Come rinunciare ad odiare per essere felici

Pubblicato il 30 gennaio 2017 da • Ultima revisione: 22 marzo 2017

Quell’odio che ti consuma dentro, che ti mangia un pezzo alla volta, quando non dormi al pensiero del male che vorresti per qualcuno, di come desideri la sua sofferenza. Ma anche quell’odio sottile, verso quelli che ‘danno fastidio per il solo fatto di esistere’, l’odio per i neri, per i gay, per i musulmani, per quelli che non rientrano nel nostro piccolo orticello e nel nostro piccolo standard.

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Vedo l’odio come un cancro che si nutre di cellule umane ancora sane, le fa ammalare, si diffonde e consuma la vita un giorno dopo l’altro, finché si prende tutto di noi e ce lo porta via. Vedo l’odio come la forma più vile di politica: il modo più semplice per inebetire quelli che non hanno capacità di vedere lontano e distinguere il bene dal male.

Io credo alla felicità e penso che la felicità diventi tale solo se siamo felici con noi stessi e con gli altri: non vedo felicità nella solitudine, nei muri e nelle barriere, nelle deportazioni, nel dividere le persone tra loro. 

La mia felicità semplice è quella di tutti, il mio desiderio di scontare la colpa di essere nata ‘dalla parte giusta del mondo’.

Mi è successo di odiare così profondamente qualcuno da desiderare che morisse, sperando che si togliesse di torno il prima possibile e che mi lasciasse in pace. Mi è successo di avere pensieri orribili e di odiare così profondamente da perdere il sonno, rigirarmi ore nel letto, per giorni e giorni di fila, piangere e disperarmi, sentire male fisicamente: male al corpo, male allo stomaco, male al cuore, alla testa, alle ginocchia.

Poi ho deciso di interrompere la spirale dell’odio e di lasciarlo andare via. Lo percepivo come un masso gigante attaccato al mio collo, che cercava di farmi affogare e tirarmi sempre più giù, sempre più in profondità, in un abisso scurissimo di sentimenti orribili.

Ho spezzato la mia catena e ho semplicemente deciso di non odiare più.

Perché ho avuto tante vite e so, lo so davvero, che finché possiamo cambiare vita, nessun tipo di odio può interrompere il nostro percorso.
Nessuna persona che ci odia ha il potere di fermare la nostra evoluzione o di rovinare il nostro futuro o privarci della felicità.

E’ solo alimentando l’odio all’interno di noi che l’energia positiva resta bloccata. E la nostra vita resta incastrata nell’odio e non va più avanti, né indietro.

Il perdono non è un atto di debolezza o di rassegnazione. No, il perdono, al contrario, richiede una forza enorme, direi quasi sovrumana. Ci vuole forza per perdonare perché i sentimenti negativi che nascono in noi quando del male ci viene esercitato contro assumono un peso così grande da diventare una zavorra davvero insostenibile.
– dice Nunzia di Ricomincio da Mamma.

Perdonarsi è un atto d’Amore: è accettare il proprio limite, guardarsi con ‘compassione’, vedersi con occhi più gentili. E poi, quando si è capaci di perdonare se stessi, si impara a perdonare il male che arriva dall’esterno: a perdonare gli altri per incrementare la propria forza. Ti perdono perché sono capace, perché ne ho le forze, perché ho gli occhi nel sole – una consapevolezza superiore.

L’odio che alimentiamo ci mangia dentro e si appropria della speranza, della felicità, della gioia, della sorpresa.
Perché è come un buco nero che inghiotte tutti i sentimenti positivi.

Lo stesso odio che proviamo, o che gli altri provano per noi, diventa una fitta nube nera di polvere sottile che ci soffoca ogni minuto di più, impedendoci di respirare alla vita.

Dico che dobbiamo davvero piantarla. 

Dobbiamo piantarla di ragionare con l’odio e iniziare a ragionare come parte di una stessa umanità. Dobbiamo iniziare a pensare che la felicità di tutti è un bene di tutti, mentre la felicità per pochi è un disastro per tutti. 

Dobbiamo alzarci in piedi e dissentire, protestare, urlare contro ogni forma di odio e discriminazione. Dobbiamo opporci con tutte le forze contro chi vuole dividerci attraverso l’odio, e dobbiamo invece unirci attraverso la pace, la libertà e la felicità per tutti.

E’ ora di alzarsi in piedi e pretendere la felicità per tutti, buttare l’odio nel pozzo più profondo del mondo e lottare per la pace.
E’ il momento di schierarsi con il Bene. Adesso.



Commenti

2 Commenti per “Come rinunciare ad odiare per essere felici”
  1. mela

    bellissimo post. sono d’accordo con tutto ciò che dici. l’odio fortunatamente non è nella mia natura non l’ho mai provato né spero di provarlo mai, ma ne vedo così tanto intorno a me da starci male. è ora di dire basta. baci.

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