Come coltivare le amicizie

Pubblicato il 3 febbraio 2016 da • Ultima revisione: 15 agosto 2016

Coltivare l'amicizia sulla

Esistono tanti tipi di amicizia, uno meglio dell’altro. Non credo alle classifiche: ci sono amicizie deboli e amicizie forti, amicizie passeggere e amicizie durature, ma ciascuna è stata importante nella mia vita; non la rinnego, non la rimpiango neppure, e non credo che qualcuna sia stata inutile. 

Anche dagli amici passeggeri ho imparato qualcosa, e persino dai falsi amici: ho imparato molto su me stessa, e non è mica poco.

Ho chiuso certe amicizie distruttive, senza pentimento alcuno, e anche riuscire a dire di NO è stata una bella lezione di coraggio, per me, e di affermazione, e di libertà.

L’amicizia oggi per me è una paziente reciprocità: io per esempio sono negata nelle telefonate, non ricordo mai di chiamare nessuno, non scrivo mai un messaggio per chiedere ‘come stai’. Ma ci sono sempre se dall’altra parte c’è qualcuno che ha bisogno di me, sia per una parola di conforto, che per un’uscita terapeutica.

Chi mi vuole bene mi sopporta così, e viceversa: amicizia è anche sopportarsi, oltre che supportarsi.

Amo le amicizie senza obblighi prestabiliti, perché so che ci sarò quando serve, e che se mi dimentico di chiamare per una settimana, nel mio cuore non è cambiato nulla.

Coltivare l’amicizia attraverso una passione comune

Le amicizie più intense della mia giovinezza si sono basate tutte sul volontariato: ragazzi e ragazze con cui ho condiviso una passione, e anche un sacrificio, spinti dalla stessa motivazione e dagli stessi principi.

Ancora oggi è così: negli ultimi due anni ho ripreso a fare volontariato locale, e i legami che ho stretto all’interno dell’associazione sono profondissimi, e molto maturi.
Sono felice. Felice sia di impegnarmi, sia di poter condividere l’impegno con altre persone – seppur estremamente diverse da me. 

Coltivare l’amicizia sulla diversità

Amo le amicizie scombinate, spaiate come due calzini perduti in una lavatrice. Con gli anni non sono più andata alla ricerca di amici uguali a me, ma totalmente diversi. Amici con cui, eventualmente, io possa anche discutere sulla vita in modo animato, senza trovare un punto di accordo totale.

Stare con Zack e Alex era, semplicemente, più facile. E’ stato in quel momento che ho capito come mai non uscivano più con noi. Essere amici di Auggie poteva essere complicato, a volte. (Il libro di Christopher, RJ Palacio, Ed. Giunti)

Essere amici di persone simili a noi è più semplice. Essere amici di persone complicate, è complicato. Però è più divertente, più ricco di sfumature. 

Quando un amico ha bisogno di noi facciamo tutto quello che possiamo per aiutarlo, giusto? Non possiamo essere amici solo quando ci conviene. Un’amicizia importante vale sempre la pena di un piccolo sforzo in più. (Il libro di Christopher, RJ Palacio, Ed. Giunti)

Nella diversità ho imparato l’impegno: non voglio un’amicizia semplice, se posso avere un’amicizia che mi tiene occupata la mente. Gioisco per le mie amiche, e soffro per le loro sofferenze.
Se vivono un periodo difficile, non penso ad altro. E viceversa: riusciamo a consolarci a vicenda dicendoci quasi le stesse parole, e ridendone di cuore.

Non serve essere uguali, per questo: basta essere diverse, ma complementari. 

A volte è difficile essere amici.

E’ difficile essere amici perché si ha sempre la tentazione di lasciarsi andare alla polemica, alla discussione politica, o anche semplicemente ai dispetti o alle ripicche.
Come se noi non commettessimo mai errori!

Ti va di entrare nel nostro gruppo? Vogliamo te, ma non lui. Fa schifo. (Il libro di Christopher, RJ Palacio, Ed. Giunti)

E’ difficile essere amici perché perché l’esclusione è sempre una tentazione. E’ difficile essere amici perché certe volte occorre fare delle scelte, come nel caso di questo libro della serie Wonder (di cui avevo già parlato in precedenza), dove essere amici di un bambino malato è una scelta da compiere ogni giorno, anche andando contro gli altri, per difendere chi amiamo. Ma è la scelta giusta, perché escludersi per l’aspetto fisico, o per una disabilità, è precludersi la possibilità di essere felici CON l’altro.

