Sport e bambini: consigli di Massimiliano Rosolino

Pubblicato il 21 settembre 2015 da

In occasione del lancio di Funny Cooking, le pillole di cucina divertente per bambini di Nickelodeon ispirate a Spongebob, Tartarughe Ninja e i personaggi di Nick, ho avuto l’occasione di fare due chiacchiere con Massimiliano Rosolino, campione italiano di nuoto. Abbiamo parlato di bambini, sport e sana alimentazione.

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Come possiamo scegliere lo sport giusto per i bambini?

Non è complicato, ma lo diventa, dice Massimiliano. Perché tutti i genitori hanno aspettative sui figli: a volte vogliono che i figli facciano (o non facciano) il proprio sport, oppure si stressano con problemi inutili.

Il giusto sport dipende dall’età e ovviamente dalle inclinazioni del bambino: 

  • a 3- 4 anni nuoto, il nuoto è lo sport perfetto: li indirizza all’acquaticità, a prendere confidenza con l’acqua, a sconfiggere le proprie paure ed è anche facile da praticare, visto che molte famiglie vanno anche al mare in estate.
  • dai 5 ai 7 anni, ci sono tanti sport validi e forse meno conosciuti, come judo, ginnastica artistica, che possono essere insegnati a livello propedeutico, per aumentare la coordinazione dei bambini, e il controllo del proprio corpo.
  • a 8-10 anni i bambini possono già essere, se lo vogliono, dei piccoli atleti, e comunque dovrebbero essere messi in condizione di fare movimento, correre, giocare all’aperto, almeno 3-4 giorni a settimana.

Che non significa che devono seguire 4 giorni a settimana dei corsi sportivi, ma che dovrebbero poter quasi ogni giorno uscire di casa, andare al parco a giocare all’aria aperta, correre, e fare movimento. Meno TV, più moto.

Fino a questa età, lo sport deve soprattutto, comunque, essere considerato da famiglie e bambini, nel suo aspetto ludico: è un gioco bellissimo, che aiuta i bambini a comportarsi secondo le regole, ad aiutare i propri compagni nel perfetto spirito di squadra, a imparare concetti di correttezza come il fair play e soprattutto insegna la disciplina e completa e amplifica l’educazione scolastica.

Capita spesso che i bambini non abbiano le idee chiare, o perdano subito interesse per lo sport iniziato: dobbiamo insistere, o fargli provare tutti gli sport finché trovano quello che più amano?

Non dobbiamo insistere fino allo sfinimento, ma possiamo concordare, sin dall’inizio, di portare a termine l’anno. Per capire che davvero detesti uno sport, devi almeno provarlo. Soprattutto se hai scelto di intraprendere un percorso, e i tuoi genitori hanno pagato la quota.

L’obiettivo dei formatori sportivi e di chi si occupa di educazione motoria, è che i bambini non si stufino. L’allenatore è il primo a dire che i bambini si devono divertire, o altrimenti suggerisce che facciano altro. Ma possiamo semplicemente restare in quell’ambito, e specializzarci. Un bambino che, ad esempio, non ama il nuoto libero, può continuare a nuotare provando il nuoto sincronizzato o la pallanuoto, ecc

Non serve per forza andare in centri sportivi grandi: l’importante è trovare educatori che sappiano interessare i bambini e farli appassionare allo sport in maniera pulita e serena.

Quando proporre l’agonismo ai figli? Praticare lo sport a livello agonistico è un sacrificio sopportabile per un bambino? Come cambierà la sua vita? Saprà gestire la Competitività?

I bambini vanno di media due volte a settimana a fare sport, circa 2 ore a settimana, che è molto poco. L’agonismo serve a compensare il gioco libero che dovrebbero fare a casa. Ma significa concentrarsi solo su quello sport, e niente altro.

Ci sono sport molto severi, tipo la ginnastica, come quella di Yuri Chechi: dietro un movimento singolo ci sono ore e ore di duro lavoro. Questa può essere solo una scelta personale del bambino, perché significa comunque rinunciare a tante altre cose.
Invece il nuoto ti dà un fisico pazzesco, ti fa bene a tutte le età, non ‘scade’ come la ginnastica, ovvero non si concentra così tanto in pochi anni, anzi può durare tutta la vita. Ci sono dunque sport che, anche praticati a livello agonistico, sono sport che possono durare tutta la vita. 

In italia il calcio è visto come uno sport principale, ma esistono sport più belli, più formativi, individuali o di squadra. Si può lavorare sulla concentrazione con la ginnastica e il nuoto. Come la danza sportiva, dove puoi fare tantissime cose, e donarti agli altri.

La facilità del calcio è che pensi di saperci già giocare perché ci giochi in cortile, ma la competizione è altissima: perché non provare ad eccellere in sport differenti, ma ugualmente belli?

Sport e alimentazione: sia per i bambini, che per i genitori, qual è l’alimentazione più giusta per chi pratica sport a livello amatoriale?

La realtà è che in italia ci sono sempre più bambini obesi. E’ anche vero che, banalmente, più sport fai, più hai fame. Allora l’errore delle famiglie è pensare che puoi mangiare quello che ti pare, se fai sport – figurarsi se nemmeno lo pratichi un giorno a settimana.

Per restare in salute, sin da bambini, e nel giusto peso, occorre un regime alimentare intelligente, che parte dall’educazione dei genitori, che sono i primi che devono imparare ad alimentarsi con moderazione. Lo sport deve andare di pari passo all’educazione alimentare, e deve andare di pari passo con l’alimentazione di tutti i giorni offerta dalla famiglia stessa.

Che non significa che non si possa ‘giocare’ con il cibo, o mangiare in modo divertente, o non concedersi nulla: significa solo imparare a stare bene, tutti insieme, in famiglia.

Da questo, anche, nascono le pillole video di Funny Cooking su Nickelodeon. Io ho visto qualche video ricetta tra una puntata di Spongebob e l’altra, e le ho trovate carine e divertenti: ricette un po’ matte per bambini, con la presenza di Rosolino, improbabile cuoco un po’ pasticcione.

Se volete conoscerlo dal vivo e cucinare con lui, ma anche partecipare a giochi e contest di cucina, potete seguire Massimiliano nel suo tour Funny Cooking, che durerà fino a fine Ottobre 2015.



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