Alfabeto da colorare
10 marzo 2010

Ieri sera ero così stanca, ma così stanca… che non avevo voglia di pensare a niente, nè di fare niente. Ho preso in mano la matita e ho disegnato (nel mio solito modo unidimensionale), perchè avevo voglia di fare QUALCOSA che non fosse un lavoro, qualcosa che si potesse fare con calma, senza correre. Vivendo piano.
Anche io, come tutte le mamme del mondo, corro tanto.
C’è il lavoro, la casa, la lavatrice che staziona (piena) da 3 giorni e che ormai mi toccherà rifare, le verdure da cucinare prima di buttarle, le email a cui rispondere… che stanchezza infinita!
La fattoria degli animali… in un quadro!
24 febbraio 2010

Una dote che proprio non possiedo? L’arte del disegno.
Non sono capace a disegnare, per niente. Ma me la cavo a riprodurre, quindi alla fine, se ho un modello davanti, qualcosa ne viene sempre fuori. Stortignaccolo, unidimensionale… ma viene fuori.
Recentemente Dafne si è innamorata di un piccolo poster della giungla che ho appeso in camera sua. Tutte le volte che cambiamo il pannolino lo guarda e poi fa i versi degli animali. E li sa tutti! Non parla, ma emette suoni, la ragazza!
Decorazioni per le feste: pompom di carta velina
21 novembre 2009

foto di Martha Stewart
Questo è uno dei cavalli di battaglia di Martha Stewart: i pompom di carta velina, spettacolari e magici per decorare la stanza dove si festeggia un evento.
Ricordano moltissimo quei party inglesi in cui si presentano le figlie in società: molto eleganti, molto shabby e molto semplici.
Decorazioni di pannolenci: i pesci del Mar Frollo
11 novembre 2009

Ma i pesci portano fortuna? Vero che forse in qualche iconografia classica (marò, ma che vuol dire?!) i pesci sono associati alla fortuna?
Per me un po’ lo sono.
Perchè il Mar Frollo è stato l’argomento del mio primo post in assoluto, su Mammafelice. Non a caso, direi, perchè Francesca aka Panzallaria, che era l’inventrice del Mar Frollo, è stata una delle persone che mi ha sempre incoraggiata nel mio lavoro e che mi è stata sempre amica (abbiamo la fortuna di vivere nella stessa città, e quindi è più facile).
Che giochi fare in casa con i bambini malati? [seconda parte]
4 novembre 2009

Seconda parte dei giochi da fare in casa in questo periodo di influenze e malattie (venerdì la terza e ultima parte… peggio di Beautiful!): per chi sopravvive alla fine, il Ministero della Salute offrirà un premio?
Probabilmente questa è un settimana lunga e difficile per molti bimbi: non è bello essere malatini, ma può essere divertente se la convalescenza viene trascorsa giocando con mamma e papà. Lascia meno brutti ricordi (anche se è più faticosa per noi).
Ecco le idee per giocare fino alla fine della settimana.
Giovedì: giochiamo con la fantasia

