Mamma Felice

Come allestire la zona del cambio pannolino in casa

Pubblicato il 11 maggio 2016 da • Ultima revisione: 15 agosto 2016

Anni e anni di cambio del pannolino: ogni mamma e papà che si rispettino, potrebbero prendere il diploma su questo argomento, nonché in organizzazione del cambio. Noi eravamo diventati esperti sul cambio in casa e fuori casa, sui locali pannolino friendly, sui pit stop da organizzare in qualsiasi gita.

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Una cosa tutto sommato divertente: non mi sentirete mai parlare del cambio pannolino come una tragedia senza fine, soprattutto perché con un minimo di organizzazione anche il momento del cambio può essere una piacevole esperienza di relazione tra bambino e genitori. 

Il cambio del pannolino, con un neonato, è il momento delle coccole, delle pernacchie sul pancino, della ginnastica alle gambe e dei massaggi. E’ il momento in cui ci dedichiamo un’intimità piacevole e intensa, il momento in cui il bambino è più vulnerabile e si affida totalmente alle nostre cure, al nostro amore, al nostro contatto.

Per questo ho sempre pensato che anche in casa il momento del cambio del pannolino dovesse essere piacevole e rilassante, e non un turno in fabbrica in cui si deve impiegare meno tempo possibile in un’azione che vene totalmente spersonalizzata.

Il cambio del pannolino è un momento personale, eccome! E per entrambi!

Comodità e comfort non solo per il bambino, ma anche per noi:

  • cambiare il bambino su un fasciatoio comodo, posizionato alla giusta altezza: no al cambio su letto o divano, che sono troppo scomodi, fanno malissimo alla schiena, non rendono piacevole questo momento di intimità;
  • teniamo il bimbo al caldo con un vello di pecora: è caldo, anti decubito, repelle l’acqua e lo sporco ed è morbidissimo; certo, non è vegan, ma potrete usarlo anni e anni, con figli e nipoti;
  • in alternativa, prendiamo una copertina di mussola di cotone 100% bio, che ci servirà anche per avvolgere il neonato in modalità ‘burrito’ (sì, si chiama proprio così!);
  • utilizziamo solo cosmetici naturali, pochi ma buoni: leggiamo sempre le etichette dei prodotti per la cura della pelle del neonato, e scegliamo quelli con l’INCI migliore (anche per noi!);
  • preferiamo indumenti di cotone bio 100% e facili da indossare: evitiamo di stizzire il bambino con mille bottoncini e allacciature, e con indumenti poco adatti alle sue semplici attività giornaliere (mangiare, dormire, sentirsi pulito, ricevere coccole);
  • scegliamo sempre il pannolino giusto, possibilmente ecologico, adatto alle forme del nostro bambino: abbiamo tutti avuto la tentazione di comprare solo pannolini in offerta, ma non tutti i pannolini sono adatti a ciascun bambino. Alcuni possono provocare irritazioni, altri possono provocare imbarazzanti fuoriuscite, alcuni sono troppo stretti o troppo larghi… Una volta trovato il pannolino ‘giusto’, non potrete farne a meno.

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Molte amiche utilizzano pannolini ecologici, in particolare i pannolini NappyNat, che sono 100% naturali e sono realizzati con materiali di origine totalmente vegetale, e sono dunque ecocompatibili, biodegradabili e compostabili. Sono infatti realizzati con l’ormai famosissima bioplastica compostabile derivata dagli amidi del mais. Non contengono additivi chimici, creme, paraffine, ftalati e antibatterici. Sono certificati VeganOk e Allergy Certificied.

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Sono facili da mettere, hanno una cintura elasticizzata e una chiusura riposizionabile e si adattano bene alle forme del bambino, garantendo assorbenza sicura, anallergica e delicata, nel massimo comfort possibile. Si trovano in 5 misure (MINI, MIDI, MAXI, MAXI PLUS, JUNIOR) e costano circa 8,95eur per una confezione da 16 a 22 pezzi. Si possono acquistare in farmacia e nei supermercati, ma soprattutto online, sul sito www.nappynat.it.

Nappynat è un’azienda 100% Made in Italy: tutta la ricerca, lo sviluppo e la produzione avvengono esclusivamente in Italia.

Come organizzare la cameretta

Organizziamoci bene, perché non serve molto, ma è importante avere tutto a portata di mano: mai, mai, mai lasciare da solo un neonato sul fasciatoio o in bagno!

