Come scegliere una babysitter in ottica Montessori

Pubblicato il 12 luglio 2017 da

Non una maestra Montessori, non una specialista: una tata o una babysitter (maschio o femmina che siano) che conosca i pilastri del Metodo Montessori e sappia applicarli in casa con i nostri bambini. Trovo che questo sarebbe un valore aggiunto enorme, per una babysitter, insieme alla frequenza di un corso sulle manovre di disostruzione pediatrica. 

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Come ho sempre sostenuto, praticare il Metodo Montessori a casa non significa sostituirsi a insegnanti qualificati, né proporre ai bambini materiali prettamente didattici che andrebbero usati in classe.

Per noi seguire le indicazioni della Montessori in educazione, significa essenzialmente ritenere che i bambini siano competenti, e che il ruolo di un genitore non sia quello di un burattinaio, ma di un facilitatore. 

Compito dell’educatore è aiutare la vita o difenderla dai pericoli che possono impoverirla, mai di reprimerla. Egli deve aiutare il bambino a fare da sé e deve fornirgli mille occasioni per apprendere, per preparare le vie al suo andare spontaneo nel mondo di uomini o di conoscenza

Le parole chiave della pedagogia Montessori sono:

  1. Libertà, ovvero capacità di agire per svilupparsi secondo la propria essenza autentica;
  2. Autonomia, ovvero la capacità di essere competente;
  3. Autoapprendimento, ovvero la capacità di imparare da solo attraverso l’esperienza dell’errore.

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Quali sono i pilastri del Metodo Montessori che possiamo proporre in casa?

  1. Aiutare il bambino a sviluppare liberamente se stesso, i suoi talenti, la sua personalità: è un bambino che quindi non deve diventare come noi lo vogliamo, perfettino e robottino, ma deve riuscire a esprimere se stesso in modo autentico;
  2. Suscitare nel bambino la gioia e l’entusiasmo per il lavoro, anche il lavoro che richiede concentrazione e motricità fine: i bambini sono felici di poter ‘fare’ con le proprie mani, di sentirsi competenti;
  3. Rispettare il bambino come persona, trattandolo con gentilezza e rispetto e insegnandogli queste qualità con l’esempio;
  4. Diventare spettatori del processo di apprendimento del bambino: nel Metodo Montessori l’insegnante osserva, interviene solo per pacificare e spiegare in modo semplice e lineare i materiali, ma non anticipa il bambino, non si sostituisce a lui, non gli toglie le scarpe dalle mani perché ci mette troppo tempo ad allacciarle,
  5. Incoraggiare le azioni del bambino e le competenze raggiunte: invece di dire a un bambino che è bravo o bello, possiamo dirgli: hai fatto un ottimo lavoro;
  6. Incoraggiare le piccole scelte: proporre una o due scelte possibili, stimolando il bambino a prendere decisioni autonome, proporzionate alla sua età e alle competenze raggiunte;
  7. Educare in positivo: esercitare la pazienza, proporre un modello di pedagogia positiva che non umilia, non picchia, non limita l’autoaffermazione del bambino.

In questo ambiente, una babysitter con la passione per il Metodo Montessori dovrebbe essere una persona gentile e rispettosa dei tempi e delle esigenze del bambino. Non deve urlare, ma deve essere capace di comunicare in modo positivo con il bambino – soprattutto in caso di conflitti tra fratelli o momenti di nostalgia verso mamma e papà.

Una babysitter ‘Montessori’ dovrebbe quindi saper accogliere i sentimenti del bambino e imparare la sottile arte della verbalizzazione: nominare ad alta voce e identificare empaticamente i sentimenti del bambino, spiegarglieli, rassicurarlo sulla bontà dei suoi sentimenti e confortarlo.

Nelle attività domestiche potrebbe coinvolgere i bambini, sempre in sicurezza, per sviluppare le loro abilità e autonomie: preparare la merenda, apparecchiare e sparecchiare la tavola, spolverare, stendere il bucato, riporre i vestiti negli armadi, …
Tutto questo piacerà moltissimo ai bambini, che si sentiranno valorizzati e competenti, e che sapranno essere straordinariamente ricettivi.
E piacerà anche ai genitori, sapere di poter avere la casa in ordine (beh, fa piacere, dai!), i bambini sereni e attivi, e non piazzati davanti alla televisione ad annoiarsi e a perdersi.

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Tra le attività che potremmo proporre alla babysitter, ci possono essere le attività della vita pratica, come quelle elencate: apparecchiare, spolverare, ma anche grattugiare, spremere, svitare, allacciare, e quindi vestirsi e lavarsi da soli.

E anche le attività di motricità fine, per bambini entro l’età prescolare, come infilare, fare travasi solidi e liquidi, manipolare, impastare, tagliare, incollare.

Qualche mese fa ho conosciuto Yougenio, portale di servizi per la casa e la persona, e sono andata a trovarli in provincia di Bologna. A Yougenio ho proposto di formare le tate e le babysitter con alcuni principi base del Metodo Montessori: vero che è una bella idea? 😉

Ho anche assistito alla loro lezione finale sulle manovre di disostruzione pediatrica delle vie aeree: seguono un corso specifico e anche dei corsi di aggiornamento per ripassare le manovre di primo soccorso.

L’idea di questi servizi mi piace moltissimo per un motivo per me importante: poter chiedere servizi gestiti in modo sicuro e NON in nero, come pulizie, imbiancatura, giardinaggio, assistenza a bambini e anziani – senza però avere prezzi esagerati.

L’idea mi piace molto perché è un’occasione di trovare lavoro (c’è un piano assunzioni fino alla fine dell’anno), ma anche per poter avere la sicurezza di essere tutelati: avere un’assicurazione, un sostituto che arriva se il primo operatore si ammala, poter avere una fattura da scaricare se si ha un’attività. Per ora è disponibile nelle grandi città: Bologna, Firenze, Milano, Roma, Torino, Padova, Verona, Vicenza. Ma io non dispero di portarli anche al centro del mondo: la mia Mappano!



Commenti

Un commento per “Come scegliere una babysitter in ottica Montessori”
  1. gloria

    Ciao, mi chiamo Gloria, vivo a Nettuno (RM) conosco il Metodo Montessori e sono cresciuta con una madre anche lei di idee montessoriane. Condivido pienamente ciò che è stato evidenziato nell’articolo riguardante la scelta della baby sitter e come tale scelta, specialmente “oggi”, è divenuta complicata. Io ho sempre fatto la baby sitter, tra un lavoro e l’altro, e l’ho fatto più per passione che per denaro. I bambini, prima di ogni ideologia didattica, VANNO AMATI E RISPETTATI. Sono loro che devono scegliere la baby sitter (con la super visione dei genitori); lo dimostrano già dal primo approccio poiché i bambini hanno un sesto senso sviluppatissimo. Questo è il primo passo, secondo mio modesto parere, fondamentale, da fare nella scelta di una baby sitter.

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