Un’intera giornata può essere dedicata alle imitazioni, ai giochi di ruolo e alle favole. Ai bimbi piace moltissimo, già a partire dai 2 anni, giocare a ‘fare finta di…’ , mettendo in scena la realtà della vita.
Inventafiabe
Attraverso il disegno, possiamo inventare una fiaba con i suoi personaggi.
Chiediamo ai bambini di scrivere un libro di favole illustrato da regalare ai nonni per Natale: potranno inventare i personaggi, la trama del libro, il lieto fine… spiegandoli con i loro disegni a matita.
L’attività può partire dalla rilegatura di un libro vero e proprio, da costruire in modo molto semplice: prendete dei fogli di carta A4 e piegateli a metà, in modo da avere delle facciate formato A5. Con un ago o un punteruolo, fate 4 piccoli fori lungo la piega, e cuciteli con ago e filo, formando una rilegatura cucita a mano. Creando dei libri faidate, per i bimbi sarà ancora più facile immedesimarsi nel ruolo di scrittori.
Teatrino o Kamishibai
Dopo aver scritto la propria storia, i bambini possono metterla in scena.
Potete aiutarli a costruire in teatrino, grande o piccolo che sia.
Per realizzare un piccolo teatrino, basta una scatola di cartone inutilizzata, o anche una scatola delle scarpe.
Potete realizzare un teatrino per marionette, sbizzarrendovi sull’uso dei materiali: gomma crepla, legno, cartone, stoffa, bastoncini del gelato…
Si creano i personaggi e la scenografia, e si rappresenta la fiaba appena inventata.
In alternativa, se i bimbi vogliono illustrare la fiaba attraverso alcuni disegni realizzati sugli A4, si può costruire un kamishibai, ovvero una valigia delle storie, di cui potete trovare ispirazione sia ne La Casa nella Prateria, sia da Mammagiramondo.
In pratica si tratta di una cornice provvista di due ali frontali, in cui vengono infilati i disegni dei bimbi, che si trasformano quindi in cantastorie e narratori, come i vecchi cantastorie ambulanti di un tempo.
Per realizzarlo, basta una vecchia cornice di legno e del cartone, che viene fissato lateralmente e sul retro, per creare un teatrino che possa stare in piedi su una superficie mentre il bimbo infila e sfila un disegno alla volta, raccontando la sua fiaba.
Travestimenti per una festa
Nel giocare a ‘fare finta che…’, rientrano anche i travestimenti: ai bimbi piace pacioccare con i vestiti di mamma e papà, provare le scarpe, assumere l’aspetto dei personaggi della loro fantasia.
Mettete dei vostri vestiti in una cesta o un baule e lasciate che i bimbi giochino a vestirsi e svestirsi. Possono diventare mamma e papà, oppure realizzare un costume per una festa mascherata: in questo caso, se la malattia sta diventando più lunga del previsto, potete aiutarli ad organizzare una festa vera e propria.
Scegliete insieme il tema della festa e create costumi, cappelli, coroncine, addobbi e decorazioni. Apparecchiate la tavola abbellendola con festoni di carta, tovagliette o sottobicchieri inventati e costruiti da voi, e organizzate un pic nic nel salotto. Basta stendere una bella coperta in terra, magari cosparsa di fiorellini di carta, per passare una serata divertente fuori dagli schemi.
Potete preparare insieme dei panini e tramezzini da mangiare per terra, o un vero e proprio brunch.
Alla fiera
Un altro modo di proporre i giochi di ruolo è quello di ‘giocare ai mestieri’: per esempio a molti bimbi piace trasformarsi in dottori, maestri, negozianti… giocare quindi all’ufficio fingendo di lavorare davvero.
In questo caso, possiamo aiutarli a trasformarsi in negozianti, e giocare al mercato. Per esempio possiamo creare un minimarket, completo di tutto il necessario.
Gli scaffali possono essere realizzati con le sedie della cucina, o dei cestini girati al contrario o delle scatole di cartone colorate con le tempere o rivestite con dei foulard colorati.
Poi occorre realizzare la propria divisa di lavoro: per esempio un grembiule con lo stemma del proprio negozio. Con lo stesso logo, dobbiamo creare l’insegna che attiri i nostri clienti, e i cartelloni delle promozioni e dei prezzi.
Per esempio possiamo prezzare le nostre merci con i post it o con dei topper realizzati con carta colorata e stecchini per gli spiedini.
Dobbiamo anche preparare e stampare le ricevute per i clienti, e anche i soldi finti e le monetine che ci serviranno per dare il resto. Possiamo crearli con il cartoncino colorato, dando loro il nostro nome.
Per esempio le mie monete si chiamano Mammifelici!
Cosa vendere: in un negozio di alimentari, non possono mancare frutta e verdura. Quindi possiamo utilizzare i nostri felt food per allestire il negozio a nostro piacimento. Poi si possono usare i barattoli della cucina, i pelati, i pacchi di pasta… con la promessa di farci aiutare, poi, a rimettere tutto a posto!
Giochi euristici
Per i bimbi più piccoli, si possono organizzare dei giochi molto più semplici: basta un sacchetto di stoffa in cui mettiamo materiali semplici (legno, stoffa, ecc…), che loro possono manipolare, svuotare, riempire, esplorare…
Per esempio il Cesto dei Tesori.
Venerdì: giochiamo con le lettere e i numeri