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Possiamo procurarci un fasciatoio classico, purché sia il più semplice possibile, oppure utilizzare una cassettiera o mobile basso per riporre il materassino per il cambio: l’importante è che i mobili siano sempre fissati ai muri (soprattutto quelli con cassetti o altre parti su cui il bambino potrà in futuro arrampicarsi, rischiando di restarne schiacciato!) e che il materassino sia posizionato bene, che non sporga e sia della misura perfetta.

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Personalmente, io avevo optato per un fasciatoio molto semplice e lineare, in una piccola zona della cameretta (proprio adiacente al bagno) attrezzata con tutto ciò che mi occorreva per il cambio del pannolino: attaccato al fasciatoio (in legno grezzo), avevo posizionato un portaposate sempre il legno grezzo, con cui avevo ‘hackerato’ la postazione del cambio, per riporre creme e detergenti in modo sicuro, sempre a portata di mano.

Di lato, un mobiletto con cestini scorrevoli, dove riporre pannolini e vestiti e alcuni ganci appesi alla parete, per appendere asciugamani e accappatoio; dall’altro lato un paio di ceste con i giochini, in caso avessi dovuto distrarre la bambina.
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In cima al fasciatoio avevo invece attaccato un porta oggetti da parete, munito di grandi tasche colorate, realizzato in stoffa e usato moltissimo – non solo per tenere a portata di mano l’occorrente per il cambio del pannolino, ma anche – anni dopo – per riporre i giochi e i libri della bambina.

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In ogni caso, scegliamo sempre mobili realizzati con materiali ecologici e dipinti con vernici atossiche e sicure, facilmente pulibili, senza troppi fronzoli: dobbiamo igienizzare bene la superficie del cambio, più volte alla settimana, per creare un ambiente sicuro per il nostro bambino.

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Molto utili i cassettoni, in cui riporre ogni cosa al suo posto; visto che non possiamo lasciare da solo il neonato, teniamo sempre vicino tutto ciò che ci occorre per il cambio del pannolino: salviettine o panno di cotone bio inumidito, pannolini di ricambio, cestino della spazzatura, cambio di body e tutine, calzini, creme per il cambio o per il massaggio.

Se scegliamo delle cassettiere basse, saranno utilissime anche in futuro, per alimentare le autonomie dei nostri figli.

Il cambio del pannolino e il Metodo Montessori

Teniamo conto anche dell’età dei bambini: come avrebbe detto Maria Montessori, dobbiamo facilitare l’autonomia dei bambini il più possibile. Se da neonati si faranno cambiare volentieri il pannolino da noi, intorno all’età dello spannolinamento (dai due anni circa), non vorranno più sdraiarsi sul fasciatoio ed essere cambiati ‘passivamente’ come neonati.

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Coinvolgiamo i bambini nel momento del cambio: divertiamoci, coccoliamoli, trattiamoli come ‘bambini grandi’. invece di ingaggiare inutili lotte sul fasciatoio, lasciamo che possanjo vivere liberamente il bagno e la cameretta, ed essere soggetti attivi nella loro igiene personale.

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Fondamentale sarà un armadio basso, perfettamente accessibile dai bambini, in cui trovare tutti i vestiti e le scarpe per vestirsi in autonomia… o con un nostro piccolo aiutino (se richiesto).

Se il nostro timore è che i bambini mettano tutti gli abiti in disordine, o vogliano uscire in costume a Dicembre e con il cappotto a Ferragosto, basta organizzarci con il cambio dell’armadio: teniamo alla loro portata soltanto i vestiti di stagione, e poi lasciamo che si sbizzarriscano da soli con i loro abbinamenti di colore. Non importa che siano coordinati, ma felici!

Se abbiamo paura di non arrivare in tempo a scuola, prepariamo gli outfit la sera prima, o di settimana in settimana: su ogni appendi abiti possiamo già sistemare il cambio della giornata, scelto insieme ai figli, e al mattino trovare tutto facilmente, e senza perdite di tempo.

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Niente è più magico di accompagnare i bambini nella loro crescita, dal primo cambio del pannolino al primo calzino infilato da soli, fino a quando imparano ad allacciarsi le scarpe e a correre senza voltarsi indietro. 

Noi siamo qui per accudire i figli, ma anche per scortarli verso il futuro finché – inevitabilmente – non debbano più voltarsi indietro.
Tanto noi ci siamo, sempre.
Eccome, se ci siamo.



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