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Cause infertilità maschile: conoscerle per intervenire

Pubblicato il 30 novembre 2017 da

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Se nello scorso articolo abbiamo parlato di  “cause di infertilità femminile” oggi parliamo di “cause di infertilità maschile”. Come dicevamo sull’altro articolo non c’è una maggiore incidenza dell’infertilità femminile rispetto a quella maschile né viceversa: le coppie che si rivolgono ai centri PMA (procreazione medicalmente assistita) hanno problemi per il 50% femminili e per il 50% maschili.

Cause infertilità maschile: cosa può impedire la fecondazione dell’ovocita?

Ma quali sono le cause dell’infertilità maschile? Innanzitutto va detto che gli spermatozoi, per poter fecondare l’ovocita, devono avere delle caratteristiche specifiche: devono essere sani, di forma normale, devono avere una velocità e vitalità adeguata, devono essere forti. Devono, per dirla semplice, essere innanzitutto in grado di raggiungere l’ovocita e poi devono essere sani in modo che alla fecondazione segua lo sviluppo dello zigote fino all’embrione.

Quindi l’infertilità maschile dipende principalmente da queste due cause:

  • Anomalie dell’apparato riproduttivo;
  • Difetti degli spermatozoi o del liquido seminale.

Infertilità maschile: anomalie dell’apparato riproduttivo

Ci sono alcune caratteristiche fisiche che rendono più complicata di quanto non lo sia già, la riproduzione. Tra queste caratteristiche, che possono essere congenite o acquisite, spiccano sicuramente il varicocele, l’eiaculazione retrograda e l’impotenza.

1. Varicocele e infertilità

Il varicocele è una dilatazione della vena genitale maschile (vena gonadica) che ha il compito di trasportare il sangue dalle gonadi maschili al cuore. Questa patologia induce infertilità perché comporta un’alterazione della circolazione del sangue del testicolo, provocando altresì un innalzamento della temperatura locale (nemica della salute degli spermatozoi).

A causa della diversa conformazione dei vasi sanguigni, il varicocele nella quasi totalità dei casi si manifesta sul testicolo sinistro (95%).

Ne soffre un uomo su cinque, ma il varicocele è asintomatico e quindi difficile da diagnosticare. In ogni caso è un problema che si risolve con un intervento ormai di routine.

2. Eiaculazione retrograda

L’eiaculazione retrograda è un disturbo piuttosto infrequente (colpisce meno dell’1 per cento degli uomini), e ha a che fare con i muscoli che controllano l’eiaculazione. In presenza di eiaculazione retrograda infatti questi non funzionano in maniera coordinata, e il rilascio del liquido seminale avviene verso l’interno anziché verso l’esterno, ovvero verso la vescica anziché fuoriuscire dall’uretra peniena.

Non è dolorosa, e lo sperma viene espulso insieme all’urina nella prima minzione dopo il coito, però può causare aspermia (incapacità di eiaculazione).

3. Impotenza e problemi di erezione

L’impotenza non danneggia la qualità del liquido seminale, e quindi con le tecniche di procreazione medicalmente assistita anche un uomo con problemi di erezione riesce a concepire senza particolari problemi (salvo la concomitanza di altri fattori di infertilità).

Tuttavia, essendo che l’impotenza rende impossibile un rapporto sessuale, rende anche impossibile concepire in maniera naturale.

Leggi anche: calcolo periodo fertile e ovulazione

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Difetti degli spermatozoi o del liquido seminale

Per poter fecondare l’ovocita, lo spermatozoo deve riuscire a risalire tutto il tratto riproduttivo femminile, per poi penetrare all’interno dell’ovulo che generalmente incontra nelle tube di Falloppio. Ecco perché gli spermatozoi devono avere le giuste mobilità e morfologia.

