Metodo Montessori e gioco simbolico

Pubblicato il 13 ottobre 2016 da

Una delle critiche più puntuali al Metodo Montessori è la sua rigidità: il Metodo si svolge strettamente sulla base delle tappe individuate dalla Montessori e i materiali devono essere usati uno alla volta, e per lo scopo con cui sono stati creati.

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Insomma: sembra che il Metodo Montessori lasci poco spazio alla fantasia e al gioco libero e che i materiali impediscano ai bambini di essere creativi.
Da un certo punto di vista, ad un’osservazione meno attenta, può essere così, ma non è del tutto vero: i bambini sono sempre interessati ad attività di vita pratica, e in alcuni contesti preferiscono fare una cosa per davvero, piuttosto che simularla. Per esempio pulire, o lavare i piatti, o bagnare le piante, o tagliare la frutta con coltelli veri per preparare la merenda.

Allo stesso tempo, il gioco simbolico non è del tutto assente nelle scuole Montessori: si creano spesso situazioni di gioco simbolico con elementi naturali, con foglie e legnetti, con la scatola della sabbia, o anche con cucinette in legno e bambole da accudire.

I materiali del Metodo Montessori sono il punto di partenza per acquisire manualità e autonomia: i bambini vengono invitati ad usarli bene per poi apprendere il movimento.

Del resto, se noi avessimo una chitarra in mano, non vorremmo usarla per piantare dei chiodi: più o meno questo è il senso della rigidità d’uso di questi materiali.

L’importante è chiarire al bambino lo scopo delle attività che gli vengono proposte: nella cucina giocattolo un coltello vero sarebbe pericoloso; nella preparazione della merenda, un coltello finto sarebbe inutile.

Il Metodo Montessori ha l’obiettivo di stimolare l’autonomia del bambino, la sua manualità e il suo corretto sviluppo: per questo le attività di vita pratica sono condotte con utensili veri, come fare una spremuta vera, tagliare con un coltello vero, utilizzare bicchieri di vetro e piatti frangibili.

Quando penso alla Montessori, dunque, io cerco di pensare anche al contesto storico: tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 i bambini venivano sfruttati, maltrattati, picchiati, impiegati nel lavoro. A quei tempi, il suo pensiero è stato rivoluzionario: ha detto alla gente che l’infanzia andava preservata, e che i bambini avevano dei diritti inalienabili.
Non era importante, in quel periodo, che i bambini avessero in casa una cucina giocattolo: nessuno avrebbe potuto permettersela, e nessuno avrebbe avuto il tempo di giocarci.
Invece, favorire la loro autonomia e la loro istruzione utilizzando materiali veri, che tutti avrebbero avuto in casa, era la cosa più giusta da fare: tornati a casa da scuola, i fratelli grand avrebbero accudito i fratelli piccoli, avrebbero preparato la tavola, pettinato le sorelle, lavato i panni…

La Montessori è riuscita a insinuarsi nella vita dei suoi alunni dando loro gli strumenti migliori per viverla, e cambiando la mentalità generale: i bambini vanno preservati e l’infanzia è una cosa seria.

Cos’è il gioco simbolico?

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Fino ai 12-18 mesi, i bambini prediligono giochi sensoriali e motori (gioco sensomotorio): amano spostare oggetti, svuotare cassetti e bacinelle, far sbattere gli oggetti per creare rumore, muovere le sedie, tirare, slacciare…

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Dai 12-15 mesi di età, invece, i bambini iniziano ad apprezzare, gradualmente, il gioco simbolico, ovvero un gioco di finzione: giocare a ‘fare finta di’. La caratteristica di questo gioco è che gli oggetti vengono utilizzati per rappresentare non se stessi, ma qualcos’altro: tipico ad esempio usare il manico della scopa per fare un cavallo.

