Papà, mi togli la modalità di restrizione dal computer?

Pubblicato il 13 febbraio 2017 da • Ultima revisione: 13 febbraio 2017

A casa nostra ultimamente si sente spesso questa frase: – Papà, mi togli la modalità di restrizione dal computer?
La risposta è una sola possibile: NO.

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Abbiamo una figlia di 9 anni e la modalità di restrizione è uno dei tre modi che abbiamo per proteggerla dai pericoli della Rete, insieme ad educarla ad un uso consapevole di Internet e a controllare i suoi dati di navigazione.

Una recente ricerca di Kaspersky Lab indica che ben il 33% dei genitori non conosce i sistemi di parental control o non li sa installare.

Questo significa esporre i propri figli a contenuti non adatti: violenti, scurrili, con allusioni sessuali esplicite e discriminazioni.

Questo significa che un bambino, in soli due click su youtube, può essere esposto a ogni genere di contenuto violento o inappropriato.
Perché è così che funziona: il bambino clicca su un video di Peppa Pig o su una canzoncina, poi fa un secondo click su un altro contenuto, e ben presto visualizza contenuti per soli adulti.

Cosa fare?

Alzare l’età dell’accesso a tablet e PC

Non c’è nessuna ragione intelligente per dare in mano un tablet o un cellulare a un bambino sotto i 5 anni! Possono giocare con i giochi adatti alla loro età, colorare, guardare la TV, giocare anche con il Nintendo ai giochi identificati come PEGI 3-5 anni.

Nostra figlia ha avuto accesso al PC (con restrizioni) all’età di 8 anni e non ha ancora né un tablet, né un cellulare. E non ha il permesso di usare i nostri smartphone, visto che li usiamo per lavoro e sono predisposti per noi adulti. Se vuole giocare al ristorante (ma non può chiacchierare con noi?) può usare il suo Nintendo.

C’è un ulteriore motivo per cui non è intelligente lasciare il proprio smartphone o tablet ai figli: per la protezione dei nostri dati. Non solo privacy intesa come contenuti e geolocalizzazione, ma soprattutto password, informazioni bancarie, email e dati di accesso alle nostre carte di credito e conti correnti.
I nostri account devono essere separati da quelli dei figli, perché in un attimo i bambini potrebbero condividere informazioni davvero riservate.

Bambini e tablet: effetti cognitivi sulla generazione touch

Molti bambini imparano ad usare un tablet prima di imparare ad allacciarsi le scarpe. Questa esposizione precoce all’uso di smartphone e tablet potrebbe avere, nel lungo termine, effetti anche gravi sullo sviluppo linguistico e cognitivo dei bambini. 

Prima, per lo meno, usare mouse e PC era ‘difficile’: sottoponeva a frustrazioni, imponeva di saper imparare, prendere confidenza con lo strumento, accettare compromessi. Con la tecnologia touch, questi dispositivi sono diventati così intuitivi per i bambini, da eliminare qualsiasi momento di attesa o di frustrazione nei più piccoli.

Questa tecnologia potrebbe modificare la struttura cerebrale dei bambini:

  • riduce i tempi del processo decisionale,
  • riduce la capacità di mantenere a lungo l’attenzione e la concentrazione,
  • riduce la capacità di astrazione,
  • complica la gestione del tempo.

Ci sono dei vantaggi, certamente, ma non c’è nessun buon motivo per anticipare così tanto l’età di accesso a tablet, PC e smartphone nei bambini!
Esiste infatti anche un fenomeno di dipendenza da tablet che colpisce i bambini e si manifesta con vere e proprie crisi di astinenza, irritabilità, perdita di interesse per altre attività,  isolamento. 

Non lasciare mai soli i bambini durante la navigazione su Internet

Non intendo consigliare a nessuno di controllare i figli a vista, né di farli navigare solo in nostra presenza o di vietargli Internet se noi non ci siamo.

