Il mio canto libero sei tu

Pubblicato il 19 febbraio 2018 da • Ultima revisione: 23 aprile 2018

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Da giovane non credevo nell’Amore. Ho giurato a tutti che non mi sarei mai sposata, che sarei rimasta libera. E giuravo a me stessa che nessuno avrebbe mai potuto amarmi, e che dovevo bastarmi, perché nessuno avrebbe potuto comprendere nel profondo chi ero, cosa volevo, perché lo volevo e come lo volevo.

Poi per fortuna la vita mi ha fatto incontrare l’Amore vero, e dopo dieci anni penso che la fortuna ci ha messi l’una di fronte all’altra, ma non è stata una fortuna esserci scelti e aver portato avanti questa vita: è stata appunto una scelta, una scelta che ha comportato anche tagli dolorosi, nuove dimensioni, la volontà di costruire insieme. Scegliersi non è stata una fortuna, ma la nostra fortuna – sudata giorno per giorno. 

Ma posso dirvi che, se scegliete la persona giusta – ma giusta davvero per voi, senza volerne cambiare nulla – nulla di questo è una fatica, nemmeno quando passano gli anni e si cambia, giustamente e inevitabilmente.

In un mondo che
Non ci vuole più
Il mio canto libero sei tu
E l’immensità
Si apre intorno a noi
Al di là del limite degli occhi tuoi

L’Amore è libertà, e mi ha dato la forza di diventare me stessa, di realizzare il mio sogno, di continuare a cambiare. 

Libertà di esprimere me stessa realmente

Posso dirvi che non è vero che poi con il tempo bisogna scendere a compromessi, che l’Amore diventa faticoso, che bisogna fare sacrifici.

Se amiamo l’altro esattamente per ciò che è, senza voler cambiare una virgola della sua personalità e dei suoi comportamenti, e allo stesso modo siamo liberi di essere noi stessi esattamente come siamo – l’Amore non è un compromesso.

Ci può essere compatibilità tra due persone anche se, nella coppia, ciascuno mantiene la sua indipendenza, la sua identità.
Se ciascuno dei due ha la libertà di uscire, di fare le sue cose da solo, di avere dei sogni personali, di avere amici anche separati, e persino uno spazio vitale solo suo – per esempio la nostra scelta di fare due camere separate, per avere ognuno di noi il suo mondo interiore ed esteriore, poter riposare ed essere al contempo creativi, poter essere soli e al contempo insieme.

La forza di realizzare i miei sogni e credere in me stessa

Nessuno al mondo, nemmeno la mia famiglia, ha mai creduto in me quanto mio marito.
Nemmeno io ho creduto in me stessa quanto ha creduto lui in me.

E viceversa. nessuno al mondo ha più fiducia e stima in lui di quanto ne possa avere io, che lo conosco davvero e che non ho paura di conoscerlo. 

Nasce il sentimento
Nasce in mezzo al pianto
E s’innalza altissimo e va
E vola sulle accuse della gente
A tutti i suoi retaggi indifferente
Sorretto da un anelito d’amore
Di vero amore

Io lo chiamo vero Amore perché non ci siamo mai impediti a vicenda di realizzarci, di perseguire i nostri sogni, di darci una possibilità.

Anzi: nei momenti di maggiore debolezza individuale, ci siamo spinti l’uno con l’altra ad andare avanti, a percorrere l’ultimo miglio, a prendere la decisione finale. A scegliere.

Stabilità, lavorando in due

E la parità ha fatto il resto. Lavorare in due ha permesso ad entrambi di essere pari, di non dover dipendere materialmente l’uno dall’altra, di non sentire uno squilibrio tra di noi, o creare una dipendenza. 

Noi sappiamo che, se un domani ci lasceremo, ognuno di noi può avere responsabilità di se stesso senza frenare le scelte dell’altro, senza impedirgli di cambiare vita o di spiccare il volo. Perché questo Amore non è un amore che diamo per scontato che durerà per sempre in questa forma: potremmo anche separarci, per assurdo, e amarci lo stesso.

È per questo che insisto sempre con le giovani donne a dire: lavorate, lavorate, studiate e lavorate!

Si può lavorare e poi insieme crescere i figli, pulire casa, fare tutte le cose normali di una famiglia, senza creare una disparità dal principio.

Perché quando uno solo lavora, la disparità è doppia: per chi non lavora e deve dipendere dall’altro; per chi lavora e deve avere la responsabilità di tutta la famiglia. 

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Sconfiggere la solitudine, fare la somma di due solitudini

Noi ci siamo salvati l’uno con l’altra, più volte. Abbiamo avuto la fortuna di prendere il dolore e farne la somma, e in questa somma iniziare a sottrarre insieme i pezzi brutti della vita, del nostro passato, per fare spazio per la felicità.