Il gioco simbolico è stato teorizzato da Piaget, psicologo che ha studiato le fasi evolutive del fanciullo. Tra i 2 e i 7 anni (fase del pensiero preoperatorio), i bambini usano il pensiero simbolico perché diventano capaci di rappresentare mentalmente azioni, oggetti, situazioni e persona, anche in loro assenza.
In pratica, i bambini riescono ad effettuare imitazioni differite, rappresentando azioni che hanno vissuto: giocano a ‘fare finta di’ cucinare, imitando i genitori che cucinano; a cambiare un pannolino finto a una bambola, come i genitori che cambiano un fratellino, ecc…

Il gioco simbolico ha molti benefici:

  • potenzia la creatività del bambino, che impara ad utilizzare gli oggetti in modi più innovativi;
  • potenzia l’autostima del bambino, perché la drammatizzazione di una storia gli permette di interpretare ruoli differenti ed esorcizzare le sue paure o debolezze (per esempio può esorcizzare la rabbia interpretando il personaggio cattivo, o esorcizzare la paura interpretando colui che salva la situazione);
  • potenzia le relazioni, perché permette una maggiore socializzazione tra bambini, ognuno dei quali impara a gestire il proprio ruolo, a partecipare in gruppo, a relazionarsi con gli altri… condizione essenziale perché il gioco possa funzionare.

Come organizzare il gioco simbolico

Noi dobbiamo predisporre l’ambiente e poi lasciare che i bambini lo vivano con estrema creatività. Possiamo organizzare la cameretta come viene allestita l’aula di un asilo: da una parte una cucina giocattolo con i suoi accessori, da una parte un baule dei travestimenti con uno specchio e un paravento, poi una scatola con marionette e un teatrino di cartone, uno spazio dedicato alle bambole, ecc…

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Prendiamo spunto dal Metodo Montessori: scegliamo materiali naturali come il legno, aggiungiamo uno specchio e un tappeto morbido e caldo, predisponiamo l’ambiente in modo che tutti i giochi siano ad altezza del bambino e raggiungibili, in modo che lui possa prenderli, ma anche riordinarli dopo aver giocato.

Ogni cosa deve avere un suo posto su uno scaffale o in un cesto o su un vassoio delle attività.

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Prendete quindi alcuni spunti: non dobbiamo allestire la nostra casa come un asilo, né acquistare mille giochi od oggetti. Possiamo fare una via di mezzo: iniziamo con le attività di vita pratica, in cui bastano gli oggetti di uso comune già presenti nella nostra casa.
Poi mano a mano potremo scegliere insieme ai bambini qual è il gioco simbolico che preferiscono, e allestirlo con loro.

Esempi di gioco simbolico

Gioco della cucina

C’è una grafica che circola spesso su Facebook: Non importa quanto tu sia arrivato nella vita. Se un bambino ti porge una tazzina vuota, tu fai finta di bere il caffè. 

La cucina giocattolo è uno di quei regali che durano anni: noi stessi ne abbiamo avuta una per i 2 anni di Dafne e adesso che ha 8 anni, anche se usata meno, è ancora indecisa se tenerla o regalarla. Tra l’altro, è un gioco indistruttibile, se in legno, quindi può essere tramandato a fratellini o cuginetti o, come nel nostro caso, potrà essere regalato alla scuola materna di paese.

Se abbiamo poco spazio, è perfetta la cucina giocattolo in legno portatile, già completa di pentoline: è solida, ma leggera, si porta ovunque, è economica.

Possiamo aggiungere alimenti in legno, per esempio la frutta che si divide a metà con il velcro.

O alimenti che si compongono, come il panino e l’hamburger. Ma ci sono anche torte, pasticcini, insalate, e così via…

Gioco delle bambole

Un gioco come quello della cucina, adatto ai maschi e alle femmine. Usciamo dallo stereotipo dei giochi divisi per genere: anche i maschi hanno piacere a giocare con le bambole, e questo non li renderà omosessuali, ma li renderà dei bravi fratelli e successivamente dei bravi padri.
Omosessuali si nasce, e non è il gioco a trasformarci tali.

