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5 modi per rendere piacevole il momento della pappa

Pubblicato il 30 ottobre 2017 da

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Noi genitori (italiani?) siamo bravissimi ad andare subito in ansia al momento dei pasti: mangerà abbastanza? perché mio figlio non vuole mangiare nulla? sto facendo bene?
La risposta è spesso più semplice del previsto: sì, sta andando tutto bene, non preoccuparti, e impara a vivere il momento della pappa senza stress, divertiti, pranza con i tuoi figli in modo tranquillo chiacchierando e senza pensare a quanto mangiano… e tutto andrà perfettamente!

Come si fa a sentirsi tranquilli durante le prime pappe dei bambini?

5 modi per vivere il momento della pappa senza stress

L’atteggiamento di noi genitori, lo sappiamo, conta moltissimo: dobbiamo imparare a vivere le tappe di crescita dei nostri bambini senza ansie, fidandoci di loro. Affidiamoci al Metodo Montessori, ricordandoci il suo motto principale: il bambino è competente, e noi possiamo aiutarlo a fare da solo. 

Variare il menù sin da piccolissimi

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Spesso diventiamo troppo monotematici, quando prepariamo le prime pappe ai bambini: da una parte c’è il foglio dello svezzamento del pediatra, che ci dice di introdurre un alimento nuovo ogni 10-15 giorni. Dall’altra la voglia del bambino di scoprire il cibo e i propri stessi gusti.

Io sono sempre stata abituata a pensare che gli schemi di svezzamento siano utilissimi, ma vadano adattati alla storia della propria famiglia e del proprio bambino. Con mia figlia ho usato lo schema della pediatra, soprattutto all’inizio (quindi i primi 15 giorni di svezzamento, che in effetti sono cruciali) e poi ho velocizzato l’introduzione dei nuovi alimenti, ravvicinando i tempi.

Con mia figlia ho visto che la personalizzazione era molto importante: per esempio a lei non sono mai piaciute le pappe troppo liquide o morbide, che invece – se avessi seguito pari pari le indicazioni della pediatra – avrei dovuto darle: ma diluire 2 cucchiai di farina di tapioca in 150ml di brodo era praticamente come preparare una pappa da bere con la cannuccia.

Ho quindi usato molto meno brodo, che aggiungevo alla farina e alle verdure piano piano, mescolando bene, fino a raggiungere la consistenza di una polentina morbida, ma non liquida. Questo a mia figlia piaceva moltissimo.

Una volta trovata la consistenza e la temperatura giuste, allora ho iniziato a introdurre le verdure di stagione, ogni 3-4 giorni: carota e zucchine per prime, poi le bietole, e poi zucca, piselli, fagiolini, verza, cavolfiore, lattuga, broccoli, finocchi, cipolla e infine legumi vari (che però sono proteine). Ho lasciato per ultimi i pomodori e gli asparagi e ho ritardato molto l’introduzione di funghi e melanzane, visto che sono difficili da digerire e assimilare.

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Come fare gli omogeneizzati in casa?

Il nostro menù per la pappa è sempre stato:

  • A pranzo: 2 cucchiai di farina o di pastina, l’omogeneizzato di carne o pesce, il brodo e poi 2-3 cucchiai di verdura frullata e un cucchiaino di olio evo;
  • A cena: 2 cucchiai di farina o pastina, il formaggio fresco oppure il prosciutto cotto, il brodo e poi 2-3 cucchiai di verdura frullata e un cucchiaino di olio evo.

Se i vostri bimbi sono particolarmente affamati, invece di aggiungere pastina, aggiungete verdura: anche uno o due cucchiai di verdura in più vanno benissimo. Ovviamente deve essere cucinata nel brodo senza sale e senza olio, e frullata con il suo stesso brodo.

Parmigiano sì o no? Possiamo aggiungerne un cucchiaino, ma ricordiamoci che è comunque una proteina, quindi in teoria non va aggiunto se già stiamo dando un’altra proteina.

LEGGI ANCHE:  Schemi e ricette di svezzamento.

Niente ansie: piccole porzioni, piccoli assaggi

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In generale, i genitori riempiono troppo il piatto dei loro figli. Sono sempre rimasta stupita di fronte alle mie amiche che mi dicevano che i figli non mangiavano niente, per poi vedere la quantità di cibo nei loro piatti: se mia figlia a 2 anni mangiava 3 cucchiai di pasta con la verdura e il parmigiano, quindi diciamo sui 30-40 grammi di pasta (piatto unico!), vedere un bambino di un anno con un piattone di 70 grammi di pasta era sconvolgente!

