I compiti delle vacanze non ci hanno impedito di vivere

Pubblicato il 16 settembre 2016 da • Ultima revisione: 16 settembre 2016

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Ciao Dafne, abbiamo passato proprio delle belle vacanze. Essere tua madre è bellissimo e te lo scrivo qui in segreto, così magari lo leggerai quando sarai adolescente (e non mi sopporterai per giusta causa), ma ti farà piacere sapere che nutro molta stima di te.

Avere 8 anni non è semplice, soprattutto quando hai una famiglia che ci tiene alle regole. Non ne abbiamo molte, giusto una manciata, ed è sempre stato così sin da quando eri piccola, perché noi amiamo educare in modo positivo: la pedagogia negativa non ci piace. Non occorre un divieto, se si può guardare la vita con occhi felici. 

Noi ti abbiamo offerto la nostra linea educativa perché è quella in cui crediamo e che noi stessi adottiamo per sentirci felici, ma chiaramente essere genitori ci espone al tuo giudizio e alle tue critiche, perché in qualche modo influenziamo la tua crescita – in bene o in male starà a te deciderlo.

Abbiamo tuttavia cercato di educarti alla pace: non amiamo i conflitti, né le tensioni – nemmeno quando ne avremmo motivo, e quindi cerchiamo di evitarli per te, e anche per noi.

Alcuni pensano che scansare i conflitti sia una debolezza, ma per noi è una forza: quando hai la capacità interiore di non assecondare il conflitto, e lasciar scivolare via tutto l’odio, apri le porte alla felicità. 

A volte è difficile spiegarti le nostre scelte senza giudicare gli altri: ci proviamo, ma qualche commento ci scappa.
– Perché io non posso avere un cellulare e usare whatsapp? 
– Perché hai 8 anni e ci sono delle regole (per esempio wa è vietato fino ai 13 anni)
– Ma quel mio amico ce l’ha…

E allora io ti chiedo sempre di pensare se ti piacerebbe vivere in un’altra famiglia, se ritieni ce ne sia una migliore da cui possiamo imparare e metterci in discussione (volentieri!), o se quando vedi gli altri andare in macchina senza cinture, non fare i compiti, trattare male gli animali o i bambini, prendere botte dai genitori… ecco, ti chiedo se vale la pena di essere come gli altri, o se è preferibile che seguiamo le regole che abbiamo condiviso e le comprendiamo. E, se vogliamo cambiarle, adottiamo i sistemi giusti.

E tu la risposta la sai sempre.

Sapevamo già, questa estate, che tanti bambini in Italia non avrebbero fatto i compiti delle vacanze, come Mattia che oggi è sui giornali: io stessa all’inizio delle vacanze ti ho detto di scegliere, e che se tu non avessi voluto farli per me andava bene, ma avresti dovuto spiegarlo tu stessa alla tua maestra.

A metà Giugno avevi già fatto 40 pagine e io non me ne sono nemmeno accorta. Nel frattempo abbiamo sistemato tutta la tua stanza, dato il bianco, montato il letto da ragazza rock, messo le luci, appeso i quadri e riempito di nuovo tutti gli armadi. Poi sei andata una settimana al mare con i nonni, con zia e con papà e hai fatto tanti bagni e scansato i granchi della Riviera. Al ritorno hai voluto fare l’oratorio e poi anche l’estate ragazzi: io non volevo impegnarti fino a fine Luglio, ma tu hai insistito e quindi abbiamo accettato. Nel frattempo hai continuato a fare i compiti da sola. 

Agosto è stato bellissimo, per me, e spero lo sia stato anche per te. Lo so che il fatto di restare a casa ad Agosto a volte è pesante da digerire, quando sei piccolo, se vedi tutti i tuoi compagni che raccontano vacanze più belle e più lunghe delle nostre, ma noi non potevamo proprio.

E’ arrivata Fragola e abbiamo montato tutte le protezioni per farla correre sul retro del giardino, abbiamo setacciato tutti i tabaccai di zona per finire l’album dei Cucciolotti, abbiamo installato gli anti zanzare sotto il gazebo e abbiamo passato una bella estate in giardino, tra puzzle, mandala da colorare, corse dietro la cagnolina, figurine e – anche – compiti. Che ridere quando facevamo matematica e né io, né te ricordavamo le tabelline! E quando volevo aiutarti a ripassare le divisioni, e le ho sbagliate tutte?