Ma dico: gravitiamogli intorno. Cerchiamo di stare nella stessa stanza, ogni tanto guardiamo la loro espressione, restiamo nei paraggi. 

Sono ancora troppo piccoli per gestire da soli tablet e smartphone e il nostro compito è quello di proteggerli dai pericoli: così come gli mettiamo le cinture di sicurezza in auto, o non gli diamo alimenti pericolosi, o li vestiamo in inverno… allo stesso modo dobbiamo provvedere alla loro sicurezza in Rete. 

Attivare la navigazione con modalità di restrizione

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Questo significa che vostro figlio di 9 anni non vedrà alcuni video di rapper, di YouTuber che dicono volgarità o si sfidano in prove stupide, non vedrà alcuni contenuti che i suoi coetanei invece hanno il permesso di vedere: eppure si sopravvive.

Tutti questi contenuti non sono da vietare in senso assoluto, che sarebbe il modo migliore per renderli più attraenti di ciò che sono, ma si possono guardare insieme, commentare ad alta voce, comprendere con un genitore. In questo modo perdono attrattiva e restano ciò che sono: sciocchezze volgari.

E poi, siamo sicuri che alcuni programmi di YouTube o della TV siano davvero adatti ai bambini, anche se rientrano nella fascia consentita?
Siamo sicuri che guardare Striscia la Notizia, a 9 anni, sia un bene per i figli? Siamo sicuri che faccia ridere una comicità volgare o piena di doppi sensi, e l’esposizione del corpo femminile?

Noi abbiamo rinunciato completamente alla TV pubblica e generalista e abbiamo scelto SKY: certo, costa di più, ma non ci sono più schifezze: non ci sono donne svestite, non ci sono litigi in TV, non ci sono urla, reality, trasmissioni poco appropriate.

Link utili:

Le linee guida dei social sono molto chiare: solo dopo i 13 anni i ragazzi possono avere un proprio profilo social: 

Controllare settimanalmente la cronologia di navigazione

Uno strumento importantissimo per controllare ciò che i minorenni fanno su Internet, oltre al sistema di parental control, è la possibilità di visionare settimanalmente la loro cronologia di navigazione.

Potete farlo con Microsoft (Impostazioni / Account / Famiglia e altre persone), ma anche seguendo le linee guida Google, o installando un software di parental control.

In questo modo riceverete ogni settimana la cronologia dei siti visitati dai vostri figli, e potrete verificare che stiano navigando in modo sicuro. 

Concordare un cyber contratto con i propri figli

Possiamo anche rendere consapevoli i figli dell’importanza della sicurezza online, stipulando con loro un contratto sull’uso di Internet.

In un cyber contratto possiamo includere:

  • l’importanza di non divulgare informazioni personali, come la scuola frequentata, l’indirizzo, il numero di telefono;
  • non pubblicare fotografie che possono rivelare informazioni personali, dove vivono i ragazzi, quale vita fanno;
  • il numero di ore da passare davanti al PC;
  • essere rispettosi online, accettando la Netiquette e comportandosi in modo rispettoso con gli altri (questo previene anche il cyberbullismo);
  • non attuare comportamenti da bulli;
  • riferire tutte le situazioni spiacevoli o che provocano sentimenti di imbarazzo o di paura;
  • proteggere le password, sceglierle difficili e non divulgarle;
  • non cliccare su link sconosciuti, né su siti di download

Educare significa trovare anche compromessi, ma mai scendere a compromessi sulla sicurezza dei figli. Non lasciamo che accedano a Internet senza conoscerlo e senza conoscerne i pericoli. Sarebbe come dargli le chiavi della nostra macchina a 5-8 anni, senza conoscere le tecniche di guida, i segnali e la strada, e dirgli: Vai pure dove vuoi.
Molto meglio allacciarli dietro in macchina, sul loro seggiolino, ed essere noi alla guida.



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