Anche perché esistono precise grammature nell’alimentazione dei bambini, e non possiamo sottovalutarle:

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Siccome in Italia la tendenza all’obesità nei bambini è cresciuta notevolmente, fermiamoci in tempo! Se i bambini dimostrano di avere ancora fame, non dobbiamo proporre loro il bis di pasta o di carne, ma di verdure!

Tanto meglio, quindi, se prepariamo loro dei bei piatti unici ricchi di verdure, in modo che mangino con gusto senza aumentare le calorie di ogni singolo pasto. Nemmeno a dirlo: a merenda frutta!

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Piatti unici con verdure per lo svezzamento sono:

Piatti unici con verdure dai 12 mesi in su, a pezzetti, sono:

  • Couscous con verdurine e legumi;
  • Zuppa di orzo, legumi e verdure di stagione;
  • Risotto con pomodoro e parmigiano;
  • Pasta con le verdure e i legumi;
  • Pasta con il ragù di carne bianca e verdure al pomodoro;
  • Zucchine ripiene di carne e verdure con il pangrattato;
  • Polpettine di carne e verdure con il pane ammollato nel latte;
  • La polenta con il ragù di verdure;
  • Il polpettone farcito, con spinaci, carote e pane ammollato nel latte;
  • Gnocchetti con sughi di verdure e formaggio;
  • Le lasagne con ragù e verdure;
  • Le torte salate;
  • Le insalate di riso;
  • Le zuppe o minestre con i crostini di pane.

Autosvezzamento: il modo per assaggiare nuovi cibi

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Noi in famiglia abbiamo presto abbandonato il piatto unico con la pappa frullata, e già verso i 9 mesi Dafne mangiava la pappa schiacciata con la forchetta o a pezzettini, e primo e secondo separati. A lei piaceva di più e la rendeva anche più autonoma e consapevole di ciò che mangiava.

Non dobbiamo avere paura del soffocamento: i bambini sono molto competenti. Possiamo certamente fare un corso di disostruzione pediatrica, che sarà sempre utile nella vita, ma poi usare le regole del buon senso:

  • il cibo va servito schiacciato dapprima con la forchetta, in modo che il bambino possa fare le prime esperienze con consistenze sempre più ‘a pezzettini’;
  • i cibi vanno tagliati nel modo giusto: mai a rondelle, ma sempre a bastoncino o a dadini;
  • alcuni cibi nello svezzamento sono da evitare, anche fino ai 2-3 anni: caramelle e chewingum di tutti i tipi; olive intere e chicchi d’uva; alimenti non scivolosi come wurstel e prosciutto crudo; alimenti filanti (mozzarella e formaggi fusi molto compatti).

L’autosvezzamento è l’occasione per avvicinare il bambino al tavolo insieme alla sua famiglia, mangiare tutti più sano, condividere il momento del pasto e creare una bella relazione anche a tavola, chiacchierando e abituandosi a parlare di ciò che avviene durante la giornata.

Potete fare, come abbiamo fatto noi, un mix tra svezzamento tradizionale e autosvezzamento:

  1. passare abbastanza velocemente dalle pappe frullate alle pappe ‘a pezzetti’, dapprima schiacciate con la forchetta;
  2. servire il piatto unico a pezzettini, ovvero cibo tagliato a dadini;
  3. lasciare che il bambino assaggi pezzi di pane, frutta, formaggi e verdura dal tavolo, servendosi con le sue manine.

Scegliere gli orari giusti per mangiare e dormire

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Nei limiti del possibile, bisognerebbe pranzare e cenare tutti insieme presto, per aver modo di digerire prima del riposino pomeridiano e soprattutto prima della notte.

Per esempio è un buon rituale, anche per normalizzare il rapporto sonno / veglia dei bambini, svegliarli alle otto al mattino (se siamo a casa con loro), anche se dormirebbero fino alle dieci: sveglia alle otto del mattino con coccole e colazione, momento del cambio e vestizione, giochi adatti all’età del bambino o piccole commissioni, riposino mattutino, di nuovo una mezzora di giochi e poi pranzo alle ore 12.