Hai finito i compiti delle vacanze a fine Agosto, e a Settembre erano rimaste due pagine di matematica da fare con papà e il libricino da leggere. Non c’è stato mai un giorno in cui abbiamo dovuto importi di aprire il libro: a volte ti alzavi la mattina da sola e ti trovavo a fare i compiti, a volte la sera non avevi voglia di dormire e aprivi il libro per fare una pagina, a volte in cortile ne facevamo un paio insieme e poi chiudevamo tutto.

Non possiamo certo dire che i compiti delle vacanze ci abbiano impedito di fare le vacanze, né di vivere. 

Mi è proprio piaciuto andare al cinema da sola con te e questa estate ci siamo proprio sfogate: cinema, shopping per la scuola, ristorante, passeggiate… Stare con te è proprio piacevole e sono profondamente innamorata di questi tuoi magnifici 8 anni, e della persona che sei. Sei una persona con cui è bello passare il tempo, divertente e ironica, saggia e profonda, artista ed estremamente creativa, interessante.

Ti conosco bene e so che non mi avresti mai perdonata, se avessi scritto alla tua maestra una lettera come quella del papà di Mattia. So che ti vergogneresti da morire, se io mi rendessi protagonista delle tue scelte. Anche se ti piace avere la mamma rappresentante di classe, so che certe volte vorresti che io mi impegnassi un po’ meno.

Io lo capisco, perché so di essere una mamma ingombrante. So che ti rende orgogliosa vedermi in mezzo alla gente quando organizzo gli eventi in paese, ma so benissimo che esporre anche te sarebbe un torto nei tuoi confronti: le mie idee, i miei ideali, le cose che piacciono a me non devono diventare alberi che fanno ombra a te. Tu hai i tuoi alberi da piantare.

Credo che Mattia un po’ la penserà come te, e che non gli farà piacere essere diventato uno strumento per le idee di suo papà, anche se sono certa non fosse questa l’intenzione.

Solo che fare i genitori è davvero complicato e a volte ci dimentichiamo di aver tagliato il cordone ombelicale durante il parto: noi siamo noi, tu sei tu. Noi abbiamo le nostre vite, tu hai la tua vita. E anche se ancora dipendi da noi in molte cose essenziali, tu non ci devi niente.

Come genitori, non abbiamo il diritto di entrare nella tua vita per prenderne il controllo. Possiamo darti le nostre regole e discuterle insieme, ma le scelte della tua vita riguardano te, e noi le accetteremo sempre e comunque, senza giudicarle.

Noi non abbiamo solo 3 mesi per insegnarti a vivere: viviamo con te ogni giorno dell’anno e anche quando vai a scuola siamo lì, veniamo alle riunioni, giochiamo insieme, dipingiamo, facciamo musica, ti portiamo a roller e firmiamo il diario. E probabilmente il nostro compito non è nemmeno insegnarti a vivere, ma permetterti di vivere a modo tuo ed essere i tuoi primi supporter.

Sono fiera di te, per la tua scelta di aver fatto tutti i compiti delle vacanze. Non lo hai fatto per me, né per la maestra. Lo hai fatto per te stessa, e anche se sapevi benissimo che nello stesso momento molti altri bambini avevano scelto di non farli, non ti sei fermata al concetto di ingiustizia, ma hai portato a termine ciò che ti eri data come obiettivo. 

Se un giorno riterrai che a scuola ci sono troppi compiti, io ti aiuterò a portare avanti la tua tesi, ma non lo farò al posto tuo: potrai scrivere una lettera alla maestra, chiedere la convocazione di una riunione di classe, chiedere di parlare al Consiglio di Istituto e anche candidarti al Consiglio Comunale dei Ragazzi.
La libertà si può conquistare non solo per se stessi, ma anche per gli altri: a te la scelta. 

Nel frattempo è finita la prima settimana di scuola, con una maestra che è sembrata a tutti meravigliosa e allegra, gentile ed entusiasta, e tu mi hai detto una cosa:
– Mamma, mi sembra che questa maestra abbia proprio voglia di lavorare bene con noi.

So che non vedi l’ora, come tanti tuoi compagni, che vi dia i compiti da fare a casa.