Quando mancano queste caratteristiche l’uomo è infertile o subfertile. Nello specifico si distinguono queste patologie:

  • Aspermia: incapacità di produrre liquido seminale
  • Azoospermia: assenza di spermatozoi nel liquido seminale
  • Oligospermia: quantità insufficiente di spermatozoi nel liquido seminale
  • Teratospermia: presenza di una quantità notevole di spermatozoi dalla forma anomala o comunque di bassa qualità
  • Astenospermia: mobilità ridotta degli spermatozoi
  • Oligo-asteno-teratospermia (OATS): quantità insufficiente di spermatozoi, scarsa mobilità e forme anomale.

Il liquido seminale deve essere adeguato per non solo per qualità e quantità, ma anche per viscosità, volume e pH.

Per valutare queste caratteristiche viene effettuato un esame sul liquido seminale chiamato spermiogramma.

Aspermia

In presenza di aspermia lo sperma non riesce correttamente a fuoriuscire dal pene, seppur l’uomo che ne soffre provi comunque la sensazione di eiaculazione.

Una delle cause principali è l’eiaculazione retrograda della quale parlavamo prima, e comunque i problemi di ostruzione del dotti eiaculatori, che può dipendere da infiammazioni, malattie genetiche non strettamente connesse all’apparato riproduttivo (come la fibrosi cistica), interventi chirurgici, cisti, malattie sessualmente trasmissibili (come la clamidia).

Azoospermia

Per essere definita azoospermia deve verificarsi la totale assenza di spermatozoi all’interno dello sperma. Può essere causata da insufficienza testicolare primaria, vasectomia, dotti eiaculatori ostruiti, esposizione a radiazioni o tossine ambientali, anomalie cromosomiche.

Oligospermia

La quantità ottimale di spermatozoi è di almeno 20 milioni per millilitro di liquido seminale. Sotto a questo numero la fertilità viene notevolmente ridotta. Se la conta spermatica non supera i 5 milioni per millilitro ci troviamo in presenza di oligospermia.

Teratospermia

Per un’adeguata fertilità la conta degli spermatozoi di forma normale dev’essere di almeno 40%. Se le forme anomale superano il 60% della conta totale, allora potremo parlare di teratospermia.

Astenospermia

Per un’adeguata fertilità almeno il 50% degli spermatozoi devono avere una mobilità normale. Sotto al 20% ci troviamo in presenza di astenospermia.

Volume del liquido seminale

Affinché il liquido seminale entri in contatto con la cervice, l’uomo deve eiacularne almeno 2 millilitri. Se viene eiaculato meno di un millilitro di sperma sarà difficile concepire. Ma anche un eccessivo volume può non andare bene: infatti un’eiaculazione superiore a 7 millilitri potrebbe diluire troppo lo sperma, e solo pochi spermatozoi potranno raggiungere la cervice.

Viscosità del liquido seminale

Subito dopo l’eiaculazione il liquido seminale si coagula, e pochi minuti dopo inizia il processo di dissoluzione del coagulo: entro 30 minuti il plasma seminale si dovrebbe liquefare. Se rimane troppo denso sarà difficile per gli spermatozoi staccarsi dallo sperma per attraversare la cervice. Ecco perché i tempi di liquefazione sono importantissimi.

pH del liquido seminale

Il liquido seminale ottimale deve avere un pH neutro o leggermente alcalino, e cioè con un pH da 7,2 a 8,0. Se il pH non rientra in questi numeri potrebbe esserci qualche problema da indagare.

Parotite (orecchioni) e infertilità maschile

Ebbene, il fatto che la parotite contratta dopo la pubertà possa rendere infertili e addirittura sterili non è una leggenda come spesso si crede. Infatti questa infezione può causare un grave deficit della produzione degli spermatozoi, in quanto provoca una pericolosa infiammazione ai testicoli chiamata orchite.

L’orchite è molto pericolosa e può causare infertilità permanente. 

Conclusioni

Eccoci alla fine del nostro articolo. Spero di avervi acceso una qualche lampadina affinché possiate indagare e valutare. Naturalmente su Mammafelice non trattiamo problemi medici, ma diamo una panoramica generale di ciò che potrebbe causare infertilità nella coppia: per questo è bene sempre rivolgersi al proprio medico, per approfondimenti sulla propria salute.



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