Imparare ad apprendere

Pubblicato il 16 settembre 2015 da • Ultima revisione: 25 settembre 2015

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Terza elementare. C’è da ridere se penso a quel giorno in ospedale, il chirurgo con l’apparecchio acustico mi grida (per la privacy):
– Signoooooora, cosa ne peeeensa se facciamo un parto operativooooo?
E io capisco che vogliono indurmi il parto, dico ok, poi dopo dieci minuti di discussione mi viene il dubbio:
– Scusi, ma lei con PARTO O-PE-RAAA-TI-VOOO di preciso cosa intende?
– Un cesareo!
– Ah, ok, sto per morire sotto i ferri, addio mondo, addio amiche vi lascio un ultimo messaggio sui social, amore ti prego non darle il mio nome quando io morirò perché non voglio che sia legata a me e al mio destino crudele, amore ti prego non dimenticarmi…
Scena che si sposta in sala parto, luci fredde, nasce Dafne, sono viva, ok, la mia solita esagerazione melodrammatica.

Adesso ho imparato a prendere le cose con maggiore leggerezza.

Terza elementare, sei diventata grandissima.
Certi giorni credo di scorgere già la te stessa di quando avrai vent’anni o trenta, e quello che vedo mi piace, te lo dico, quindi cerca di non rovinare tutto durante l’adolescenza.

Quando studiavo all’università ho memorizzato un termine che ancora oggi trovo deliziosamente illuminante, quando penso alla mia linea educativa: empowerment.
E’ una cosa che mi fa sempre pensare ai supereroi, perché in pratica è un modo di affrontare le difficoltà della vita, ed è un mix tra la resilienza, e la scoperta dei propri talenti, la capacità di potenziare se stessi per – come diceva Nietzsche – diventare se stessi.

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Tanta gente la differenza tra essere se stessi e DIVENTARE se stessi non la capisce, ed è chiaramente sottile, ma contiene in sé un dinamismo straordinario.
Non basta che noi ci limitiamo ad essere come siamo – troppo comodo dire: io sono così, se non vi sta bene aria e camminare.
Molto più ‘empowerment’ è richiesto nel DIVENTARE se stessi, ovvero nell’accrescere e sfruttare tutte le proprie potenzialità, valorizzare se stessi e le proprie doti, capire i propri punti di forza e illuminarli con potenza.

Dicono che in terza elementare si cominci a studiare sul serio. Che è una classe difficile, perché si diventa grandi, perché si impara a studiare.

Si impara ad apprendere, e io vorrei, per il tuo futuro, che tu imparassi ad ‘apprendere per tutta la vita’. Quello che all’Università chiamavamo il lifelong learning (l’apprendimento permanente), ovvero l’unica luce possibile contro il dilagante tasso di analfabetismo di ritorno nel nostro paese.

Io di matematica, storia e geografia non ricordo davvero nulla. Posso aiutarti a fare dei bei temi, posso aiutarti a colorare di nascosto dalle maestre (oops), e poi penso di cavarmela in arte. Ma non chiedermi niente sulla prospettiva o sulla geometria. Ho sposato tuo padre per colmare le mie carenze.

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Ma ti posso insegnare ad imparare.

Imparare ad imparare, trovare la luce del cambiamento, pensare che qualunque cosa oggi impari, la stai imparando non già per un voto, ma perché domani potrai spenderla nella tua vita.

Se vuoi illuminare il mondo, riempiti di luce. Riempiti di parole, e di libri, e di conoscenza, ma soprattutto dell’attitudine ad imparare. Niente può darci più passione e più amore dell’apprendimento. Perché se oggi impariamo ad imparare, domani tutto il futuro sarà dentro le nostre possibilità.

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Apprendere ad apprendere significa imparare a cambiare.

E io avrei voluto consegnarti un mondo già perfetto, ma, perdonami, non ci sono riuscita.
Accetta questo mondo com’è, talvolta bruttissimo e talvolta bellissimo, e affronta tutto con il sorriso, con la voglia di imparare e con la capacità di cambiare.

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Non è mai, mai troppo buio, per cambiare vita ancora una volta.

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Articolo in collaborazione con Philips Disney, la linea di prodotti Philips per l’illuminazione dedicata ai bambini.



Commenti

3 Commenti per “Imparare ad apprendere”
  1. “Ma non chiedermi niente sulla prospettiva o sulla geometria. Ho sposato tuo padre per colmare le mie carenze.” Come ti capisco!

    Dafne è una bimba molto fortunata 🙂

  2. micaela

    Anch’io di mate e geometria…buhhhhhhh, però di inglese, chimica, scienze e affini WOW!!
    Il papà aiuta con storia e francese, direi che ci siamo! Ma credo che sì la cosa più importante sia imparare a “bere” la conoscenza, la vita e ciò che si porta dietro.
    Dico sempre ai ragazzi: “Siate sempre curiosi” è così che si diventa intelligenti!

  3. Anna

    La curiosità appartiene a tutti i bambini, l’importante è continuare a coltivarla e alimentarla.

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