Questione di Educazione o di Fortuna?

Pubblicato il 14 Gennaio 2019 da

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Credo molto nell’educazione: da più di 10 anni non faccio che parlarne e scriverne su Mammafelice e in qualche modo è sempre stato il filo conduttore della mia vita, perché è la materia che ho studiato e su cui ho fatto più pratica.

Credo nel valore dell’educazione perché credo che nessun bambino nasca cattivo: penso che la cattiveria sia insita nell’essere umano al pari della bontà, e che una buona educazione possa aiutare ciascun individuo a voler praticare il Bene.

E lo so che spesso i fatti di cronaca mi smentiscono, ma non smetto di credere che nell’educazione c’è un tesoro, come diceva Delors.

Educhiamoli bene, i nostri figli

Molti genitori non sono bravi educatori.

Spesso non hanno un progetto educativo e vivono alla giornata.
Spesso educano i figli come una volta, a suon di schiaffi e punizioni.

Sul piano educativo, nelle famiglie italiane, c’è ancora molto da fare. Si studia troppo poco, non ci si informa, non si frequentano corsi e non si consultano pedagogisti. Si va un po’ a sentimento.

Perché educare i figli non significa solo ‘renderli educati’, ma è un insieme di tanti altri talenti e abilità che i bambini dovrebbero poter acquisire: 

L’educazione, secondo Delors, si basa su 4 tipi fondamentali di apprendimento:
1. Imparare a conoscere, cioè acquisire gli strumenti della comprensione;
2. Imparare a fare, cioè agire creativamente nel proprio ambiente;
3. Imparare a vivere insieme, quindi partecipare e collaborare con gli altri;
4. Imparare ad essere.

Ma soprattutto, per quanto mi riguarda, il punto principale dell’educazione che noi dovremmo offrire, come genitori, è la bontà. Consegnare loro un’infanzia felice.

Fare in modo che crescano in un ambiente sano che li protegge, che li ama e che infonde loro la fiducia necessaria nell’affrontare le future difficoltà della vita, in modo da poter scegliere a loro volta il Bene. 

Ma impariamo ad accettare le loro decisioni, anche quelle sbagliate

Tutto questo fino a ricordarci che i figli non sono una nostra proprietà o una nostra copia: sono esseri umani differenti, con aspirazioni diverse dalle nostre, gusti diversi, talenti diversi.

Noi possiamo anche educarli al Bene, ma alla fine la scelta tra il Bene e il Male sarà sempre la loro: noi possiamo insistere, possiamo esserci, possiamo seguirli (e dobbiamo farlo!), ma non possiamo scegliere al posto loro.

E l’unica cosa che possiamo fare è accettare di non avere alcun potere sui nostri figli, così come non abbiamo alcun potere sulla vita.
Possiamo solo fare del nostro meglio e poi accettare le scelte dei nostri figli.
Accettare che la vita non è perfetta.
Accettare che a volte anche la fortuna o la sfortuna possono scegliere per noi.

Io rifuggo le punizioni

Per quanto mi riguarda, l’unico modo per crescere figli felici è l’educazione positiva. Un’educazione che non si basa su punizioni, sensi di colpa, né tanto meno schiaffoni, ma un’educazione fatta di dialogo, di stima reciproca, di regole condivise.

Soprattutto, un’educazione basata sul rispetto reciproco: i bambini sono piccoli, ma sono pur sempre esseri umani. A loro deve essere concesso lo stesso rispetto che si pretende per gli adulti.

Ed è per questo che mi piace il Metodo Montessori: perché rispetta i bambini, i loro tempi di apprendimento, i loro talenti, le loro inclinazioni e soprattutto le loro autonomie.

Non c’è un metodo universale corretto per crescere bambini felici, ma è sicuramente nel Bene, che proliferano i sentimenti positivi.
Il Bene, il volersi bene e agire per il Bene.

Un Bene assoluto, governato dal rispetto, dall’amore, dall’empatia e dal perdono.

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Se non puoi leggerlo, ascoltalo in podcast qui sotto.



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