Un’influenza può anche essere la scusa, oltre che per giocare, per ripassare un po’ alcune materie, nel caso dei bimbi alle elementari.
Per esempio facendo esercizi divertenti di matematica, italiano, prescrittura…
Prescrittura o pregrafismo
Il pregrafismo indica tutte quelle attività di ‘prescrittura’, adatte per i bambini di 5-6 anni (e comunque, a vari livelli, usate anche con i bambini della scuola materna), che aiutano i bambini a tracciare segni, coordinare il movimento delle mani e degli occhi, abituarsi alla scrittura.
Si tratta di esercizi molto semplici: labirinti, percorsi, tracciare segni, imitare la scrittura delle lettere, colorare dentro i margini di un disegno, ecc…
Su Mammafelice ci sono delle schede di pregrafismo da stampare, e anche un piccolo articolo di segnalazioni, con i link a siti e blog che offrono materiale per gli esercizi di prescrittura.
Per continuare a giocare con le lettere e le parole, ci sono inoltre le carte tematiche e le carte fonetiche, che possono essere usate anche per raccontare storie o costruire parole.
Il Cartellone dell’alfabeto
Una lunga malattia può essere l’occasione per realizzare un cartellone con le lettere dell’alfabeto da appendere in cameretta.
Possiamo chiedere ai bimbi più grandi di inventare le associazioni lettera-parola (A come Arancia, Ape, Arcobaleno…), tracciando su una metà di un foglio A4 ciascuna lettera (in stampatello e in minuscolo) e chiedendo loro di disegnarvi accanto tutte le parole che iniziano con quella lettera. La stessa cosa può essere fatta incollando figure ritagliate dai giornali.
Per i bimbi più piccoli, invece, si possono stampare le lettere già pronte, per poi colorarle e appenderle insieme.
Sandpaper letters o Lettere smerigliate
Uno dei modi indicati dalla Montessori per imparare a scrivere è quello delle Lettere smerigliate: si tratta di tesserine (originariamente di legno) rivestite di materiale ruvido (carta smerigliata), con la stessa logica delle Tavole tattili.
In pratica, tracciando con il dito il contorno della lettera, il bimbo impara a scriverla. Si possono realizzare anche in casa, facilmente, anche con materiali poveri.
Un altro modo di tracciare le lettere è quello di scriverle sulla farina.
Prendete un vassoio e mettetevi sopra uno strato di farina bianca o gialla. Con il dito, il bimbo deve tracciare le lettere nella farina. Per cancellare, smuove di nuovo la farina, e ricomincia.
Il giornalino
I bambini più grandi, possono invece giocare a fare i giornalisti.
Possiamo invitarli a scrivere un giornalino o un quotidiano, con articoli, notizie, fumetti… Per esempio il giornalino della famiglia, a partire dall’albero genealogico.
Con le foto dei nonni e dei cugini, possono raccontare le avventure che hanno passato, gli aneddoti che hanno sentito e altre curiosità di questo tipo.
Possono usare un modello semplice, tipo il Giornalino delle vacanze in formato A4, oppure usare dei cartelloni o dei fogli A3 per realizzare un quotidiano a tiratura familiare.
[continua... ]
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Da qualche giorno c’è una novità, su MF: la possibilità di poter condividere i tuoi link direttamente nei post. Dopo la Caccia al Tesoro, in cui i link dentro i commenti erano difficili da recuperare e ricordare, abbiamo lavorato per creare questo gadget che ci permette di raccogliere i link direttamente dentro i post.
Se dunque hai dei giochi da suggerire o hai dei link di giochi faidate realizzati da te che vuoi condividere, compila il form sottostante, e condividili con tutte noi! Grazie!
Una ghirlanda di stoffa
3 ottobre 2009

