Emozioni complesse: 5 libri per spiegare ai bambini orgoglio, imbarazzo e invidia
Pubblicato il 12 Gennaio 2026 da Chiara Mainini • Ultima revisione: 12 Gennaio 2026

Dopo aver esplorato vergogna, senso di colpa e gelosia, questo articolo prosegue il percorso sulle emozioni complesse che emergono e si strutturano durante l’infanzia.
Orgoglio, imbarazzo e invidia sono emozioni meno “rumorose” ma altrettanto decisive nella formazione della personalità del bambino: parlano di confronto sociale, di immagine di sé, di desiderio e di appartenenza. Comprenderle significa accompagnare i bambini nello sviluppo di un’identità emotiva solida, crescendoli in modo che siano capaci di stare nel mondo senza schiacciarsi sul giudizio altrui né negare ciò che sentono.
Indice dell'articolo
Orgoglio, imbarazzo e invidia: tre emozioni che parlano di sé e degli altri
Queste emozioni rientrano tra le cosiddette emozioni autoconsapevoli: richiedono che il bambino abbia già sviluppato una rappresentazione di sé, una prima comprensione delle regole sociali e la capacità di confrontarsi con gli altri.
Non nascono all’improvviso, ma si costruiscono nel tempo, attraverso le relazioni, il linguaggio e l’esperienza. Se accolte e nominate correttamente, diventano risorse; se ignorate o svalutate, possono trasformarsi in insicurezza, ritiro o conflitto.
Orgoglio
L’orgoglio è un’emozione fondamentale nello sviluppo dell’autostima. In pedagogia si distingue tra orgoglio sano e orgoglio disfunzionale: il primo nasce dalla percezione di aver fatto qualcosa di significativo grazie all’impegno e alla perseveranza; il secondo è legato esclusivamente all’approvazione esterna.
Aiutare i bambini a riconoscere l’orgoglio sano significa spostare l’attenzione dal risultato al processo, valorizzando lo sforzo più che la performance. Quando un bambino impara a dire “sono fiero di me”, costruisce una base interna di sicurezza che lo rende meno dipendente dal giudizio altrui.
Imbarazzo o vergogna?
Spesso c’è molta confusione su queste due emozioni.
La vergogna riguarda il sé.
Il messaggio implicito è: “c’è qualcosa di sbagliato in me”.
Quindi:
- è un’emozione più profonda e intensa
- coinvolge l’identità personale
- può portare a ritiro, chiusura, desiderio di sparire
- nei bambini emerge quando interiorizzano norme e giudizi (“sono cattivo”, “non vado bene”)
È un’emozione delicata perché, se non accolta, può intaccare l’autostima: ne abbiamo parlato nell’articolo precedente.
L’imbarazzo, invece, riguarda la situazione, non il valore personale.
Il messaggio è: “questa situazione mi mette a disagio”:
- è un’emozione più lieve e transitoria
- nasce dall’esposizione allo sguardo degli altri
- è legata alla consapevolezza sociale
- non intacca direttamente l’identità
Dal punto di vista educativo, l’imbarazzo è spesso un segnale sano di sviluppo: indica che il bambino sta imparando a leggere il contesto sociale.
Compare quando si diventa consapevoli dello sguardo degli altri e del rischio di esporsi. È un’emozione ponte: segnala che il bambino sta sviluppando sensibilità e capacità di mettersi nei panni altrui. Dal punto di vista educativo, non va eliminato né forzato, ma normalizzato.
Dire a un bambino che è “sciocco” o che “non c’è nulla di cui vergognarsi” invalida l’esperienza emotiva. Riconoscere l’imbarazzo, invece, aiuta a trasformarlo in competenza sociale e graduale fiducia in sé.
Invidia
L’invidia nasce dal confronto e dal desiderio di possedere ciò che un altro ha: attenzione, abilità, oggetti, affetti. In pedagogia non viene considerata un’emozione negativa in sé, ma un segnale informativo potente.
Indica un bisogno, un’aspirazione, talvolta una frustrazione non espressa. Aiutare i bambini a riconoscere l’invidia significa insegnare loro a decodificarla: “cosa desidero davvero?” e “cosa posso fare per avvicinarmi a ciò che voglio?”. Se accolta, l’invidia può diventare motore di motivazione; se repressa, rischia di trasformarsi in ostilità e senso di inferiorità.
5 libri per spiegare ai bambini orgoglio, imbarazzo e invidia
Passiamo ora a consigliarti cinque libri per bambini che affrontano temi legati alla spegazione di queste tre emozioni complesse, con linguaggio accessibile e basi emotive solide.
Le storie selezionate permettono loro di riconoscersi nei personaggi, dare un nome a ciò che provano e scoprire che anche le emozioni più scomode hanno una funzione importante, perché possono essere comprese e attraversate.
Come sempre, i libri che ti indichiamo di seguito sono validi strumenti sia per la lettura condivisa che per quella autonoma.
