Mamma Felice

Come viene raccontata la depressione post partum?

Pubblicato il 25 novembre 2016 da

depressione-post-partum-infanticidio

Ogni volta che ho provato a dire di aver sofferto di depressione post partum, ho ricevuto delle reazioni contrastanti, dice Valentina.

Non in Rete, dove ho trovato molta solidarietà, ma nella vita quotidiana: non si riesce a parlare tranquillamente anche degli aspetti meno positivi della maternità, non si può.

Eppure una donna che non sta bene e che non è felice dopo che ha avuto il proprio bambino non è un mostro e non deve essere giudicata tale.

Ma in quante invece si sono sentite così e per questo non hanno avuto il coraggio di chiedere aiuto? Passateci e poi mi sappiate dire. Solo perché la depressione post partum non si “vede” non significa che non sia altrettanto pericolosa e letale di una ferita alla gamba.

La realtà è che la depressione post partum viene “raccontata” male.

Mi spiego: spesso per i media è sinonimo di infanticidio. Non è assolutamente vero che una madre con la depressione post partum commetta un atto così grave, ma non curata la malattia può andare a minare il rapporto tra madre e figlio.

Eppure, nonostante i rischi – almeno da quella che è la mia esperienza – si fa pochissima prevenzione. A volte mancano i fondi per progetti anche molto meritevoli che mirano a individuare i soggetti a rischio. A volte questi progetti vengono avviati, ma poi appunto non hanno continuità.

Nei corsi pre parto, soprattutto quelli in strutture ospedaliere, non affrontano per nulla l’argomento: ci sono lezioni sull’igiene del neonato, sull’allattamento (altro capitolo che meriterebbe ben più di un singolo incontro), sul parto, ma non momenti legati anche all’aspetto emotivo della maternità (o se c’è è facoltativo). 

E’ vero che a volte sono le future madri stesse che non vogliono sapere nulla di ciò che le aspetterà perché pensano a viversi il momento felice, ma bisogna comunque che ci sia informazione (sarà poi una scelta personale quella di seguirla o meno). Per questo gli operatori sanitari dovrebbero essere più formati sull’argomento, entrare in empatia con le future mamme e a non considerare l’argomento tabù. 



Commenti

3 Commenti per “Come viene raccontata la depressione post partum?”
  1. Maia

    Tutto vero. Aggiungiamo poi anche l’ipocrisia e, sì, la cattiveria delle persone che si hanno accanto (penso giusto a mia suocera. Sono stata 5 giorni in ospedale tra ricovero e post parto, sono tornata a casa la domenica pomeriggio. Il lunedì è venuta a trovarmi con mezza famiglia, non per aiutarmi, ma solo per “spupazzare” la bambina, visto che all’ospedale non si può. Il martedì ha chiamato mia madre per dirle che casa mia è sporca e in disordine e sua figlia si è scandalizzata, che io avevo la pancia e dovevo mettere la panciera, che dovevo dare via il cane perché era arrivata la bambina, e che insomma, a 30 anni non è possibile che io non riesca a tenere la casa) e la ricetta è servita.

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