Insegnare ai bambini a fare colazione

Pubblicato il 26 gennaio 2016 da • Ultima revisione: 24 marzo 2017

Tante discussioni che seguo nei gruppi di genitori online riguardano la preparazione del mattino: i bambini sono lenti a prepararsi e i genitori perdono la pazienza.

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Molti mi chiedono consigli su come prepararsi al mattino e come stimolare il senso di autonomia nei bambini.

Maria Montessori era innamorata delle autonomie e per me seguire il suo Metodo è stato illuminante, anche in quelle occasioni in cui sentivo che la mia pazienza non sarebbe stata sufficiente.

Con il tempo ho capito che la capacità di fare andare bene o male l’inizio della giornata, è sempre nelle nostre mani di genitori. Se abbiamo fretta e siamo nervosi, automaticamente i bambini saranno più reticenti a prepararsi, salteranno la colazione o la prolungheranno a dismisura, si vestiranno lentamente… e ci snerveranno.
Se invece ‘ci mettiamo il cuore in pace’ e impariamo ad accompagnare i bambini in modo positivo durante il risveglio, tutto va meglio.

Come sempre, si tratta di imporci un cambiamento. 
Davvero pensiamo che un bambino dai due ai nove anni (tanto per darci un’ampia fascia di età) sia in grado di fare colazione, lavarsi, vestirsi e prepararsi per scuola senza alcun tipo di intervento da parte nostra? In base all’età, ciascuno avrà un suo grado di autonomia, e noi dovremmo supplire con le nostre forze per offrire il nostro aiuto nella restante parte delle incombenze.

Dobbiamo avere il coraggio di scegliere la vita migliore per noi e per la nostra famiglia, anche quando è una scelta difficile. I cambiamenti si possono attuare anche un passo alla volta: bisogna solo smettere di trovare ottime scuse per non farli.

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Secondo la mia esperienza, il modo migliore per iniziare la giornata in modo sereno in famiglia, è fare colazione tutti insieme. Questo significa che – sì, certamente – che i genitori si devono sacrificare. Significa che noi genitori dovremo alzarci e prepararci prima, e poi essere a disposizione dei nostri figli. Benvenuti nella vita dei genitori! 😉

Noi abbiamo potuto davvero toccare con mano la differenza tra mattine in cui urlavamo stressati e snervati dalle lente preparazioni di nostra figlia, a un periodo di cambiamento totale, in cui riusciamo a stare seduti insieme per fare colazione, e riusciamo addirittura ad uscire di casa quindi minuti prima del previsto, e persino ridendo.
Quel momento della mattina, tra la preparazione e la colazione, è il nostro momento speciale.
Giuro che non l’avrei mai detto, se ripenso a quelle mattine in cui già alle otto mi sentivo nevrastenica e fallita, e mi rovinavo la giornata con un nervosismo che mi sfiancava – letteralmente.

A tal proposito, ho letto una ricerca (interessante, ma anche inquietante) di Banco Alimentare e Kellogg’s che mi ha fatto scoprire tanti problemi delle nostre case:

Il risveglio e la routine del mattino: la mamma si prepara, il papà è già uscito, il bambino si prepara da solo.

Tre cose, e tutte e tre mi fanno venire i brividi. I papà assenti, le madri che si sdoppiano, i bambini lasciati a se stessi. Davvero siamo ancora a questo punto? Davvero siamo ancora al punto che le madri non lavorano (o vanno a lavorare dopo?), i padri hanno la giustifica e i figli se la cavano?

Qui c’è un grosso cambiamento da fare: imparare la parità. Imparare che una famiglia ha dei momenti comuni – bellissimi – da vivere insieme, prima di ritrovarci a mangiare davanti alla TV in orari diversi, tutti quanti, senza più parlarci.

La colazione è frettolosa, i cibi sono predisposti sul tavolo, ma non sono ‘preparati’.

Insomma: come Italiani ci vantiamo di avere la cucina migliore del mondo, ma non abbiamo una vera colazione tradizionale, e delle ricette da preparare. La nostra colazione si assembla con prodotti pronti o viene fatta al bar con cappuccino e brioche confezionata. E’ una colazione sbilanciata, spesso eccessivamente calorica.