Non è una grande impresa: amare il proprio dolore è una scelta di comodo, qualcosa che aiuta a superare il proprio limite, che ci fa cambiare, desiderare il cambiamento, la pace, la serenità e poi la felicità.

Il miracolo di questo Amore è stato sconfiggere la solitudine: sapere che ci siamo, in qualunque modo, che possiamo contare davvero l’uno sull’altra – e che potremo contarci sempre, anche se tutto andrà male.

La veste dei fantasmi del passato
Cadendo lascia il quadro immacolato
E s’alza un vento tiepido d’amore
Di vero amore
E riscopro te

E non ve lo dico per sbattervelo in faccia, per dire che: io l’ho trovato gne gne gne e voi no.

Ve lo racconto per dirvi che l’Amore vissuto così non ha niente di romantico, di passionale, di travolgente.
Sì, il romanticismo, la passione e l’ardore ci sono, ma non sono i motivi per cui scegliersi: perché possiamo provare passione per chiunque, anche se non è la persona giusta.

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Come si fa?

Dobbiamo imparare a scegliere qualcuno che non solo ci faccia battere il cuore, ma che sia disposto a faticare, a condividere tutte le responsabilità, ad accettare di essere coppia, ma anche individui liberi. Qualcuno che abbia una sincera stima di noi e di cui abbiamo una sincera stima.

Dobbiamo imparare a parlare di sentimenti: tradurre in parole le nostre emozioni, imparare a parlar di tutto, non aver paura di raccontare anche la nostra parte buia, non nascondere i sentimenti negativi – la rabbia, la frustrazione, la tristezza, la solitudine – e imparare a raccontarli senza vomitarli in faccia all’altro, ma con il sincero desiderio di comprendersi a vicenda e aiutarsi, supportarsi.

Trovare il tempo di parlarsi, perché il tempo dei silenzi passa molto velocemente e rischiamo di creare fratture insanabili, burroni che ci dividono irrimediabilmente.

E riscopro te
Dolce compagna che
Non sai domandare ma sai
Che ovunque andrai
Al fianco tuo mi avrai
Se tu lo vuoi

Scegliere un Amore lucido, guardarsi davvero dentro e cercare di capire – prima di buttare via la propria vita – se l’altra persona ci ama davvero per come siamo, e se noi siamo disposti ad amarla per quello che è. Senza voler ambiare NULLA dell’altro, senza trovare difetti, senza provare fastidio, senza provare a correggere l’altro. Perché in cuor nostro abbiamo sempre saputo chi non era giusto per noi.

Questo Amore non è la visione romantica degli adolescenti – bellissimo e travolgente -, è un Amore purissimo, è accettarsi a vicenda, provare enorme rispetto e stima per l’altro, giurare di non farsi mai del male. 

E questo Amore c’è, esiste, non è un miracolo, né una botta di fortuna. E non è nemmeno una fatica e un compromesso. È solo Amore, nella sua forma più semplice e banale: amare l’altro come ami te stesso. Tutto qui il segreto per non ferirsi.



Commenti

5 Commenti per “Il mio canto libero sei tu”
  1. sara

    <3
    Posso anche io dire che Luca è la persona che ha sempre creduto in me incondizionatamente e che non è stato sempre facile…
    ma è sempre la cosa che voglio di piu' ogni giorno la nostra vita a tre. e a due, perchè bisogna riscoprire anche quella…Gli amori come i nostri, un po' faticosi ed impegnativi, mi rendo conto, non sono alla portata di tutti, tante persone preferiscono adagiarsi o lamentarsi!

  2. mi trovi d’accordo su tutto!
    “Dobbiamo imparare a scegliere qualcuno che non solo ci faccia battere il cuore, ma che sia disposto a faticare, a condividere tutte le responsabilità, ad accettare di essere coppia, ma anche individui liberi. Qualcuno che abbia una sincera stima di noi e di cui abbiamo una sincera stima.”
    Io sono una delle fortunate che lo ha trovato

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
      immagine livello
      Guru
      Mamma di Dafne (10 anni)

      Anche io, e credimi che ringrazio il cielo ogni giorno, non mi sembra vero. Ma volevo far passare il concetto che non è questione di fortuna, e nemmeno che ti devi impegnare fino alla morte, ma che ci devi essere con la testa, devi dialogare, non devi perderti per strada… e devi avere davvero profonda stima dell’altro e anche di te stesso, per far funzionare la cosa. Se invece non sopporti i suoi difetti e lo vuoi cambiare, davvero difficile che ci sia un rispetto duraturo.

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