Estate: Progetti creativi per bambini

Pubblicato il 31 maggio 2017 da

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Vedo l’estate come l’occasione di sviluppare una relazione creativa con i figli, piuttosto che vedere i tre mesi di vacanza come un enorme problema di conciliazione lavoro e famiglia. Che è vero, ma non prende in me il sopravvento in merito alla decisione di trascorrere comunque un’estate meravigliosamente creativa e lasciarmi inondare di felicità ovunque posso. 

Si tratta di progetti creativi alla portata di tutti, anche di quei genitori che non si sentono affatto creativi.

Basta provare, non aver paura di sbagliare di fronte ai figli e – anzi! – ritenerla una cosa molto sana! Sbagliare davanti ai figli è il segno della nostra umanità, del fatto che non devono confrontarsi con un modello di perfezione (che non esiste), ma con una persona.

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La creatività della natura

Conoscere i nomi delle piante, delle foglie, dei fiori. Il ciclo di vita delle piante, la fotosintesi, il ciclo dell’acqua e delle api. 
Ma anche dipingere con le foglie e i fiori, intrecciare corone, costruire capanne. 

Passare il tempo all’aria aperta e imparare a trarne l’energia creativa e l’ispirazione per giocare con questo meraviglioso mondo che abbiamo a disposizione.

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Costruire storie

Aiutare i bambini a passare dal loro ruolo di ascoltatori di storie, a costruttori di storie.

Possono inventare uno spettacolo teatrale, una radio, una trasmissione televisiva.
Possono girare un film con la telecamera di famiglia. Possono scrivere un libro o illustrare un fumetto. 

Possono costruire la storia che hanno nel cuore, e noi ascoltarla per capirli profondamente.

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Dipingere e colorare

Nella pittura c’è una sorta di meditazione: è un’attività che richiede silenzio e concentrazione, che invita a pensare, a progettare, a riflettere. Non solo per essere dipinta, ma anche per essere osservata. 

Lasciamo che i bambini usino tutti i colori: i pastelli, i gessi per colorare i marciapiedi, le tempere per colorare i sassi, gli acquerelli per ritrarre gli elementi della natura.
Lasciamo che alla sera tornino a casa sporchi di colore, felici della propria opera.

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Guardare i micromondi e i macromondi

Crete volte dimentichiamo che esistono tanti modi di vedere il mondo: il piccolissimo, il grandissimo.

Kant parlava del concetto di sublime, ovvero ciò che è assolutamente grande, smisurato, incommensurabile: l’uomo non può fare altro che provare un senso di ammirato stupore verso la grandezza degli eventi naturali, di fronte alle montagne o agli abissi, o ai mari in tempesta o ai vulcani in eruzione.

E allo stesso modo, io penso, possiamo provare ammirazione per il silenzioso e organizzato lavoro di una colonia di formiche, o per gli insetti che brulicano nei prati, o per le piccole parti che compongono un fiore e gli permettono di sbocciare, riprodursi e anche morire.

Possiamo proporre ai bambini di guardare oltre al mondo che conoscono: di cercare il piccolissimo e il grandissimo, di emozionarsi osservando l’incredibile spettacolo della natura.

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Scrivere e disegnare le emozioni

Io ho sempre pensato scrivendo. Il mio modo di riflettere è scrivere i miei sentimenti e sentire che vengono fuori dal suono dei tasti. Vasco Rossi, in Una canzone per te, dice: le mie canzoni nascono da sole vengono fuori già con le parole.  A me è successa sempre un po’ la stessa cosa: mi metto davanti alla tastiera e le parole iniziano ad uscire spontaneamente, perché è così che io penso ai sentimenti.

Provateci insieme ai bambini. Non per forza bisogna scrivere le emozioni su un computer: si possono disegnare su un bloc notes, si possono trascrivere solo delle parole, si possono fare disegni, schizzi, anche scarabocchi. Trascrivere l’emozione, qualunque essa sia e in qualunque forma, è anche prenderne le distanze, imparare a gestirla, accettarla, sentirla parte di noi e non temerla. 

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Ascoltare buona musica

Dedicarsi del tempo in cui si ascolta e basta. Il tempo in cui le mani sono ferme, le gambe sono ferme, la testa è concentrata solo sulla musica, sulla melodia, sulle note, sulle parole di una canzone. 

Regalarsi il tempo di ascoltare senza dover per forza fare altro nel frattempo. Provare ad ascoltare musiche differenti, dalla classica al jazz alla musica elettronica. Senza pregiudizi, solo con la voglia di ascoltare – e ascoltarsi.

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Fare lavoretti creativi

E infine poter pasticciare, incollare, tagliare, strappare, arricciare. Poter creare qualcosa di furbo e poter creare qualcosa di inutile. Costruire oggetti con le proprie mani, sporcarsi, fare meglio la prossima volta. Imparare a progettare, costruire, misurare e infine riuscire.



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