Solo 4 bambini su 10 fanno una colazione regolare.

E questo non solo per mancanza di tempo o di voglia, ma anche per povertà: in Italia oltre 4 milioni di persone si trovano in uno stato di indigenza, e di queste 1 milione sono bambini (dati ISTAT del 2014). Cosa facciamo noi per loro? Li conosciamo? Sono nostri vicini di casa?

Penso ai racconti di mia suocera, che mi dice sempre che sua madre accoglieva i bambini del quartiere, al mattino, per dare loro latte e pane, o biscotti, o frittelle: con la scusa di andare a scuola tutti insieme, li ‘obbligava’ a fare colazione – sapendo benissimo che altrimenti non avrebbero avuto cibo da mettere nello stomaco.

Ogni bambino ha diritto a una buona colazione.

Per risolvere questa urgenza, oltre che impegnarsi attivamente con le Caritas del proprio paese e con le Parrocchie, suggerisco a tutti noi – quindi comprendo anche me stessa – di partecipare alle attività della Fondazione Banco Alimentare Onlus, che ogni anno raccoglie 80mila tonnellate di alimenti (di cui 65mila derivanti dalle eccedenze delle filiere alimentari, e la restante parte dalle donazioni) e recupera anche 1 milione di pasti pronti dalle mense.

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Tra queste iniziative, c’è anche la collaborazione con Kellogg’s, che nel 2016 ha donato 6 milioni di porzioni di cereali per la prima colazione, e nel 2016 donerà 200mila euro per aiutare i 135mila bambini assistiti direttamente dalle strutture caritative convenzionate con la Rete Banco Alimentare.

Come adottare l’abitudine della prima colazione in famiglia

Consideriamo un’aspetto della colazione a cui non pensiamo mai (voi ci avevate mai pensato?): la colazione serve a spezzare il digiuno che abbiamo accumulato dall’ultimo pasto. Di norma, dal momento della cena alla colazione del giorno successivo passano dalle 7 alle 10 ore.

Se un bambino (e anche noi) salta la colazione, significa che digiunerà per almeno 14 ore consecutive. 

Questo ha degli effetti su molti aspetti della vita: sul rendimento scolastico, sul metabolismo, sui disturbi alimentari. Mangiare a colazione in modo equilibrato, senza saltare il pasto, previene l’obesità, perché ha effetti benefici sul metabolismo e non ci induce ad attacchi di fame durante la giornata.

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Come organizzarsi:

  • apparecchiare la tavola la sera prima, ed eventualmente, senza che crolli il mondo, lasciare le tovagliette della colazione sul tavolo anche quando usciamo: non mi giungono notizie di decessi per aver lasciato briciole sulla tavola;
  • pensare al menù settimanale anche per la colazione, in modo molto semplice: possiamo fare una rotazione settimanale delle colazioni, in modo da non annoiarci mai, ma nello stesso tempo non dover aggiungere un altro pensiero alle incombenze quotidiane;
  • i genitori si alzano e si preparano prima dei figli: in questo modo, possiamo sia fare colazione tutti insieme, sia aiutare i bambini a prepararsi senza scene di nervosismo;
  • dedicare il giusto tempo alla colazione: 8 minuti (che è la media nazionale) sono troppo pochi; 15 minuti sono giusti… e non ditemi che non possiamo trovarli!;
  • tenere spenta la TV: durante i pasti non bisognerebbe mai guardare la TV, perché ci fa perdere consapevolezza di ciò che mangiamo, e ci spinge e mangiare di più anche inconsapevolmente; inoltre, se alla mattina accendete la TV, sapete già che arriverete in ritardo e sarà un disastro riuscire a comunicare con i bambini!;
  • fare colazione alla fine: molti bambini non hanno fame appena alzati. La soluzione potrebbe essere quella di prepararsi, e poi solo all’ultimo fare colazione, prima di uscire.

Come dovrebbe essere la colazione

Consideriamo anche le calorie, nell’offrire la colazione (e nel consumarla): l’apporto calorico della colazione, per i bambini dai 5 ai 14 anni, è circa tra le 300 e le 500 calorie – perché deve coprire circa il 15-20% del fabbisogno calorico giornaliero.