Per i bambini giocare con le bambole significa riprodurre i gesti di cura dei propri genitori: mettono in pratica ciò che noi offriamo loro, se gli cambiamo il pannolino, li aiutiamo a vestirsi, li coccoliamo e li culliamo, ecc…

Importantissimo giocare alle bambole anche per capire tempestivamente problemi di rabbia o di abusi: spesso i bambini tendono a riprodurre con le bambole ciò che gli accade nella vita, rappresentando nel gioco le loro emozioni e il loro vissuto. Se picchiano e sgridano le bambole e le mettono in punizione con rabbia, questo può esserci di aiuto per passare a una pedagogia più positiva e rinunciare finalmente a botte e punizioni che – francamente – sono davvero orribili.

Non abbiate paura di portarvi dietro il passeggino e la bambola di vostro figlio: è pur sempre un modo per togliere presto il passeggino e farlo camminare! Vedere bambini di oltre due anni sul passeggino non è certo l’inno all’autonomia che la Montessori avrebbe voluto.

Travestimenti

Di travestimenti e drammatizzazione abbiamo parlato spesso: sono utili per stimolare la fiducia del bambino e rafforzarne l’autostima, perché lo aiutano a mettere in scena le sue emozioni e a prenderne la distanza.

Prepariamo un baule con cappelli, mantelli, vecchi abiti della nonna e soprattutto foulard colorati che possono essere intrecciati e annodati a piacere: questo è perfettamente sufficiente per lasciare che i bambini giochino con la loro fantasia. Se potete mettere uno specchio è anche meglio, così i bambini potranno vedersi.

Possiamo anche acquistare burattini e marionette e un piccolo teatro fai da te. Io ho trovato questo che fa da teatro e da mercato.

Mercato

Nel mercato noi abbiamo vari cibi giocattolo, un carrello della spesa, la cassa giocattolo, i soldi di carta e le monete, le borsine di stoffa, i cestini da riempire.

Casetta o rifugio

I rifugi sono da sempre uno dei giochi preferiti dai bambini: invece di fargli smontare i cuscini del divano, potremmo creare un nascondiglio semplicemente con un lenzuolo vecchio sistemato su un tavolo.
In alternativa, basta un paravento che crei un angolo dentro la cameretta.

casa giocattolo per bambini

Proviamo ad arredare la cameretta in modo semplice come se fosse una mini casetta: una piccola buca delle lettere fuori dalla porta, una poltroncina per leggere e rilassarsi, un tavolino con una sedia, tovaglia e stoviglie per apparecchiare e giocare alla cucina, un mazzolino di fiori finti e delle tendine colorate, un telefono finto, i giochi delle bambole con il loro lettino, lo stendino con le mollette per lavare i vestiti delle bambole, la scopa e la paletta per pulire. Tutto questo è un ambiente Montessori.

Ospedale

Non dimentichiamoci ciò che riguarda la cura e la salute: una valigetta da dottore, il camice, lo stetoscopio, i carotti per curare le bambole, le bende…

Potrebbe essere utile anche per esorcizzare la paura del dottore.

Officina

Un banco degli attrezzi è sempre apprezzato: può essere quello del falegname o del meccanico e permette di svolgere attività di motricità fine come martellare, inchiodare, avvitare, stringere, riempire, infilare, aggiustare, avvitare…

Per approfondimento leggi anche: Giochi e materiali creativi per i bambini.

Ha parlato di questo tema anche Daniela, de La scuola in soffitta: qui il suo articolo con i giochi simbolici divisi per età.



Commenti

3 Commenti per “Metodo Montessori e gioco simbolico”
  1. laura

    Ciao!potresti consigliarmi un testo della Montessori che illustri oltre che la teoria anche la pratica del suo metodo?grazie!

  2. laura

    Ciao!potresti consigliarmi un testo della Montessori che illustri oltre che la teoria anche la pratica del suo metodo?grazie!

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