Una ghirlanda di stoffa per un compleanno, una festa, un’occasione qualsiasi: il mio motto è che per festeggiare non occorre un vero motivo, e più si festeggia, nella vita, anche per i motivi più banali, più si sta bene.
Ho visto moltissime ghirlande di stoffa, ultimamente: negli Stati Uniti, tra le blogger, vanno per la maggiore. Ce ne sono alcune davvero bellissime, perfette, con delle stoffe colorate e meravigliose.
Il regalo giusto dai 6 mesi ai 2 anni
24 settembre 2009

Come mi piaaaaace andare a zonzo per il sito dell’Ikea con la scusa che ‘devo scrivere un articolo molto importante, amoooore! Sparecchia tu, graaaazie!’.
Ooops, forse non dovevo dirlo?
Amoooore, non leggere questo articolo, è noiosissimo!
Che ci posso fare?
Qualcuno dice che da queste malattie si può guarire, ma a me l’Ikea-manìa piace, e non voglio essere salvata!
Monogrammi per decorare la cameretta
23 settembre 2009

Io ho di nuovo voglia di rinnovamento: sto cercando delle soluzioni, sempre di riuso, per decorare la cameretta di Dafne, cambiandole un po’ stile.
Vorrei iniziare piano piano a decorare la sua cameretta con qualche orpello più da bimba e meno da neonata. E sicuramente entro Natale mi inventerò qualcosa.
Cosa regalare a un bimbo da zero a sei mesi
10 settembre 2009

Dopo l’articolo sui regali da fare (e non fare) alle neomamme, colgo al volo il suggerimento di Chiara per provare (io ci provo, nè, poi vediamo cosa ne viene fuori…) a stilare una lista di possibili regali utili suddivisi per fasce d’età.
Partiamo dal principio
Da zero a sei mesi, effettivamente, i regali non sono semplici da scegliere: innanzi tutto per ragioni di sicurezza. Occorre scegliere i materiali giusti, le forme giuste, le dimensioni giuste… e anche comprare nei posti giusti.
Per esempio è bene scegliere materiali naturali, come legno, stoffa, panno, silicone… e magari evitare giocattoli troppo plasticosi, rumorosi (ormai sono traumatizzata, che ci posso fare?
) o eccessivamente ‘invadenti’: la mia idea è che un gioco deve essere il più possibile ‘neutro’ e passivo, in modo che l’attività nei confronti del gioco stesso spetti al bambino.
E questo in effetti mi fa venire molto in mente le bambole Waldorf, per esempio, che sono semplici e con il viso senza lineamenti, proprio perchè è il bambino stesso che con la sua fantasia e immaginazione dà loro un’espressione, un corpo, un sentimento…
Unaltra buona idea è quella di fornire materiali di uso comune (mestoli di legno, fazzoletti di cotone e di lino, sonagli rudimentali…) dentro un cesto di vimini, per creare un bel Cesto dei Tesori: è un gioco utile per sviluppare il senso del tatto e della vista, nei bimbi piccoli.

Sempre nel campo delle idee handmade, sicuramente sono perfetti i cubi soffici di feltro con le immagini colorate, magari con due campanellini al loro interno, per stimolare tatto, vista e udito insieme.
O ancora i libri di stoffa, che possiamo cucire a mano in modo molto artigianale, riproducendo varie storie: libri che contengono al loro interno parti di vari materiali, come bottoni e perline; libri semplici, con immagini facilmente identificabili, o ancora libri strutturati che raccontano vere e proprie storie, come quello di Jill per il suo piccolo Oscar, che cito sempre perchè credo sia il più bel libro di stoffa che ho visto fino ad ora.
Per chi non vuole dedicarsi all’handmade
Chi non ha tempo o non se la sente di dedicarsi ai regali fatti a mano, può comunque trovare i giocattoli adatti nei negozi convenzionali oppure online.
Ecco qualche consiglio per gli acquisti.
[Scusate se porto sempre come esempio Ikea, ma alla fine penso che sia esemplare a livello di giochi per bambini (anzi, se il team di Ikea mi legge ancora, sappia che sono disponibile ad affittarvi uno spazio pubblicitario, grazie e prego!
)]
Regalate un ‘doudou’ (dudù)

