Quando i figli crescono noi impariamo ad aspettare

Pubblicato il 17 ottobre 2016 da

Ho visto Alla ricerca di Dory e tornata a casa ho ripensato a un semplice fotogramma. Dory soffre sin da piccola di perdita di memoria a breve termine e a causa di questo perde i suoi genitori. E quando se ne ricorda torna a cercarli, con il suo solito coraggio e ottimismo.

quando i figli crescono

Credits: Alla ricerca di Dory, fotogramma Disney-Pixar

Quando ho visto l’immagine di questa casa con tutte le conchiglie intorno, per chilometri, a raggiera, ho capito cosa voglia dire avere un figlio grande.

Portare migliaia di conchiglie, ogni giorno, fuori di casa, per far ritrovare la strada ai figli, e aspettare.

Credo che l’adolescenza dei figli sia soprattutto ASPETTARE.
Aspettare che capiscano la loro strada, aspettare che finiscano di piangere quando gli si spezza il cuore, aspettare fuori dalla cameretta finché sono arrabbiati, aspettare la sera fino a tardi finché non tornano a casa. Aspettare la telefonata che ti dice che qualcosa è andato storto.

Probabilmente – anzi, sicuramente – è raro che avvenga qualcosa di brutto, ma quando nasce un figlio sei sempre sul precipizio: hai quel giramento di testa, quella sensazione di essere in bilico. Quella paura che succeda qualcosa di irreparabile.
E impari con il tempo a riderci su, a esorcizzarla, a far finta che non esista, a pensare che è solo una sciocchezza.

Credo che la migliore strada per essere buoni genitori sia lavorare d’anticipo: dare tutto quello che si ha, e soprattutto quello che non si ha, quando i figli sono piccoli. Consegnare loro un’infanzia felice.

Essere presenti, giocare con loro, prenderli in braccio (perché non è un vizio), sedersi accanto a loro a guardarli mentre fanno i compiti, mollare quel dannato cellulare e guardarli negli occhi, ascoltarli davvero.

L’adolescenza potrà essere come una serie di fotogrammi neri nella pellicola di un film. Potremmo allontanarci, potrebbe esserci un momento di distacco. Potrebbe essere tutto perfetto e indolore, oppure potrebbe esserci come un rumore di fondo, un fruscio che disturba tutte le comunicazioni.

E noi? Riusciremo a non arrabbiarci, a non urlare, a non dire nulla che possa segnarli?
Riusciremo a farci da parte?
Riusciremo a stare in silenzio?

Soprattutto: saremo capaci di ASPETTARE?

Amo mia figlia con tutta me stessa. Di un Amore che le parole non possono spiegare. Un Amore intenso, viscerale, passionale, feroce, istintivo, protettivo. La amo come se non avessi mai amato niente altro nella vita. La amo come amo la vita, con quella stessa resistenza, con la stessa resilienza.

Il solo pensiero di vederla allontanarsi da noi con rabbia, mi paralizza.

Eppure voglio che mia figlia sia libera. Non ho mai ostacolato i suoi sogni e mai lo farò, perché è nella libertà che le ho insegnato a diventare se stessa.

Libertà di accrescersi, ma anche di distruggersi: questo è il risvolto della medaglia. Sarò capace di accettarlo?

L’unica soluzione che mi viene in mente è accettare.
Accettare mia figlia per quella che è e che vorrà essere, e aspettare.
Aspettare che vada tutto bene, o aspettare di poter essere di nuovo utile.

Portare fuori dalla porta i miei milioni di conchiglie, le mie briciole di pane, e lasciare che lei faccia la sua strada.
Stare sempre un passo indietro e poggiare un’altra conchiglia, perché lei possa – se vuole – tornare a casa.

Essere genitori è fare i conti con l’infinito.
Qualcosa che va oltre la nostra possibilità umana, ma in qualche modo funzionerà.

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[Una mamma in cammino, articolo realizzato grazie al sostegno di Naturino shop online per Mammafelice.]



Commenti

3 Commenti per “Quando i figli crescono noi impariamo ad aspettare”
  1. sarap

    <3 "Credo che la migliore strada per essere buoni genitori sia lavorare d’anticipo: dare tutto quello che si ha, e soprattutto quello che non si ha, quando i figli sono piccoli. Consegnare loro un’infanzia felice." è il mio mantra e cerco sempre di estenderlo a tutti…

  2. Elena Brusatori

    Sì è proprio così brava Barbara l’hai spiegato bene anche se Dafne non è ancora adolescente! Io ho due maschi di 14 e 15 e una meravigliosa diciottenne che ho ASPETTATO un anno intero, è stata negli USA a frequentare il quarto anno di liceo! È stata dura ma ho sperimentato questa attesa che mi ha fatto maturare, lasciando a lei la libertà di realizzare un suo grande sogno! Ci vuole tanto amore nel saper mettersi da parte e aspettare.

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