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Depressione post partum: cos’è e da cosa dipende

Pubblicato il 30 maggio 2016 da

La depressione post partum è una malattia che colpisce tra l’8 e il 12% delle neomamme: questi sono i dati forniti dal Ministero della Salute, anche se di fatto la percentuale non è certa. Ad esempio il report di Save The Children Italia intitolato “Mamme in arrivo” (2015) riporta anche il 16%.

depressione post partum: cos' è e come si riconosce

Significa che – a seconda dei dati di riferimento – tra le 45000 e le 90000 donne all’anno si ammalano di depressione post partum.

La depressione post partum esordisce generalmente tra la sesta e la dodicesima settimana dopo la nascita del bambino e spesso viene confusa con il baby blues. La questione terminologica è importantissima: capita che i media utilizzino infatti la definizione “depressione post partum” nei casi di infanticidio, ma è bene chiarire che non è assolutamente così.

Partiamo dall’inizio.
Il baby blues è una condizione naturale che riguarda circa il 70% delle puerpere e che è dovuto fondamentalmente al crollo ormonale dopo il parto.
La mamma può piangere in maniera apparentemente immotivata oppure sentirsi un po’ triste, ma tutto si risolve nel giro di 15 giorni.

Quando appunto questa condizione si protrae per diverso tempo – e ricordiamolo in maniera continuativa – si può parlare di depressione post partum. La DPP è una condizione depressiva che molto spesso c’era già prima della maternità, ma che poi è esplosa con l’arrivo di un figlio.

Le motivazioni possono essere molteplici e spesso hanno a che fare con la famiglia d’origine: ad esempio il rapporto con la propria madre, oppure eventi vissuti che non si riuscite ad elaborare come un lutto o un grande cambiamento come può essere un trasferimento in un posto nuovo, magari senza aiuti.
A questo si aggiunge il rapporto con il partner, la sua presenza durante la gravidanza o meno, l’aspetto economico o quello lavorativo.

Gli studi hanno inoltre evidenziato che madri adolescenti hanno più probabilità di sviluppare la DPP, per via di una gravidanza magari non voluta e faticosa da accettare.

La depressione post partum è comunque curabile e si risolve solo con l’aiuto di uno psicoterapeuta.

Chi ne soffre – e questo è importantissimo che si sappia – NON deve essere associata ai gravi fatti di cronaca su madri “Medee”.

E’ estremamente raro che una donna con la depressione post partum anche molto grave possa far del male ai propri figli.
In questo caso entra in gioco la psicosi post partum che invece si può manifestare anche subito dopo il parto con episodi di delirio e pensieri di morte anche verso il bambino e che necessita il ricovero e un’adeguato trattamento con i farmaci.

Stiamo quindi attenti a che parole usiamo: potrebbero essere il motivo per cui molte donne non chiedono aiuto.



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