Per questo, è importante anche studiarla in modo equilibrato, e distribuire le calorie in questo modo:

  • 55-60% dai carboidrati: non solo zuccheri semplici, ma anche zuccheri complessi, che diano le energie per arrivare sino all’ora di pranzo, quindi ad esempio pane e marmellata, cereali, miele come dolcificante, 2 fette di pane tostato o fette biscottate, oppure 4 biscotti secchi, oppure una fetta di torta fatta in casa, frutta fresca e di stagione;
  • 25% circa: grassi, come ad esempio un velo di burro;
  • 10-13%: proteine e calcio, per esempio con latte o yogurt o formaggi magri o uova o prosciutto cotto magro.

Non dimenticate i liquidi: sono rimasta molto stupita quando il pediatra mi ha detto che molti bambini non bevono abbastanza. Pensate che tanti momenti di irritazione o agitazione dei bambini nascono proprio perché hanno sete o sono disidratati! A colazione, proponiamo un frullato o un centrifugato, sano e colorato, ai bambini, e ricordiamoci che non bevono da più di 10 ore!

Dieci idee colazioni equilibrate e sane:

  1. Pane, burro e marmellata: due fette di pane integrale o di kamut, con un velo di burro e della marmellata biologica, serviti con un frullato di latte e frutta;
  2. Latte e cereali (io faccio sempre a metà tra cereali Kellogg’s e cereali integrali alla crusca), con un succo di arancia o mezza mela;
  3. Yogurt bianco con miele e frutta fresca o frutta secca, come nocciole, mandorle e uvetta e un cucchiaio di cereali semplici;
  4. Macedonia di stagione con yogurt e miele, e due fette di pane integrale tostato;
  5. Tè al limone e zenzero (o ai frutti di bosco), con 2 fette biscottate e miele;
  6. Pancake fatti in casa: due pancake con miele o sciroppo d’acero, e frutta fresca a pezzetti;
  7. Uovo alla coque, in cui intingere bastoncini di pane (2 fette di pane) e un frullato di frutta;
  8. Toast: un piccolo toast con una fetta di prosciutto cotto senza grassi e una fetta di fontina (o formaggi leggeri e non industriali);
  9. Salmone o prosciutto cotto: con due fette di pane tostato e un’arancia, ad esempio;
  10. Porridge: la classica colazione inglese con fiocchi d’avena, latte e frutta secca.

LEGGI ANCHE: Le colazioni in tutto il Mondo.

Cosa ne pensate? Riuscirete a ritagliarvi questi 15 minuti per fare colazione in famiglia?

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Post in collaborazione con Kellogg’s.



Commenti

6 Commenti per “Insegnare ai bambini a fare colazione”
  1. Vale

    Carissima, tutto stupendo, ma mio marito esce di casa alle 6,50 e sveglio mia figlia alle 7,00 per uscire alle 7,35 di casa ( ho l’anticipo a scuola x arrivare al lavoro in orario), è proprio impossibile sedersi a tavola. Noi mentre andiamo a scuola passiamo in panificio e io prendo il pane x la cena mentre lei si prende un prodotto da forno da mangiare durante l’anticipo a scuola, 10 minuti prima proprio non me la sento di svegliarla.
    Comunque se hai consigli sono qua.

  2. Vale

    .. e comunque mi pare un po’ troppo dire che i padri sono assenti e i bambini sono lasciati a se stessi.
    Mio marito ha piu’ di un ora da fare x arrivare al lavoro e io ho orari precisi in cui timbrare.
    Bisogna anche pensare bene prima di dare giudizi non credi?
    Entrambi ci alziamo alle 6 e facciamo l’impossibile, non credo che dobbiamo sentirci in colpa x questo…è semplicemente la vita.

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
      immagine livello
      Guru
      Mamma di Dafne (9 anni)

      Commentavo questa ricerca del Banco Alimentare, che mi è dispiaciuta: in Italia siamo ancora al punto che la media è questa, purtroppo – ma credo che tu sappia qual è la mia posizione in merito 😀

      • Vale

        Cero però sai a volte davvero non dipende da noi. A volte proprio non si può e bisogna rispettare questa “non scelta”.
        Se mio marito potesse andare al lavoro piu’ tardi e io pure si farebbe.

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