foto di Ikea
Ho imparato questa parola dolcissima da Claudia, che sa spiegare molto meglio di me di cosa si tratti: in pratica parliamo di un oggetto transizionale, un gioco-feticcio, di quelli che poi diventano il tuo pupazzetto del cuore e non vorresti mai lasciare. Quindi una copertina, un pupazzetto morbido, qualcosa che si possa stringere e coccolare, insomma…
E a tal proposito mi viene in mente il famosissimo Manolo della Frollina, la bimba di Panzallaria, la quale mi fece schiantare dalle risate quando Manolo venne perso e provarono a sostituirlo con Manulo. Leggetelo e provate a non ridere, se ci riuscite.
Per esempio il pupazzetto dell’Ikea nella foto: è una copertina con la testa di peluche: è come fosse, in pratica, un fazzoletto/coperta da stringere a sè e coccolare.
Regalate una giostrina

foto di Ikea
Le giostrine sono sempre apprezzate: possono essere appese al lettino, ma anche nella postazione giochi. E non è necessario che siano giostrine speciali o musicali… le giostrine semplici saranno le più apprezzate: i neonati infatti apprezzano meglio i colori distinti, le forme geometriche, le linee e i cerchi.
Un’altrenativa validissima è quella di regalare un carillon morbido, di quelli con musiche che conciliano la nanna e si possono attaccare alla culla.
Regalate libri

foto di Ikea
Come dicevo già la scorsa settimana, il mio parere è che i libri non siano mai sprecati: trovo che siano sempre un regalo gradito.
Per i neonati, prediligete libri di stoffa e panno, a norma e di quqlità, privi di pezzi piccoli che possono essere staccati o ingeriti.
Per esempio, se li trovate, sono molto utili anche libri con figure geometriche, soprattutto in bianco e nero.
Già verso la fine del primo mese, i neonati sono attratti dal contrasto luce e ombra: quindi per tenerli impegnati è molto utile proporre loro dei disegni in bianco e nero, dai contorni ben definiti, da posizionare sopra la culla o da sfogliare insieme a loro in un piccolo librino.
I neonati apprezzano molto le righe, le spirali, le scacchiere… ma anche altri tipi di immagini (vettoriali) che catturano la loro attenzione.
Regalate sonagli semplici

foto di Ikea
Sonagli non elettronici, ma molto semplici. In materiali naturali, preferibilmente in legno, oppure con inserti in spugna e panno. Dai colori vivaci, adatti ad essere manipolati, coccolati, spiegazzati e anche ‘assaggiati’.
Giochi che quindi possano anche essere lavati facilmente e che non contengano parti pericolose, o che possano staccarsi.
Link utili:
- Ikea dei Piccoli;
- Giocattoli creativi;
- Montessori Street;
- Libri per bambini e ragazzi;
- Negozi montessoriani su internet.
Questa è la mia selezione speciale… e la vostra?
Cos’altro regalereste a un bimbo di età compresa tra gli 0 e 6 mesi?
Le Tattidee… di Primavera
13 maggio 2009

Una parete bianca chiedeva un segno di Primavera. Perchè alla fine la Primavera non è solo questione metereologica, ma soprattutto di ‘cuore’: sentirsi pronti a rivoluzionare il proprio destino, togliersi le scarpe e stare a piedi nudi, andare alla ricerca di colore.
E allora Tatti ha iniziato dalle pareti: un intero muro della sua stanza è diventato un prato fiorito. Una decorazione grandissima, colorata, con tanti fiori di diversa misura e forma, che ha sostituito la testata bianca del suo letto.
Perchè la Primavera, se ci penso, in fondo è sempre sopra le nostre teste. Basterebbe ogni tanto sollevare lo sguardo verso l’alto, per vederla.