Perché hai capito che si può amare lo studio e anche la vita, insieme, e avere il tempo per tutto, anche per la noia creativa. E’ così anche per me, ma tu forse lo sai già: è per questo che amo il mio lavoro ed è per questo che mi impegno con il volontariato e mi piace dedicare tempo a tante cose differenti.

Ogni giorno della nostra vita può essere una splendida avventura.
E secondo me tu ci stai riuscendo bene.



Commenti

17 Commenti per “I compiti delle vacanze non ci hanno impedito di vivere”
  1. sara pavanello

    Sei sempre un grande esempio per me, mi sento molto inadeguata leggendoti…non solo perchè ho tribolato per far fare ad ale pochi dei compiti assegnati, spero 7 anni siano diversi da 8
    Pero’ la vostra linea è molto la nostra anche se a volte nn è semplice da gestire,pero’ sono orgogliosa quando Ale protegge un’amica e non si allinea al gruppi solo per il gusto di rompere le palle…o quando la sua insegnante (dell’anno scorso) lo chiama “il mio scienziato pazzo”…perchè è curiosa, si interessa e ha la fortuna di avere un papà wikipedia 😛
    Quando il papà manca io e lui usciamo, cinema, pizza ed è un piacere uscire con lui…. 🙂 anche a volte lo strozzerei….

  2. mammacaramella

    e’ vero, quando tu scrivi…vedo tanto ordine, regole e perfezione nel tuo mondo nella tua famiglia…che anche io mi sento inadeguata…nella mia confusione nel mio commettere mille errori…e pentirmene l’istante dopo..
    anche azzurra ha fatto i compiti delle vacanze sola e in poco tempo…e’ cosi matura e migliore di me….

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Mamma di Dafne (8 anni)

      Il fatto è che ordine e perfezione sono una vostra percezione 🙂
      Non abbiamo mai proposto il modello di una famiglia perfetta perché non lo siamo. Ma siamo qui da 8 anni per migliorare, non per scrivere solo sciocchezze…
      Ho parlato molte volte dei miei dubbi e mi è servito. parliamone!

      • mammacaramella

        questa era la percezione che io personalmente ho avuto….
        ma anche questo è un confronto.
        io credo che i compiti per le vacanze non vadano dati o almeno il giusto…..tanto per non dimenticare…ma se loro dimenticassero regole ed operazioni in soli pochi mesi tra luglio ed agosto vorrebbe dire che il lavoro scolastico di un intero anno è stato vano…sono convinta che le vacanze debbano essere vacanze senza compiti..

      • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
        Mamma Felice
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        Mamma di Dafne (8 anni)

        Mi dispiace, perché sp quanto è difficile misurarsi con quelli che ti sembrano perfetti, e mi spiace molto poterti dare questa sensazione… scriverò più articoli incasinati, così rimedio 🙂

      • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
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        Mamma di Dafne (8 anni)

        Sul lavoro vano, ti posso solo riportare la nostra esperienza: a fine anno hanno fatto le divisioni e le frazioni, e mia figlia non le ricordava proprio. Esercitarsi le è servito, e nonostante questo probabilmente ha sbagliato i test iniziali di verifica.
        Per le tabelline non ne parliamo: evidentemente ha preso da me, che non le ricordo nemmeno a 40 anni ahhaaa 😀

  3. Anche noi abbiamo fatto moltissime cose quest’estate: c’è stato il tempo per andare in vacanza, per fare i compiti, per partecipare al campus tecnologico e all’oratorio estivo, per stare con i nonni, anche per annoiarsi a volte.
    Trovo che la lettera che sta girando sul web sia di una supponenza esagerata.
    Come fanno le maestre a fare il loro lavoro se i bambini se ne infischiano delle regole (dei compiti delle vacanze, in questo caso), spalleggiati dai genitori?
    Se si pensa che le insegnanti diano troppi compiti se ne parla con loro, si discute, ci si confronta, si cerca una soluzione. Non si scrive una lettera di giustificazione che deresponsabilizza il bambino e mette gli altri in difficoltà.

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Mamma di Dafne (8 anni)

      Come vedi, sono d’accordo con te. Più che altro a me piace cambiare le cose per tutti, non solo per mia figlia.
      Da noi i compiti sono sempre stati adeguati, né troppi, né pochi. Non mi ricordo di aver mai fatto la nottata con Dafne per studiare, quindi ci siamo sempre sentiti molto ben predisposti.
      Se ritenessi che i compiti sono troppi, seguirei l’iter corretto: riunioni con le maestre, interclasse, consiglio di istituto. Non vorrei una dispensa speciale per mia figlia, ma per tutti la stessa equità.