Dopo il pranzo i bambini fino a due anni dormono volentieri al pomeriggio: mettiamoli nella stanza con noi, per evitare che scambino il giorno con la notte e dormano più del dovuto. Anche se abbiamo la tentazione di farli dormire 4 ore filate, svegliamoli dopo massimo due ore: poi c’è il momento del cambio, i giochi, la merenda, di nuovo giochi e commissioni, infine la cena, che sarebbe perfetta massimo intorno alle 19.

Se tutta la famiglia riuscisse, compatibilmente con gli impegni di lavoro, a fare i due pasti principali alle 12 e alle 19 si garantirebbe una qualità di riposo ottima a tutti i membri della famiglia… e anche più tempo dopo cena per i genitori!

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Ottimo compromesso tra pappa, gioco e riposino post pranzo è Siesta, il seggiolone / sdraietta di Peg Perego, che trovate in tutti i negozi Beberoyal. Si può utilizzare dai primi giorni di vita del bambino sino a circa 36 mesi. È un seggiolone di design, molto molto bello da tenere in vista, in ecopelle facile da pulire e manutenere e in tanti colori moda.

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Essendo omologato sin dalla nascita, può essere usato anche come comoda sdraietta per i primi mesi di vita, permettendo quindi un acquisto unico alla famiglia e soprattutto un notevole risparmio di spazio in casa.

Siesta è provvisto di comode ruote antigraffio che permettono di spostarlo facilmente, ma allo stesso tempo proteggere anche i pavimenti più delicati. Ma si tratta di ruote che si possono anche bloccare, per garantire la sicurezza del bambino quando è sul seggiolone. Una volta chiuso, Siesta è super compatto, sta in piedi da solo e potete facilmente riporlo in un ripostiglio o muoverlo facilmente.

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Siesta si può usare a tavola con la famiglia: ha 9 posizioni regolabili in altezza e un doppio vassoio estraibile, che ci permette di avvicinarlo al tavolo e trasformarlo in una vera e propria seduta da tavolo per i bambini grandi.

Il vassoio si può lavare in lavastoviglie, per garantire la massima igiene al bambino durante i pasti. Quando è inutilizzato, il doppio vassoio può essere agganciato alle gambe del seggiolone, in modo da non ingombrare e soprattutto non gironzolare per casa!

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Quando arriva il momento della nanna, Siesta si può reclinare in 5 posizioni grazie al sistema Comfort Recline Peg Perego, che lo trasforma appunto in una sdraietta omologata sin dai primi giorni di vita, e fino a 150 gradi. Sdraietta che rispetta tutte le norme di sicurezza, con il seggiolino anatomico, il poggiapiedi, le sue cinture a cinque punti e lo spartigambe, che impediscono al bambini – anche accidentalmente- si scivolare verso il basso.

Aiutare il bambino a concentrarsi sul cibo: no TV, giochi e tablet

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Il miglior modo per prevenire l’obesità nei bambini, oltre a non rimpinzarli di cibo e aiutarli a gradire le verdure, è quello di permettere loro la formazione di consapevolezza verso i cibi che stanno assaggiando.

Distrarre i bambini al momento del pasto è deleterio per la loro salute alimentare: se li distraiamo da ciò che mangiano, non riusciranno ad avere una vera percezione della propria sazietà, e tenderanno a mangiare di più del dovuto.

Inoltre, il pasto serve non per ingozzare i bambini purché mangino un piattone di pasta per intero, ma per aiutarli nella formazione del gusto, dell’olfatto, del tatto: a sperimentare con i propri sensi attraverso il cibo, e quindi a crescere più consapevoli.

Rincorrere i bambini per casa con il cucchiaio pieno è sbagliato. Si mangia tutti insieme a tavola con TV spenta e tablet fuori dalla portata dei bambini (strumento che, tra l’altro, per evitare problemi futuri di concentrazione, non andrebbe dato ai bambini sotto dei 5-6 anni!). Siccome abbiamo appurato che non è vero che i nostri figli non mangiano niente, lasciamo che mangino la quantità che desiderano, senza forzarli e ricattarli o tanto meno imbambolandoli davanti alla TV.

I casi di bambini realmente inappetenti sono molto pochi, e vanno risolti con l’aiuto del pediatra ed eventualmente di un nutrizionista.



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