Il buco. Ediz. illustrata
libro di Anna Llenas (Autore), Daniela Gamba (Traduttore) per Gribaudo Editore
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La vita è fatta di incontri e di momenti in cui qualcosa cambia. A volte si perde una cosa piccola, altre volte qualcosa di molto importante, e ci si sente improvvisamente esposti, fragili, diversi dagli altri. In questo percorso il protagonista scopre che attraversare una difficoltà richiede coraggio, che mostrarsi vulnerabili non è un errore e che, passo dopo passo, può nascere un orgoglio silenzioso: quello di aver resistito e di aver trovato un nuovo equilibrio, anche guardando ciò che gli altri hanno ancora. Una storia che aiuta i bambini a riconoscere emozioni complesse accompagnandoli verso una maggiore consapevolezza emotiva.
Età di lettura: da 3 anni.
Verde d’invidia. Ediz. illustrata
libro di Sara Agostini (Autore), Marta Tonin (Illustratore)
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Accorgersi che le amiche sembrano avere sempre qualcosa in più può far nascere un fastidio difficile da spiegare. A Sara succede spesso: quel confronto continuo le provoca una sensazione che la invade tutta, tanto da farla diventare verde d’invidia. La storia accompagna i bambini nel riconoscere questo sentimento senza giudicarlo, aiutandoli a capire cosa si nasconde dietro il confronto con gli altri. Attraverso il linguaggio dei colori, il libro offre uno spazio semplice e accessibile per dare un nome all’invidia e imparare a crescere grazie ad essa.
Età di lettura: da 3 anni.
Il piccolo Io-sono-io. Ediz. illustrata
libro di Mira Lobe (Autore), Susi Weigel (Illustratore), Elena Montemaggi (Traduttore), per Caissa Italia Editore
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Un piccolo animaletto dall’aspetto insolito passeggia tra i fiori quando una semplice domanda lo spiazza: «E tu chi sei?». Da quel momento inizia un viaggio fatto di incontri e confronti. Chiede ai cavalli, ai pesci, agli ippopotami, agli uccelli, ai cani, ma nessuno riesce davvero a definirlo. In ognuno trova qualcosa di simile, ma mai abbastanza da sentirsi riconosciuto. Confuso e scoraggiato, il cucciolo si confronta con lo sguardo degli altri e con il bisogno di capire a chi assomiglia. Finché scopre che non è necessario rientrare in una categoria per avere un’identità. Una storia che accompagna i bambini nella costruzione di sé, tra confronto, imbarazzo e orgoglio di essere unici.
Età di lettura: da 4 anni.
Il punto. Mini. Ediz. a colori
libro di Peter H. Reynolds (Autore), Marinella Barigazzi (Traduttore), per Ape Junior Editore
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Vashti è convinta di non saper disegnare e si sente esposta, a disagio, davanti al foglio bianco. Un semplice gesto dell’insegnante – valorizzare un segno minimo, un punto – apre però uno spazio nuovo: non quello della bravura, ma quello del tentativo. La storia accompagna i bambini dal timore di mostrarsi e dall’imbarazzo del “non sono capace” alla scoperta di un orgoglio autentico, che nasce dall’aver provato e dall’essersi messi in gioco. Il punto è un albo illustrato molto utilizzato in ambito educativo perché lavora in profondità su autostima, processo creativo e fiducia in sé, mostrando come il riconoscimento rispettoso dell’adulto possa trasformare l’insicurezza in consapevolezza.
Età di lettura: da 5 anni.
Non so proprio come dirlo. Ediz. a colori
libro di Elisa Mazzoli (Autore), Cristina Petit (Illustratore), per Pulce Editore
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Ci sono emozioni che restano chiuse dentro perché fanno sentire esposti: il disagio di parlare, la timidezza, la paura di dire ciò che si prova davvero. Succede ai grandi, ma soprattutto ai bambini, quando non sanno ancora come dare forma a ciò che sentono. Questo libro accompagna i più piccoli nel riconoscere quelle emozioni intime che spesso generano imbarazzo e insicurezza, mostrando che trovare le parole può alleggerire il peso che portano con sé. Le illustrazioni concrete e riconoscibili aiutano i bambini a rispecchiarsi nelle situazioni raccontate, trasformando il silenzio in consapevolezza e fiducia. Un testo semplice ma profondo, adatto anche alla lettura in contesti educativi.
Età di lettura: da 4 anni.
Dicci la tua esperienza!
Orgoglio, imbarazzo e invidia non sono emozioni da evitare, ma segnali preziosi del modo in cui i bambini stanno costruendo la propria identità nel rapporto con gli altri.
I libri possono diventare uno spazio sicuro in cui riconoscersi, fare domande e sentirsi legittimati a provare anche ciò che è scomodo.
Tu come accompagni i bambini quando emergono queste emozioni? Usi già la lettura come strumento di dialogo e, se sì, c’è un libro che ha aiutato tuo figlio a parlare di ciò che sente? Ti leggiamo nei commenti!
