  4. Concordo pienamente con le vostre riflessioni, se in linea di massima ci sono delle regole, generali e che non nuocciono , non possiamo in quanto genitori avvallare una “disobbedienza” tanto più se dettata da pigrizia dei genitori in primis, secondo me. Dovremmo sostenere i nostri figli affinché facciano ciò che sentono giusto per loro fin da piccoli ma spiegando loro che nella vita un po’ di impegno non può che aiutarci a crescere anche un tantino più fieri di loro stessi. Ciao

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Mamma di Dafne (8 anni)

      Ecco, magari la ‘disobbedienza’ potremmo insegnarla per le lotte civili, per esempio ampliare i diritti civili di tutti… ci devo riflettere, perché mi sembra una bomba poter parlare ai bambini anche piccoli di disobbedienza civile, fatta nei modi adatti alla loro età. Grazie per avermi suggerito questa parola! 🙂

  5. Che bel post, che belle riflessioni. Allora c’è ancora speranza…

  6. Io sono insegnante e mamma.la mia idea di compiti per le vacanze e invece in linea,piu o meno, con il papa di mattia.i compiti per le vacanze non sono obbligatori.ma arrivati preparati ai test d ingresso e responsabilita dei genitori se alla primaria ,degli studenti se medie e superiori.il bravo docente dovrebbe consigliaare,non imporre,dei ripassi mirati ed individuali ad ogni singolo alunno,come ho visto fare a pochissimi colleghi in questi sedici anni di insegnamento.e facile rivolgersi al rappresentate dei libri ordinare libretti fotocopie dei libri di testo e dire fate i compiti per le vacanze.che senso ha?dal mio punto di vista solo un interesse dei docenti e mi fermo qui.che senso ha far spendere altri soldi alle famiglie per dei libri inutili ? Io ad esempio consiglio di leggere un libro in lingua,insegnando inglese.Poi ripasso i primi giorni di scuola per il test di ingresso.anche io ho fatto scegliere mia figlia di otto anni se fare o meno i compiti.poi spieghera alla maestra lei la sua scelta.vista l esperienza dello scorso anno.gli studenti che durante l anno scolastico lavorano e bene durante le vacanze devono fare altre esperienze insieme ai genitori.una tabellina esempio si puo ripassare anche al supermercato.anzi in questo modo i ragazzi si rendono conto che le tabelline non sono solo un compito noioso ma uno strumento indispensabile nella vita.cosi come altri argomenti.giustamente chi ha fatto poco durante l anno deve recuperare.ma questo deve segnalarlo l insegnante. Ma questa e solo la mia idea.

  7. micaela

    Una bellissima lettera Barbara, da piccola mi sarebbe piaciuto riceverla da mia mamma e sono sicura che anche a Dafne piacerà leggerla e rileggerla quando sarà grande, per apprezzare sempre di più la fortuna che ha avuto ad avere una mamma così.
    Noi quest’estate ci siamo concentrati sui viaggi culturali e sulle escursioni alla scoperta della natura.
    Devo dire che è stata una bella estate, ricca di conoscenze, di scoperte e risate.
    All’estero spesso non capivamo quello che ci dicevano e cercavamo in tutti i modi di imparare i termini più comuni. Inoltre era bello imparare a girare per le città con i mezzi pubblici, chiedere indicazioni, scegliere il ristorante dove mangiare cose con termini incomprensibili che magari si rivelavano buonissime.
    Ecco per noi i compiti delle vacanze sono stati anche imparare a vivere, stare in mezzo alla gente o camminare in montagna tanto da aver male alle gambe ma poi arrivare alla meta e godersi un panorama mozzafiato.
    I compiti i miei figli li hanno fatti senza che io dicessi niente. Anche con il più grande (13 anni) quest’anno non sono intervenuta, ho lasciato che si organizzasse da solo, e se alla fine ha dimenticato di fare qualcosa sarà lui a giustificare con i professori.
    Grazie di questo post. Mi ha fatto riflettere su tutti i bei momenti passati con la mia famiglia

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