Coltivare l’amicizia con la tecnologia

Tra le mie più care amiche, praticamente sorelle, ci sono le donne incontrare in Rete in questi anni: persone con cui è nata un’affinità importante, e con cui ho condiviso le tappe fondamentali della mia vita, dalla mia storia di amore con Nestore, alla nascita di mia figlia e della mia azienda.

Senza le mie amiche online, avrei vissuto nell’isolamento più totale, negli anni in cui ero da sola in casa con la bambina piccola, senza poter uscire.

Quelli che dicono che la Rete non permetta di creare veri legami di amicizia, non sanno cosa si perdono e forse non sanno usare bene la tecnologia. Secondo me è il modo migliore per trovare le proprie ‘affinità elettive‘.

Coltivare l’amicizia quando c’è poco tempo

La parsimonia è una delle doti che prediligo dell’amicizia. Non cerco amici che si affannino per me, né che mi dedichino un numero prestabilito di ore in una settimana.

Difficilmente chiamo per fare due chiacchiere, e non potrei mai avere un’amica strettissima che mi chiama durante la giornata solo per parlare del più e del meno. Lascio la frivolezza alle serate passate in casa o nei locali, perché la mia giornata è così concitata, che ricevere una telefonata senza motivo mi irriterebbe – già lo so.

Questo certamente ha selezionato le mie amicizie: non sarei una buona amica, per chi ha invece bisogno di (legittime) conferme d’affetto. Le mie amiche sono come me: crude e indaffarate. 😀

Coltivare l’amicizia basata sul positivo

Soprattutto ho capito, negli anni, che le mie migliori amicizie si basano tutte sui valori positivi. Quelle amicizie nate per sparlare di altri o per criticare, sono finite tutte molto presto. Ammetto che, all’inizio, sono dannatamente divertenti, ma non portano ad una vera crescita, e mi stancano presto.

Un’amicizia che si basi sull’odio reciproco per qualcun altro, non parte dal presupposto giusto.

Coltivare l’amicizia sulla profondità dei sentimenti

Ma soprattutto, le mie amicizie si basano sui sentimenti. Lunghissime chiacchierate sulla vita, sui figli, sulla musica, sul cinema… sulle emozioni.

Ore e ore a parlare di come stiamo, come staremo, cosa faremo, come siamo arrivati a questo punto. Ore a parlare di come ci sentiamo adesso. 

Un’amicizia basata sulla profondità dei sentimenti, perché non saprei desiderare altro, da un amico, se non questo filosofeggiare e pensare insieme, per prendere la vita seriamente, tra una risata e l’altra.

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Commenti

4 Commenti per “Come coltivare le amicizie”
  1. Valentina

    …le mie amiche sono come me: crude e indaffarate! (cit.) Com’è vero!!!! Io sono molto, molto cruda e indaffarata

    Che post bello. Mi sei mancata crudaiola!

  2. micaela

    Mi sono spesso chiesta perchè nonostante il mio desiderio di aver molti amici, in realtà io fossi circondata sempre dagli stessi: amici veri, “solidi”, che durano nel tempo.
    Mi sono chiesta se fosse un problema mio, non so di antipatia, ma poi ho capito che semplicemente cercavo nel posto sbagliato, cercavo l’amicizia di persone a cui in realtà non importava nulla di me, importava solo sparlare di qualcuno, esaltare inesistenti qualità dei figli, sfruttare il mio tempo e la mia disponibilità per tornaconto personale.
    Ho raggiunto un equilibrio quando ho capito che io sono così: cruda e indaffarata, ci sono sempre se qualcuno ha bisogno di me, ma non ho tempo per pettegolezzi e amicizie frivole…
    Ora sono contenta dei miei amici, di quelli su cui posso contare, che fanno parte della mia vita come la mia famiglia, perchè anche loro fanno parte della mia famiglia e mi piace dedicargli amore e affetto.

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