabetizzazione finanziaria, per poi passare a strumenti di comprensione più complessi.

Purtroppo, sulla base dei test Pisa 2018 in financial literacy, eseguiti su 117 mila studenti quindicenni, soltanto il 4,5% dei ragazzi italiani dimostra di avere abilità elevate nella gestione del denaro, contro una media OCSE del 10,5%.
Inoltre quasi il 21% dei ragazzi italiani non raggiunge le abilità finanziarie minime.

Dunque visto il quadro generale, iniziare a fare educazione finanziaria in casa è un’ottima idea, soprattutto dal momento che viviamo un presente che non ci fornisce molte certezze sul futuro e dunque dare ai ragazzi gli strumenti giusti per gestire il denaro è molto importante.

Dopo tutte queste doverose premesse, ecco alcuni consigli pratici sull’uso della paghetta.

Definire il perimetro della paghetta

La nostra prima proposta è quella di mettervi intorno ad un tavolo insieme ai vostri figli, per stabilire il perimetro della paghetta.

Decidere a cosa servirà:

  • ai soli consumi velleitari (uscite e svaghi);
  • anche alle spese ricorrenti come l’abbigliamento;
  • per tutte le spese (come libri, abbonamenti ai mezzi).

L’ultima opzione è proponibile per i ragazzi più grandi ed autonomi negli spostamenti, dunque dal termine delle medie in poi.

In questo modo si condivide con i figli un importo che comprende una quota di consumi, che avverranno certamente, e una quota di risparmi, da destinare a progetti più consistenti (come l’acquisto di una bici o di un monopattino).

Spiegare le parole della finanza

Anticipo, debito, risparmio, spesa corrente, investimento.
Sono tutte parole della finanza e attraverso la paghetta è possibile utilizzarle per apprenderne l’aspetto pratico.

Chiedere un anticipo ai genitori da sommare al proprio risparmio per acquistare il monopattino, e contestualmente concordare una restituzione a rate da trattenere sulla paghetta. E questo è soltanto un esempio.

Bambini e ragazzi devono comprendere la differenza tra spesa corrente e investimento, nel senso di acquisto di un bene durevole che dispiegherà i suoi benefici nel lungo periodo senza dover ripetere l’esborso.

Il digitale per imparare a gestire il denaro e la sicurezza

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Vista così, la paghetta diventa davvero importante.

E perché non gestirla fin da subito con strumenti finanziari e digitali, come carte conto e APP?
In modo da aggiungere educazione digitale e alla sicurezza.

Di seguito alcuni esempi di carte di credito per ragazzi e APP, che possono essere utilizzate in maniera sicura e gestendo il tutto insieme a mamma e papà.

Hype Start (Banca Sella)

Una carta di credito prepagata a cui sono associati:

  • un codice IBAN;
  • un’APP.

Può essere utilizzata per i pagamenti nei negozi fisici e online, per prelevare contanti dagli sportelli bancomat e può essere ricaricata in contanti, con bonifico e con un’altra carta di pagamento.

Offre una garanzia di rimborso sugli acquisti non autorizzati.

Live UP (Intesa Sanpaolo)

Anche in questo caso si tratta di una carta con IBAN. L’attivazione è gratuita caricando almeno 10 euro.
Il canone ammonta a 6 euro l’anno (50 centesimi al mese).

Satispay

Un’APP nata per i micropagamenti da mobile che consente di impostare una ricarica settimanale e la creazione di uno o più salvadanai per i risparmi.

Molto utile per la suddividivisione delle spese e per il versamento automatico settimanale, non consente però di effettuare pagamenti presso gli esercenti che non hanno aderito e non è possibile prelevare in contanti.

Può essere un’idea abbinare l’APP ad una carta conto per imparare a gestire più strumenti e modalità di pagamento contemporaneamente.

Revolut junior

Open banking anche per i ragazzi. La possibilità cioè di gestire con un’unica interfaccia la propria situazione finanziaria e anche diversi conti su differenti istituti di credito.

Un’APP e una carta su cui impostare le ricariche settimanali o mensili e che consente di monitorare le spese dei figli attraverso notifiche e di assegnare loro compiti e premi.

Cosa ci portiamo a casa da questa prima LIVE?

Quello che è emerso nella nostra chiacchierata, è che spesso noi stesse abbiamo timore a parlare di soldi, come se ce ne vergognassimo, perché: NON STA BENE

Invece, per educare noi stesse e i nostri figli a un uso consapevole del denaro, dobbiamo veramente superare questo imbarazzo e dare ai figli la possibilità di acquisire il controllo progressivo delle proprie finanze (in questo caso la paghetta), responsabilizzandoli.

L’obiettivo della paghetta, dunque, diventa duplice: 

  • far capire ai figli che il denaro non cresce sugli alberi e che gli oggetti hanno un costo, quindi anche i propri desideri
  • dare ai figli i primi rudimenti sul risparmio, per gestire i propri soldi con maggiore consapevolezza

La paghetta ci permette di lavorare sull’autonomia economica dei figli, che a questo punto dovranno fare da soli delle scelte di spesa e risparmio, pianificare le spese, controllare le entrate e uscite, imparare a non spendere più di quanto ‘guadagnano’ e dunque attivare dei comportamenti finanziari virtuosi.

Ma soprattutto, ci permette di dialogare con i figli sull’uso consapevole del soldi, per aiutarli a vivere una vita in cui il denaro sia uno strumento, non una ossessione o – peggio ancora – un problema continuo. 

Cosa ne pensate? Diteci la vostra, così impareremo tutte e tutti insieme!



Commenti

4 Commenti per “Ragazzi ed educazione finanziaria: Le parole da sapere per acquisire consapevolezza finanziaria”
  1. Arianna Monti

    Ciao!! Molto interessante direi, ci stavamo ragionando recentemente per la nostra bambina di 7 anni e mezzo. Troppo presto inserire già una paghetta? Ci chiedevamo anche quanto sarebbe opportuno darle. Sarebbe solo per gli extra direi. Grazie!!

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